Parchi. Oggi accordo italia-catalogna per progetti mediterranei
Piani comuni per gestione, ricerca, informazione e cooperazione
(dire) - roma- si firma oggi a roma l'accordo quadro per sviluppare progetti e iniziative comuni per l'area mediterranea tra federparchi, legambiente e provincia di barcellona, per "concretizzare e sviluppare la reciproca collaborazione per perseguire obiettivi comuni volti a condividere esperienze di gestione, a sviluppare programmi comuni di ricerca, divulgazione, informazione, educazione ambientale e cooperazione locale". All'iniziativa saranno presenti, tra gli altri, roberto della seta, presidente nazionale di legambiente; aldo cosentino, direttore generale ministero dell'ambiente; josep mayoral, deputato presidente area spazi naturali della deputacio' di barcellona; puri canals, presidente depana (lliga per a la defensa del patrimoni natural) e consigliere regionale iucn per l'europa dell'ovest e rappresentanti del comune, della provincia di roma e della regione lazio. "vogliamo lavorare insieme- spiega fabio renzi, della segreteria nazionale di legambienten per valorizzare le rispettive esperienze di gestione di aree protette che trovano affinita' territoriali e ambientali nella loro natura mediterranea. Alla base della nostra amicizia e della nostra volonta' di collaborare c'e' un'idea di conservazione e di valorizzazione delle risorse naturali strettamente legata alle culture e alle identita' locali, che costituiscono una straordinaria ricchezza dell'area mediterranea". La rete degli spazi naturali della provincia di barcellona rappresenta uno dei piu' interessanti sistemi territoriali presenti in ambito europeo, sia per estensione che per gestione. Infatti e' formata da 12 spazi naturali di alto valore paesistico, ecologico e culturale, interessa ben 99 comuni per oltre 100mila ettari pari al 22% del territorio, dove vive il 70% della popolazione della provincia catalana. "la collaborazione con la provincia di barcellonan afferma matteo fusilli, presidente di federparchin che la nostra federazione e legambiente hanno sviluppato in questi anni, e che ora si rafforzera' e sviluppera' ulteriormente con la firma dell'accordo, e' molto importante per tutto il sistema delle aree protette del mediterraneo. Non e' da sottovalutare infatti la capacita' dimostrata dalla provincia catalana nel realizzare una buona ed efficace conservazione della natura e dei valori culturali del territorio in una realta' fortemente antropizzata ed economicamente sviluppata". Obiettivo dei firmatari dell'accordo quello di promuovere uno scambio di informazioni ed esperienze in grado di aumentare l'efficacia e il contributo delle aree protette nella salvaguardia delle diversita' biologiche, paesistiche e culturali dell'area mediterranea. "i rischi di erosione del patrimonio di biodiversita', di omologazione culturale e di impoverimento dei paesaggi dell'area possono essere contrastati solo sviluppando progetti ed iniziative comuni. L'accordo che oggi sara' sottoscritto nella sede di romanatura- sottolineano le associazioni- e' un primo ma significativo passo in questa direzione che portera' presto alla nascita di una vera e propria federazione dei parchi del mediterraneo". Concretamente l'accordo quadro si realizzera' con l'istituzione di un comitato tecnico (due rappresentanti della provincia di barcellona, uno di federparchi e uno legambiente) per mettere in vita una serie di progetti concreti nei campi della conservazione della natura, della valorizzazione paesistica, del turismo sostenibile, dell'educazione ambientale e delle attivita' culturali e creative.
Da gran sasso un pozzo d'acqua per le donne africane
'E una goccia nel mare, ma serve a richiamare l'attenzione'
(dire) - roma- un pozzo d'acqua per le donne africane: questo e' il regalo che il parco nazionale del gran sasso ha deciso di fare per natale alle popolazioni del continente assetato. "e' una goccia nel maren ha dichiarato walter mazzitti, presidente dell'ente parcon non sara' il nostro pozzo ad alleviare i sacrifici che milioni di donne sono quotidianamente costrette a subire durante tutta la loro esistenza alla ricerca di acqua per dissetare la famiglia e gli animali domestici". Si tratta piuttosto di un gesto "per richiamare l'attenzione di tutti, di istituzioni pubbliche e private e dei cittadini- spiega mazzittti- su quello che e' un problema prioritario oggi e che sara' un'autentica emergenza mondiale fra qualche anno". L'operazione e' stata possibile grazie alla collaborazione dell'ente parco con il cai regionale: nei primi giorni di gennaio, trentacinque volontari, guidati dal presidente regionale eugenio di marzio, si recheranno in africa e, a loro spese, finanzieranno in tanzania e in kenia nuovi pozzi d'acqua. Il contributo del parco dara' la possibilita' di realizzarne uno in piu'.
Incidenti stradali: lipu, ogni anno uccisi 1,5 mln animali
(AGI) - Ogni anno sono almeno un milione e mezzo gli animali di piccola, media e grande taglia che muoiono travolti da auto e camion sulle strade italiane. Lo dice la Lipu, la lega italiana per la protezione uccelli, che lancia l'allarme per salvaguardare la fauna selvatica senz'altro ma anche per far si' che con adeguati interventi in alcune aree a maggior rischio si mettano al riparo gli stessi automobilisti, che possono incorrere in gravi - se non drammatiche - conseguenze nel tentativo di evitare l'impatto e subito dopo l'avvenuto impatto con un animale sulla sede stradale. E la Lipu ha scritto ai ministri dell'Ambiente, delle Infrastrutture e delle Regioni "per chiedere sicurezza e tutela degli habitat", con interventi anche in aree a ridosso di ferrovie.
La tutela della biodiversita' - scrive l'associazione - "entri nei piani di sviluppo delle infrastrutture, al fine di aumentare la sicurezza stradale e la tutela degli habitat naturali e della fauna selvatica". Dai piccoli ricci, che sono le vittime piu' frequenti di incidenti, agli anfibi fino agli uccelli rapaci, ma anche animali di grande taglia come ungulati, lupi e orsi, sono le vittime di incidenti stradali che creano pericoli anche alla vita delle persone coinvolte negli scontri. Nella lettera e' stata chiesta l'adozione di "una strategia nazionale" dettagliata per inserire in modo "piu' forte e puntuale" la tutela della biodiversita' nel piano nazionale dei trasporti e nello sviluppo delle infrastrutture. Un invito e' stato rivolto anche a enti locali e societa' che progettano infrastrutture (Anas, Trenitalia, societa' autostradali) ad attuare "interventi di mitigazione e compensazione ambientale secondo le linee guida approvate con il recentissimo manuale europeo Wildlife and Traffic", che rappresenta il piu' importante prodotto del Progetto europeo COST Action 341 "Frammentazione degli habitat causata dalle infrastrutture di trasporto".
Finora sono 51 le strutture realizzate in Italia volte a facilitare l'attraversamento di infrastrutture agli animali selvatici: cavalcavia, sottopassi, tunnel, recinzioni dedicate.
Sono state invece 19 le iniziative per proteggere gli uccelli dall'impatto contro i pannelli fonoassorbenti trasparenti (la Lipu stessa li ha realizzati di recente su alcune strade statali della Romagna); e 71 le azioni effettuate in tema di ripristino habitat, reti ecologiche, educazione e studi sulla mortalita' stradale della fauna.
Dopo il rapporto e l'indagine realizzata 2 anni fa con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, la Lipu chiede dunque che si faccia un deciso passo in avanti. "Abbiamo anche chiesto - spiega Marco Dinetti, responsabile Ecologia Urbana della Lipu BirdLife Italia - un preciso monitoraggio di tutte le strutture realizzate e l'integrazione nell'archivio nazionale, fermo al 2002, di tutte le iniziative realizzate fino a oggi. Vorremmo inoltre che si verifichi la corretta collocazione di cavalcavia e tunnel e inoltre l'effettivo utilizzo delle stesse da parte degli animali, collocando telecamere a infrarossi e altri sistemi per rilevare le impronte".
La lettera inviata dalla Lipu ha gia' l'adesione di numerosi enti parco, funzionari di province e regioni, docenti universitari, professionisti del settore, cacciatori e ambientalisti. Con essa si chiede alle istituzioni anche uno sforzo a livello di formazione per accrescere negli operatori la consapevolezza e il livello tecnico-scientifico del problema delle interazioni tra infrastrutture e biodiversita'.
Gran sasso: desiati, qualcuno non vuole sviluppo turismo
(ASCA) - ''Chi non vuole lo sviluppo del comprensorio aquilano? Perche', dopo le illogiche dichiarazioni dei componenti il Cda Chiarizia, Ciuca e Scimia e' chiaro che qualcuno ha deliberatamente deciso di bloccare un progetto di sviluppo in cambio di chissa' cosa''. Lo ha dichiarato l'assessore abruzzese al Turismo, Massimo Desiati, che interviene nella polemica della mancata approvazione, in seno al Cda del centro turistico Gran Sasso, della richiesta di finanziamento da inviare alla Regione per realizzare la nuova cabinovia di Montecristo, giudicando ''pretestuose le motivazioni addotte dai consiglieri''. Anzitutto, ha spiegato Desiati, ''appare ingenuo e miope affermare che tra l'eventualita' di non trovare il restante 70% dei finanziamenti per coprire i costi e adoperarsi per creare intorno ad un progetto di crescita il necessario consenso e' meglio scegliere il nulla. Da sottolineare che il progetto preliminare che il Cda avrebbe dovuto approvare e' stato redatto a costo zero per il Centro turistico e solo dopo l'eventuale approvazione e l'assegnazione del finanziamento regionale si sarebbe posta la questione del reperimento delle altre risorse, in mancanza delle quali tutto sarebbe decaduto, senza nessuna esposizione per il Centro stesso. E' chiaro che in questo modo i consiglieri Chiarizia, Ciuca e Scimia si sono assunti la responsabilita' di bloccare un processo che la Regione aveva pazientemente costruito sia approvando il piano d'area Scindarella-Montecristo, dopo anni di immobilismo, sia lavorando sinergicamente con il Parco nazionale Gran Sasso- Monti della Laga. I tre consiglieri pensino, dunque, quando parlano di stipendi ai dipendenti, che con la loro decisione hanno ucciso una speranza di futuro e di crescita anche per loro. Inoltre, quando accusano la Regione di non aver avuto i finanziamenti per Scindarella, non omettano di dire di aver avuto gia' il 40% di 1.874.730 euro stanziati e che la restante parte e' immediatamente disponibile allorquando corrisponderanno le fatture, cosi' come prescrive la legge''. Desiati giudica poi ''privo di verita' il riferimento al presunto veto posto dai revisori dei conti all'operazione. Proprio il presidente del Collegio dei revisori dei conti, cosi' come risulta dai verbali'', ha affermato l'Assessore, ''ha chiarito che il Centro turistico in qualita' di Spa non e' tenuto a deliberare l'impegno di spesa, in quanto tale somma puo' essere reperita sul mercato, attraverso l'ingresso dei privati; senza contare che anche la questione dei terreni, non in totale disponibilita' del Centro perche' in parte demaniali, non avrebbe costituito un pregiudizio al buon esito dell'iter procedurale''. ''A questo punto'', ha affermato Desiati, ''e' giusto invitare a riflettere i tre consiglieri che con un solo colpo, senza motivazioni logiche e supportate da fatti, hanno precluso la possibilita' di intraprendere un'azione per lo sviluppo del comprensorio aquilano, nonostante l'attenzione alta della Regione agli stimoli delle aree interne e malgrado il progetto Abruzzo sky worl cup che ha come obiettivo proprio il lancio, a livello internazionale, di tutte le localita' sciistiche abruzzesi, Gran Sasso compreso''.
Roma: parco appia antica, via le attivita' incompatibili
(Adnkronos)- E' pronto il trasloco per oltre 130 attivita' commerciali e artigianali non compatibili con il Piano di assetto del Parco dell' Appia Antica. Lo prevede il protocollo d'intesa siglato questa mattina nella sede della Regione Lazio dall'assessore regionale all'Ambiente Vincenzo Maria Saraceni, dall'assessore capitolino all'Urbanista Roberto Morassut, da Walter Perandino e Fabio Desideri sindaci dei Comuni di Ciampino e Marino, da Marco di Fonzo presidente del Parco dell'Appia Antica, da Maurizio Pilastri, presidente del Consorzo Appia Antica Scarl, in rappresentanza dei soggetti privati.
Legambiente e Federparchi: firmato oggi a Roma laccordo quadro per sviluppare progetti e iniziative comuni per larea mediterranea
09/12/2004 - Concretizzare e sviluppare la reciproca collaborazione per perseguire obiettivi comuni volti a condividere esperienze di gestione, a sviluppare programmi comuni di ricerca, divulgazione, informazione, educazione ambientale e cooperazione locale. È questo in estrema sintesi lobiettivo dellAccordo quadro che si firmerà questo pomeriggio a Roma tra la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali, Legambiente e la rete degli spazi naturali della Provincia di Barcellona.
Alliniziativa saranno presenti, tra gli altri, Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente; Aldo Cosentino, Direttore Generale DPN - Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio; Josep Mayoral, Deputato presidente area spazi naturali della Deputaciò di Barcellona; Puri Canals, presidente DEPANA (Lliga per a la defensa del patrimoni natural) e consigliere regionale IUCN per lEuropa dellOvest e rappresentanti del Comune, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.
Vogliamo lavorare insieme - spiega Fabio Renzi della segreteria nazionale di Legambiente per valorizzare le rispettive esperienze di gestione di aree protette che trovano affinità territoriali e ambientali nella loro natura mediterranea. Alla base della nostra amicizia e della nostra volontà di collaborare cè unidea di conservazione e di valorizzazione delle risorse naturali strettamente legata alle culture e alle identità locali, che costituiscono una straordinaria ricchezza dellarea Mediterranea.
La rete degli spazi naturali della Provincia di Barcellona rappresenta uno dei più interessanti sistemi territoriali presenti in ambito europeo, sia per estensione che per gestione. Infatti è formata da 12 spazi naturali di alto valore paesistico, ecologico e culturale che interessa ben 99 comuni per oltre 100mila ettari pari al 22% del territorio e dove vive il 70% della popolazione della Provincia catalana.
La collaborazione con la Provincia di Barcellona afferma Matteo Fusilli, presidente di Federparchi che la nostra Federazione e Legambiente hanno sviluppato in questi anni, e che ora si rafforzerà e svilupperà ulteriormente con la firma dellAccordo, è molto importante per tutto il sistema delle aree protette del Mediterraneo. Non è da sottovalutare infatti la capacità dimostrata dalla Provincia catalana nel realizzare una buona ed efficace conservazione della natura e dei valori culturali del territorio in una realtà fortemente antropizzata ed economicamente sviluppata.
Insomma, quello che la Provincia di Barcellona, Federparchi e Legambiente si prefiggono di promuovere è uno scambio di informazioni ed esperienze in grado di aumentare lefficacia e il contributo delle aree protette nella salvaguardia delle diversità biologiche, paesistiche e culturali dellarea mediterranea. I rischi di erosione del patrimonio di biodiversità, di omologazione culturale e di impoverimento dei paesaggi dellarea possono essere contrastati solo sviluppando progetti ed iniziative comuni. LAccordo che oggi sarà sottoscritto nella sede di RomaNatura è un primo ma significativo passo in questa direzione che porterà presto alla nascita di una vera e propria Federazione dei parchi del Mediterraneo.
Concretamente lAccordo quadro si realizzerà con listituzione di un Comitato tecnico (due rappresentanti della Provincia di Barcellona, uno di Federparchi e uno Legambiente) per mettere in vita una serie di progetti concreti nei campi della conservazione della natura, della valorizzazione paesistica, del turismo sostenibile, delleducazione ambientale e delle attività culturali e creative. (Mdc)
Trabucco "ambientalista"
Gargano
E il concorso internazionale trova nuovi partners
Il premio internazionale di giornalismo "Il trabucco", partito quasi in sordina e giunto alla quinta edizione, si connota sempre di più come un omaggio alla natura. Gli organizzatori, cioè il Comune di Vieste e il Parco del Gargano, puntano a specializzare l'evento. Scopo del premio è quello di diffondere l'immagine del Gargano per uno sviluppo compatibile con la tutela e la salvaguardia delle sue eccezionali risorse naturali. "Abbiamo bisogno di un giornalismo per l'ambiente", ha detto a questo proposito Carlo Nobile, assessore al turismo e presidente del Sistema turistico Gargano nel corso della cerimonia di premiazione. "Mai come ora c'è la necessità di affermare la cultura del territorio - ha aggiunto l'assessore - lo sviluppo turistico passa attraverso la tutela dell'ambiente, per questo si deve crescere puntando verso quelle iniziative che possano esaltare le peculiarità specifiche del Gargano". Una risposta immediata è giunta da Giandiego Gatta, presidente del Parco, per il quale "il Gargano deve rappresentare un'unica entità e bandire le lotte di campanile. Sono tante le potenzialità non ancora sfruttate - ha aggiunto il presidente - se solo pensiamo alla nostra enogastronomia e alla sua valenza si ha l'idea di quanto sia importante amalgamare gli sforzi. Perciò - ha annunciato Gatta - il parco è in procinto di avviare un'azione per la valorizzazione dei prodotti che vorranno certificarsi e che potranno fregiarsi del nostro marchio". Valorizzazione ma anche assoluto rispetto del territorio, tanto che il presidente dell'ente ha ammonito quanti "si lasciano andare ad uno sfrenato escursionismo che imbratta e sporca e non apporta alcun beneficio". Molti i "tesori" da proteggere, fra cui i trabucchi, parte ormai parte dell'habitat garganico. Felice l'intuizione, quindi, di dedicare all'antico strumento da pesca, sentinella che protegge la costa, un premio così importante. Lo ha voluto rimarcare il sindaco di Vieste, Domenico Spina Diana, per il quale "un grande interesse si sta sviluppando attorno al Premio trabucco, ideato anche per consentire ai due enti organizzatori di raggiungere l'obiettivo della divulgazione dell'immagine del Gargano senza eccessive spese". Ha quindi riferito che "oggi vi è quasi un riscatto, anzi un risorgimento del trabucco. Non solo perché stiamo attuando una forte azione di recupero - ha detto il sindaco - ma perchè il trabucco da strumento di povertà e sofferenza è divenuto simbolo di progresso e di sviluppo del Gargano". Questi i premi attribuiti dalla giuria, presieduta dal giornalista del Tg1, Attilio Romita, e composta da Domenico Spina Diana, Giandiego Gatta, Carlo Nobile, e dal giornalista Marco Brando. Sezione prima-Servizio pubblicato su stampa periodica, nazionale ed estera: ad Anna Langone, con la seguente motivazione: "Per la descrizione meticolosa, anche nella scelta dei termini, delle tecniche e della funzione dei trabucchi. Lo scritto evoca, con efficacia descrittiva, atmosfere, sensazioni, ritualità del piccolo teatrino di umanità che sui trabucchi va in scena in ossequio ad una tradizione di pesca ultracentenaria" (Servizio pubblicato sul magazine "Specchio" de La Stampa nel luglio 2004); Sezione seconda-Servizio pubblicato su stampa quotidiana a rilevante diffusione nazionale: non assegnato; Sezione terza- Servizio diffuso da tv nazionali ed estere: a Michele Peragine, con la seguente motivazione: "Per aver evidenziato i peculiari aspetti della tradizione di S. Maria di Merino che, tra il sacro e il profano, si tramanda di generazione in generazione in tutta la sua suggestione di pellegrini salmodianti in processione, di antichi canti popolari autoctoni, mantenendosi intatta dall'influenza della modernità omologante". (Servizio trasmesso dalla rubrica del Tg3 Ambiente Italia nel maggio 2004); Sezione speciale a Carlos Solito (Adesso), Vittorio Stagnani (La Gazzetta del Mezzogiorno), Antonio Lopez (Airone), Michele Di Maso (Linea Verde), Giuliano Foschini (La Repubblica). (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Crispiano vuol contare di più nel futuro Parco delle Gravine
Mercoledì si terrà un incontro sul tema della nuova perimetrazione
Si terrà mercoledì 15 dicembre alle ore 20.00 presso il Municipio di Crispiano il primo e decisivo incontro tra giunta di centrosinistra e Coordinamento provinciale dei Comitati cittadini per il Parco delle gravine. Argomento della discussione sarà la "perimetrazione" definitiva che questo Comune vorrà avere all'interno del nascente Parco. Quanto territorio comunale tenere dentro al Parco è una importante decisione che va presa e comunicata entro pochi giorni a Bari. Perché stringono i tempi. L'assessore regionale all'Ambiente, Saccomanno, ha promesso di porre come regalo sotto l'albero di Natale dei pugliesi di Castellaneta, Crispiano, Ginosa, Grottaglie, Laterza, Martina, Massafra, Montemesola, Mottola, Palagiano e Palagianello, San Marzano e Statte, anche un parco nuovo nuovo, quello delle Gravine di terra Jonica. Ciò durante un incontro svolto a fine novembre a Bari con il Coordinamentro provinciale, dove Saccomanno ha avuto modo di dire che "entro il mese di dicembre la giunta Fitto adotterà il disegno di legge per il "Parco delle Gravine". Se Crispiano ora non facesse nulla rimarrebbe probabilmente valida una rilettura "minimale" del territorio municipale fatta qualche anno fa dalla giunta Liuzzi, che sforbiciando parti di territorio, volle tenere fuori dalle discussioni sul Parco molte più zone, rispetto alla perimetrazione iniziale stilata dai tecnici dell'assessorato all'Ambiente qualche tempo prima. Una catalogazione, la prima, che prevedeva di inserire una cospicua parte delle zone interessate dal fenomeno gravine a Crispiano. Stare dentro al Parco dall'inizio significa beneficiare, secondo i rappresentanti locali del Comitato per il Parco (che aderisce al Coordinamento provinciale), in via prioritaria di finanziamenti comunitari, di premialità nell'ambito dei progetti Por, dei vantaggi legati all'eventuale nascita di marchi Dop e di progetti agrituristici. Va dato conto dei legittimi dubbi di alcune categorie produttive come quella degli agricoltori, che hanno paura di essere bloccati nei loro progetti di sviluppo aziendale dai vincoli del Parco. Far parte del Parco non avrà comunque lo stesso valore (e gli stessi vincoli) per tutte le zone del territorio che Crispiano vorrà far inserire. In un secondo momento bisognerà procedere alla "zonizzazione": zona A di tutela massima, zona B come fascia di protezione di media entità, zona C e così via. Ma va anche detto che buona parte delle nostre gravine sarebbero comunque tutelate in quanto siti di importanza comunitaria (Sic) e zone di protezione speciale (Zps), pur decidendo di non voler entrare assolutamente nel Parco delle gravine. Anche se fare ciò sarebbe in contraddizione con la volontà già espressa da quest'amministrazione di attingere ai finanziamenti Pis per valorizzare zona Triglie e dintorni. Aspettiamo di vedere cosa si diranno il prossimo 15 dicembre. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Cilento: ecoturismo, un sondaggio indica le possibilità di sviluppo
Le ultime indagini presentate da Eurobarometro vedono il fenomeno del turismo sostenibile in crescita, per i prossimi dieci anni, con un tasso del 20%. La tipologia dei turisti che si affacciano a questa nuova nicchia sono di cultura elevata con una forte propensione al consumo, preferiscono soggiornare in strutture agrituristiche che offrano una ristorazione a base di prodotti locali, tradizionali e naturali.
A sostegno di questa tesi esiste anche una recente indagine sullecoturismo tedesco, dove si evidenzia che il 42% dei turisti alla ricerca di vacanze orientate alla natura si aspetta di trovare una cucina tradizionale basata su ingredienti locali. Esistono, dunque, reali possibilità di sviluppo sostenibile del settore turistico nel Cilento a patto che si osservi bene e si colmi il deficit che molte strutture e località hanno riguardo allofferta ricettiva e dei servizi.
Questi alcuni dei dati emersi nel corso della prima tavola rotonda, organizzata nei giorni scorsi dallassociazione Cilento.it presso lagriturismo Salella di Salento, in particolare dallintervento di Barbara Guerra, esperta di marketing turistico. Ma gli spunti di riflessione vertono anche sulla necessità di offrire garanzie al consumatore nel territorio del Parco nazionale grazie ad una certificazione di qualità.
Tra le ipotesi proposte dallassociazione che ha sede ad Agropoli cè, quindi, la certificazione dellofferta ecoturistica, in linea non solo con alimenti biologicamente garantiti, prodotti con metodi naturali ed interamente tracciabili, ma anche legati al ciclo naturale, al rispetto e alla tutela dellambiente. In questo ambito operativo si iscrive anche la valorizzazione dei piatti poveri della cultura contadina, ovvero dellalimentazione naturale, attraverso una serie di incontri e convegni che si sviluppano sul territorio cilentano.
Il prossimo appuntamento è in programma sabato 11 dicembre alle ore 16,30 a Laureana Cilento, presso Palazzo Cagnano che è sede della comunità montana Alento Monte Stella. Allincontro - dibattito Quale alimentazione: percorso gastronomico di alimentazione naturale fra cucina antica, gusto e biodiversità, interverranno Angelo Vassallo, presidente della comunità montana Alento Monte Stella, Rosalba Sorrentino, presidente dellAssociazione Cilento.it, Donatella Vitale che introdurrà allalimentazione naturale, Barbara Guerra che relazionerà sullecoturismo e sulle possibilità di sviluppo, Livio Matarazzo, assessore al turismo dellAlento Monte Stella, che illustrerà la misura 4.7 del Por Campania 2000/2006, Vincenzo Galdi della Coldiretti Salerno, che presenterà Campagna Amica, Claudio D'Ambrosio, esperto di cucina povera, che ripercorrerà lantico bagaglio dell'alimentazione naturale, Pietro Graziano che svilupperà il rapporto territorio-ambiente e presenterà "u' craparo" come nuova figura imprenditoriale, Carmine Battipede della società Dieta Mediterranea, Nicola Di Novella che presenterà il Museo vivente della Valle delle orchidee e delle antiche coltivazioni di Sassano, Giovanni Canora che illustrerà gli insegnamenti della Scuola Medica Salernitana.
Lincontro è moderato da Teresa Giuliani. Al termine sarà offerta una degustazione guidata di alcuni piatti della cucina naturale e tradizionale. Lultimo evento si terrà sabato 18 e domenica 19 dicembre alle ore 16 a Montano Antilia, con una mostra mercato di artigianato e di prodotti alimentari nel centro storico, un convegno nellaula consiliare e una degustazione aperta al pubblico di piatti poveri di diversi paesi del Cilento e di alcuni prodotti tipici. (Salerno notizie)
La provincia dà il via all'istituzione di una riserva naturale della valle Bova per la salvaguardia della zona Il Buco del Piombo diventa un monumento
Lecco
Via libera della Provincia alla istituzione della riserva naturale della Valle Bova e del monumento naturale del Buco del Piombo. La giunta provinciale ha dato parere favorevole alla richiesta avanzata dal comune di Erba e dalla Regione per la creazione di un'area protetta che comprenda la zona ancora in gran parte incontaminata e selvaggia a monte della città dove, oltre alla famosa grotta, si trova anche la sorgente di Caino che dà origine al torrente Bova. La Provincia propone alla Regione di modificare lievemente il perimetro, rendendo più riconoscibili i confini, "in modo da limitare gli effetti indotti sull'attività venatoria". Per l'assessore al territorio Giuseppe Novajra "è necessario valorizzare quest'area di pregio ambientale", al punto che suggerisce alla Regione anche "di istituire un parco locale di interesse sovraccomunale, ferma restando la tutela della riserva, per estendere anche ad altri comuni i vantaggi che possono derivare da questa azione". Dovrebbe così finalmente trovare una forma di salvaguardia questa zona, più volte minacciata dalla cementificazione in passato. La proposta di farne un'area protetta era stata lanciata un paio di anni fa da Legambiente, quando vi installò qui un proprio campo di lavoro volontario estivo, nel corso del quale venne ricostruito il ponte in legno sul torrente. L'idea venne accolta positivamente sia dalla Comunità montana che dal comune di Erba, e ha trovato corrispondenza favorevole in Regione, dove l'iter è stato seguito in particolare dal consigliere erbese Erica Rivolta. Mancava il solo parere della Provincia: l'assenso è stato dato l'altro ieri. A questo punto si attende solo l'atto finale del Pirellone, con la pubblicazione sul bollettino ufficiale, e dopo la riserva sarà cosa fatta.
(La Provincia di Lecco)
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