Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista del Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 18 - GIUGNO 1996


NOTIZIE PARLAMENTO
a cura di Piero Antonelli
Il tema delle riforme istituzionali è una delle questioni prioritarie all'attenzione del Govemo e che sarà certamente oggetto, all'inizio della XIII legislatura, di un serrato confronto parlamentare.
Già dalle dichiarazioni programmatiche espresse dal presidente del Consiglio prima al Senato e poi alla Camera, è emerso che la problematica della riorganizzazione dello Stato in una prospettiva federalista vedrà impegnato il nuovo Governo già dai prossimi mesi.
In questo senso appare utile analizzare, seppur brevemente, quanto il sistema delle autonomie territoriali e locali hanno sin qui elaborato in modo unitario. Ci si riferisce, in particolare, alla proposta di piattaforma per una Repubblica autonomista e federale che la Conferenza dei presidenti delle Regioni, l'Anci, l'Upi hanno sottoscritto il 7 marzo scorso a Firenze.
Con questo documento le Regioni, le Province ed i Comuni vogliono dare il loro concreto contributo ad un effettivo superamento dell'attuale assetto centralista dello Stato per la realizzazione di un sistema federale e solidale in grado di attuare il dettato costituzionale di una Repubblica delle autonomie, che valorizzi ogni livello istituzionale.
Riorganizzazione dello Stato in senso più autonomista e regionalista che però deve pur sempre procedere entro le due fondamentali coordinate date dall'articolo 5 della Costituzione, e dal principio di sussidiarietà.
L'articolo 5 della Costituzione è, infatti, principio fondamentale del nostro ordinamento che implica il riconoscimento delle Comunità territoriali come realtà preesistenti allo Stato e, dunque, da rispettare in ogni evoluzione dell'ordinamento. Il principio di sussidiarietà, che va inserito tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, deve informare le prassi amministrative, istituzionali e politiche dei vari livelli di governo, spostando la dinamica dei rapporti inter-istituzionali dalla rigida ripartizione formale di competenze verso il criterio mobile e flessibile dell'esercizio delle medesime in relazione al perseguimento di obiettivi precisi.
Con l'accoglimento di tale principio, che comporta una ripartizione delle competenze per livello di interessi, si ha un superamento del tradizionale criterio ordinatore dei rapporti tra centro e periferia impostato sulla formale separazione di competenze legislative e amministrative.
L'idea del federalismo a cui Regioni, Province e Comuni fanno riferimento si contrappone ad una concezione riduttiva dell'unità-Stato, intesa come gerarchia verticalmente organizzata delle sovranità, della politica e dell'amministrazione, ma pur sempre un federalismo unitario, cooperativo e solidale: unitario perché risponde alla necessità di una finalità nuova dell'unità del Paese, attraverso la valorizzazione delle autonomie locali; cooperativo giacché non è separazione, bensì cooperazione e distinzione di ruoli, nonché di responsabilità tra soggetti istituzionali; solidale in quanto, sulla base di una riaffermata e rinnovata solidarietà nazionale, cerca di attenuare gli squilibri tra aree forti e deboli del Paese in una prospettiva di redistribuzione territoriale della ricchezza.
Per realizzare siffatto sistema di piena collaborazione tra i vari livelli di governo è necessario che alle Province ed ai Comuni sia data garanzia costituzionale degli elementi essenziali del proprio ordinamento, dell'autonomia normativa, organizzativa e finanziaria: siano cioè garantite l'esistenza e le funzioni proprie di questi Enti locali. Solo così Province e Comuni potranno avere sufficiente potere di disciplina della propria organizzazione delle modalità di esercizio delle proprie funzioni.
In tale prospettiva è necessario, peraltro, ridefinire e rafforzare i poteri regionali di coordinamento. Principio generale deve essere quello di un'amministrazione regionale "leggera", destinata a realizzare i propri obiettivi e la propria politica attraverso Comuni e Province, a loro volta titolari di autonomi e distinti poteri di definizione delle proprie politiche e di concorso nell'attuazione delle politiche regionali.
Un ultimo punto che merita di essere evidenziato è quello relativo alla possibile istituzione di una Camera di rappresentanza territoriale in sostituzione dell'attuale Senato. L'innovazione che viene proposta attiene sia al tema della revisione della forma di Governo sia alla ripartizione delle competenze legislative tra le Camere elettive.
Alla base di quanto proposto vi è la considerazione che il bicameralismo perfetto italiano è un sistema ormai anacronistico ed all'origine di un processo legislativo e decisionale farraginoso, complesso ed inefficiente.
La Camera di rappresentanza territoriale dovrà avere, così, funzioni e competenze differenziate da quelle della Camera dei deputati, in quanto sede in cui si formano gli strumenti di cooperazione e collegamento tra centro e periferia. Allo stesso tempo, pur se esclusa dal rapporto fiduciario con il Govemo centrale, nella Camera di rappresentanza territoriale dovrà risiedere la facoltà legislativa in materie in cui vi siano ambiti concorrenti tra Stato, Regioni ed Enti locali, leggi comice o organiche, piani, solidarietà fiscale.
In conclusione le tematiche evidenziate nella proposta di piattaforma per una Repubblica autonomista e federale rappresentano, per il loro alto valore, un impegno rilevante per Regioni, Province e Comuni al fine della costruzione di una nuova forma di Stato sempre più al servizio dei cittadini.