Rassegna del 07 Dicembre 2004

Wwf: monte greco, tar abruzzo respinge ricorso contro via

Cabinovie e seggiovie 'incompatibili' con habitat protetti

(dire) - roma- gli impianti sciistici sul monte greco sono incompatibili con la difesa della natura e del paesaggio. A stabilirlo, il tar abruzzo che ha respinto il ricorso contro la valutazione di impatto ambientale del comitato regionale, contrario al progetto da 89 milioni di euro per la realizzazione di impianti di risalita (due cabinovie, tre seggiovie oltre a parcheggi e edifici) sul monte greco, nella fascia di protezione esterna del parco nazionale d'abruzzo. A chiedere l'intervento del tribunale regionale, il comune di barrea e il consorzio "emme ti". Il comitato "via" regionale, infatti, accogliendo le richieste del wwf, delle altre associazioni ambientaliste e di oltre 50 docenti universitari e naturalisti di fama internazionale, aveva bocciato il progetto, sottolineando come gli impianti di trasporto a fune proposti fossero "incompatibili" con gli habitat protetti dai siti di interesse comunitario e dalle zone di protezione speciale presenti nell'area, importantissima per la tutela degli ultimi esemplari di orso bruno marsicano. Proprio in questi giorni, infatti, il wwf sta tenendo un campo di volontariato nel parco e nelle aree protette limitrofe per la protezione dell'orso e degli ambienti che lo ospitano, primo fra tutti monte greco. "questa ennesima bocciatura del progetto impone necessariamente un ripensamento complessivo- dichiara dante caserta, presidente del wwf abruzzo- anche per non correre il rischio di perdere i finanziamenti comunitari disponibili". Il wwf, "ha da sempre affiancato al suo deciso no alle distruttive ipotesi progettuali presentate, una serie di proposte alternative che potrebbero realmente risolvere i problemi di mobilita' di questo comprensorio", aggiunge caserta.

Imprese certificate nel Garda "protetto"

Sono tre nell’area dell’Alto lago le aziende che aderiscono al progetto pilota della Regione

Sono tre le realtà imprenditoriali altogardesane che hanno aderito al progetto pilota regionale "La certificazione ambientale (Iso 14001 ed Emas) delle imprese nelle aree protette lombarde". Si tratta della Cartiera di Toscolano del Marchi Group spa, della Latteria Turnaria di Tignale, che produce olio extravergine d’oliva proveniente da coltivazione biologica, e di un’impresa di trasformazione di inerti, la Zmg di Tremosine. La tematica dell’incentivazione alla certificazione ambientale Iso 14001 e la registrazione Emas II è divenuta uno degli obiettivi strategici di un numero crescente di aree protette lombarde, che intendono assumere nei confronti delle imprese un ruolo fattivo di promotori del tanto celebrato sviluppo sostenibile, nella consapevolezza che risulta possibile puntare sulla compatibilità tra attività produttive e finalità di tutela dell’ambiente naturale e di valorizzazione del territorio. In questo contesto la Regione ha appunto avviato il progetto pilota "La certificazione ambientale delle imprese nelle aree protette lombarde", che ha previsto, per la sua attuazione, la sottoscrizione di un’apposita convenzione fra la Regione stessa e cinque Parchi lombardi: il Parco Nord Milano, il Parco Ticino, il Parco del Mincio, il Parco delle Groane e il Parco Alto Garda Bresciano. Fino ad oggi hanno aderito al progetto 15 imprese operanti nel territorio di questi parchi naturali, rappresentative di un mondo produttivo diversificato (produttori di energia elettrica, aziende manifatturiere, produttori agricoli, aziende di servizi). Queste realtà imprenditoriali hanno definito un percorso verso la certificazione ambientale e la registrazione Emas che si fonda sulla condivisione delle politiche ambientali tra i soggetti interessati. Se ne parlerà anche nel corso di un convegno che si terrà a Milano presso la sede di Assolombarda, in Via Pantano 9, il prossimo 16 dicembre. L’incontro intende illustrare i risultati sinora conseguiti e le prospettive evolutive dell’iniziativa a cui si auspica possano aderire un sempre maggior numero di imprese. Vi parteciperanno, tra gli altri, l’assessore regionale all’Ambiente, Franco Nicoli Cristiani, la coordinatrice di Federparchi Lombardia, Milena Bertani, i presidenti e i direttori dei cinque Parchi regionali interessati, nonché i rappresentanti delle imprese aderenti. Dal canto suo il presidente del Parco Alto Garda Bresciano, Bruno Faustini, ha sostenuto fin dalle prime fasi progettuali questa iniziativa, che ha visto, per il momento, l’adesione di tre realtà imprenditoriali altogardesane. (Giornale di Brescia)

Parchi, quale futuro

Cremmona - Torchio alla Regione: serve più chiarezza. Interventi di Libera Agricoltori e Coldiretti
Ieri incontro in Provincia con le associazioni


Ieri mattina si è tenuto in Provincia l’incontro promosso dal presidente Giuseppe Torchio con le associazioni agricole e professionali, ambientaliste, pescatorie e venatorie sul tema dei 4 parchi naturali del nostro territorio. Presenti anche l’assessore all’Ambiente, Giovanni Biondi, all’Agricoltura, Giorgio Toscani, al Territorio, Agostino Alloni, ed i dirigenti dei vari settori. L’obiettivo, ha esordito Torchio, "è sentire le parti interessate. Serve poi chiarezza sulla posizione in materia della Regione, la quale, con le sue circolari che parevano collegare l’entità del contributo da erogare ai Parchi all’estensione degli stessi, ha creato tensioni e fraintendimenti". "Riconosciamo al presidente Torchio il merito di questi confronti — ha affermato Pierluigi Gerevini della Libera Agricoltori —. Negli scorsi anni è mancato il coinvolgimento delle associazioni agricole, venatorie e pescatorie e ciò ha ingenerato nella Regione la convinzione di una sintonia: un equivoco durato sin troppo a lungo. Nessuno è contro i parchi naturali, ma non si tenti di ‘giocare al rialzo’ con l’arma della perimetrazione. Chiediamo un percorso concertato, rispettoso della normativa del 1996". Luca Avino (Legambiente), condivide l’impostazione della Provincia, "ma nel contempo ribadisco che l’agricoltura deve avere un impatto ambientale adeguato su questa materia, senza temere deprezzamenti dei terreni". Per Francesco Cazzamali (Coldiretti), "nessuno pensa certo di costruire all’interno delle aree destinate a parco, anche perché la legge lo vieta. Quandi si parla di aree destinate a parchi naturali, non possiamo certo riferirci ai terreni coltivati a mais. Il parco va previsto nelle aree realmente naturali, non in quelle agricole". Critici nei confronti dell’operato dei parchi i rappresentanti delle associazioni venatorie Marco Scaravonati (Federcaccia), Luciano Vivaldini (Libera Caccia) e pesca Bruno Pedrazzi (Fipsas). "Le associazioni agricole di Cremona, Mantova, Bergamo e Brescia sono compatte nell’esprimere perplessità sui criteri di gestione dei Parchi sin qui adottati — ha affermato Ildebrando Bonacini (Libera Agricoltori) —. Siamo stati esclusi dai lavori preparatori e il Comitato agricolo costituito dagli enti parco o non è stato convocato o è stato consultato tardivamente". (La Provincia di Cremona)

Comune-Regione, scontro sul Conero

Il sindaco: “Pochi i fondi per i prossimi anni”. L’assessore: “No finché resterò non ci saranno tagli”
Parco marino, ancora frizioni tra Sturani e Amagliani. S’infervora il clima politico


Comune-Regione, nuovo botta e risposta che ha le sembianze di un altro duro scambio di colpi. Il lungo duello istituzionale accesosi nelle ultime ‘riprese’, si pensi alla querelle sulla nomina della terna per l’Autorità Portuale e sulla designazione del nuovo presidente di Aerdorica, ha un’altra coda polemica sulla questione ambientale. Teatro dell’ultimo incrocio pericoloso il convegno di ieri sul Parco Marino del Conero dove sono intervenuti, tra i relatori, il sindaco Fabio Sturani e l’assessore all’ambiente della Regione Marco Amagliani.
All’attacco dell’assessore è andato il primo cittadino dorico partendo dai contenuti della delibera regionale del piano triennale dove si stabiliscono i fondi da dedicare all’ambiente: “Secondo delibera - spiega Fabio Sturani - nel 2005 c’è una conferma dei fondi previsti mentre nel 2006 e nel 2007, dato che stiamo parlando di piano triennale, c’è un dimezzamento dei soldi disponibili sul quale non siamo d’accordo. Non voglio fare polemica ma sono in disaccordo con quelle scelte che secondo me vanno in controtendenza. Tra l’altro l’assessore all’ambiente della Regione dovrebbe essere contento che i Comuni lo sostengono ribadendo il loro impegno negli investimenti sui parchi, sull’ambiente e sulla qualità della vita. Il Comune di Ancona non parla soltanto ma ragiona in concreto e dicendo questo penso all’investimento fatto dall’amministrazione con l’acquisto dell’area dei mutilatini: tredici ettari di terreno di utilizzo pubblico della baia. Noi non andiamo in controtendenza con le nostre enunciazioni”.
Sturani incalza la Regione ma l’assessore all’ambiente Marco Amagliani ha pronta una replica che sembra neutralizzare l’affondo del Comune: “Non ci saranno assolutamente tagli - risponde l’assessore regionale - quindi il 2005 vedrà le stesse risorse. Comunque quando si parla di piano triennale credo che il ragionamento più giusto sia sempre quello riferito al bilancio preventivo ed in questo caso quello dell’anno prossimo. Si potrà tranquillamente verificare che nel bilancio del 2005 ci sono le stesse, identiche, risorse dell’anno precedente sia per quello che riguarda le spese correnti sia per quello che riguarda gli investimenti”. “Questo è quello che io ho assicurato - continua Amagliani - questa mattina al di là di quello che potevano dire alcune tabelle: non c’è alcun taglio. Nel 2005 la cifra indicativa dovrebbe dunque essere di circa 2 milioni e 300 mila euro per le spese correnti e 2 milioni e 100 mila euro circa per gli investimenti. E’ del tutto evidente che per quanto mi riguarda posso dare delle certezze fin quando la gestione è nelle mie mani. Credo anche per questo che sia corretto parlare più che di triennale di previsione dell’anno successivo. Nella previsione dell’anno 2005 queste sono le risorse che sono identiche se non un pochino superiori a quelle dell’anno precedente”.
Amagliani mette sul piatto delle garanzie almeno per il tempo in cui sarà lui a gestire la cosa. In futuro gli scenari potrebbero essere differenti nonostante i dati di bilancio portati dall’assessore all’ambiente. Di certo, stando alla querelle tra istituzioni, c’è un altro faccia a faccia tra Comune di Ancona e Regione che si sono contrapposti su diversi versanti cittadini e non.
L’ultimo scontro s’è consumato con il braccio di ferro sulla nomina del presidente dell’Aerdorica, poltrona che è stata poi assegnata al capogruppo, in consiglio comunale, di Rifondazione comunista Edoardo Mentrasti. Il Comune dorico non ha partecipato al voto per l’elezione del nuovo Cda ed a giochi fatti ha parlato, parole di Sturani, di forzature e di poca chiarezza tra pubblico e privato. La partita aeroportuale sembra chiusa ma a Palazzo potrebbe bollire qualcosa in pentola per cui non sono esclusi dei rientri sulla questione. Possibili strascichi dunque sulla vicenda simili a quelli che sembra aver lasciato un altro fronte di frattura, l’Autorità Portuale, tra Comune e Regione. L’amministrazione comunale, e la Camera di Commercio dorica anche lei astenutasi al voto di Aerdorica, avevano proposto il nome di un tecnico, Claudio Bonicciolli considerato l’uomo giusto per il Porto, che non è però stato inserito nella terna.
Una decisione che ha fatto infuriare il sindaco Fabio Sturani. La vicenda ha scatenato un’altra bufera istituzionale che s’è consumata a suon di attacchi verbali. Ieri un nuovo capitolo di quella che sembra essere una vera e propria sfida politica infinita. Sull’ambiente potrebbe arrivare una nuova rottura. (Corriere Adriatico)

Parco Molentargius "La Provincia deve contare di più"

Balletto contro la Regione

Sul parco di Molentargius la Provincia deve contare di più. Lo sostiene il presidente della Provincia, Sandro Balletto, in una nota inviata alla Giunta regionale e all'assessore all'Ambiente. "Le legge regionale del 99", lamenta Balletto, "mortifica gli enti comunali e la Provincia. Impone agli enti locali la costituzione di un Consorzio obbligatorio per la gestione del parco laddove, pur rispettando le prerogative dei Comuni, om soggetto di funzioni amministrative di coordinamento avrebbe dovuto essere per legge la Provincia. A noi", prosegue il presidente, "non può essere assegnato il ruolo di compartecipe passivo di un consorzio dove la Provincia stessa non potrà avere il ruolo che la legge gli assegna". Balletto ritiene sia suo dovere chiedere alla Regione il rispetto che la Provincia merita". Il presidente precisa che "non vuole poltrone" e neanche "decidere in luogo dei Comuni o della Regione sul futuro del Parco, ma assieme ad essi" e pretende "il riconoscimento delle funzioni amministrative attribuire dalle legge". Balletto annuncia anche che riferirà al Consiglio provinciale "affinchè deliberi sulle decisioni che dovranno essere assunte per adeguare il ruolo della Provincia al rispetto dei compiti istituzionali". Attende, inoltre, dalla Regione "un intervento di decentramento che non si riduca alla nomina di un commissario, ma che rivisiti daccapo la regionale in modo che consenta il rispetto dei ruoli e la nascita di un consorzio di gestione del parco voluto e condiviso da tutti i soggetti, e non imposto dall'ente regionale". Balletto ricorda anche che "il Testo unico sugli enti locali, all'articolo 19, afferma che spettano alla Provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardano vaste aree intercomunali nei seguenti settori difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente, protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali". Queste prerogative provinciali - ribadisce - sono valide in tutte le regioni a statuto ordinario ma non in Sardegna, dove gli enti locali sono mortificati da un regionalismo accentuato di cui non si vede la fine. Intanto l'assestamento di bilancio 2004 è il primo punto dell'ordine del giorno del Consiglio provinciale, che si riunisce oggi alle 16.30 nella sala consiliare di palazzo Regio. Tra le priorità fissate dai capigruppo, anche le quattro ratifiche di variazioni al bilancio, l'interrogazione urgente di Remigio Cabras (Margherita) sulla vigilanza ambientale, la richiesta di Walter Cabasino (Margherita) di iscrivere all'ordine del giorno la discussione sulla mancata sicurezza sulla statale 195 e la mozione (primo firmatario Giuseppe Piria di An) sulla valorizzazione dei siti archeologici. (L'Unione Sarda)

Lsu del Pollino, ancora un rinvio

Assente la Regione Calabria salta la riunione romana al Ministero

E' saltata la riunione in programma ieri pomeriggio al Ministero del Lavoro per dirimere la spinosa questione dei 331 lavoratori ex Lsu del Parco del Pollino sui quali aleggia lo spettro del licenziamento. Motivo: l'assenza della Regione Calabria. Il Presidente dell'Ente Parco On. Francesco Fino ha stigmatizzato l'assenza che non ha reso possibile l'inizio della discussione. L'unica cosa che è stata possibile fare è chiedere al Ministero di riconvocare le parti, si legge in una nota diramata dallo stesso Ente Parco. "La regione Calabria - ha dichiarato Fino - ha dimostrato una grave insensibilità rispetto ad un problema che la coinvolge direttamente". Come è noto i 331 ex Lsu del Pollino (circa 150 sono quelli che fanno capo al versante lucano) rischiano di andare a casa se non saranno trovate risorse aggiuntive e predisposti nuovi progetti per la loro stabilizzazione. La loro odissea ormai va avanti da tempo. Per il 2005 il Ministero ha "congelato" l'ulteriore rifinanziamento del progetto in attesa che si verifichino due condizioni, ritenute essenziali per il prosieguo delle attività lavorative. La prima è la presentazione di una nuova proposta progettuale arricchita di ulteriori attività, più funzionali alle esigenze del territorio dal momento che l'attuale progetto, secondo il Ministero, non risponderebbe ai requisiti di credibilità. Tra l'altro lo stesso Ministero avrebbe lasciato anche intendere un prolungamento delle attività lavorative oltre i tempi prestabiliti del 2006 qual ora il piano revisionato conseguisse risultati positivi. La seconda condizione collegata alla prima la richiesta è l'individuazione da parte delle Regioni Basilicata e Calabria, Ente Parco e Ministero delle attività e risorse economiche che intendono mettere in campo per il cofinanziamento della nuova proposta progettuale. Ieri le Regioni erano chiamate a mettere sul tavolo le loro proposte per le attività da implementare al fine di far andare avanti il progetto. Ma, come si è detto, la Regione Calabria non a preso parte all'incontro in programma. Per la Regione Basilicata era presente, invece, l'Assessore Collazzo. Non resta che attendere per capire quale sarà l'evolversi degli avvenimenti. Per i lavoratori intanto, lo ricordiamo, sono già scattate le procedure di mobilità. La minaccia del licenziamento se non si trova una soluzione ha generato tensioni all'interno del sindacato e degli stessi lavoratori già da tempo. Tensioni che hanno raggiunto la punta più alta alla fine di novembre con il presidio messo in atto dai lavoratori davanti agli uffici dell'Ente parco. Per un' intera giornata gli ex Lsu hanno manifestato chiedendo una soluzione per la loro vertenza, soluzione che neppure oggi è arrivata da Roma e i tempi sono sempre più stretti. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Sul progetto di area marina protetta Numana e Sirolo tengono il freno tirato

Conero

Verso un'area marina protetta antistante il Monte Conero? Il dibattito avvenuto nell'arco dell'intera giornata di ieri all'Hotel "La Fonte" di Portonovo ha provato a rispondere a questa domanda. Tra delucidazioni, piccole polemiche e buoni propositi, un quadro attorno all'affascinante titolo "Parco Marino del Conero" si è creato. Il progetto, per qualche tempo uscito dalle luci dei riflettori, è stato nuovamente portato alla ribalta nel tentativo di imprimere un’accelerazione che garantisca ad Ancona lo sprint vincente sulle altre realtà nazionali alla ricerca dello stesso target. "La concorrenza per diventare area protetta è davvero tanta" - commenta infatti Giancarlo Sagramola, presidente del Parco Regionale del Conero - Ancona in questo momento ha una posizione privilegiata e proprio per questo non possiamo farci sfuggire l'occasione. Occorre che tutte le realtà istituzionali e gli operatori locali remino verso uno stesso obiettivo. I questo convegno proprio per dare il giusto peso ad ogni intervento e ad ogni necessità degli intervenuti, non abbiamo voluto presentarci con un progetto già stilato. Al contrario, la nostra idea è di stilarlo tutti assieme, di modo che, dal punto di vista della regolamentazione di questa area protetta, ognuno possa riceverne solamente dei benefici". Mettere d'accordo tutti e in breve tempo però non sembra facile. Perchè se è vero che gli assessori all'Ambiente Amagliani, Casagrande e D'Alessio (rispettivamente di Regione, Provincia e Comune) hanno manifestato il loro accordo di massima per giungere ad una conclusione positiva al riguardo, considerando il progetto in atto come un'azione volta a tutelare le bellezze e la fauna marina antistante il Monte Conero, più tentennanti sono i sindaci dei Comuni interessati. Se da una parte Ancona, con il sindaco Sturani, sembra avere una buona propensione a sedersi al tavolo delle trattative, un po' più complicata è la posizione di Sirolo, con il sindaco Misiti che chiede innanzitutto garanzie che evitino un eccessivo protezionismo dell'area marina in esame, e di Numana, con il sindaco Bilò attendista nel prendere una decisione. Nell'immediato futuro si avranno sviluppi importanti, al pari del capitolo riguardante il "parco terrestre" del Monte Conero, sul quale Sagramola ha precisato che "l'idea del parco marino non è volta a far passare dietro le quinte l'attuale questione dell'edificabilità nel parco terrestre. Anche in questo ambito lavoreremo con il massimo della trasparenza, certi che si giungerà alle scelte più consone e plausibili rispettando l'interesse di tutti". (Il Messaggero)

Passetto, sì al ripascimento

Conero

La Regione dice sì al progetto di manutenzione straordinaria della spiaggia del Passetto. Lo fa sapere il presidente della Passetto Srl Cristina Gorajski al sindaco Sturani e all’assessore ai lavori pubblici Turchetti. Col ripascimento e il rifiorimento della scogliera, garantisce la Gorajski, “lo stato di inquinamento ambientale scomparirà”.
Intanto pro e contro del “Parco marino del Conero” sono stati affrontati ieri in un convegno, organizzato da Legambiente e dal Parco del Conero. I tanti interventi sono serviti per capire il tipo di approccio, istituzionale, imprenditoriale ed associazionistico, di fronte alla possibile istituzione di un parco. L’obiettivo è quello di dare impulso all’idea di un’area marina protetta che ha già solide fondamenta. La base è uno studio particolareggiato sull’area, redatto dall’Ismar-Cnr di Ancona, che giace da tre anni nei cassetti del Ministero dell’ambiente. Quel documento è una sorta di primo atto ufficiale cui è seguita un’attenzione crescente per il “Parco marino del Conero” che potrebbe essere “la naturale prosecuzione - le parole di Giancarlo Sagramola presidente del Parco del Conero - del Parco terrestre per poter arrivare ad un unicum in cui ambiente marino e terrestre possano essere gestiti assicurando la tutela che meritano”. La maggior parte dei relatori s’è schierata, in linea generale, a favore dell’area marina protetta anche se molti hanno assunto una posizione interlocutoria. Tanti sono stati i vincoli, al grido di “siamo d’accordo sul parco solo se…”, posti da diversi relatori a tutela della categoria che rappresentavano.
Non sono mancate le polemiche sui temi direttamente collegati alle aree d’interesse. Ci riferiamo in primis alla spiaggia di Mezzavalle la cui tutela è oggetto di referendum da parte di un comitato, che chiede l’abolizione del piano varato dal Comune, intervenuto ieri con il portavoce Claudio Molinelli: “Non siamo ambientalisti intransigenti e non siamo allarmati - rispondendo alle parole del sindaco di Ancona Fabio Sturani - per due semplici rubinetti che vorrebbero mettere in spiaggia”. “Siamo - ancora Molinelli - per la tutela di Mezzavalle e per il riguardo di certe regole come quella di far rispettare la distanza di ormeggio delle barche. Sul parco marino sembra difficile far convergere gli interessi perciò tutti quanti dovrebbero rinunciare a qualcosa. Propongo comunque un’apertura di dibattito anche in sedi come Agenda 21 sperando che non sia un confronto fittizio”.
Favorevole ad una partecipazione democratica la voce dei grottaroli anconetani che ieri rappresentava anche la Passetto srl. “In linea di massima - ha spiegato Galeazzi per conto dei circa cinquecento grottaroli - non siamo contrari al parco marino ma è evidente che dovranno essere rispettate certe situazioni che riguardano anche noi”. Ma per mettere nero su bianco servirà una sfilza d’incontri. (Corriere Adriatico)

Il Parco in Slovenia

Delta del Po

Il Parco del Delta del Po a Nova Gorica. Una delegazione dell'ente, al fine di approfondire i rapporti di partenariato con soggetti pubblici e privati della Slovenia, ha partecipato, nei giorni scorsi, nella città di Nova Gorica alla presentazione di 22 progetti cofinanziati nell'ambito del programma Phare CBC Small Project Fund Slovenia/Italia e conclusi nell'agosto 2004. L'obiettivo di Phare è quello di offrire sostegno finanziario destinato a creare legami più intensi tra la popolazione a livello locale e di valenza transfrontaliera.
La delegazione del parco era composta dal presidente Dimer Manzolli, dal vice Vincenzo Melone e dal responsabile della progettazione Marco Gottardi. All'incontro, tenutosi nel palazzo municipale di Nova Gorica, ha partecipato anche Erwan Fouéré ambasciatore della Commissione Europea nella Repubblica di Slovenia. Per il Parco è stata l'occasione per incontrare i partner sloveni del Coast to Coast" e per porre le basi per future collaborazioni, alla luce anche del nuovo quadro europeo dopo l'ingresso ufficiale nel maggio scorso della Slovenia nell'Unione Europea. (Il Gazzettino)

Raid nell’info-point del Parco del Vesuvio

L'info-point del Parco del Vesuvio nel mirino dei ladri. Nella notte tra sabato e domenica alcuni malviventi hanno forzato la porta della struttura che sorge nel parcheggio a quota mille metri nell'area protetta del vulcano. Ben misero il bottino: 50 euro, gli unici contanti presenti all'interno della struttura punto di riferimento per i numerosi turisti che ogni giorno si recano a visitare il cratere del Vesuvio. Nessuna attrezzatura è stato portata via, né le guide turistiche o altri oggetti che quotidianamente vengono venduti all'interno dell'ufficio. Non si esclude del resto che, oltre che di un semplice furto, si sia trattato di un atto intimidatorio: numerose, infatti, sono le iniziative a favore della legalità portate avanti dall'ente presieduto da Amilcare Troiano, nell'ottica di un maggiore sviluppo turistico-ricettivo dell'intera area in cui si stanno realizzando progetti di cooperazione internazionale con numerose istituzioni del territorio. I malviventi, che probabilmente conoscevano i locali dell'info-point, approfittando delle ore notturne si sono introdotti nell'ufficio gestito dalla cooperativa "Vesuvio Natura e Lavoro" dopo aver forzato una finestra. Immediatamente hanno preso di mira il registratore di cassa nella sala d'ingresso, credendo forse che fosse custodita una cospicua somma di denaro frutto delle vendite del sabato mattina. Hanno quindi provveduto a rompere il lucchetto e a prelevare i contanti. Ma i ladri si sono dovuti accontentare dei pochi soldi custoditi all'interno del registratore. Ad accorgersi dell'accaduto alcuni dipendenti in servizio allo sportello informativo la domenica mattina. L’episodio, prontamente denunciato alle forze dell'ordine, è il primo che si verifica all'interno della struttura fortemente voluta dall'Ente Parco e inaugurata lo scorso mese di aprile. Un punto informativo, realizzato in aggiunta a quello allestito all'interno dell'ex casa cantoniera che sorge ad Ercolano lungo la strada provinciale del Vesuvio che offre ai turisti utili chiarimenti sulle produzioni tipiche dell'area e sugli itinerari paesaggistici e i sentieri naturalistici da percorrere nel corso della visita all'area che circonda il cratere. All'interno dell'info-point dell'ampio piazzale a quota mille metri, sono a disposizione di chiunque voglia acquistarli anche numerosi articoli di merchandising contrassegnati dal marchio del Parco. (Il Mattino)

Approvato il bilancio per il 2005 tra le priorità il pastore abruzzese

Parco nazionale della Majella

IL CONSIGLIO direttivo del Parco nazionale della Majella ha approvato il bilancio di previsione 2005 sul quale il Consiglio della Comunità del Parco aveva espresso parere favorevole all'unanimità; nei giorni scorsi lo stesso Consiglio aveva approvato, sempre all'unanimità, il Piano di sviluppo socio economico, un rilevante strumento gestionale che si andrà ad affiancare al Piano del Parco adottato a sua volta dalla Regione Abruzzo lo scorso mese di ottobre. Lo ha reso noto il vicepresidente, Rocco Micucci, sottolineando che in questo modo l'ente ha finalmente a disposizione i due importanti strumenti di pianificazione e programmazione che gli consentono di calibrare al meglio la propria azione sul territorio. Micucci ha evidenziato, tra i progetti portati avanti, quello di "Life Ambiente" sulla mobilità sostenibile presentato in questi giorni al Ministero dell'ambiente, un progetto che intende promuovere un turismo sostenibile affiancandosi e integrandosi con il progetto "Al parco in treno" in via di realizzazione. Prevista in entrambi la connessione tra la rete dei sentieri, le strutture ricettive e i centri visita del Parco con l'utilizzo di piccoli pullman e mezzi di locomozione elettrici e a idrogeno. Per rendere questo progetto una realtà il Parco ha emesso bandi per diverse gare d'appalto. Tra le priorità del Parco vi è poi anche la tutela e la sopravvivenza della fauna seriamente minacciata dall'uomo: per fare questo è stato pubblicato il bando di una gara d'appalto per realizzare un Centro nazionale di riproduzione e allevamento del cane pastore maremmano abruzzese nel Comune di Pizzoferrato. (Il Tempo)


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