Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista della Federazione Italiana Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 37 - OTTOBRE 2002


PAROLA D’ORDINE: COMUNICARE
Successo del workshop di Federparchi
Di Roberto Fittipaldi
“Comunicare”, è la parola d’ordine. Comunicare la Rete, comunicare in Rete, comunicare con la Rete sono stati i tre filoni del workshop nazionale organizzato dalla Federparchi per “migliorare la comunicazione dei parchi” e “costruire la rete” che permetta agli operatori e, per induzione, agli utenti finali, di conoscere e valorizzare il sistema delle aree protette italiane.
Nella sede di via Cristoforo Colombo, a Roma, hanno viaggiato, tra metafora e rete esperienze diverse; quelle dei “comunicatori dei parchi” di tutto lo Stivale. E come spesso accade in questi casi le difficoltà di chi sta in trincea fa contraltare alle cose belle, quelle di cui andari fieri e per le quali val la pena fare questo mestiere. Ad esempio la rivista “Parchi” di cui Federica Zandri, ha parlato come iniziativa editoriale divenuta ormai d’interesse nazionale, in cui il “tamtam”, dedicato ad articoli e a riviste di altri parchi, è percosso da un “esercito” qualificato di addetti ai lavori per i quali forse è anche arrivato il momento di un riconoscimento professionale più autorevole.Da qui la proposta della creazione di un “albo” dei comunicatori dei parchi.
Un modo ulteriore per contribuire a far emergere un mondo, quello delle aree protette, soffocato dal “frastuono comunicativo dei nostri tempi”.
Non è, tuttavia, sempre così. La stampa quotidiana, ha rilevato Luigi Bertone (coordinatore delle attività di comunicazione della Federparchi), si occupa più di frequente dei parchi e la comunicazione di sistema della Federparchi è cresciuta con Internet. Grazie alla Rete virtuale, infatti, Parks.it è divenuto un Portale con oltre dieci milioni di pagine distribuite nel 2001. Massimo Piraccini, gestore del sito, ha illustrato quali sono gli strumenti a disposizione degli associati tra i quali l’ultimo nato di casa Federparchi, “il giornale dei parchi”, mensile on line divenuto già punto di riferimento nel panorama informativo sul web.
La new economy, comunque, non vuole sostituirsi all’old economy. Anzi in piena sintonia con quanto sostengono gli esperti e studiosi delle trasformazioni della scoietà contemporanea, s’integrano perfettamente, dando luogo alla creazione di quella “comunicazione di sistema” che è poi divenuta la sfida, alla quale tendere, da parte dei comunicatori dei parchi riunitisi a Roma.
Un esempio “vivente” da anni, antesignano nel settore, è “Piemonte Parchi”, diretto da Gianni Boscolo il quale durante il workshop oltre ad offrire dei dati statistici relativi alla domanda di informazione e alla conoscenza dei giornalisti – non spesso adeguata -, ha testimoniato attraverso la sua esperienza cosa sia importante faccia il giornalista ambientalista. Tre le parole-guida: spiegare, sbalordire, metaforizzare. Boscolo ha convinto tutti sulla necessità di andare alla ricerca di “parole nuove”, che rendano il senso del parco, proprio come fa lui insieme con i suoi collaboratori attraverso la vita di una rivista con ottomila abbonati che è passata dall’essere una rivista con una funzione divulgativa a una rivista di cultura ambientale. Andando “oltre il localismo”, “focalizzando i valori dell’ambiente”. Tutto questo in un panorama editoriale sui parchi che conta – sulla carta, non essendo sempre tutti pubblicati - 45 periodici per una tiratura nazionale di 500 mila copie. E in un panorama più ampio, quello delle testate periodiche in genere, in cui le testate dedicate all’ambiente sembrano avere la peggio. Con il primo posto ricoperto da “L’automobile”, il secondo da “Focus”, il terzo dal “Messaggero di Sant’Antonio” e il quarto da “Al Volante”. I dati, forniti da Giulio Ielardi, fotografo e giornalista collaboratore di numerose pubblicazioni, hanno messo in luce anche i numeri delle riviste che si occupano di ambiente: Airone, Oasis, Plen Air, National Geographic, Qui Touring, Bell’Italia, La Nuova Ecologia ed altre. Tutte riviste ben fatte, ma delle quali solo quattro (Airone, Oasis, Nuova Ecologia e Plen Air) hanno uno spazio fisso dedicato al mondo dei parchi. Ielardi forte dell’idea che sia necessario “creare una cultura dei parchi”, punta sugli “utenti potenziali”. Ma come raggiungerli? Secondo il giornalista attraverso campagne di comunicazione per il grande pubblico che aiutino a far lievitare il turismo nei parchi alla stregua dell’ecoturismo in generale, che ha registrato un trend di crescita del 20%. E i parchi italiani, con tre milioni di ettari, possono candidarsi a fare di più. Anche attraverso l’informazione, quella in grado di “attrarre” lettori e di contrastare il calo delle diffusioni, frutto anche di un ruolo diverso rivestito dall’ambiente, divenuto, secondo la percezione comune “moda effimera”, ma in realtà condizione di vita durevole e perenne. Proprio come quella che i parchi sanno conservare e tramandare.