Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista della Federazione Italiana Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 36 - GIUGNO 2002


IL VALORE DELLA BIODIVERSITÁ NEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO
di Margherita Coppola
  Il meeting internazionale ha interessato ricercatori e rappresentanti di governo

La diversità biologica o biodiversità è l'espressione della varietà degli organismi viventi. Elemento chiave del funzionamento dell'ecosistema Terra, si esprime anche come diversità genetica, diversità paesaggistica e diversità degli ecosistemi. In tutto il mondo, la conservazione della biodiversità è riconosciuta come un valore universale. Nel 1992, 170 paesi hanno firmato la convenzione sulla diversità biologica a Rio di Janeiro, impegnandosi in questo modo a conservare il ricco tesoro della biodiversità sulla terra. Tale conservazione si rivela un'attività essenziale, non solo per la difesa di interessi umani come l'alimentazione, la salute, l'energia, ma per il mantenimento della natura come supporto di vita, per uno sviluppo sostenibile. Mantenere la biodiversità è molto importante nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dove le varie risorse naturali presenti sul territorio possono essere sfruttate in termini di sviluppo socio - economico, uno sviluppo rispettoso dei caratteri ambientali e tradizionali che hanno regolato gli equilibri paesaggistici, la struttura delle coltivazioni e il sistema degli insediamenti.
Il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano possiede centoottantamila ettari di natura protetta, un complesso organismo vivente da tutelare e valorizzare.
Inserito nella Rete mondiale delle Riserve di Biosfera è l'unico caso del Mediterraneo ad essere contemporaneamente dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Il parco persegue fra i suoi obiettivi principali la conservazione della biodiversità ed ha un ruolo primario per la consapevolezza delle relazioni tra conservazione e sviluppo. Molte piante e animali vivono su questo territorio, alcuni ne sono specifici e lo caratterizzano, come ad esempio alcuni piccoli insetti che vivono solo nei fiumi del Mingardo e del Bussento, o la lepre italica che si trova nel Cilento e in poche zone dell'Italia meridionale.
La presenza di questi e altre specie esclusive protette collocano il Paco del Cilento e Vallo di Diano tra i primi attori della conservazione della biodiversità dell'intera Regione Mediterranea e dell'intero pianeta.
La flora, la fauna e il paesaggio culturale

Il territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ha una variegata orografia, che si estrinseca in una notevole complessità di ambienti e che è stata inoltre nel corso degli anni rimodellata e trasformata dall'uomo che abita qui ormai da mezzo milione di anni. Il già ampio mosaico della biodiversità si è allora arricchito di nuovi spazi, di nuove nicchie ecologiche che sono state sfruttate da specie che hanno seguito l'uomo nel corso del suo primitivo divenire attraverso i millenni, i suoi spostamenti, le sue migrazioni.
Il popolamento floristico del parco è probabilmente costituito da circa 1800 specie diverse di piante autoctone spontanee.
Tra esse circa il 10% rivestono una notevole importanza essendo endemiche e/o rare.
La più nota di queste specie, e forse anche la più importante, è la Primula di Palinuro (Primula palinuri), simbolo del Parco, specie la cui diffusione è localizzata a poche zone del Cilento e della Calabria.
Anche la fauna del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è assai diversificata in virtù dell'ampia varietà di ambienti presenti sul territorio.
Aree costiere e montane, fiumi impetuosi e ruscelli, rupi e foreste, determinano altrettante comunità faunistiche dove spesso emerge la presenza di specie di alto valore naturalistico. Sulle vette, sulle praterie di altitudine e sulle rupi montane sono frequenti l'Aquila reale e le sue prede d'elezione: la Coturnice e la Lepre italica.
La presenza di queste due ultime specie è molto importante, in quanto rappresentano popolazioni tipicamente appenniniche, oramai estinte in buona parte del territorio.
L'aquila divide questo ambiente con altri rapaci come il Falco pellegrino, il Lanario, il Corvo imperiale ed il Gracchio corallino.
Ma il Parco Nazionale del Cilento non è solo un patrimonio dal punto di vista della ricchezza di flora e di fauna, ma anche dal punto di vista culturale, le sue ricchezze sono il frutto del lavoro dell'uomo che nel corso dei secoli ha rimodellato e trasformato l'originario paesaggio naturale, attraverso, per esempio, la coltivazione degli armenti, i terrazzamenti costruiti sulle colline per coltivare la vite, l'ulivo,addomesticando il castagno, gli alberi da frutta, gli ortaggi.
L'intervento dell'uomo tuttavia si è fuso, nel tempo, in un equilibrio armonico con lo scenario naturale. Le stesse attività agricole, che hanno largamente interessato il territorio cilentano, non solo non ne hanno eliminato le potenzialità biologiche in termini di biodiversità, ma al contrario hanno determinato paesaggi agroforestali e semi-naturali di notevolissimo valore paesaggistico.
Non tutti percepiscono a fondo lo stretto legame tra diversità culturale e diversità biologica, che nel Parco del Cilento riassume aspetti chiave dell'ecologia del Mediterraneo.
L'agricoltura, la forestazione e la zootecnia sono state praticate in modalità differenti, seguendo le potenzialità offerte dal clima, dalla natura delle rocce e dalla fauna o pendenza del terreno. Gli stessi nuclei urbani sono stati costruiti lì dove la presenza di acque e di risorse utilizzabili lo hanno consentito.
D'altro canto, specie selvatiche di grande valore naturalistico e interi habitat di spettacolare suggestione, devono la loro esistenza ad attività la cui origine si perde nella storia dell'uomo.
La biodiversità nel Mediterraneo

In occasione del Meeting sulla biodiversità "The role of protected areas for the maintenance of the Biodiversity in Mediterranean Region" il Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Giuseppe Tarallo e il Direttore, Domenico Nicoletti, hanno manifestato piena soddisfazione per la perfetta riuscita della manifestazione e in particolare per aver ospitato studiosi provenienti dai paesi del Mediterraneo che si sono confrontati sulle tematiche legate alla biodiversità, hanno raccontato le esperienze dei loro paesi e soprattutto hanno manifestato la piena intenzione di sviluppare progetti di collaborazione per valorizzare e tutelare la biodiversità.
Sono stati affrontati temi quali la classificazione delle specie faunistiche e floristiche del territorio, le caratteristiche delle aree protette, la conservazione della biodiversità, i progetti di tutela e valorizzazione della flora e della fauna e progetti di valorizzazione dell'agricoltura e delle tradizioni locali. Fra gli ospiti Mourad Ahmim che lavora per "l'Agenzia Nazionale per la conservazione della Natura e la conservazione della Flora e della Fauna della Regione del Bejaia", Algeria, ha illustrato la situazione delle foreste dell' Akfadou ricche di quercie e di specie faunistiche.
Habib Abid della Direzione Generale delle Foreste in Tunisia ha descritto le specie protette in Tunisia.
Abdelaziz Ankouri, professore di Scienze Geologiche e Naturali di Marrakech in Marocco ha illustrato le attività del Parco Nazionale di Souss-Massa e le specie faunistiche e floristiche della Regione del Marrakech, mentre Madame Nezha Damnati Adib, ha illustrato le problematiche di gestione delle aree protette in Marocco e infine Mostafa Ayad ha tracciato un quadro dettagliato delle specie protette ed in particolare le specie di allevamento del Marocco.
Nadine Ramadan Jaradi del Lebanon ha raccontato il ruolo delle isole di Palma che comprendono le isole del Faro e del Sanani, isole che contribuiscono con le proprie caratteristiche floristiche e faunistiche al mantenimento della biodiversità nel Mediterraneo.
M.Jean-Paul Chassany ha descritto i processi adottati in Francia per favorire la reintroduzione della fauna nel Parco Nazionale del Cévennes e del dei suoi impatti in termini di sviluppo sostenibile.
Molto interessanti anche il contributo dei portoghesi Josè Marcos Liberal e Isabel Moreira de Silva, ingegneri forestali che hanno illustrato le tecniche di rimboschimento adottate per favorire la conservazione delle specie vegetali del Parco Nazionale di Penda Gerês.
Nell'ambito delle giornate sono stati proposti i case studies relativi ai programmi sulla biodiversità presentati da Gabriele De Filippo e sui programmi sulla comunicazione nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano curati da Margherita Coppola e Julie Le Fol, sulla ricerca sull'Ingegneria naturalistica nelle regioni del Mediterraneo illustrate da Carlo Bifulco (Direttore del Parco Nazionale del Vesuvio), le caratteristiche dei parchi regionali spagnoli esplicate dal professor Casildo Ferreras dell'Università di Madrid. Infine, le riserve naturali e la loro funzione in Israele, illustrate da Eliezer Frankenberg.
Un quadro dettagliato della situazione della flora e della fauna in Italia e in particolare nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è stata presentata dagli illustri professori: Orazio Ciancio, dell'Università di Firenze, Carlo Blasi dell'Università di Roma, Mario Milone e Vincenzo la Valva dell'Università Federico II di Napoli, mentre il prof. Giovanni Fabbris ha descritto le problematiche legate all'agricoltura e l'influenza delle politiche europee per il mantenimento della biodiversità.
La presenza di giovani studenti del Mediterraneo al Meeting
Ospiti al convegno il giovane studente francese Alexandre Emerit e le giovani studentesse: Buga Berkovic dalla Croazia, Stiti Bouthenia della Tunisia e Michal Levi proveniente dall'Israele.
L'Osservatorio della biodiversità al fine di favorire le pari opportunità nel Mediterraneo, ha garantito la presenza di studentesse delle aree del Mediterraneo, interessate alle problematiche ambientali ed in particolare al tema della biodiversità.
Gli studenti nel complesso hanno potuto partecipare ai dibattiti, alle riflessioni comuni nonché dare un contributo alle proposte avanzate nel corso dei workshops.
L'osservatorio della biodiversità
Il Meeting internazionale è stato organizzato dall'Osservatorio della Biodiversità del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Questa struttura, gestita dal biologo Gabriele De Filippo, ha iniziato le sue attività grazie al progetto "Controllo e gestione della biodiversità nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano" co-finanziato nell'ambito del cluster 22 del programma CIPE-MURST "Servizio al cittadino e al territorio". Le attività dell'Osservatorio hanno già contribuito alla classificazione di numerosi specie. Migliaia di esemplari sono stati sistematizzati in una banca dati sulla flora e la fauna, questi dati fanno attualmente parte del sistema d'informazione territoriale del parco permettendo di effettuare la cartografia e delle ricerche statistiche per un controllo continuo dell'evoluzione della biodiversità.
Inoltre, l'osservatorio coordina e assicura la promozione di attività di ricerca effettuate da parte di enti pubblici e privati (università, associazioni, musei,...). Grazie alle sue attività, l'osservatorio contribuisce a definire un quadro specifico di distribuzione delle specie importanti a livello internazionale, sottolineando alcuni rischi presenti sul territorio e segnalando situazione da migliorare dal punto di vista ambientale.
La comunicazione e l'educazione alla biodiversità fanno anche parte degli obiettivi dell'Osservatorio. Per portare avanti delle azioni concrete in questo campo, la sezione Comunicazione, gestita da Julie Le Fol e Margherita Coppola, sta attuando una strategia volta a promuovere l'uso sostenibile e la conservazione della biodiversità, attraverso campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione sul tema della biodiversità.
Firmato un protocollo d'intesa per il mantenimento della biodiversità nel Mediterraneo
I workshops a cui hanno partecipato gli studiosi e i tecnici esperti di biodiversità nel Mediterraneo costituiscono il punto di partenza per l'elaborazione di percorsi comuni in tema di biodiversità. Gli intenti condivisi da tutti i presenti al convegno hanno portato a formulare un protocollo d'intesa per la valorizzazione e la conservazione della Biodiversità nel Mediterraneo. I paesi ospiti del convegno si impegneranno a realizzare programmi di conservazione per:

  • valorizzare la pastorizia e il paesaggio rurale
  • valorizzare le varietà agricole tradizionali
  • avviare i programmi di controllo per lo sfruttamento delle foreste
  • avviare i progetti in tema di tecniche di rinaturalizzazione e di controllo di specie esotiche e invasive.
  • avviare programmi di comunicazione, didattica e formazione.
    Nel breve periodo sarà realizzato nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano il Centro Studi sulla Biodiversità che diventerà un polo di ricerca, di studio e di progettazione per valorizzare e tutelare la biodiversità nel Mediterraneo.

*Osservatorio della Biodiversità - Ente parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano