Rassegna del 26 Novembre 2004

Delega ambiente. Turroni (verdi): regioni ricorrano a consulta

(dire) - "Vi invito a ricorrere alla corte costituzionale contro la delega ambientale, approvata in via definitiva dalla camera dei deputati, pochi giorni fa, dopo l'ennesimo ricorso alla fiducia". Cosi' scrive, in una lettera indirizzata a tutti i presidenti delle regioni di centrosinistra, il senatore dei verdi sauro turroni, vicepresidente della commissione ambiente del senato. "i verdi e il centro sinistra- continua l'esponente del sole che ride- hanno ingaggiato una dura battaglia parlamentare contro il disegno di legge con il quale il governo, attribuendosi una delega amplissima e praticamente in assenza dei criteri direttivi previsti dalla costituzione, intende rifare completamente l'intera legislazione ambientale del nostro paese, considerata un intralcio". Finora, attacca il senatore, il governo si e' distinto "per una costante azione di aggressione nei confronti dell'ambiente e dalle norme che lo regolano, e questo provvedimento si manifesta come la soluzione finale, fra l'altro, allontanando ancor di piu' il nostro paese dall'europa". La delega ambientale, ricorda il senatore dei verdi sauro turroni, riguarda numerose materie di competenza regionale o di competenza concorrente e "potrebbe, pertanto, essere impugnato innanzi alla corte costituzionale". (dire) l'elemento "indubbiamente piu' grave e controverso" di questo "scandaloso" provvedimento e' costituito dall' introduzione nell'ordinamento nazionale della sanatoria paesaggistica. "i commi dal 36 al 39, infatti, modificando espressamente il recentissimo codice dei beni culturali e del paesaggio, concedono- sottolinea l'esponente del sole che ride- una sanatoria e una depenalizzazione per tipologie di abuso, finora sempre escluse dalla storia dei condoni. Si tratta, infatti, di abusi commessi nelle aree paesaggisticamente protette, elencate all'articolo 142 del d.lgs n.42 del 2004". Si concede "in tale delicatissimo contesto, una sanatoria a posteriori a beneficio degli interventi abusivi, realizzati in difformita' o persino in totale assenza di autorizzazione senza fissare alcuna scadenza temporale per la presentazione della domanda rispetto all'ultimazione dell'abuso". L'accoglimento della richiesta di accertamento della compatibilita' paesaggistica, "rimessa al giudizio discrezionale di un tecnico comunale, determinera' la sanatoria dell'abuso paesaggistico". Turroni ha quindi chiesto ai presidenti delle regioni del centrosiistra di valutare l'opportunita' di ricorrere alla corte costituzionale anche nei confronti del contenuto dei commi 36 e 37 perche', conclude, "sono ravvisabili nel testo approvato profili di incostituzionalita' e lesione delle prerogative regionali".

"Gli esperti? Sceglierò tra 400 professori Spazio agli ecologisti"

Delega ambientale

ROMA - Ministro Altero Matteoli chi sono i ventiquattro saggi che riscriveranno le leggi sull’ambiente? "Non lo so". Come non lo sa? "Ancora non lo so, la legge è stata approvata soltanto mercoledì e io non ho ancora pensato a nessun nome. Per scaramanzia: sono tre anni che questa legge va su e giù per il Parlamento". Ma il tempo stringe: questi signori hanno appena diciotto mesi di tempo per riscrivere tutta la legislazione in materia ambientale... "Non sarà difficile trovare queste persone. Ho una lista di almeno tre-quattrocento nomi in tasca". E tra questi? "Nessun nome preciso. Giuro. So soltanto che andrò a sceglierli tra rappresentanti della Confindustria, del commercio, dell’artigianato, professori universitari, ambientalisti". Diciotto mesi per riscrivere tutta la legislazione ambientale: ce la faranno i nostri ventiquattro eroi? "Sarà mio compito scegliere quelli bravi e veloci. Se non saranno in grado li cambierò". Questa legge delega è stata molto ostacolata, soprattutto per la legge che c’è dentro quella sulla sanatoria nelle aree protette ... "È una norma che non ha voluto il governo: è stata inserita dopo, dalla maggioranza del Parlamento". Dunque lei non la condivide? "Scherziamo? Ci ho messo la fiducia su quel provvedimento. Certo che la condivido. Bisogna stare attenti a non confondere le aree vincolate con le aree protette. Questa sanatoria non ha nulla a che fare con le aree protette". Però non è passato nemmeno l’ordine del giorno che prevedeva l’esclusione della sanatoria nei parchi. Come mai? "Perché i parchi sono aree protette, appunto. Perlomeno quelli nazionali". E gli altri? I parchi regionali? Quelli comunali? "Hanno una legislazione a parte". Dunque una villa costruita abusivamente dentro, mettiamo, il parco dell’Appia Antica a Roma potrebbe rientrare in questa sanatoria? "Bisogna vedere caso per cas o" . (Corriere della Sera)

Carsa porta i parchi a Bangkok

Si è concluso ieri a Bangkok il maggiore evento internazionale sull'ambiente: il terzo Congresso mondiale sulla Conservazione della natura. L’esperienza dei parchi italiani è stata presentata con materiali ideati e realizzati per il Ministero dell'Ambiente dalla Carsa Comunicazione integrata di Pescara. Soddisfatto il presidente, Roberto Di Vincenzo. (Il Messaggero)

Tor Paterno chiama l’Adamello

Visite alle Secche di Tor Paterno e passeggiate in cerca di stambecchi e orsi bruni. Il sapore del pecorino romano e quello dello speck trentino. Il Parco dell'Adamello e l'Ente Roma Natura - che gestisce l’oasi al largo di Ostia - hanno siglato un gemellaggio che permetterà agli studenti romani e trentini lo scambio di culture, tradizioni, costumi.
"L'iniziativa - spiega Massimo Bugli, presidente di Roma Natura - punta a far conoscere in Trentino le bellezze romane e qui quelle del Parco dell’Adamello. Il piacere più grande sarà mostrare ai ragazzi l'immenso patrimonio ambientale dei fondali del nostro litorale". Il gemellaggio si tradurrà in visite guidate e manifestazioni che misceleranno la natura montana del parco trentino e il mare dell’oasi romana, con in più un gustoso “scambio di sapori”. "Si confronteranno - prosegue Bugli - tradizioni culinarie e gusti delle due culture". E vista la tradizione gastronomica delle due realtà, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Lo speck, il formaggio casolet, le mele della Val di Non dovranno "fare i conti" con l’olio sabino, i vini, la ricotta e il pecorino romano. "Abbiamo sostenuto questo progetto - afferma Luigi Celori, presidente della commissione Ambiente della Regione - pensando di contribuire allo sviluppo di entrambe le aree". "L’oasi può essere la nostra carta vincente - conclude Bugli - I trentini amano il mare e l’attività sub: Tor Paterno sarà pe rloro una grande scoperta". (Il Messaggero)

Quelle antiche ricette nel parco

È stato presentato il volume curato da Franco Martina e realizzato dall'Ente Parco della Murgia materna

Cialledda, crapiata, focacce, strazzate, e perfino gli infusi medicamentosi "della nonna". C'è di tutto nel ricettario "La cucina del Parco" scritto dal giornalista Franco Martina, che ha voluto mettere un po' d'ordine nel marasma dei manuali e pseudo tali di cucina regionale. "Questo lavoro nasce come "protesta" - chiarisce Martina, nell'occasione aiutato dai docenti dell'Istituto alberghiero - perché avevo notato, in libreria, e soprattutto in edicola, manuali di cucina lucana che in realtà presentavano ricette extraregionali; oppure ho incrociato macroscopiche sviste, come quella contenuta nell'allegato di un elenco telefonico, che attribuiva a Matera la ricetta "lampasciuoli con lenticchie". Da qui mi è venuta l'idea di raccogliere in un libro i nostri piatti tradizionali: ho iniziato a parlare con buongustai del luogo, amici che mi hanno messo in contatto con mamme e zie, che hanno tirato fuori i segreti della loro cucina. Ne è venuto fuori questo lavoro "familiare", in cui ognuno ha messo un contributo proprio, arricchendo la ricetta originale con una buona dose di creatività". Una guida gastronomica che può divenire punto di riferimento per altri che vogliano scrivere di cucina tipica ricordando, come ha fatto Martina, le ricorrenze cui le varie preparazioni sono legate. "La nostra cucina è robusta, ma genuina - sottolinea - invitante, ricca di sapori intriganti: sarebbe bello creare un trait d'union fra Matera, Montescaglioso, Miglionico, Grottole e Pomarico, per promuovere questa eccellente tradizione gastronomica: questo sia per un'alimentazione corretta, sia per lo sviluppo economico. Il turista va preso per la gola, e con i prodotti tipici dell'area del Parco, insieme alle bellezze paesaggistiche, si può fare del turismo enogastronomico un volano dell'economia" Scrivendo, Martina si è divertito molto, e ha scoperto cose che hanno stuzzicato la sua curiosità: "L'uso di fiori ed erbe essiccati, ad esempio, per fare infusi curativi - afferma - così come la differenza di dialetto. Molti nomi di ricette sono in vernacolo materano, e ho trovato diverse pronunce, a seconda dell'origine: Sasso Barisano e Caveoso vivevano a compartimenti stagni". Poi, l'autore si è entusiasmato a provare le ricette. "Quella che mi riesce meglio - dice - sono le skerz d'amell e cim d'rap: la pasta e rape, insomma. Amo la pasta fatta in casa, che meriterebbe più attenzione di commercianti e massaie. Penso al lavoro encomiabile che si sta facendo per il pane: un prodotto unico, finalmente in via di valorizzazione. E apprezzo le manifestazioni a tema, come "Ristoranti lucani nel mondo"". Grande amore per la terra e la cucina lucane, quindi, nonostante le origini salernitanee. "Ho 46 anni - spiega - ma vivo qui dal 1960, mi considero materano. E coltivo un'idea originale: organizzare una sfida tra i fornelli con cuochi d'eccezione, come politici, sportivi e altri personaggi in vista". Il volume "La cucina del Parco" ha una grafica accattivante e una rilegatura particolare. "Una scelta in cui mi sono lasciato guidare - conclude l'autore - perché la casa editrice, Giannatelli, è tutta al femminile". Il libro, presentato ieri al convitto Monacelle, è inserito nella collana ParcoMurgia, è stato apprezzatissimo dal presidente dell'Ente, Roberto Cifarelli. "I prodotti tipici - ha detto - rappresentano uno strumento in grado di accendere i riflettori sullo straordinario mix dei valori del Parco: itinerario, paesaggio, beni culturali e cultura materiale". (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Due alberghi con marchio

Adamello Brenta
Il Parco premia la qualità di due hotel "ecologici"


STREMBO - L´hotel "Rio" di Caderzone e l´albergo "Alla posta" di Sant´Antonio di Mavignola sono le ultime due strutture alberghiere ad aver ricevuto il marchio "Qualità Parco", assegnato ieri presso la sede dell´Ente Parco Naturale Adamello Brenta a Strembo.
Un segnale importante, in direzione della qualità ambientale, che sta coinvolgendo sempre di più gli alberghi che operano nell´ambito del territorio del Parco. "Tutti dobbiamo credere nel progetto - ha affermato il presidente Antonello Zulberti - per migliorare e caratterizzare l´offerta del territorio".
All´incontro ha partecipato anche Lucia Salvaterra, Presidente Faita (Federazione delle Associazioni Italiane dei complessi turistico ricettivi all´aria aperta) con la quale si è parlato dei requisiti di adesione al progetto da parte dei campeggi ritenuti un interlocutore privilegiato per il Parco stesso, vista la tipologia dei turisti-campeggiatori, particolarmente attenti alla natura. (L'Adige)

Parco, il sindaco polemizza con la Regione

Gennargentu. Accuse all'assessore all'Ambiente: "Ignora le nostre richieste di incontro"

Il fantasma del Parco del Gennargentu torna ad alimentare polemiche mai sopite e rischia di aprire un nuovo scontro istituzionale fra Comuni e Regione. Mercoledì il sindaco di Gairo Roberto Marceddu ha inviato una risposta seccata all'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì che aveva informato gli amministratori interessati su iniziative da adottare in area Parco. "Ho chiesto ripetutamente un incontro ? spiega Marceddu ? per trattare l'argomento relativo al Parco ma l'assessore ha inteso ignorare tale richiesta. Non mi resta che ribadire quanto già si sa. Il Comune di Gairo non è interessato all'istituzione di questo Parco statalista e centralista neppure se a governarlo sarà la Regione Sardegna, né altresì, è interessato all'attuazione di iniziative calate dall'alto come quella predisposta dall'assessore Dessì". Marceddu sostiene di voler interpretare ancora una volta le esigenze diffuse di un'intera zona. "Già da tempo ? scrive il sindaco di Gairo a Tonino Dessì ? e con innumerevoli deliberazioni dei Consigli comunali interessati, il territorio ha chiesto l'abrogazione del decreto istitutivo del Parco alle competenti autorità, ivi compresa quella regionale, poiché frutto di una precisa truffa e malafede a danno delle comunità locali del Gennargentu". Concludendo la sua lettera Roberto Marceddu ha chiesto alla Regione che intervenga nei confronti del ministero ("per perseguire l'obiettivo atteso da circa sei anni") e sollecitato il sottosegretario all'Ambiente Roberto Tortoli ad accelerare l'iter di revoca del decreto sul Parco anche con il "coinvolgimento del Presidente della Repubblica". (L'Unione Sarda)

Matteucci su "Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi"

Visto il contenuto dell’articolo pubblicato in data odierna nella stampa locale, in merito alla presa di posizione dei Consiglieri Comunali di Forza Italia del Casentino sul problema del rinnovo degli organi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, come Coordinatore Provinciale, pur comprendendo l’esigenza di affrontare il problema stesso seguendo un percorso di consultazione corretta ed equilibrata, non posso condividerne il metodo e la forma.
Non è certo con simili prese di posizione che si possono affrontare tali problemi.
Esistono le sedi appropriate dove è possibile esprimere il proprio pensiero in ordine a questo come ad altri problemi, senza provocare con sfoghi pericolosi, fratture ed incomprensioni con i partiti alleati.
Occorre pertanto procedere con attenzione e quando esistono problemi da affrontare e risolvere, nel giusto rispetto delle esigenze locali, seguire non forme di protesta politicamente esasperate, ma promuovere occasioni d’incontro e confronto serio e costruttivo.
Anche perché, questo Coordinamento Provinciale non si esime mai da affrontare i problemi di qualunque natura, né di porre ascolto ed attenzione alle esigenze locali. Infatti, in merito al problema in oggetto ha ritenuto utile coinvolgere l’On.Le Tortoli, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente, che ha dato la propria disponibilità ad incontrare amici e rappresentanti locali Venerdì 3 Dicembre p.v. in Casentino.
Ciò perché a nostro parere, in merito a questo problema, non è solamente necessario il rinnovo degli Organi Amministrativi e del giusto equilibrio delle rappresentanze politiche e locali, quanto una verifica seria e completa sul ruolo dell’Istituzione Parco nel territorio Casentinese. Uno strumento utile a salvaguardare e tutelare le specifiche caratteristiche dell’ambiente ed il territorio ma, per quanto possibile, contribuire al suo sviluppo sociale ed economico.
Sono certo che gli amici promotori della protesta si rendano conto di aver intrapreso, questa volta, una strada sbagliata e pur comprendendo quanto sia difficile in Casentino, svolgere il ruolo politico di opposizione e di minoranza, li invito ad insistere nella lodevole ed equilibrata azione di stimolo e controllo che, in qualità di eletti nei relativi Consigli Comunali, svolgono quotidianamente nell’interesse delle Comunità che rappresentano. (Arezzo Notizie)


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