Parco del Delta il più gettonato a Genova
Alla "borsa scolastica" presentate le molteplici possibilità di creare giornate didattiche nel Basso Polesine
Il Parco del Delta del Po è stato il più "gettonato" alla borsa del turismo scolastico di Genova. Alla rassegna specializzata, giunta quest'anno all'ottava edizione, si sono dati appuntamento operatori turistici specializzati nel settore e direzioni scolastiche di tutta Italia. Fra le offerte presentate dal coordinamento dei Parchi Veneti, che riunisce le sei aree protette della Regione Veneto (Parco Regionale del Delta del Po, Parco Regionale dei Colli Euganei, Parco Regionale della Lessinia, Parco Regionale del fiume Sile, Parco Regionale delle Dolomiti d'Ampezzo e Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi) il più richiesto è stato senza alcun dubbio il Parco del Delta del Po.
I rappresentanti del parco polesano hanno presentato le molteplici possibilità di creare giornate didattiche sul nostro territorio deltizio. E' stata inoltre accolta con soddisfazione la possibilità da parte della struttura dell'Ente Parco di mettere in contatto gli operatori nazionali ed esteri direttamente con gli imprenditori e fornitori di servizi dell'area, al fine di confezionare apposite proposte di viaggio.
"Anche in questa occasione - ha detto Stefano Danieli, direttore dell'Ente Parco Delta del Po - si è messa in evidenza l'importanza di presentare nel loro insieme peculiarità uniche del nostro territorio, unitamente alla disponibilità a suggerire nuove indicazioni e opportunità agli operatori che creano e commercializzano itinerari didattici". (Il Gazzettino)
Alt alla funivia Le proposte di Legambiente
Dopo lo stop della Sovrintendenza
Dopo lalt della Soprintendenza al progetto di nuove funivie, Legambiente scende in campo per chiedere una revisione dei progetti di ampliamento del demanio sciistico: "Questo parere negativo è unoccasione per ripensare alcuni interventi invasivi e impostare un sistema turistico di qualità, che per essere competitivo con i vicini comprensori valtellinesi e trentini valorizzare le attrattive dei Parchi dello Stelvio e dellAdamello e i giacimenti culturali distribuiti in tutta la valle". "In questo come in altri casi di forte investimento - è il parere del presidente regionale Andrea Poggio - ciò che ci preoccupa è soprattutto la forte finalizzazione delle risorse in un solo settore dellofferta turistica, qual è quello degli sport invernali. Si tratta di investimenti dal fiato corto, che comportano costi elevati di attivazione e di esercizio, non solo economici ma anche per il consumo di risorse idriche, energetiche, forestali, naturalistiche e paesaggistiche, e che in genere si ripagano solo con il ricorso a una pioggia di nuove concessioni edilizie".
Legambiente dunque invita a considerare soluzioni a minor impatto paesistico o anche ad utilizzare un collegamento non funiviario (ad esempio con navetta) che consenta di limitare il costo dell'operazione. Tra le maggiori preoccupazioni vi sono poi quelle relative all'arrivo delle piste a bassa quota a Temù, e alla parte alta delle stesse piste, che distruggerà un pregiato lariceto. Permangono perplessità rispetto a scelte progettuali irragionevoli, come la previsione di una doppia serie di impianti a fune che avrebbe potuto essere vantaggiosamente sostituito da un singolo impianto.
Legambiente dunque chiede di aprire un tavolo per la revisione delle decisioni assunte, con misure che si prefiggono di attuare una più incisiva mitigazione e compensazione degli impatti, così da migliorarne la compatibilità rispetto all'ambiente naturale e alle aree protette circostanti (in particolare il Parco dell'Adamello).
In sintesi, il "pacchetto Legambiente" prevede una mitigazione ambientale per gli impianti di Temù, con una modifica dei tracciati e dell'attestamento degli impianti; per i bacini di accumulo dell'acqua per l'innevamento artificiale, riducendo la superficie degli invasi artificiali; per l'impatto del transito verso l'Alta Valle, da perseguire attraverso un moderno e affidabile servizio di trasporto con incentivi da concordare con enti locali, operatori turistici, tour operator; una compensazione forestale, sia attraverso nuova forestazione degli ambiti fluviali dell'Oglio in media e bassa valle sia tramite la certificazione Fsc dei boschi del Parco dell'Adamello al fine di valorizzarne le produzioni legnose; e la valorizzazione paesistico-culturale dei sentieri dell'Alta Valle, in particolare dei sentieri e dei manufatti della "Guerra Bianca". (Brescia Oggi)
La Regione svincola il Parco
Gennargentu Il presidente Soru: "Non condivido l'impianto centralistico, spazio alle autonomie"
La Regione ha chiesto ufficialmente al Ministero dell'Ambiente la revoca del decreto Ronchi del marzo 1998, quello che ha stabilito delimitazione e vincoli del Parco Nazionale del Gennargentu. Lo ha fatto per bocca dell'assessore Tonino Dessì, che ieri pomeriggio a Roma ha incontrato il direttore generale del Ministero Aldo Cosentino. "Ho avuto mandato dal presidente Soru ? ha detto Dessì ? di confermare che la Regione chiede la revisione dell'applicazione in Sardegna delle normative nazionali sui parchi, perché non ne condivide l'impianto centralistico e ritiene che il governo del territorio debba essere restituito alla comunità regionale ed ai suoi enti locali rappresentativi". Dessì si è inoltre accordato col presidente della Provincia Francesco Licheri per incontrare entro metà dicembre i sindaci dell'area del parco e ha precisato: "Chiudere una vicenda, quella dell'applicazione della legge sui parchi, che ha sortito risultati contraddittori e improduttivi non significa a rinunciare a rilanciare una strategia di sviluppo locale basato sulle grandi risorse ambientali del Nuorese e dell'Ogliastra. La Regione intende muoversi su questo terreno in piena sintonia con le amministrazioni locali". Infine sulla questione del sondaggio ha aggiunto: "Ho chiesto agli uffici di riesaminare il programma dell'associazione di imprese con la quale la precedente giunta regionale ha stipulato un contratto. Intendo infatti escludere che ogni attività di tale natura, ancorché finanziata, come in questo caso, con risorse statali affidate alla Regione, provochi conflittualità fra le comunità locali e con le loro istituzioni rappresentative". Numerose e tutte positive, con diverse sfumature, le reazioni alla notizia dell'iniziativa della Giunta regionale. "È necessario convocare al più presto un vertice tra Ministro dell'Ambiente e amministratori locali per giungere in tempi brevi alla revoca del decreto istitutivo del Parco del Gennargentu", ha dichiarato il coordinatore regionale di Forza Italia, Piergiorgio Massidda, che chiederà di organizzare un incontro tra Altero Matteoli e i sindaci dei comuni che insistono nel territorio del parco. E il sindaco di Baunei (e neoconsigliere regionale Ds) Angela Corrias afferma: "Non posso che esprimere il mio vivo apprezzamento per la posizione assunta dall'assessore Dessì, dal presidente Soru e dall'intera Giunta. Il veder accolte le proposte avanzate dalle amministrazioni locali e dalle popolazioni del territorio non può che trovare il mio plauso. Si mette un punto a capo e si riparte da zero ? ha concluso la Corrias ?, era questa la condizione preliminare per riprendere un confronto che, impostato in questa maniera, potrà produrre un domani frutti sino a ieri insperati". Va in controtendenza il Wwf, che esprime "forti perplessità sull'iniziativa, che rischia di determinare un pericoloso passo indietro nella politica di corretta gestione del territorio e del patrimonio naturalistico della Sardegna. Ancora più grave, secondo il Wwf, sarebbe la volontà, annunciata dall'assessore all'ambiente Tonino Dessì, di sospendere l'avvio della campagna di sensibilizzazione nell'area del Parco del Gennargentu". Il Wwf ha chiesto un incontro urgente con il presidente della giunta Renato Soru e l'assessore all'ambiente Tonino Dessì. La posizione dei cacciatori è stata espressa dal consigliere regionale di An, Ignazio Artizzu, anche lui preoccupato per il protrarsi dei vincoli, e dal presidente regionale di Sardacaccia Alessandro Lisini. "Prendiamo atto delle dichiarazioni dell'assessore Dessì ? scrive Lisini ? ma non abbassiamo la guardia. I vincoli sul Gennargentu sono un vero e proprio attentato, illegale, ai diritti dei cacciatori sardi e ci opporremo in tutti i modi consentiti dalla legge a un atto di violenta prevaricazione, calato dall'alto, e che ignora in maniera sprezzante la cultura e la tradizione delle comunità locali". E Alessio Pasella leader del movimento Pro territorio ammonisce: "Pur prendendo atto della richiesta della Regione di revoca del decreto Ronchi, manteniamo alto il livello di mobilitazione delle popolazioni interessate". (L'Unione Sarda)
Lsu, quale futuro?
Pollino Domenico Pappaterra moderamente ottimista
Dopo il question time alla Camera
CASTROVILLARI - "Il prossimo 6 dicembre- ha annunciato il Ministro Govanardi- un nuovo incontro sulla questione
Ieri pomeriggio alle 15.00 su Rai Tre la vertenza dei lavoratori è approdata nell'aula di Montecitorio, dove "cauta soddisfazione" è stata espressa dal deputato dello Sdi, Domenico Pappaterra, rispetto alla risposta al question time discusso sulla situazione critica che stanno vivendo i 337 Lsu (Lavoratori socialmente utili) del Parco Nazionale Pollino."Il percorso individuato dal ministro per il rifinanziamento del progetto dei lavoratori del Pollino - ha affermato Pappaterra - lo trovo praticabile alla sola condizione che il governo ci metta la stessa determinazione e lo stesso impegno con cui affronta problemi analoghi che si creano in altre aree del Paese.
Così ha replicato Pappaterra al ministro Giovanardi che aveva fornito le notizie in ordine all'incontro del 29 novembre ed al successivo programmato per il 6 dicembre prossimo.
"Insieme ai lavoratori e ai sindacati - afferma Pappaterra - contribuiremo alla ricerca della soluzione più adeguata che non sia basata su richieste di assistenza a perdere, ma al contrario introduca criteri di utilizzazione produttiva dei lavoratori, ai quali è doveroso garantire un avvenire di stabilità lavorativa e non di perenne precarietà. Nel corso della replica poi, Pappaterra ha colto anche l'occasione per ribadire "il profondo discrimine che anima il governo di centro destra quando affronta vertenze analoghe. In 48 ore dalla dichiarazione di stato di crisi della società Volare è stato varato un decreto di salvataggio; quando si tratta dei lavoratori del Sud si lasciano chiudere le aziende o peggio ancora, come nel caso dei lavoratori forestali, non vengono nemmeno stanziati i fondi nella legge finanziaria". "Mi auguro - ha concluso Pappaterra - che in questo mese la vertenza dei giovani del Pollino possa essere risolta nel migliore dei modi e soprattutto con un progetto che non sia limitato nel tempo e che guardi ad una prospettiva lunga e duratura". L'auspicio naturalmente è che alla vigilia del Natale la serenità possa arrivare nelle case di questi lavoratori della nostra Terra. (Quotidiano di Calabria)
Parco, Ferrante è il vice presidente
Pnalm
Nominato dal Consiglio Direttivo del Pnalm il nuovo Vice Presidente. E Giovanni Diego Ferrante, Sindaco di Alvito,votato allunanimità da tutti i Consiglieri e stimato per limpegno profuso allinterno del Consiglio. La carica era vacante da oltre 6 mesi, occupata in precedenza dallex Sindaco di Villetta Barrea, Geremia Cianchetti. Diego Ferrante ha espresso la sua soddisfazione "Spero che questa nomina rappresenti un segnale forte di attenzione verso i comuni del Lazio che fanno parte del pnalm. Tuttavia mi auguro che la Regione e la Provincia diano il loro contributo attraverso uno sforzo congiunto"c. Nellultima seduta del Consiglio sono stati adottati alcuni provvedimenti relativi allassetto istituzionale ed economico-finanziario del parco più antico. (Il Messaggero)
Parco delle Colline Il sindaco Bellini: "Vogliamo chiarezza"
"Nessun veto, ma non tarpiamo lo sviluppo"
Da tempo si parla della costituzione di un "Parco delle Colline Moreniche del Garda", un parco nelle previsioni che comprenderebbe ben 41 comuni di tre Province: Brescia, Mantova, Verona e due Regioni Lombardia e Veneto. Sul futuro parco si intrecciano commenti, mentre alcuni comuni hanno già dato il loro parrere favorevole alliniziativa (ad esempio, Lonato e Desenzano del Garda). In questi giorni da segnalare la presa di posizione del sindaco di Pozzolengo, Paolo Bellini. "Il mio intervento - spiega il sindaco - non vuole essere finalizzato alla polemica fine a se stessa, ma vuole esprimere in maniera chiara e libera la linea dellAmministrazione di Pozzolengo".
Secondo il primo cittadino, infatti: "Basta leggere gli eventi: allinizio si parla di 41 Comuni, 3 Province, 2 Regioni; al sottoscritto, però è stato portato una bozza di statuto e di legge del Parco dove i comuni sono poco più della metà, le Province 2, la Regione una sola. Negli ultimi articoli apparsi sulla stampa si torna a parlare di 41 Comuni; inoltre nelle due bozze in mio possesso vi sono forti contraddizioni rispetto alle parole dei rappresentanti del Comitato. Nonostante tutto, mai l Amministrazione Comunale ha rifiutato il dialogo, o ha preso posizioni di veto contro il Comitato. Sin dall inizio abbiamo solo espresso perplessità e dubbi pretendendo pubblicamente chiarimenti sui temi importanti come capire, ad esempio, se un Comitato scientifico composto da 7 tecnici laureati, un Direttore Generale del Parco, un Consiglio Direttivo siano una vera risposta di tutela del territorio o il solito carrozzone burocratico dai costi insostenibili. Siamo stati, estremamente chiari dichiarando che per la nostra gente è vitale non precludere un eventuale sviluppo delle infrastrutture pubbliche, la libertà nelle coltivazioni da parte degli agricoltori, così come fa parte della nostra storia e tradizione la caccia. Tutti punti che nei programmi del Comitato sono fortemente vietati o limitati".
Sul tema delle tutele e di come utilizzarle Paolo Bellini non ha dubbi. "Sono profondamente convinto - spiega - che un amministratore pubblico deve avere la capacità e volontà per esercitare il suo diritto/dovere di governare lo sviluppo e non subirlo. Il sottoscritto, con laiuto della mia gente ed il consiglio comunale, ritiene di avere egregiamente governato la materia particolarmente difficile. Gli strumenti esistono e sono tanti. Probabilmente è questo il fastidio che alcuni provano: trovarsi di fronte a chi applica con trasparenza una politica urbanistica chiara, costruita sui fatti e non sulle parole, assumendosi in prima persona le proprie responsabilità di fronte alla Comunità di Pozzolengo e se è necessario anche allesterno. Mi piace ricordare che probabilmente siamo lunico Comune che, con una variante ordinaria ed altre varianti accelerate ha eliminato, in alcuni casi completamente, in altri parzialmente, volume in aree di pregio, attuando una politica di recupero dei volumi esistenti soprattutto là dove risultava presente un forte stato di degrado e di abbandono dei luoghi".
Il primo cittadino critica anche alcuni colleghi di centri vicini che utilizzano due pesi e due misure allinterno del proprio territorio. "È tardi per alcuni Comuni - spiega il sindaco - farsi paladini di una pseudo morale urbanistica, quando poi autorizzano nuove decine di migliaia di metri cubi di centri commerciali, multisale e residence. Noi sicuramente non vogliamo che la nostra gente ed il nostro territorio siano presi in ostaggio da chì ha abusato della cementificazione per anni ed ora, vedendo il proprio territorio irrimediabilmente compromesso, con il prodotto lago inflazionato e faticosamente vendibile, vuole, anche a spese degli altri, esercitare una operazione di facciata. Prima di qualsiasi decisione vogliamo vedere e capire con chiarezza, in maniera concreta tutte le proposte che riguardano la nostra terra, la nostra Comunità". (Brescia Oggi)
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