Rassegna del 13 Dicembre 2004

Delega ambientale. Realacci (dl): opportuno ricorso della toscana

(dire) - roma- "un'iniziativa opportuna per contrastare un provvedimento scellerato". Cosi' ermete realacci, dell'esecutivo della margherita e presidente onorario di legambiente, commenta l'annuncio fatto dal governatore della toscana martini su un probabile ricorso della regione contro la delega ambientale. "quello della toscana e' un passo apprezzabile ed opportuno- spiega realacci- spero ci siano tutte le condizioni per un ricorso da parte delle regioni, cosi' da arginare una legge scellerata e dalle conseguenze allarmanti".

Montagne. Ciampi:scrigno insostituibile della nostra identita'

(dire) - roma- l'anno internazionale della montagna, proclamato dalle nazioni unite, "richiama l'attenzione dei governi sul ruolo degli ecosistemi montani nelle strategie comuni per lo sviluppo sostenibile. Nell'europa unita le montagne non costituiscono piu' il confine tra nazioni contrapposte e spesso in conflitto, ma rappresentano luoghi di turismo, di sport, di condivisione". Si pare cosi' il discorso del presidente della repubblica carlo azeglio ciampi in occasione dell'incontro con i partecipanti alla celebrazione della "giornata internazionale della montagna". L'italia e' un paese con una storia "profondamente legata alla montagna. Gli oltre duemila chilometri di catene montuose della penisola, dalle alpi agli appennini, e le montagne delle nostre isole minori e maggiori, dalle madonie al gennargentu, custodiscono un autentico tesoro di natura, di arte, di cultura e di storia, scrigno insostituibile- sottolinea ciampi- della nostra identita' nazionale". La tutela delle risorse naturali e montane e' un impegno "sancito dalla nostra costituzione. Difendere questo straordinario patrimonio dall'aggressione degli egoismi, della speculazione e dall'abbandono significa prendersi cura di noi stessi e custodire la nostra storia".

Caccia. Natale senza bracconieri nel parco del pollino

(dire) - roma- un natale senza bracconieri e offese all'ambiente: lo vogliono garantire gli agenti del corpo forestale nel parco nazionale del pollino, lanciando un'operazione antibracconaggio e di repressione dei reati ambientali che durera', spiega una nota del cfs, per tutto il periodo natalizio. E ci sono gia' i primi reati scoperti: a sansosti (cosenza) e' stato bloccato un bracconiere al quale e' stato sequestrato un fucile calibro 12, alcune cartucce e una radio con la quale era in contatto con altri cacciatori di frodo. L'uomo e' stato denunciato per introduzione di armi e caccia in area protetta. Nell'operazione antibracconaggio sono impegnati anche degli elicotteri. Proprio uno dei velivoli, in questi giorni, ha sorvolato alcuni comuni lucani scoprendo a san costantino albanese (potenza) una vasta area in cui e' stato realizzato uno sbancamento senza autorizzazione, con l'alterazione sostanziale degli equilibri ecologici e paesaggistici del sito. L'area e' stata posta sotto sequestro.

Produzione di riso, verso la carta delle aree protette della val padana

(Sesto Potere) - Oggi, al Circolo della Stampa di Milano sarà presentato il documento al quale aderiranno diciannove Parchi della Pianura Padana A chiusura dell’Anno Internazionale del Riso, l’iniziativa voluta dal Parco del Ticino, sarà condivisa da Federparchi e recepita da altre aree protette i cui territori sono in parte interessati da coltivazioni risicole “E’ la prima iniziativa del genere in Italia per la valorizzazione della risorsa riso come elemento su cui far poggiare una più ampia azione di tutela della biodiversità nelle aree protette”. E’ questo il commento di Milena Bertani, presidente del Parco del Ticino e coordinatrice di Federparchi Lombardia, che sarà presente alla conferenza stampa di presentazione della Carta delle Aree Protette per la tutela della biodiversità nelle risaie del Nord Italia. Al tavolo dei relatori anche il vice presidente Maurizio Maggioni, responsabile per la Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali del Coordinamento dei Parchi Fluviali del Bacino del Po, Dario Zocco, direttore del Parco Fluviale del Po – tratto Alessandrino Vercellese e Vincenzo Melone, vice presidente del Parco Fluviale del Delta del Po – tratto Veneto. Vi aderiranno i responsabili dei parchi nei cui territori si coltiva il riso, ma anche quelle aree protette, rientranti nel coordinamento dei Parchi del Pacino del Po, in cui il cereale non è coltivato.I diciannove parchi che aderiranno alla Carta incentiveranno le coltivazioni risicole come strumento di tutela della biodiversità. La produzione mondiale di riso è di oltre 595 milioni di tonnellate di prodotto greggio, ottenuto seminando una superficie intorno ai 155 milioni di ettari. In Europa, circa 600.000 ettari di risaie consentono la produzione di oltre 3 milioni di tonnellate di risone. Quasi il 40% della superficie risicola continentale si concentra in Italia, facendone il principale produttore europeo. Nel 2003 la produzione risicola nazionale ha raggiunto il 1.350.000 tonnellate di riso greggio, coltivato su una superficie di 219.987 ettari, impiegando circa 5000 produttori e 60 industrie risiere, con un fatturato complessivo intorno a 800 milioni di euro. Nel “triangolo del riso”, a cavallo tra le province di Novara, Pavia e Vercelli, si concentra circa l’80% della superficie risicola italiana, per un totale di 179.155 ettari di risaie (Provincia di Pavia 76.909.1 ettari; Provincia di Novara 32.334,54 ettari; Provincia di Vercelli 69.912,52 ettari). La superficie totale dei Parchi coinvolti è di 318.510,21 ettari, corrispondente a circa tre volte e mezzo l’estensione del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Nel corso dell’incontro l’Associazione Olduvai, che ha collaborato alla stesura della Carta, illustrerà l'iniziativa, la sua importanza politica per un'azione di tutela effettiva ed efficace di un importante patrimonio faunistico, ambientale, paesaggistico, culturale, storico ed economico. Al documento aderiranno Federparchi Nazionale, l’Associazione Olduvai e i seguenti parchi della Pianura Padana: Parco Regionale della Valle del Ticino – Lombardia ; Parco Fluviale del Po – tratto Torinese ; Parco Fluviale del Po - tratto Cuneese ; Parco Fluviale del Po – tratto Alessandrino Vercellese ; Parco Regionale del Delta del Po –Emiliano ; Parco Regionale del Delta del Po – Veneto ; Parco Regionale Montemarcello-magra ; Parco Regionale Adda Nord ; Parco Regionale Adda Sud ; Parco Regionale del Mincio ; Parco Regionale dell’Oglio Sud ; Parco Regionale del Serio ; Parco Regionale Valle del Lambro ; Parco Regionale Stirone ; Parco Regionale del Taro ; Parco Agricolo Sud Milano Parco Naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino ; Parco Naturale della Valle del Ticino – Piemonte ; Parco Naturale delle Lame del Sesia.

Parchi: roma, ddl an per istituzione in area litorale romano

(Adnkronos) -''Il Parco Nazionale offre maggiori garanzie e per queste ragioni abbiamo recentemente presentato un disegno di legge per la sua istituzione''. E' quanto dichiara il senatore di An, Lodovico Pace, spiegando che la Riserva Naturale del litorale romano non viene sufficientemente valorizzata e rischia il degrado. ''Emblematica -aggiunge Pace- la situazione della Pineta di Ostia che negli anni ha perso molti ettari di verde a causa degli incendi e della carenza di controlli''.

Campania. Progetto integrato del parco regionale del matese sottoscritto l’accordo di programma

(AGO) Nella sala della Giunta Regionale si è tenuta stamane la Conferenza dei servizi finalizzata alla sottoscrizione dell’Accordo di programma attuativo del Progetto integrato del Parco regionale del Matese.
Sono intervenuti alla riunione il Presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone, il Delegato del Presidente della Provincia di Caserta, Daniele Ferrucci, il Commissario dell’Ente Parco del Matese, Maurizio Fraissinet, il Responsabile regionale del Pit Matese, Mario Severino, i delegati delle Comunità Montane del Matese e del Titerno, i rappresentanti delle Soprintendenze ai beni ambientali di Caserta e Benevento e delle Soprintendenze ai beni archeologici delle cinque province campane, il rappresentante dell’Autorità di Bacino Liri, Garigliano e Volturno, i Sindaci o loro delegati dei venti Comuni facenti parte della Comunità del Parco del Matese (Ailano, Alife, Capriati al Volturno, Castello del Matese, Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Faicchio, Fontegreca, Gallo Matese, Gioia Sannitica, Letino, Piedimonte Matese, Pietraroja, Prata Sannita, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Lorenzello, San Potito Sannitico, Sant’Angelo d’Alife e Valle Agricola).
Presenti anche il Presidente del Nucleo di valutazione, Federico Rossi, nonché tecnici dello staff del Parco regionale del Matese.
L’Accordo di Programma per l’attuazione del Progetto integrato del Parco del Matese è stato approvato all’unanimità. La sua sottoscrizione segna l’avvio della fase realizzativa del complesso degli interventi volti a conseguire da un lato lo sviluppo durevole del Parco regionale del Matese, attraverso la conservazione della natura e la valorizzazione del territorio e delle sue risorse, dall’altro a sviluppare micro-economie locali basate sulle attività tradizionali e sulla promozione di iniziative sperimentali in settori innovativi coerenti con la natura del Parco.
La Giunta Regionale ha già approvato nello scorso mese di aprile interventi per un volume complessivo di risorse a valere sul Por pari a 31.348.307,00 euro, di cui circa 21.600.000,00 destinati alla realizzazione di progetti di ricerca e studi di tipo naturalistico e scientifico, di riqualificazione ambientale, paesaggistica e architettonica e di valorizzazione e promozione dell’immagine e dell’identità del territorio del Parco. 7.200.000,00 euro finanzieranno le iniziative imprenditoriali nel campo della piccola ricettività, dei servizi al turismo e dell’artigianato; i rimanenti circa 2.500.000,00 euro saranno destinati alla realizzazione di interventi formativi finalizzati allo sviluppo di nuove figure professionali connesse alla presenza dell’area protetta e alla creazione di impresa giovanile e femminile.
“Ora anche per il Matese, area naturale di grande importanza – ha dichiarato il presidente Antonio Bassolino – si avvia la fase realizzativa del Piano. Nel corso di questi anni abbiamo portato avanti una importante azione di tutela del territorio regionale con l’istituzione di nove Parchi nazionali che vanno ad aggiungersi ai due grandi Parchi regionali (Vesuvio e Cilento) e ad una nutrita serie di Riserve, Aree protette, Oasi e siti di interesse comunitario. Possiamo con soddisfazione rilevare che il territorio protetto assomma attualmente circa un terzo del territorio regionale .
Su queste aree, come del resto sul Parco del Matese, abbiamo investito consistenti risorse che saranno impegnate non solo per la tutela ma anche per la valorizzazione e lo sviluppo di questi territori”
Soddisfazione ha espresso il Commissario regionale dell’Ente Parco del Matese, Maurizio Fraissinet, per la sottoscrizione dell’Accordo di programma, primo in assoluto tra i Parchi regionali. “La scelta strategica di dare centralità al sistema-Parco - ha aggiunto - deriva dal maturato convincimento che le valenze naturali ed antropiche dell’area interessata dal Progetto integrato siano il laboratorio in cui sperimentare nuovi processi di programmazione per uno sviluppo durevole, in quanto fortemente coerente con le vocazioni e le specificità locali. In qualità di Ente capofila, il Parco regionale del Matese ha promosso una partecipazione attiva delle comunità interessate in modo da provocare non solo ricadute di tipo economico e sociale ma di attuare anche una vera e propria rivitalizzazione della democrazia locale”.

Convegno a Cagliari: "Verso la rete ecologica della Sardegna"

I professionisti dell'ambiente

Il controllo e la valorizzazione dell'ambiente devono essere affidati a figure professionali competenti: è il primo passo per la conservazione e la protezione del patrimonio naturale della Sardegna. Su questo principio verterà il convegno organizzato dal Formez (centro di formazione e studi) che si terrà giovedì, alle 10, nella sala dell'hotel Mediterraneo. "Verso la rete ecologica della Sardegna", è il titolo dell'incontro durante il quale saranno illustrati i risultati di un corso organizzato da Sudgest (servizi di formazione e sviluppo) per formare nuovi esperti di gestione del patrimonio naturalistico. Il ciclo di lezioni (per un totale di 19.624 ore) è stato seguito da centinaia di giovani laureati e diplomati delle quattro province, ma anche da tanti dipendenti della pubblica amministrazione. Il corso è stato finanziato con i fondi strutturali del Programma operativo regionale "Programmi d'interventi formativi sui sistemi di valorizzazione e di gestione del patrimonio naturalistico" (parchi, riserve naturali, aree marine protette, monumenti naturali) - asse I ? misura 1.8, scheda D. L'incontro di giovedì coincide con l'ultima giornata del corso e sarà anche l'occasione per fare il punto sulle iniziative della Regione per la salvaguardia delle ricchezze naturali e per la creazione di una "rete ecologica". (L'Unione Sarda)

Ieri il raduno dei difensori dell'ambiente di tutta la Lombardia Mille guardie ecologiche per festeggiare 25 anni

Sono arrivati in più di mille da tutta la Lombardia, in rappresentanza di parchi e comunità montane, con divise di diverse gradazioni di verde, ma accomunati tutti dalla stessa passione. Ovvero l'amore per il verde, quello vero, dell'ambiente, per proteggere il quale sono diventati guardie ecologiche volontarie. Si è svolto ieri, nella cornice più che mai appropriata di villa Raimondi, sede della Fondazione Minoprio, il raduno di questi fondamentali paladini dell'ecosistema, cittadini che hanno deciso di dedicare il proprio tempo ed entusiasmo alla protezione ambientale, in procinto di festeggiare il proprio primo quarto di secolo di vita. Proprio sulla soglia di un simile traguardo si prospetta un importante cambiamento per le Gev, con l'approvazione del progetto di legge per la disciplina del servizio ecologico volontario. "Il nostro venticinquesimo anniversario potrebbe rappresentare un importante momento di confronto a livello europeo - ha detto il dirigente regionale del settore parchi Franco Grassi - perché questa legge potrebbe essere di indirizzo anche per altre nazioni". Diversi gli interventi che si sono susseguiti di fronte alla verde platea che ha gremito il salone convegni della villa, all'interno del quale è stata allestita anche una mostra fotografica. Il contributo più corposo è toccato a Domenico Zambretti, presidente della VI Commisione del consiglio regionale, nonché promotore di questo nuovo disegno di legge, il quale ha esordito leggendo un messaggio del presidente Roberto Formigoni - nel quale si evidenziava l'importanza della tutela territoriale - quindi ha illustrato i termini di cambiamento che l'approvazione di questa legge, che ha promesso licenziata entro febbraio, porterebbero. "Occorre uno sviluppo moderno e consapevole della vostra attività. Le principali novità riguarderanno la riarticolazione dell'assetto organizzativo e l'attuazione di una sempre più capillare sinergia territoriale. Alla regione deve restare la funzione legislativa, l'operatività toccherà a province e comuni". Infine, la premiazione dei volontari che hanno collaborato al "Progetto rospi" per il salvataggio degli anfibi. (La Provincia di Como)

Montevecchia: pronti nuovi contributi per la Valle Curone

I responsabili del Parco di Montevecchia e Valle del Curone hanno deciso di riaprire il bando per l’assegnazione di contributi per la conservazione e la valorizzazione del paesaggio rurale. A fronte del successo ottenuto con la prima iniziativa, promossa la primavera scorsa, il Parco ha infatti deciso di concedere un’ulteriore possibilità a chi intende realizzare degli interventi di recupero dei manufatti siti all’interno dei suoi confini. L’iniziativa fa parte di un grande progetto avviato dal Parco in collaborazione con la Fondazione Carialo nel 2003 e si inserisce nelle azioni intraprese in collaborazione con associazioni di volontariato e cittadini per “ridare vita” a tutte quelle testimonianze ormai dimenticate e cadute in disuso, coinvolgendo direttamente la popolazione nel mantenimento del proprio territorio. Con il primo bando sono stati assegnati contributi per il ripristino di sette ambiti ed elementi giudicati di interesse storico e paesaggistico, con la partecipazione attiva di privati cittadini, associazioni operanti sul territorio (Cai e Alpini) e proprietari dei fondi su cui i manufatti si trovano. I lavori, in parte già ultimati, hanno riguardato ripristini di alcuni tra i più bei lavatoi in pietra (come ad esempio, il lavatoio della Cascina Verteggera, il lavatoio della Cascina Galbusera Nera) ed altri manufatti tipici del paesaggi rurale, tra cui due crocifissi in ferro battuto in località Cereda di Perego e Gabusera Nera e l’antico sentiero in pietra che collegava le cascine Gaidana e Valfredda, nella Valle del Curone. (Merate on line)

"Per tutelare Terminillo meglio il parco"

Carlo Ubertini (Sdi) sostiene la superiorità di questa ipotesi rispetto ad altre soluzioni

"Avverto il diritto-dovere, in qualità di rappresentante nazionale dello Sdi per l’ambiente, di intervenire in merito alla dialettica nata intorno all’ipotesi di istituire un parco naturale regionale del Terminillo. Sono convinto che per rilanciare la nostra montagna lo strumento migliore è l’istituzione di un parco naturale regionale".
Non ha dubbi in proposito Carlo Ubertini, rappresentante nazionale Ambiente dello Sdi, che passa a enumerare i motivi della superiorità della soluzione parco.
"Con l’istituzione dell’ente parco - sottolinea Ubertini - si realizza in forma eccellente e solida quel consorzio tra enti territoriali in grado di superare la parcellizzazione amministrativa. Con lo statuto del parco si dà vita ad una Carta costituzionale modulabile, con la chiave del piano del parco si raggiunge una certezza normativa urbanistico-territoriale, unica certa e reale possibilità per attrarre investimenti. Con lo strumento centrale del piano pluriennale di promozione economico-sociale si libera il territorio da vincoli normativi, esaltati dall’assenza sostanziale di potestà amministrativa, producendo programmi di pieno sviluppo di attività agricole, forestali, silvopastorali, artigianali, commerciali, turistiche e culturali che creano lavoro diretto (con il personale dell’ente parco) e indiretto (con l’indotto). Nel caso del Terminillo il parco conferisce una potenzialità turistica non solo stagionale ma pienamente annuale. Infine, il parco, oltre a produrre redditi e attrarre investimenti, è l’unico strumento certo in grado di calamitare contributi anche consistenti dall’Unione europea, dallo Stato, dalla Regione e da enti pubblici, anche per i singoli comuni i cui territori gravitano nel parco". (Il Messaggero)

Ambientalisti contro le nuove nomine

Dolomiti Bellunesi
"Le segreterie dei partiti hanno avuto la meglio sulle reali valenze del territorio"


Ambientalisti scontenti della nuova composizione del consiglio direttivo del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Ad esprimere il giudizio, senza mezze parole, è Augusto De Nato, responsabile di quel Comitato Amici del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi che comprende le sezioni provinciali di Wwf, Cai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Pronatura e Ctg. "Dopo oltre un anno di attesa in cui pensavamo che al Ministero dell'Ambiente si stessero spremendo le meningi per individuare le migliori figure possibili per la gestione del Parco - afferma - non possiamo che dichiararci insoddisfatti delle nomine ufficializzate in questi giorni. Pur non mettendo in discussione le personalità dei singoli nuovi consiglieri, è chiaro però che le segreterie di partito hanno avuto la meglio sulle reali valenze ambientali possedute dagli stessi consiglieri. Basti pensare all'ex sindaco di Sedico Sergio De Cian, che si è contraddistinto sempre per una posizione del tutto anonima, se non a volte apertamente contraria, nei confronti del Parco. O all'ex sindaco di Feltre Gianvittore Vaccari che addirittura aveva impostato la sua campagna elettorale opponendosi con determinazione al Parco. Alla luce di ciò ci vien da dire due cose: o sono stati folgorati sulla via di Damasco e si sono resi conto del grande valore che ha il Parco, e di ciò non potremo che rallegrarcene alla prova dei fatti; oppure invece, per coerenza, dovrebbero non accettare l'incarico assegnatogli". "Per quanto riguarda poi la nomina dei rappresentanti degli ambientalisti - aggiunge - la proposta fatta dalle nostre associazioni a seguito di un accordo concordato a livello nazionale è stata accolta per metà, e cioè recependo il nome del presidente del Cai di Forno di Zoldo Roberto De Rocco. Respinta invece la riconferma di Augusto Angelini, il cui ottimo lavoro nella passata gestione era stato riconosciuto all'unanimità. Al suo posto è stato indicato invece Roberto Lazzeretti che nessuno di noi ambientalisti in provincia conosce". "Infine - conclude De Nato - ci sembra sia chiaramente venuto meno l'equilibrio interno del consiglio. Ben 8 elementi su 12 (oltre allo stesso presidente Guido De Zordo che è sindaco anch'egli) sono infatti dei rappresentanti di enti locali che, inevitabilmente, potranno vedere condizionata la loro attività all'interno del Parco proprio a fronte dell'altro incarico. Lascia sorpresi poi il posticipo della nomina del vicesindaco di Ponte nelle Alpi Roger De Menech". (Il Gazzettino)

Quale futuro per il parco”

Sibillini - Convegno organizzato dal gruppo consiliare di An in Regione
Bisogna coinvolgere maggiormente i cittadini


AMANDOLA - Il gruppo Consiliare di Alleanza Nazionale, della Regione, ha organizzato al Cinema Europa di Amandola un incontro avente per tema "il futuro del parco dei Sibillini". Dopo gli interventi di Massimo Santilli presidente del circolo di An di Amandola, Franco Rossi ex sindaco di Amandola, Guido Castelli consigliere regionale di An, Carlo Ciccioli Capogruppo An in Regione, le conclusioni sono state affidate ad Aldo Casentino Direttore Generale Protezione naturale dell'Ambiente Commissario Ente Parco dei Sibillini. Cosentino ha iniziato il suo discorso ponendo la massima attenzione sul confronto con le popolazioni che sono interessate dal Parco. I suoi obiettivi sono quelli di dare la centralità a chi vive nel Parco, che lo gestisce ogni giorno, e che ha saputo preservare l'ambiente nel tempo. Il Parco non è la panacea di tutti i mali, ha il compito di proteggere e valorizzare il territorio. Altro problema è quello del perimetro, nei prossimi giorni il Direttore convocherà la Comunità del Parco in quanto già dal 2001 ha dato disposizioni di aprire il tavolo della trattativa. Inoltre ha affermato che alcune leggi devono essere riviste con il coinvolgimento degli abitanti del parco. Per quanto riguarda la zonizzazione, non è detto che una riserva debba rimanere tale. Le Case del Parco sono costate centinaia di milioni, non debbono servire solo per le assunzioni, strano poi che alcune sono chiuse il sabato e la domenica. Da una parte si spendono centinaia di milioni per queste "Case" e poi si chiudono gli uffici Postali. La mancanza di servizi fondamentali come quelli sanitari alimentano il fenomeno dello spopolamento. Occorre creare sinergia fra uomo e ambiente. Cosentino ha concluso dicendo che questo è un primo incontro al quale ne seguiranno altri, in modo da ascoltare le problematiche sollevate dalla gente. Le associazioni dei cacciatori hanno criticato le limitazioni della caccia, la iper prolificazione dei cinghiali, una razza venuta dalla Romania, che creano molti danni. Ciò crea un circolo virtuoso che porta antipatia al parco. (Corriere Adriatico)


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