Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista della Federazione Italiana Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 36 - GIUGNO 2002


"TURISMO E VALORIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE IN TOSCANA"
di Antonello Nuzzo
  Una ricerca che è anche un impegno programmatico

Il Consiglio Regionale della Toscana ha recentemente ospitato la presentazione della pubblicazione " Il turismo e la valorizzazione delle aree protette - Analisi dell'esperienza toscana" quale primo esito della ricerca in corso da parte dell'Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana, su commissione del Dipartimento delle Politiche Territoriali ed Ambientali della Giunta Regionale, Area Tutela e Valorizzazione delle Risorse Ambientali.

È questo il primo concreto risultato di un indirizzo di lavoro e di collaborazione con gli uffici regionali, gli Enti Parco, nazionali e regionali, le Province ed i Comuni, che vede quale novità non trascurabile l'inserimento ufficiale del tema delle aree protette in Toscana, quale campo di ricerca nel programma istituzionale delle attività dell'Istituto.

È un risultato, anche se preliminare, la cui rilevanza si pone in evidenza anche nel quadro nazionale: in un momento in cui è in grande sviluppo tanto la presenza delle aree protette nella formazione dell'offerta turistica, a livello locale, regionale, nazionale, quanto la presenza del turismo negli aspetti della valorizzazione economica e sociale delle aree protette.

Nonostante questo interesse reciproco in crescita, è la prima volta, con questa ricerca e con la sua pubblicazione, che ci si misura, in forma organica e con le carte in regola in quanto a presupposti tecnico-scientifici, nella definizione del rapporto tra turismo ed aree protette, finora molto chiacchierato e poco approfondito, fermo all'enunciazione di intuizioni o sensazioni che lo hanno spesso deformato in apprensioni ed aspettative a volte fuori misura e senza fondamenti circostanziati.

La ricerca IRPET pone la questione del rapporto tra turismo ed aree protette cercandone la dimensione più complessa nel quadro regionale, spaziando in varie direzioni ed affrontando differenti temi, alcuni dei quali già all'evidenza del dibattito, anche nazionale: la relazione tra economia ed aree protette, la loro classificazione, la costruzione di una rete regionale, la disponibilità delle risorse finanziarie con ricaduta nel turismo. Altri temi trattati appaiono di nuova definizione: i vari casi di studio, il rapporto tra aree protette ed i Sistemi Economici Locali, la metodologia per un'analisi sistemica del turismo; di estremo interesse ed a volte con esiti sorprendenti l'indagine diretta, nei casi di studio, volta alla identificazione della figura del turista medio, fruitore dell'area protetta.

Ma il maggior interesse da segnalare va ritrovato nei riferimenti per la prima volta disponibili per l'impostazione di una solida base di partenza su cui consolidare nel tempo un rapporto permanente, quasi un osservatorio, sugli sviluppi della questione: si rende così possibile, in prospettiva, pervenire al monitoraggio delle situazioni, in termini di formazione ed evoluzione dell'offerta e della domanda; di efficacia ed efficienza degli investimenti e della loro finalizzazione; con il necessario, simultaneo collegamento tra l'andamento specifico del turismo in aree protette, quello del turismo genericamente ambientale o verde, quello del complesso dei turismi nella regione.

L'impegno dell'IRPET è dunque una base di partenza tempestiva ed opportuna, per affrontare un campo d'indagine e di attività in formazione finora inesplorato: questo, naturalmente, pur nei limiti ovviamente iniziali di un nuovo indirizzo di lavoro che si è necessariamente misurato soprattutto con le situazioni storicamente consolidate mentre la maggior parte delle aree protette toscane, per essere istituite solo da pochi anni, sono in fase di avvio della loro attività e perciò non ancora effettivamente "sul mercato" del turismo. Sono ancora aperti, invece, anche se in fase conclusiva, i cantieri degli interventi finanziati con i fondi comunitari del Regolamento CE n. 2081/'93, molti dei quali destinati alla formazione di un'offerta di fruibilità anche turistica e APE, il progetto nazionale di sistema Appennino Parco d'Europa, non è ancora strutturato ed operante tramite i finanziamenti CIPE.
Una base dunque, che è anche un programma di attività istituzionale dell'IRPET, sui cui esiti costruire nel tempo l'osservatorio sul sistema vero e proprio, oggi in formazione, delle aree protette in Toscana e sull'andamento del turismo nell'ambito della loro organizzazione, non come espressione dell'assemblaggio di singoli casi di studio, ma come risultato consapevole di una volontà di integrazione tra tipologie, tematismi, competenze dei soggetti gestori, politiche di intervento, attraverso la geometria variabile di un disegno complessivo.

Turismo ed aree protette, come integrazione tra politiche che nel "fare sistema" creano il presupposto per il conseguimento dei sempre più avanzati obiettivi di qualità a cui è costantemente vincolata la Toscana, per il mantenimento e rafforzamento delle posizioni raggiunte sui mercati internazionali.

Un osservatorio dunque sul turismo e sulle aree protette, nel loro effetto d'insieme: osservatorio da costruire però "sul" sistema, passando dagli specifici casi di studio a contesti più vasti ma da creare soprattutto "col" sistema, in tempi e modi da concertare, avendo come termini di riferimento le espressioni dirette della articolazione gestionale complessiva.

Al proposito e per rendere operativo ed efficace l'organizzazione di tale rapporto è indispensabile che la Regione e le Province, a cui fanno capo tanto il sistema che i sottosistemi delle aree protette, si attrezzino per costituire i necessari punti di riferimento, quali interlocutori dell'IRPET per l'avvio del nuovo impegno di lavoro, la sua gestione nel tempo, l'ottimizzazione degli esiti attraverso scelte coerenti nelle politiche del turismo e delle aree protette.