Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista della Federazione Italiana Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 27 - GIUGNO 1999
NEWS DA WWW.PARKS.IT
 

Riserva marina di Portofino: critiche a decreto e no a scontro istituzionale
Ha sollevato critiche la nuova bozza di decreto ministeriale riguardante la gestione dell'area marina protetta di Portofino, sottoposta alle amministrazioni locali ed alla Regione Liguria. In un comunicato il Coordinamento ligure della Federazione dei Parchi non condivide, "nel momento in cui è necessaria la massima coerenza tra le politiche di settore e principi generali", che "il Ministero dell'Ambiente ritenga di affidare in gestione 1' area a un consorzio di nuova istituzione formato dalla Provincia di Genova, dai Comuni di Portofino, S. Margherita Ligure e Camogli, dal WWF e dall'Università di Genova: soggetti già tutti costituenti l'Ente Parco di Portofino gestore dal 1935 dell'area protetta terrestre confinante". Il documento trova che invece di assegnare un "congruo termine perché i predetti soggetti costituiscano il Consorzio e perché ne possano approntare l'organizzazione gestionale e operativa" sarebbe assai più logico, coerente e rapido affidarsi all'Ente Parco di Portofino che "ha da tempo presentato la propria candidatura alla gestione, candidatura peraltro sostenuta dalla Regione Liguria e dalle Amministrazioni locali e che con pochi innesti specialistici sarebbe subito adeguato anche ai nuovi compiti. Perché" si chiede il documento "potendo legalmente scegliere tra diverse soluzioni e nonostante si siano levati da più parti autorevoli richiami al buon senso e al rispetto dei più elementari principi di buona amministrazione, si persegue con ostinazione ed evidente pregiudizio la caparbia ricerca della "pessimizzazione" delle poche risorse disponibili?" Anche Legambiente prende posizione avvertendo che "il contrasto apertosi tra la regione e il ministro rischia di nuocere solamente alla nascitura riserva" e chiedendo "di porre immediatamente fine alla polemica e di passare allo studio di una soluzione terza ed originale rispetto a quelle sin qui improduttivamente contrapposte". Legambiente invita a non abbandonare la prassi positiva (di Ustica, di Punta Campanella) che affida agli enti locali la gestione ed esprime critiche all'esclusione del parco regionale, che "mina in parte la possibilità di politiche di tutela integrate terra-mare" ed all'inclusione invece di "soggetti eterogenei rispetto ai problemi che il progetto gestionale presenta".

Prossima la nascita di un Centro studi sui problemi del mare
Dalle relazioni e dalla collaborazione tra la Regione Liguria, la Federazione Italiana dei Parchi e l'Acquario di Genova nascerà probabilmente presto un Centro studi dedicato appunto alla ricerca sui temi della tutela attiva del mare. Una bozza di convenzione tra i tre soggetti, che prevede la sede presso il prestigioso e visitatissimo centro genovese ed una snella segreteria tecnica di coordinamento, è già stata predisposta ed approvata dalla Federazione. Se ne attende ora l'approvazione da parte della regione che ha del resto già manifestato il proprio interesse. Il panorama dei Centri studi che si occupano di aree protette si completerà così, affiancando il nuovo strumento al già affermato Centro intitolato a Valerio Giacomini (rivolto alla ricerca sui parchi terrestri e costituito dalla Federazione con la regione Lombardia ed il Parco dell'Alto Garda Bresciano) in una fase di consistente sviluppo dell'interesse e dell'attività per l'estensione delle azioni e del numero degli enti di protezione marina.

"Le parole dei parchi" ovvero il circuito chiuso della comunicazione
Come, quando, perché e - non meno importante - a chi comunicano le aree protette: attorno al complesso tema della comunicazione si è articolato il seminario "Le parole dei parchi" che si è tenuto al Centro scolastico della Provincia di Milano, su iniziativa del Consorzio Parco Nord di Milano, di "Comunica", Associazione italiana comunicatori ambientali, e della Federparchi. Una serie di interventi di esponenti del mondo delle aree protette, della comunicazione, del marketing e dell'ambiente accademico ha messo in luce un ventaglio di interpretazioni piuttosto vario - e non sempre concorde - su come promuovere i parchi e su come "bucare" la sostanziale indifferenza dei mezzi di comunicazione al riguardo. "Volevamo saperne di più, traendo spunti dalle esperienze e dalle riflessioni dei relatori a questo convegno ha esordito Mario Sartori di "Comunica" - per verificare se ed in quale misura le tradizionali strategie di comunicazione si possono applicare alle aree protette. Va bene l'impegno morale, fortissimo, dei responsabili di questo settore ma per promuovere un rilancio di attenzione su di esso non basta l'entusiasmo, lo spirito di volontariato, servono messaggi condotti con rigore scientifico".
Comunicare anche per ottenere il consenso: vale per molti parchi ma non per tutti, come ha sottolineato Francesco Borella del Parco Nord, un parco metropolitano e, dunque, atipico, che ha restituito al verde una zona degradata, favorendo un indubbio miglioramento della qualità della vita dei cittadini, che non hanno avuto alcunché da ridire, al contrario. "Ma dei parchi - ha ricordato Mariano Guzzini, Presidente del Parco del Conero - continua purtroppo a circolare alternativamente o lo stereotipo della bella cartolina illustrata (la natura "in vetrina") o della "storia di ordinaria catastrofe". Tuttavia le aree protette si sono dotate negli anni, complessivamente, di una trentina di periodici, per un totale di 250.000 copie di tiratura ed un bacino d'opinione di 800.000 lettori ogni due mesi. Cifre che diventeranno sempre più importanti all'interno dell'auspicata nuova politica dell'editoria nazionale. Un punto di vista in contrasto con quello di Antonio Ferro dell'Agenzia Gaia che, nonostante anni di esperienza nella comunicazione ambientale, è tuttavia convinto della scarsa intraprendenza dimostrata dai responsabili delle aree protette nel campo della comunicazione e dell'assenza di progettualità in questa direzione. Servono esperti di marketing nei parchi, secondo Ferro, che ha insistito sulla mancanza di coraggio da parte di molti amministratori, sull'inesistenza di iniziative mirate ad attivare interesse, ad enfatizzare "l'orgoglio di appartenenza" ad un contesto, ad un marchio. Un intervento che ha generato perplessità per appunti ritenuti ingiusti ed inesatti. Nel resto della giornata si sono susseguite le relazioni di Fausta Setti dell'Università di Milano (rapporto parchi-scuole-società), Gianni
Boscolo, direttore di Piemonte Parchi (tra le migliori riviste di settore e ad un costo sostenibile), Giuseppe Loy Puddu dell'Università "Bocconi" (esperto di politiche turistiche) e del WWF Italia. Nel pomeriggio è stata la volta delle testimonianze sulla comunicazione dai parchi (Saino per il Ticino, Zandri per il Conero); del Centro Studi "Giacomini" (Tenconi); di A.R.E.A. Parchi (Fontana); del sito Internet "Parks in Italy" (Piraccini) e di Legambiente (Di Simine).

I parchi in Campania: nuovo modello di sviluppo sostenibile
Organizzato dal Club Alpino Italiano, sezione di Avellino, e Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano, con l'adesione del Gruppo di Lavoro CAI-Parchi, della Federazione Italiana dei Parchi e con il supporto di Amministrazioni locali, tra le quali il GAL Partenio che ha ospitato i convenuti nella splendida cornice del Palazzo Ducale di San Martino Valle Caudina (in Provincia di Avellino, al confine con quella di Benevento), si è svolto un importante convegno nel quale la Campania ha dimostrato di possedere i requisiti per far crescere un sistema di aree protette regionali che si affianchi ai due parchi nazionali (Cilento e Vesuvio). L'iniziativa del CAI, molto attivo in regione, si svilupperà in altre due iniziative analoghe, in settembre nel Parco del Cilento e all'inizio di ottobre nel Matese. Più che di un classico convegno si è trattato di un tavolo di lavoro, nel quale sono stati affrontati temi tendenti a valorizzare il ruolo delle aree protette in regione. Maria Rosaria Candida Trotta ha dato il via ai lavori individuando gli obiettivi del corso-convegno e il ruolo svolto dalla Commissione TAM del CAI. L' avv. Roca ha esaminato gli aspetti giuridici; Sandro Strumia gli aspetti peculiari della flora e della vegetazione del Parco del Partenio, appena istituito dalla regione; Sabatino Troisi, veterinario, la funzione dei centri di recupero nella gestione della fauna dei parchi. Grande interesse ha suscitato la relazione, accompagnata da elaborati cartografici, di Pasquale Persico, che sta coordinando il Piano pluriennale di sviluppo sociale ed economico nel Parco del Cilento, nel quale, dopo il difficile avvio, si stanno sviluppando iniziative di promozione economica che stanno producendo validi frutti, come confermato dall'ing. Michele De Rosa, vicesindaco di Roccadaspide e componente di una delle commissioni nella quale si è articolata la più grande delle comunità di parco (ben 80 comuni, oltre a comunità montane, provincia e regione). Nel pomeriggio sono intervenuti Cesare Lasen (che rappresentava anche la Federazione dei Parchi), che ha posto l'accento sulla rete ecologica nazionale e sui programmi a livello nazionale e comunitario; Sabino Aquino, che ha trattato un argomento scottante e di straordinario interesse, evidenziando gli aspetti idrogeologici di un bacino fondamentale per la sete del Sud e che presenta invece problemi di inquinamento. Il convegno è stato chiuso da una relazione di Franco Carbonara, napoletano e presidente della Commissione Centrale TAM del CAI, che ha sintetizzato l'approccio etico ed economico che è alla base dello sviluppo di una rete di aree protette.

Costituito il coordinamento parchi del Lazio
Anche in Lazio, così come ormai in molte altre regioni, è nato il Coordinamento dei Parchi e delle Riserve naturali. Promossa dagli Enti dell'Appia Antica, dei Monti Aurunci, dei Castelli Romani, di Gianola, dei Monti Lucretili, dei Monti Simbruini, di Vejo e di Romanatura, la nascita è stata ufficializzata in una riunione di fine maggio durante la quale sono state poste le basi, si legge in un comunicato, per "favorire la collaborazione tra le aree per quanto concerne le conoscenze e le esperienze di gestione, la messa in rete delle informazioni e delle iniziative al fine di raggiungere una sempre maggiore efficienza nella tutela e nella salvaguardia del territorio, anche attraverso una pianificazione e una progettazione comune". Il Coordinamento, che ha stabilito la propria sede presso Villa Mazzanti a Roma, sede di Romanatura (l'Ente regionale cui è affidata la gestione delle aree protette del Comune di Roma) ha deciso di farsi promotore della prima Conferenza regionale delle aree protette in preparazione della seconda Conferenza nazionale.

Le aree protette siciliane sul piano nazionale delle zone umide
Presa di posizione del Coordinamento dei Parchi e delle Riserve di Sicilia in merito alla bozza delle linee guida per la stesura del Piano nazionale per le zone umide, elaborate dal Servizio Conservazione della Natura del Ministero dell'Ambiente. In una lettera al servizio le aree protette siciliane fanno presente che "seppure le predette linee guida siano state elaborate nell'ambito del Progetto Med Wet per la salvaguardia e l'uso razionale delle zone umide del Mediterraneo, non sono stati coinvolti gli organismi che ormai da anni gestiscono le zone umide siciliane di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar e precisamente l'Oasi faunistica di Vendicari (riserva naturale dal 1984 gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana) ed il Biviere di Gela (riserva naturale dal 1997 gestita dalla LIPU)". Del resto "anche le altre cinque zone umide siciliane contemplate dall'Inventario elaborato dal S.C.N. (Stagnone di Marsala, Saline di Trapani-Paceco, Oasi del Simeto, Lato di Pergusa e Pantani della Sicilia Sud-Orientale) sono interessate da riserve naturali già affidate in gestione o in via di affidamento". Esse si presentano "diverse per caratteristiche ambientali da quelle del rimanente territorio nazionale, di grande interesse per la presenza di specie o habitat minacciati e per questo rientrantri tra i Siti di interesse comunitario proposti dalla regione o tra le Zone di speciale protezione individuate dal ministero e, per la quasi totalità, ricadenti all'interno di parchi e riserve naturali". La lettera, per queste ragioni, auspica "il pieno coinvolgimento degli organismi che, nella quotidianità, si confrontano con i problemi gestionali di questi territori".

Dichiarazione di sostegno degli eurocandidati ai parchi d'Europa
L'Associazione dei Parchi naturali abitati dell'Unione europea, costituita da Associazioni di parchi dei Paesi membri (per l'Italia dalla Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve naturali) ha chiesto ai candidati al Parlamento europeo nelle elezioni dello scorso 13 giugno un im-
pegno esplicito a favore del sostegno alla politica delle aree protette d'Europa. Il testo è stato diffuso in tutta Europa, con lo scopo di costruire il più ampio consenso fra i futuri europarlamentari nei confronti di una iniziativa specifica dell' Unione europea a favore dei parchi. In esso era contenuto l'impegno ad operare per: "
  • 1) inserire pienamente le aree protette negli obiettivi delle politiche strutturali comunitarie;
  • 2) estendere il territorio europeo protetto con particolare riferimento alle zone pregiate transfrontaliere;
  • 3) favorire l'attuazione della direttiva Habitat nel quadro della rete Natura 2000;
  • 4) rafforzare le misure agro-ambientali al fine di sostenere i sistemi agricoli che contribuiscono alla qualità delle aree protette;
  • 5) agevolare l'attuazione della Carta europea del turismo sostenibile promossa da numerosi parchi europei e presentata a Lille il 9 aprile 1999". In Italia hanno sottoscritto la dichiarazione Agostino Agostinelli, Giampietro Angelini, Corrado Augias, Francesco Baldarelli, Aurélie Bessemoulin, Fabio Binelli, Michele Boato, Assunta Maria Brachetta, Nando Dalla Chiesa, Franz Di Cioccio, Leonardo Fiorentini, Francesco Fortunato, Marianna Fragalà, Riccardo Francovich, Fiorella Ghilardotti, Leila Kechoud, Reinhold Messner, Daniela Nucci, Maria Grazia Omodei, Alfredo Peri, Fabio Roggiolani, Gianni Tamino, Tiziano Tissino, Lucia Venturi, Francesco Pio Zurlo.

Presto la ratifica della Convenzione delle Alpi?
Sembra in dirittura d'arrivo l'ormai antica vicenda della ratifica da parte dello Stato italiano della Convenzione per la protezione delle Alpi, i cui atti preliminari risalgono al novembre del 1991. La Camera dei Deputati ha infatti approvato e trasmesso al Senato il disegno di legge che autorizza il Presidente della Repubblica alla ratifica.
Radicalmente modificato rispetto a quello originario, il testo approvato dalla Camera attribuisce ovviamente al Ministero dell'Ambiente l'attuazione della Convenzione, il quale ministero dovrà però agire d'intesa con gli altri ministeri interessati e con una Consulta Stato-regioni dell'Arco alpino, appositamente costituita. Scomparso ovviamente dal testo il Comitato consultivo presso il ministero, ma scomparsa anche l'individuazione dell'Agenzia nazionale per la protezione della natura quale affidataria degli adempimenti tecnici ed organizzativi connessi all'esecuzione dei protocolli convenzionali.

Verso l'Accordo di programma per Itaca
Prosegue il lavoro in vista della definizione dell'Accordo di programma attuativo dell'azione per lo sviluppo sostenibile integrato per il sistema delle isole minori che va sotto il nome di "Itaca". Il Ministero dell'Ambiente ha sottoposto una bozza, nei primi giorni di giugno, ai soggetti interessati (regioni, comuni delle isole coinvolte, Federazione dei Parchi, Coordinamento aree protette marine) che si sono riservati di esaminarla. Nel documento sono enunciati gli obiettivi (risanamento e riqualificazione delle aree urbane, recupero delle infrastrutture e dei servizi, realizzazione di centri di interesse e di promozione del turismo sostenibile, potenziamento dei collegamenti marittimi e funzionalità degli approdi con attenta valutazione dell'impatto ambientale, rilancio delle attività produttive tradizionali, studio e realizzazione di un sistema di rete materiale e immateriale) ed esposti gli impegni dei soggetti promotori. In discussione rimangono l'eventuale coinvolgimento di altri ministeri nella sottoscrizione dell'accordo e gli strumenti di coordinamento politico e tecnico del programma. Per la definizione delle questioni aperte è prevista una riunione nelle prossime settimane.

Presentazione ufficiale del Sistema Informativo per la Montagna
Presso il Centro Congressi Frentani a Roma, è stato presentato agli attori istituzionali (comunità montane, enti parco, regioni e province, amministrazioni centrali dello Stato) dal Ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro, il Sistema Informativo della Montagna (SIM). Si tratta di una infrastruttura innovativa di servizi telematici per l'interscambio dei dati tra pubbliche amministrazioni. Basata su di una architettura di rete progettata in collaborazione con l'Autorità per l'Informatica nella pubblica amministrazione, vedrà collegate tutte le comunità montane, le regioni, i parchi nazionali, gli uffici del CFS di zone montane di interesse naturalistico e le sue stazioni di lavoro periferiche funzioneranno come sportello ai cittadini per superare le difficoltà di comunicazione tra le struttu-
re dei diversi servizi. Protagonisti della presentazione istituzionale, oltre al Ministro De Castro, Franco Bassanini, Guido Rey, Edo Ronchi, Vincenzo Visco, Guido Canzi, Vannino Chiti, Enzo Bianco, Forte Clò, Enzo Valbonesi, Ermete Realacci. Progetto e Servizi tecnici SIM sono stati illustrati da Maurizio Talamo (coordinatore progetti intersettoriali dell'AIPA) e Fausto Martinelli (responsabile dei sistemi informativi del ministero).