Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista della Federazione Italiana Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 52 - GIUGNO 2008



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Fiumi

Fiume Lambro in adozione

Una soluzione originale per preservare gli straordinari interventi di riqualificazione del progetto "Anno del Lambro pulito".

Il Parco Regionale della Valle del Lambro si estende lungo l'asse del fiume nel suo tratto brianzolo per circa 25 Km dal Lago di Pusiano, dove perde le caratteristiche montane, sino a Monza. Nel corso della storia il Lambro è sempre stato al centro dell'attenzione dell'uomo, come fonte di energia per mulini e fabbriche, come scorta d'acqua per irrigare i campi e anche come riparo per moltissime specie di animali. Con il boom seguito alla seconda guerra mondiale, la massiccia urbanizzazione e industrializzazione delle sue rive, il fiume ha vissuto il suo periodo peggiore finché, alla fine degli anni '70, la costruzione di diversi collettori di raccolta degli scarichi di abitazioni e industrie ha portato a una sua rinascita. A seguito della drammatica alluvione del 2002, il Consorzio del Parco Regionale della Valle del Lambro ha realizzato una grande opera ingegneristica che nel giro di pochi mesi ha cambiato il volto del fiume e il rapporto tra la popolazione della valle e il Lambro. Visto l'incredibile successo, non si può che augurarsi che questo progetto funga da volano anche per altre future iniziative.
Lo scorso luglio con una convenzione il Parco del Lambro ha affidato 22 km di fiume alle associazioni di volontariato affinché monitorino il territorio e si occupino della manutenzione ordinaria delle sponde e dei sentieri prima che si verifichino situazioni di emergenza che renderebbero necessari interventi riparatori molto più complessi e costosi. Questa importante iniziativa è la continuazione del più importante progetto pilota di manutenzione fluviale denominato "Anno del Lambro pulito". Il progetto è stato avviato dall'amministrazione del Parco nell'ottobre 2004, a seguito di una reale esigenza del mettere in sicurezza i 35 comuni consorziati dopo i gravi danni che il fiume e il territorio avevano riportato a seguito dell'alluvione del 2002. In quell'occasione infatti, i dissesti dovuti alle forti piogge e le piante sradicate avevano creato vere e proprie dighe provocando esondazioni e allagamenti e mettendo a rischio ponti e altri manufatti. A seguito di questo evento catastrofico la valle si trovava in uno stato di abbandono con migliaia di piante pericolanti, accumuli di detriti che impedivano il corretto deflusso delle acque e sponde erose.
Il progetto, conclusosi lo scorso luglio, è costato 2,5 milioni di euro, finanziato per due terzi dalla Regione Lombardia e, per la restante quota, dai Comuni e dalle Province consorziate, e ha portato alla riqualificazione dell'intera area. Gli interventi di manutenzione hanno interessato l'intero alveo del fiume per circa 30 Km, dal Lago Pusiano sino all'interno del Parco di Monza, e si sono divisi in 5 lotti funzionali.
Il lotto A, il più limitato ma anche il più rilevante per la sicurezza idraulica del Lambro, ha compreso le opere di manutenzione dell'emissario naturale del Lago Pusiano e dal cavo Diotti. Gli interventi su quest'area sono stati i primi a concludersi (marzo 2005) e hanno consentito una migliore regolazione del Lago che in futuro potrà essere utilizzato come vasca di laminazione per tutta la valle.
Il lotto B, localizzato a Baggero e a Nibionno, ha rappresentato, invece, l'intervento idraulicamente più significativo nel complesso delle opere progettate. In queste località, infatti, la piena del 2002 aveva completamente tagliato due anse naturali del fiume ricreandosi un nuovo percorso rettilineo con maggiori velocità di deflusso dell'acqua e quindi, in definitiva, maggiori asportazioni di materiale e deterioramento delle sponde. In particolare l'intervento di ripristino dell'ansa di Baggero era ancora più urgente, in quanto il taglio dell'ansa provocato dalla piena aveva privato l'impianto di depurazione della necessaria diluizione delle acque di scarico creando notevoli problemi alla fauna ittica. Le opere hanno portato alla realizzazione di un sistema di scogliere, ben inserite nel territorio, che riprendono completamente il percorso storico del fiume Lambro rallentandone ulteriormente il deflusso grazie alla realizzazione di due traverse di contenimento.
Nei lotti C e D, il primo nella zona nord del Parco (tra le province di Lecco e Como) e il secondo nella zona sud (Provincia di Milano), si è infine provveduto alla rimozione delle piante pericolanti poste in prossimità dell'alveo nonché di quelle già abbattute e alla stabilizzazione dei versanti danneggiati con opere di ingegneria naturalistica.
La conclusione logica del programma del Lambro pulito è, infine, rappresentata dal quinto lotto delle opere relative all'area del Parco di Monza dove si è provveduto alla manutenzione degli argini in terra e delle sponde danneggiate nel corso dell'alluvione, all'abbattimento di alcune piante pericolanti e alla riqualificazione delle fasce boscate adiacenti al fiume.
Con questo progetto, che si inserisce perfettamente nel quadro di interventi proposti dall'Autorità di Bacino, il Parco è stato in grado di coniugare su un territorio così vasto le esigenze di tutela dell'ambiente con la necessità di controllo e gestione delle acque divenendo così interlocutore privilegiato della Regione Lombardia per gli aspetti di sicurezza del territorio nonché per gli interventi strategici di gestione idrica del Lago di Pusiano e della Cava di Brenno.
Terminata la fase dell'intervento di manutenzione straordinaria lungo l'asta del fiume Lambro, «per fare in modo che questo intervento non perda la sua efficacia nel corso degli anni a venire - come ha detto il presidente del Parco Regionale della Valle del Lambro Renzo Ascari – abbiamo coinvolto le associazioni ambientaliste e di protezione civile del territorio affidando loro un tratto del fiume Lambro per l'effettuazione degli interventi di manutenzione ordinaria».
Lo scorso luglio durante una cerimonia ufficiale il Parco ha pertanto concesso "l'adozione" di un tratto di fiume a 9 associazioni di volontariato che si occuperanno di salvaguardare, tutelare e manutenere il territorio facendo capire al cittadino che "rispettare l'ambiente vuol dire rispettare se stessi".
«La nostra volontà – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni presente all'evento – è quella di far tornare il Lambro a essere pienamente un fiume da vivere, quindi il nostro obiettivo ora è quello di attuare una politica di tutela dell'ambiente che non si limiti a una politica dei vincoli ma all'opposto porti a considerare il Lambro come un'opportunità per tutti. È importante quindi – ha aggiunto – compiere scelte condivise secondo il metodo della partecipazione coordinata e sinergica».
Inoltre, il 4 ottobre, presso la sede del Consorzio Parco Valle del Lambro è stato sottoscritto un protocollo di intesa per l'avvio del processo di pianificazione partecipata per la riqualificazione e valorizzazione del bacino fluviale del Lambro settentrionale "Verso il Contratto di Fiume", il cui obiettivo è quello di concertare con tutti gli enti interessati (Regione, Provincia, Parchi, Comuni, Associazioni territoriali) un processo di progettazione partecipata finalizzato alla riqualificazione e valorizzazione del bacino del Lambro.

Patrizio Scarpellini