Rassegna del 03 Dicembre 2004

Calabria: verdi su scelta sede parco nazionale sila a lorica

(ASCA) - ''La scelta di Lorica, quale sede del Parco Nazionale della Sila, e' l'inizio di un percorso di costruzione reale della riserva naturale''. Lo ha dichiarato il capogruppo dei Verdi alla Regione Calabria, Diego Tommasi esprimendo soddisfazione per l'individuazione del centro direzionale che ''si pone - ha sottolineato l'esponente dei Verdi - come sede naturale per un progetto di rilancio e valorizzazione del territorio, in grado di trasformare le molteplici opportunita' di sviluppo del territorio in altrettante occasioni di crescita economica e sociale e lavoro''. Tommasi - si legge in un comunicato - che si e' sempre detto d'accordo sull'individuazione di Lorica, quale sede del Parco, ha ribadito l'esigenza di ''individuare sin da subito un programma di tutela e valorizzazione delle aree, che insistono nella riserva, in grado di coniugare le esigenze di conservazione della natura con le spinte di crescita e innovazione e le prioritarie istanze di occupazione. Il Parco nazionale della Sila - ha concluso Tommasi - puo' essere il volano dell'economia di un'area territoriale molto vasta, a patto che si prediligano scelte di investimento che valorizzino le tradizioni della nostra terra, la biodiversita' e la storia delle popolazioni che vi abitano''.

E.romagna/regione: giunta approva piano azione ambientale

(ASCA) - Investimenti nei parchi e nelle aree protette regionali; interventi di bonifica e recupero ambientale dei siti inquinati; iniziative per promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti e per il recupero di energia, per la Gestione integrata delle zone costiere. Sono queste alcune delle priorita' previste dal nuovo Piano di azione ambientale 2004-2006 approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore all'ambiente Guido Tampieri. ''Il precedente Piano di azione ambientale - ha spiegato Tampieri - ha rappresentato un salto di qualita' perche' per la prima volta lo sviluppo sostenibile e' stato assunto come obiettivo fondamentale e trasversale di tutte le politiche regionali. Con questo secondo Piano vogliamo continuare su questa strada, e farlo lavorando insieme ai Comuni, alle Province, alle imprese , alle diverse associazioni''. Tra i temi forti del primo Piano di azione ambientale vi e' stato senza dubbio quello della qualita' dell'aria nelle citta', che continua peraltro a rappresentare un tema di assoluta rilevanza e uno degli obiettivi fondamentali della Regione. Per combattere inquinamento e polveri sottili e promuovere una mobilita' piu' sostenibile, la Regione , insieme a Province e Comuni, oltre al provvedimento delle ''targhe alterne'', ha predisposto un pacchetto di misure strutturali con investimenti per oltre 191 milioni di euro di cui 94 a carico della stessa Regione. Gli interventi sono in corso di realizzazione su tutto il territorio emiliano-romagnolo e prevedono: bus ecologici, piste ciclabili, nuove tecnologie e infrastrutture per la distribuzione commerciale, potenziamento del traffico merci su rotaie, transit point.

Giuliante presidente del parco Maiella

Gianfranco Giuliante, ex vice presidente della Provincia dell’Aquila e presidente provinciale di Alleanza nazionale, è il nuovo presidente del Parco Nazionale della Maiella. Giuliante è stato indicato dalla commissione Ambiente della Camera e la nomina è avvenuta a maggioranza. Ma la nomina di Giuliante è già entrata nel mirino dell’opposizione. Secondo il deputato abruzzese Luigi Borrelli (Ds), Giuliante "possiede requisiti del tutto inadeguati rispetto al compito per il quale è candidato: oltre ad essere un affronto agli abruzzesi, all’ambiente e all’idea di sviluppo sostenibile - ha detto Borrelli - è come nominare Erode a direttore di un asilo nido". Pronta la risposta di Giuliante, secondo cui "Erode ha annunciato querela per diffamazione nei confronti di Borrelli sentendosi offeso per il paragone con me. Sono sconcertato per l’attenzione riservatami che ha scomodato sia Erode quanto ”me rode”". (Il Messaggero)

Parco, Legambiente lancia l'allarme

Punta Pizzo - L'associazione ambientalista è preoccupata per i ritardi con cui si sta procedendo nei vari adempimenti
"Il Comune non ha ancora convocato la Conferenza dei servizi"


"Per il parco regionale naturale Isola Sant'Andrea - Litorale di Punta Pizzo è ancora emergenza": è questo l'allarme lanciato da Legambiente. L'associazione ambientalista ritiene che nonostante l'adozione del decreto legge istitutivo da parte della giunta regionale e la conseguente entrata in vigore delle norme transitorie di tutela e salvaguardia, per il "travagliato Parco" lo stato d'emergenza non è superato; e spiega perché. "Nonostante il tanto sbandierato impegno, il Comune di Gallipoli - sostiene - non ha ancora convocato la Conferenza di servizi per la realizzazione di idonei interventi per l'interdizione dell'accesso ai veicoli e per una regolamentazione delle aree, a parcheggio a terra a Punta Pizzo e d'ormeggio all'Isola. Nemmeno risulta che siano stati notificati alle proprietà i vincoli nell'uso dei suoli, istituiti nei confini dell'area parco, con il conseguente rischio di non poter perseguire gli abusi che, puntualmente denunciati dalle associazioni, si stanno prevedibilmente moltiplicando, togliendo valore, di giorno in giorno, al prezioso ambiente tutelato". Da queste preoccupazioni, scaturisce il "richiamo pubblico" che Legambiente indirizza agli enti e alle istituzioni preposte, in sede locale, ma anche alla Regione Puglia, cui compete completare il percorso che approderà alla formale istituzione del Parco. "Si provveda a questi adempimenti urgenti e si completi tempestivamente e senza ulteriori indugi e tentennamenti l'iter istitutivo - conclude Legambiente - perché il nostro Parco entri definitivamente nella grande rete della natura protetta del Mediterraneo e d'Europa". La notizia della presa di posizione di Legambiente ha richiamato l'attenzione sul Parco e, fatalmente, sull'indagine che, a seguito di alcuni esposti, la Procura della Repubblica di Lecce ha avviato in merito ai "corridoi" ricadenti all'interno dell'area-parco perimetrata, tanto che la dottoressa Valeria Mignone ha acquisito in Comune i relativi atti tecnico-amministrativi. Una notizia che il sindaco Giuseppe Venneri non ha difficoltà a confermare. "Come ho avuto modo di dichiarare in passato - commenta - confermo la mia totale serenità in merito alla vicenda, nella certezza che il lavoro della magistratura, in cui ripongo piena ed incondizionata fiducia, servirà solo a dimostrare la correttezza e la trasparenza degli atti, mediante i quali la mia amministrazione è riuscita laddove tutti in passato avevano fallito, realizzando un risultato storico per la città".
(La Gazzetta del Mezzogiorno)

Le bontà del parco del Pollino in un formato... pieghevole

Pubblicata con buoni riscontri la "carta dei prodotti certificati"

Ha riscosso successo l'iniziativa di Confesercenti, Camera di Commercio di Potenza, Alsia (l'agenzia lucana di sviluppo ed innovazione in agricoltura) e Arssa (l'analoga agenzia calabrese), che hanno voluto promuovre i prodotti tipici e il territorio del parco nazionale del Pollino rivolgendosi al pubblico dei lettori e dei "turisti non per caso". Nei giorni scorsi, allegata ai "Viaggi" di Repubblica, è stata distribuita la "carta dei prodotti certificati del Parco Nazionale del Pollino. Un piccolo ed utile pieghevole che associa alla cartina del territorio, utilissima per scoprire gli angoli più reconditi della montagna calabro-lucana, una vera e propria "mappa del tesoro", dove per tesoro si intendono i prodotti tipici più succulenti dell'area. Sulla cartina, infatti, è indicato chiaramente dove trovare i prodotti dell'associazione "filiera dei salumi del parco nazionale del Pollino", della "filiera dei prodotti ortofrutticoli", della "filiera dei prodotti lattiero-caseari" ed infine della "filiera dei prodotti da forno del Parco Nazionale del Pollino". Il pieghevole contiene inoltre alcune preziose informazioni sul parco e sui prodotti che hanno già ricevuto il marchio di qualità europeo. Una piccola cartina che però, stando ai primi riscontri registrati dagli enti ideatori, ha avuto il suo peso: nei giorni successivi alla pubblicazione, infatti, numerose sono state le telefonate alle associazioni di filiera, da parte di appassionati naturalisti e gastronomi desiderosi di vedere e gustare di persona tutte le meraviglie del parco del Pollino.
(La Gazzetta del Mezzogiorno)

In un parco naturale lucano tre km di cavo pericoloso per uccelli rari

Nel parco naturale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti lucane
Protestano gli ambientalisti. In questa zona vi sono Gufo reale, Lanario, Falco pellegrino, Nibbio reale, Corvo Imperiale, e della Cicogna nera o Il documento di protesta


In uno dei paesaggi più straordinari della Basilicata e d'Italia, verrà sospeso un cavo d'acciaio lungo quasi tre chilometri che unirà i centri di Pietrapertosa e Castelmezzano. A questo cavo verranno agganciati con imbracature i novelli "Angeli" che "voleranno" da un paese all'altro.
Un'iniziativa evidentemente spettacolare e che può attirare decine di appassionati di questa disciplina. Il progetto è stato presentato dalla Comunità Montana "Alto Basento" e prevede vie di arrampicata e l'infrastruttura per il cosiddetto "Volo d'Angelo".
Unico particolare è che la zona si trova all'interno del "Parco Naturale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane". È l'ultimo esempio di una deregulation ambientale che investe le aree protette complice un'errata (o interessata?) concezione della valorizzazione ambientale. Infatti, sotto questo nome si stanno moltiplicando in tutt'Italia piste da sci, permessi di costruzione, autorizzazioni di caccia...
In Basilicata diverse associazioni ambientaliste, Lipu, Wwf, Comitato Nazionale per il Paesaggio, Altura (Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti), sostengono che quegli "Angeli" si trasformeranno in un pericolo mortale per gli uccelli.
Per gli uccelli questi cavi rappresentano, infatti, un pericolo enorme in quanto è noto, come risulta da una numerosa bibliografia scientifica, che per gli animali è difficile vedere e scansare il cavo sospeso, contro cui finiscono per sbattere con conseguenze mortali, anche la presenza di rocciatori o escursionisti nei pressi dei siti di nidificazione comporta l'abbandono dell'area e il mancato successo riproduttivo.
Le associazioni sono perplesse su quest'intervento che, secondo i promotori, dovrebbe portare sviluppo e lavoro. Si chiedono quanti addetti fissi sono previsti, per quanti giorni all'anno funzionerà il "Volo d'Angelo", quanti "Angeli" voleranno e a quale costo per la collettività. Quest'intervento poi risulta finanziato tra quelli di "Valorizzazione Paesaggistica delle Dolomiti Lucane", e si chiedono come un cavo d'acciaio sospeso lungo tre km, possa rappresentare un intervento di valorizzare del paesaggio.
Le associazioni sono estremamente preoccupate perché temono per la sopravvivenza di specie di uccelli rarissime e minacciate di estinzione, come Gufo reale, Lanario, Falco pellegrino, Nibbio reale, Corvo Imperiale, e della Cicogna nera. Eccezionale è, infatti, la nidificazione della Cicogna nera nelle Dolomiti Lucane, se pensiamo che in tutta Italia sono presenti solo cinque coppie di questa rarissima specie.
Il parco dovrebbe proteggere queste specie, come è scritto nel suo atto costitutivo art. 3 comma b) che individua tra le finalità "proteggere le specie animali e vegetali autoctone nell'area naturale, ricostituendo i loro habitat e reintroducendo quelle non più presenti o in via di estinzione" e invece minaccia, secondo gli ambientalisti, la loro sopravvivenza con questo intervento.
Le associazioni hanno presentato alla regione Basilicata, ai sensi della LR 47/98, osservazioni al progetto inviandole anche alla UE, al ministero dell'Ambiente e ad altri soggetti istituzionali, chiedendone la bocciatura. Si aspetta a questo punto che la regione decida sulla compatibilità ambientale del progetto.
Le associazioni evidenziano, inoltre, la contraddizione del progetto che viene realizzato con fondi comunitari Por, in un sito protetto dalla UE come pSic-Zps "Dolomiti di Pietrapertosa", proprio per la presenza di importanti popolazioni di uccelli, il rischio probabile è l'avvio di una procedura d'infrazione comunitaria da parte della UE che congeli questo come altri fondi comunitari e commini un'ammenda alla regione. (Villaggio Globale)

Un nuovo Parco europeo o con il timbro dell'Unesco

Gennargentu. Provincia e Comunità montana pensano al futuro

Che fare quando Capo dello Stato e Parlamento troveranno la formula giusta per abolire il decreto istitutivo del Parco del Gennargentu? Il presidente della Comunità montana del Nuorese Peppino Mureddu non ha dubbi: "Sia una legge regionale ad istituire un Parco Europeo governato ? nel rispetto del principio di sussidiarietà - dalle popolazioni che con leale e paritaria collaborazione, agiranno in accordo con le altre istituzioni politiche, rappresentanze sociali e delle categorie produttive, ma restando le prime responsabili della tutela e della valorizzazione". Proposta contenuta in una lettera aperta sul quale l'amministratore che, insieme all'allora sindaco di Dorgali Vannina Mulas, aveva riaperto 14 anni fa il dibattito seppellito nel 1968 con il progetto "Generalpiani", tenta di guardare al di là del problema contingente, addirittura oltre le frontiere. Così come il presidente della Provincia Francesco Licheri, che alla ricerca di una nuova formula in grado di coniugare difesa dell'ambiente e sviluppo, ha bussato nel nome del pastoralismo, prima bussato e poi si è fatto aprire le porte dell'Unesco vedendo nel Gennargentu (uomini, ambiente, economia e la cultura che in questo caso si fa forte del chiavistello del canto a tenore), un unicum da dichiarare patrimonio immateriale dell'umanità. Mentre anche la Regione chiede ufficialmente l'abolizione di un Parco che tanto virtuale se i vincoli fissati per legge sono in vigore, Peppino Mureddu imputa "all'opportunismo, all'ipocrisia politica, alle strumentalizzazioni e agli interessi particolari i sogni bruciati insieme alle speranze di rinascita di tante comunità oggi abbandonate a se stesse, senza un progetto e senza una guida". Il Gennargentu "è sempre più povero e sempre più debole. Impotenti - sostiene ancora il presidente della Comunità montana del Nuorese - assistiamo ad un quasi inarrestabile processo di spopolamento, sempre maggiore frequenza i giovani e le forze vive sono costretti ad abbandonare i loro paesi, sempre più tristi e in balia di una crisi economica e sociale che rischia ormai di cancellare per sempre i nostri valori identitari". Non si può però rimanere prigionieri di uno sterile no "provocato dal centralismo statale di una legge calata dall'alto". Lo stesso incontro con l'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì, chiesto a gran voce dai sindaci, con tanto di ordine del giorno votato nei Consigli comunali, deve essere propositivo. "Abbiamo il dovere di reagire", sostiene infatti sempre Mureddu: "Come amministratori locali dobbiamo farci carico per primi dell'affermazione dei principi di autogoverno e di autodeterminazione". La proposta di Parco europeo da istituire con legge regionale può "vincere l'indifferenza e la paura ridandoci l'orgoglio di tornare a essere padroni del nostro futuro". Più o meno gli stessi concetti espressi da Francesco Licheri con l'idea di coinvolgere l'Unesco. Novità su cui costruire un nuovo progetto? Ne è convinto anche Battista Podda, capogruppo della minoranza di centrosinistra nel consiglio comunale di Orgosolo, "Oggi il concetto stesso di parco è politicamente superato". (L’Unione Sarda)

Quattordici anni di parole

Gennargentu

Da ex sindaco di Fonni convocò 14 anni fa gli amministratori del Gennargentu per rilanciare il dibattito sul Parco, ora da presidente della Comunità montana del Nuorese, tenta di guardare oltre il contingente. Ecco alcune considerazioni di Peppino Mureddu, legate ad alcune date significative ma spesso dimenticate insieme ai conseguenti passaggi citati nella lettera aperta a dimostrazione dell'impegno degli amministratori locali. 1 dicembre 1990 Firma, nel municipio di Fonni, del documento di intenti con il quale i sindaci dei Comuni del Gennargentu si impegnavano alla salvaguardia ed alla valorizzazione della montagna e del suo prezioso patrimonio umano e ambientale: "Battaglia non vinta che ha lasciato sul terreno solo macerie e tensioni sociali, economiche, culturali e politiche". 30 marzo 1998 Data ufficiale della virtuale istituzione del Parco nazionale del Gennargentu e del golfo di Orosei "a conclusione di un'intesa fra Stato e Regione dalla quale sono stati completamente esclusi i poteri e le comunità locali. Il solo risultato prodotto sono state le tante e spesso ingiustificate "misure di salvaguardia", che hanno ancor più appesantito il carico di vincoli sull'utilizzo delle nostre montagne". 10 febbraio 2001 Intesa sottoscritta da tutti i sindaci, presidenti delle Comunità montane e della Provincia di Nuoro con l'onorevole Willer Bordon, allora ministro dell'Ambiente, prevedeva l'annullamento della perimetrazione del parco e delle conseguenti norme di salvaguardia, insieme al riconoscimento del principio di libera adesione da parte dei Comuni". (L’Unione Sarda)

"Senza l'ambiente non c'è turismo, né futuro"

Stelvio
Provincia, Regione, comitato Mondiali e ambientalisti ieri hanno discusso per la prima volta in pubblico di sviluppo L'assessore Zanello: "Le strade non sempre servono all'economia alpina, basti pensare al fenomeno del "mordi e fuggi"


Più che un convegno per discutere di sci e ambiente per un "turismo invernale compatibile", l'appuntamento di ieri a Palazzo Muzio - voluto da Regione e Provincia per inaugurare la stagione sciistica lombarda - è suonato come una riconciliazione tra istituzioni e comitato organizzatore dei Mondiali di sci, da una parte, e ambientalisti dall'altra. E se i corteggiatissimi esponenti di Legambiente - il valtellinese Giovanni Bettini e il presidente regionale Damiano Di Simine, chiamati al tavolo dei relatori assieme a Mario Cotelli e al docente Mario Pinoli - non hanno esitato a parlare di un "tentativo in zona Cesarini", il dialogo tra enti e ambientalisti non è certo venuto meno. Anzi. Proprio da Giovanni Bettini sono giunti segnali di distensione. "Legambiente - ha detto - non è certo contraria alla "botta di visibilità" che la Valtellina avrà con i Mondiali e lo sci per noi non è certo "il diavolo"... E' però vero che i Mondiali si sono presentati facendo la guerra al parco nazionale dello Stelvio", ha detto ricordando il tentativo di siluramento da parte dell'assessore all'ecologia Nicoli Cristiani nei confronti dell'ex presidente Arturo Osio e così, anziché il confronto con gli ambientalisti, si è avviato uno scontro che è poi sfociato in ricorsi al Tar alcuni dei quali "hanno consentito di apportare manovre correttive ai progetti che non potranno che fare bene all'ambiente e al territorio", ha detto il professionista riferendosi all'ultimo pronunciamento del Tribunale amministrativo che ha bocciato la cosiddetta "villettopoli" di Santa Caterina Valfurva. Bettini ha dunque sostenuto la necessità di avere un parco "funzionate come lo è nelle province limitrofe dove gioca un ruolo importante nel turismo locale, mentre a Bormio è una cenerentola"; e ha pure insistito sulla necessità di recuperare un "progetto di "sistema turistico" valtellinese che sappia offrire sci, ma anche storia, enogastronomia e ambiente". Dunque si può parlare di "sostenibilità" "basta che ci sia l'oculatezza negli investimenti e la correttezza dei procedimenti". E di sostenibilità ha parlato anche il presidente della Provincia Fiorello Provera, convinto che "la tutela ambientale è il presupposto indispensabile per qualsiasi politica, perché la distruzione dell'ambiente corrisponde alla distruzione non solo dell'economia, ma anche della qualità della vita e quindi del nostro stesso futuro. Si tratta, allora, di fare scelte intelligenti e lungimiranti" e in quest'ottica il senatore ha lanciato un "appello alla condivisione", chiamando anche gli ambientalisti a fare la loro parte. Franco Brevini, responsabile della comunicazione dei Mondiali, ha ricordato come il comitato organizzatore si sia evoluto in questo senso "inserendo tra le priorità l'apertura al mondo ambientale". Dal canto suo, l'assessore regionale Massimo Zanello, dopo aver garantito che "la Regione farà la propria parte anche in termini economici", ha sottolineato la necessità di "diversificare l'offerta turistica" e ha invitato a non fossilizzarsi sulle strade perché "non sempre queste sono utili all'economia alpina, basti pensare a quel fenomeno del turismo mordi e fuggi che solo consuma il territorio". (La Provincia di Sondrio)

Un patto per lo sviluppo sostenibile nell'area del Ticino

E' quanto emerso dall'ultimo convegno al Parco del Ticino; l'obiettivo: realizzare un regolamento capace di coniugare il rispetto per l’ambiente allo sviluppo economico

Un patto per lo sviluppo sostenibile nell’area protetta per promuovere l’adozione, da parte delle attività produttive, di interventi a basso impatto ambientale. L’impegno del Parco del Ticino a realizzare un regolamento, a integrazione del proprio PTC, che normi quegli strumenti che possono rendere ancora possibile l’equilibrio tra natura e artificio. L’impegno del Parco a portare e suggerire, nelle sedi amministrative e istituzionali, l’adozione di azioni concrete che coniughino il rispetto per l’ambiente e sviluppo economico.
Questi gli obiettivi emersi dal convegno “Le rose di Semiramide”, organizzato dal Parco del Ticino e tenutosi, oggi, presso il Centro Parco “La Dogana” a Tornavento di Lonate Pozzolo (VA).
Coperture a verde pensile, pavimentazioni fotocatalitiche e drenanti, misure finalizzate alla riduzione dell’inquinamento luminoso e al risparmio energetico. Ma anche norme riservate ai comuni e volte a ridurre l’impatto ambientale e paesaggistico di nuove edificazioni industriali e commerciali
Gli approfondimenti, che hanno caratterizzato la giornata di lavoro, hanno dimostrato come l’adozione di queste pratiche possano dare ottimi risultati nell’abbattimento dei diversi tipi di inquinamento e come esse incidano sull’utilizzo delle risorse naturali.
“Il Parco del Ticino – ha commentato Milena Bertani, presidente del Parco del Ticino e coordinatrice regionale di Federparchi Lombardia - intende sviluppare idee che possano consentire di declinare concretamente la mission che si è dato: sviluppo sostenibile: tutela della biodiversità e dell’ambiente, qualità della vita. Il nostro approccio innovativo ha già avuto un precedente con l’accordo siglato con LifeGate, piattaforma dell’ecocultura, grazie al quale parte delle aree del nostro territorio saranno riforestate utilizzando il programma Impatto Zero. Con il convegno di oggi abbiamo gettato le basi per individuare nuove politiche di sviluppo dei sistemi economici rispettando gli impegni in difesa e tutela dell’ambiente”
Il Parco del Ticino si trova all’interno di un area fortemente urbanizzata (circa mezzo milione di abitanti), dove oltre 40.000 aziende operano nel territorio circostante la valle fluviale del Ticino. Una realtà con la quale il Parco si deve raffrontare ogni giorno, una realtà alla quale il Parco può e deve proporre idee innovative per una convivenza sostenibile. (Varese News)

Risorse per i parchi

Veneto

I consiglieri regionali Maurizio Salvador (Misto) e Gina Fasan (Udc) hanno fatto propria, in II Commissione consiliare durante l'esame della Finanziaria regionale, nei confronti della Giunta e in particolar modo dell'assessore alle risorse agricole, Enzo Marsilio, una sollecitazione della Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali rivolta al Governo nazionale.
"Raccogliendo le espressioni del disagio per le difficoltà finanziarie in cui verranno a trovarsi gli Enti parco, espresse da amministratori locali, tecnici e operatori - affermano i due consiglieri - siamo convinti della necessità, per la nostra regione, di poter contare su un efficiente sistema di aree naturali protette per sostenere uno sviluppo di qualità per questi territori".
Dopo l'approvazione della legge 42/1996, grazie alla grande volontà e al lavoro degli amministratori locali, i due parchi regionali sono diventati importanti realtà conosciute non solo a livello regionale, ma anche nazionale. L'appello indirizzato alla Giunta regionale è che, in sede di esame della Finanziaria, venga operato il giusto riconoscimento della funzione di servizio svolta dagli Enti parco e si assicurino agli stessi le medesime risorse stanziate per il 2004.
"La nostra Regione - concludono Salvador e Fasan - non può rimanere insensibile a questo appello. Soprattutto ha un debito nei confronti dei territori e delle comunità dove si trovano le aree protette che in questi anni sono riuscite a dare a queste zone, dalle caratteristiche ambientali straordinarie, una prospettiva reale di sviluppo. E' attraverso queste scelte politiche che si dimostra concretamente l'impegno nei confronti del nostro ambiente". (Il Gazzettino)


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