Nasce il parco a tutela dei prati stabili
Specie botaniche a rischio destinzione. Collaborazione tra Comuni e coi cacciatori
La Regione da l'ok, nasce il Parco dei Prati Stabili di Pasian di Prato. Il comitato tecnico scientifico della Regione ha approvato il progetto del Parco Comunale di Pasian di Prato che comprende i prati stabili del Lavia e del Beato Bertrando.
A darne notizia l'assessore alle politiche agricole del comune di Pasian di Prato, Daniele Pala: "Il giudizio favorevole del comitato regionale è un risultato molto positivo, poiché va a salvaguardia di due biotopi caratterizzati dalla particolarità e dal pregio delle specie botaniche presenti, molte delle quali sono a rischio di estinzione".
L'area verde è di circa 200 ettari e si estende lungo il corso del torrente Lavia, a ridosso di altri parchi urbani, quello del Cormor, di Martignacco e il futuro parco comunale di Campoformido, e include i prati dove, secondo la leggenda morì il patriarca di Aquileia .
"La creazione di questo parco - spiega il rappresentante di Alleanza Nazionale - ha tra le sue finalità la tutela del patrimonio ambientale e la salvaguardia del paesaggio rurale che da sempre caratterizza il nostro territorio, come testimoniato anche dalla toponomastica".
L'amministrazione comunale di Pasian di Prato, attraverso l'assessore Remo Della Mora e il sottoscritto, sta già collaborando con il Comune di Martignacco, il cui parco esiste già da tre anni, per la gestione del progetto e la realizzazione di obiettivi condivisi.
Il piano di lavoro comprende il ripristino e la conservazione dei prati stabili, la rinaturalizzazione delle aree marginali, la realizzazione di percorsi ciclabili e pedonali che uniscano i due parchi contigui, e la creazione di aree di sosta e di osservazione comuni. Le opere saranno realizzate nel rispetto delle proprietà private e delle attività economiche e grazie ai contributi regionali previsti dalla legge 42/96.
"A questo progetto di riqualificazione del territorio si affiancherà inoltre un'attività di revisione della viabilità rurale per agevolare la fruizione dell'area sia per escursioni di carattere naturalistico sia per le attività agricole".
"Un contributo rilevante - conclude Pala - è quello dell'associazione dei cacciatori di Pasian di Prato già impegnata in un programma di reintroduzione e mantenimento della fauna stanziale e migratoria dell'area. La promozione del parco servirà inoltre a valorizzare l'immagine di Pasian di Prato, ad incentivare la conoscenza scientifica e la specializzazione agricola sempre più orientata verso la produzione di qualità". (Il Gazzettino)
Nuovi confini dello Stelvio - Ok all´intesa
L'accordo sul Parco
La Provincia ha approvato ieri l´intesa raggiunta il 29 aprile 2004 per ottenere la riperimetrazione del confine del Parco nazionale dello Stelvio sul territorio della Provincia di Bolzano. Risale al 16 ottobre 2001 la richiesta al Ministero dell´ambiente da parte della Provincia di Bolzano di rivedere il perimetro del Parco dello Stelvio sul territorio bolzanino, per escludere dalla zona sottoposta a tutela il fondovalle venostano e l´abitato di S. Geltrude in Val d´Ultimo, spostando il confine del parco dalla sponda orografica destra del fiume Adige all´inizio del pendio, dove il terreno coltivato in agricoltura lambisce il bosco montano. La richiesta di Bolzano aveva ottenuto l´assenso il 15 marzo 2004 dal Comitato di gestione per la Provincia di Trento del Consorzio del Parco. Ieri l´intesa è stata approvata per la parte di sua competenza. (L'Adige)
I cacciatori bocciano il parco
Terminillo
Gianfranco Gianni: Il nuovo ente non risolve i problemi dellambiente
Un altro no contro il parco del Terminillo arriva dal mondo venatorio reatino. Ad opporsi alla costituzione del nuovo ente di tutela e di sviluppo della montagna, annunciato dall'Amministrazione provinciale, è il presidente dell'Ambito territoriale di caccia Rieti 2 "perché una struttura deputata a favorire l'insediamento e l'irradiamento naturale delle specie stanziali già esiste - spiega Gianfranco Gianni, presidente dell'Atc Rieti 2 - sotto il nome di Oasi. Ora si tratta solo di perfezionare la convenzione con la Provincia per rendere al più presto operativa la nostra gestione, che ci spetta per legge".
La nuova bocciatura, quindi, arriva dopo la presa di posizione degli esponenti reatini di Alleanza Nazionale, che nei giorni scorsi si sono detti contrari alla linea trasversale Melilli-Leoncini sul Terminillo, opponendo l'idea di consorzio come struttura più snella e meno vincolistica.
"Ma riteniamo che la questione del parco non sia di natura politica - aggiunge Gianni - A garanzia dell'ambiente e degli interessi degli enti locali è la stessa ripartizione delle voci all'interno del consiglio di amministrazione dell'ordine. Siamo composti per il 70% dai rappresentanti delle associazioni agricole ed ambientaliste, nonché da componenti nominate direttamente dai sindaci dei Comuni e dalle Comunità montane, per questo non rappresentiamo solo l'interesse della caccia e la legge ci assegna la competenza gestionale dell'oasi: per la conservazione della fauna selvatica e per favorire la sosta delle specie migratorie".
Contro il parco "perché le problematiche ambientali non si risolvano con nuove e più altisonanti tabellazioni e con un nuovo soggetto giuridico che non farebbe altro che ingessare la situazione attuale, facendo chiudere il territorio su se stesso - spiega il dirigente dell'Atc 2, che comprende il comune capoluogo e tutti i territori sul lato sinistro della Salaria per Roma". "Sarebbe in fondo come creare un doppione, - precisa Gianfranco Gianni - mentre basterebbe dare il via alla gestione dell'Oasi già esistente, sotto forma di area naturale, per ora solo sulla carta e non operativa".
La rivalutazione faunistica del Terminillo come una delle tante chiavi per il rilancio del comprensorio: "Siamo certi che dando il via alla convenzione, il nostro ruolo darebbe un buon contributo - conclude il presidente dellAmbito territoriale di caccia Rieti 2 - fino ad oggi l'Oasi, che esiste ormai da 30 anni, ha rappresentato un fallimento perché il suo territorio è stato completamente abbandonato a se stesso e l'obiettivo di salvaguardia della coturnice è andato a vuoto. I nostri due Ambiti territoriali, che raccolgono le risorse di circa diecimila iscritti, operano solo da un anno, per ora puntando sugli obiettivi di incremento delle nuove specie colonizzanti di cervi e caprioli, che hanno la caratteristica di spostarsi sui territori montani, in base alla disponibilità di cibo che le nuove aree offrono". (Il Messaggero)
Marroni (Ds): "La proposta Melilli non aumenterà i vincoli"
Terminillo La replica
Gian Piero Marroni, capogruppo Ds in Consiglio comunale, difende lasse Melilli-Leoncini che punta forte sulla realizzazione di un parco naturale al Terminillo. "Non è vero che questo nuovo ente - sostiene lesponente della Quercia - aumenterà i vincoli alle iniziative imprenditoriali per il rilancio della nostra montagna. Attraverso il piano di assetto, invece, si riuscirà a superare tutti gli ostacoli frapposti finora dai vari enti locali che hanno cristallizzato la situazione. È giusto che nella gestione del parco vengano coinvolte anche le associazioni venatorie - conclude Marroni - alle quali spetta la salvaguardia del patrimonio faunistico". (Il Messaggero)
Sì al piano del parco del Matese lunedì laccordo di programma
Ultima tappa per l'approvazione definitiva del piano integrato Parco del Matese. Lunedì, in Regione, ci sarà la firma conclusiva dell'accordo di programma nel corso della conferenza di servizi cui prenderanno parte i 20 Comuni dell'area protetta, le Province di Caserta e Benevento, i delegati delle Comunità Montane, delle Sovrintendenze e delle Aurorità di Bacino interessate alla stipula dell'intesa definitiva."Il lavoro svolto di concerto alle amministrazioni locali - commenta entusiasta il commissario dell'Ente Parco Maurizio Fraissinet - ha coinvolto sinergicamente imprenditori, associazioni e semplici cittadini. Giungiamo alla stipula conclusiva dell'accordo di programma con una seria prospettiva di sviluppo dell'area, considerando che da questo momento sarà possibile aprire i cantieri ed ottenere le risorse necessarie per assistere le amministrazioni locali nella conduzione dei singoli progetti".Giudizio positivo e lusinghiero anche per il responsabile regionale del piano integrato, Mario Severino: "I progetti che saranno attuati nell'ambito del piano integrato - spiega - e per i quali la Regione Campania ha stanziato 38 milioni di euro rivoluzioneranno l'economia e la qualità della vita nel territorio del Matese".Un obiettivo reso possibile anche grazie al lavoro di coordinamento fra tutti i Comuni rientranti nel perimetro del parco regionale, portato avanti dal Presidente della Comunità del parco, Antonio Graziano: "Per la prima volta - commenta - siamo riusciti a raggiungere un risultato importante senza perdere di vista per nessuna ragione lo spirito di gruppo ed una collaborazione fattiva e serena". (Il Mattino)
Botta e risposta sul Parco
Colline moreniche
Bellini: "Nel progetto cè troppa burocrazia"
Continua il braccio di ferro tra il sindaco Paolo Bellini e il Comitato per la costituzione del Parco delle Colline Moreniche del Garda. Ieri il Comitato ambientalista, tramite Bresciaoggi, aveva criticato Bellini che sul progetto di Parco si era detto perplesso sullintento di costituite un Comitato scientifico composto da 7 tecnici laureati più un direttore generale: "Un carrozzone dai costi insostenibili", secondo il sindaco.
La replica ambientalista aveva respinto laccusa, definendo una "evidente invenzione del sindaco" questa storia del mega-comitato scientifico.
Indignato il sindaco Bellini, che controreplica: "Le mie non sono fantasie". E a supporto delle sue dichiarazioni, mostra la Bozza della legge istitutiva del Parco Regionale Colli Morenici Gardesani, dove all articolo 5 si legge: "Integrazione allo Statuto Comunale e Comitato scientifico. Le integrazioni allo Statuto comunale ai fini della gestione del parco debbono prevedere in seno allEnte gestore l istituzione di un Comitato Scientifico del parco, che dovrà essere composto da tecnici specialisti di provata competenza nelle discipline naturalistico-ecologiche, agro-forestali, urbanistiche ed economiche, tra cui almeno un geologo, un ecologo, un agronomo, un architetto, uno storico-archeologo, un economista esperto di scienze del turismo. Il Comitato scientifico eleggerà in prima seduta un Coordinatore ( con funzioni di presidente) che resterà in carica quattro anni e potrà essere riconfermato". AllArticolo 6 si parla del Direttore del parco che è nominato, per la durata di cinque anni, tra gli esperti provvisti dei necessari requisiti di professionalità e può essere confermato.
"Come si evidenzia- ha detto il sindaco Bellini- non sono mie fantasie, ma nero su bianco. Inoltre,- ha detto ancora Bellini- io ho espresso i miei dubbi ma ho anche dato la mia disponibilità al dialogo. Perché i signori del Comitato del Parco non sono venuti da me per discuterne serenamente?".
Vedremo poi se questo sia stato solo un incidente diplomatico. (Brescia Oggi)
La Provincia resta fuori dal Parco
Molentargius. Il presidente Balletto rivendica il ruolo di coordinatore del consorzio
Molentargius cammina a grandi passi verso la nascita del consorzio di gestione del grande parco naturale istituito cinque anni fa dalla Regione. E forse vedrà la luce a breve termine (si parla già della prossima settimana) senza la partecipazione della Provincia che pure in tutti questi anni era stata in prima fila sul fronte della tutela degli stagni protetti dalla Convenzione di Ramsar. All'incontro promosso dall'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì, il presidente Sandro Balletto (impegnato in un convegno sulla caccia) era rappresentato dall'assessore Gianluca Grosso. Il quale probabilmente riferirà all'assemblea di piazza Palazzo i risultati del vertice cui peraltro hanno partecipato l'assessore comunale di Cagliari Gianni Campus con il presidente della commissione urbanistica Pierandrea Lippi, il sindaco di Selargius, Mario Sau e il commissario prefettizio di Quartu Serra. Nel corso dell'incontro, stando alle indiscrezioni trapelate, l'assessore Dessì ha illustrato il percorso che la Regione intende seguire per arrivare entro la fine del mese alla costituzione del Consorzio di gestione del parco naturale di Molentargius. Si è parlato di chi dovrà costituire l'assemblea e il ruolo da attribuire ai quattro Comuni interessati e alla Provincia. Pare che ad eccezione del Comune di Quartucciu (il sindaco Pisu era assente per impegni già assunti) i rappresentanti di Cagliari, Quartu e Selargius si sarebbero dichiarati in linea con la proposta della Regione. E cioé di arrivare alla nascita di una assemblea consorziale che vede in posizione preminente i Comuni di Cagliari e Quartu (per due terzi) al contrario di quanto prevedeva la prima bozza del Consorzio stilata cinque anni fa. La Provincia in sostanza non avrebbe il ruolo di coordinamento rivendicato da Balletto per la Provincia. "La legge regionale del '99", ha sottolineato "mortifica gli enti comunali e la Provincia. Impone agli enti locali la costituzione di un Consorzio obbligatorio per la gestione del parco laddove, pur rispettando le prerogative dei Comuni, come soggetto di funzioni amministrative di coordinamento avrebbe dovuto essere per legge la Provincia. A noi", ha poi spiegato il presidente, "non può essere assegnato il ruolo di compartecipe passivo di un consorzio dove la Provincia stessa non potrà avere il ruolo che la legge gli assegna". Sandro Balletto per evitare interpretazioni errate sulla posizione della Provincia, puntualizza subito che il suo non è un atteggiamento polemico o di scontro con la Regione. Al contrario - dopo aver però richiamato l'articolo 19 del testo unico sugli enti locali - precisa di essere deciso a rivendicare solo "il riconoscimento delle funzioni amministrative attribuire dalla legge all'amministrazione provinciale". Pronto quindi a prendere atto di un consorzio formato solo dai Comuni che si affacciano sullo stagno e che non preveda la partecipazione della Provincia. Tornando all'incontro di ieri - svoltosi nella sede direzionale del parco a Molentargius - tutti i partecipanti hanno parlato di consistenti passi avanti e di importanti chiarimenti: non solo sugli organi del futuro consorzio e la partecipazione dei Comuni ma anche gli aspetti di carattere burocratico che due anni fa avevano congelato il progetto. Ad esempio, nell'attesa che anche Quartucciu chiarisca il ruolo che intende recitare nel consorzio, l'assessore Dessì si è messo al sicuro su Quartu che come è noto è commissariato dopo le dimissioni del sindaco Galantuomo. Stavolta il commissario agisce con i poteri del consiglio e quindi ogni suo deliberato ha piena validità anche quando l'assemblea naturale sarà ricostituita. Sulla strada del consorzio Dessì ha incontrato soprattutto la massima collaborazione e disponibilità da parte nei rappresentanti di Cagliari: ci sarebbe qualche punto da precisare meglio ma nulla di particolare. Tant'è che l'assessore Tonino Dessì uscendo dalla riunione ha preso atto dell'importante "passo avanti" compiuto ma soprattutto che alla definizione dell'accordo manca solo un passaggio: "Diciamo che entro la prossima settimana lo statuto dovrebbe essere pronto". Puntuale quindi rispetto alla tabella di marcia cher si era imposta: la prossima tappa sarebbe stata il commissariamento del consorzio. Ma a quanto pare il pericolo è via via sfumato. Nell'attesa che l'assemblea di piazza Palazzo torni ad occuparsi di Molentargius - forse nella seduta già prevista per martedì prossimo - e della sua gestione, il Consiglio provinciale l'altra sera ha approvato una mozione presentata da Ernesto Curreli (capogruppo di Alleanza nazionale) per la riduzione della Tosap, tassa per l'occupazione delle aree pubbliche. La mozione si estende anche alle case di prima abitazione. "È opportuno - ha dichiarato Curreli - che anche la Provincia contribuisca alla diminuzione complessiva del carico fiscale, in particolare per le famiglie e le fasce di popolazione con reddito minimo". (L'Unione Sarda)
Parco Pineta, "pericolo speculatori"
Gli ambientalisti: "La dirigenza parla con i proprietari dei fondi, con noi invece solo un contatto informale"
Alberto Pagani (Coldiretti) e Raul Romigioli (Asca) dopo la riduzione dei confini
Ridurre i confini del parco naturale potrebbe essere un vantaggio, ma attenti agli speculatori. Questo il messaggio lanciato dal presidente della coldiretti, Alberto Pagani, ex membro del consiglio d'amministrazione del parco, dopo la notizia data da Pierluigi Berlusconi, attuale membro consigliere, sulla riduzione della superficie da destinarsi a parco naturale. Rispetto al progetto presentato dal precedente presidente, Ambrogio Colombo, dovrebbero essere escluse una zona nel comune di Carbonate dove esiste da decenni un'azienda venatoria e un'altra area nel comune di Castelnuovo Bozzente. In totale circa il 4 per cento in meno rispetto al previsto. Il vero spauracchio, per il presidente della Coldiretti, è incarnato dagli speculatori. "I veri nemici del parco sono gli speculatori e il pericolo è creare un sistema che li possa difendere. dice Pagani - La riduzione dei confini del parco può essere funzionale se garantisce una tutela del patrimonio agro-forestale e permette il mantenimento delle attività agricole, non certo se lo scopo è facilitare l'edilizia. Intorno alla nascita del parco naturale si è fatto molto terrorismo d'informazione. Non sono mai stati messi in rilievo i vantaggi che la presenza degli agricoltori può dare al parco. Il nostro lavoro ha garantito la difese di queste aree oltre ad essere un'importante fonte di sviluppo. Non è mai stato chiarito inoltre che, con l'istituzione di un parco, i contributi per gli agricoltori, vengono praticamente raddoppiati. Il perimetro - continua - che era stato tracciato dal progetto del presidente Colombo teneva conto delle esigenze degli agricoltori. Ora, non voglio entrare nel merito delle scelte fatte dall'attuale consiglio d'amministrazione, visto che non ne faccio più parte, mi auguro soltanto che si continuino a difendere le attività agricole della zona. Si deve fare il possibile per tutelare i posti di lavoro che lo spazio agro-forestale del parco mantiene ". Interviene anche Raul Romigioli, presidente dell'Associazione sovracomunale ambientalista, per cui l'integrità dei confini deve essere garantita ed estesa all'intero spazio agro-forestale. "Quello che è stato detto da Berlusconi conferma le nostre preoccupazioni dice Romigioli La riduzione dei confini, anche se del 4 per cento, è preoccupante. Inoltre tengo a precisare che la dirigenza del parco, finora, ha aperto un canale di dialogo con i proprietari fondiari, ma non con le associazioni ambientaliste. A oggi, i nostri contatti con il presidente Mario Clerici, si sono limitati ad un unico incontro informale". (La Provincia di Como)
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