Nominati presidente e consiglio del gran paradiso
Cessa il commissariamento iniziato a gennaio
(dire) - roma- dopo il commissariamento iniziato a gennaio, e' stato nominato il nuovo consiglio direttivo del parco nazionale gran paradiso. Ieri il ministro dell'ambiente altero matteoli ha firmato due decreti, uno dei quali conferma la nomina di giovanni picco a presidente del parco nazionale, mentre l'altro stabilisce il nuovo consiglio direttivo. Membri di quest'ultimo sono, per la comunita' del parco, pietro blanchetti, vice sindaco del comune di ceresole reale (torino), erminia boetto, sindaco del comune di ronco canavese (torino), giuseppe dupont, consigliere comunale di valsavarenche (aosta) e rolando jeantet, vice sindaco del comune di cogne (aosta). Per gli enti scientifici e l'universita' sono stati invece nominati consolata siniscalco, professore associato in ecologia vegetale presso la facolta' di scienze matematiche, fisiche e naturali dell'universita' di torino, attilia peano, professore ordinario di urbanistica presso il politecnico di torino. Per le associazioni di protezione ambientale alessandro lattore, consulente d'impresa, rappresentante per la regione piemonte di "ambiente e'/e vita" e' corrado maria daclon, vice presidente di "pro natura valle d'aosta". Per la regione piemonte e' stato nominato luigi rivoira, mentre per la regione valle d'aosta marco petey, assessore del comune di aymavilles (aosta). Per il ministero dell'ambiente, infine, angelo giovanni spiller, amministratore delegato di impresa, presidente del comitato "acqua buona" e filippo polito, collaboratore di giornali, direttore responsabile di periodici e emittenti televisive.
Ipotesi Parco per una vasta area compresa tra Valsabbia e Valtrompia
Presentato lo studio condotto dallersaf per conto della provincia
BRESCIA - Sono stati presentati ieri i risultati di uno studio ambientale sullarea Caffaro-Valle Sabbia, promosso dalla Provincia di Brescia in collaborazione con lErsaf. Il lavoro ha riguardato unarea di circa 200.000 ettari compresa tra Anfo, Bagolino, Bienno, Capovalle, Collio, Lavenone, Idro, Pertica Bassa, Treviso Bresciano e Vobarno. "Si tratta - ha ricordato lassessore provinciale al Territorio, Aristide Peli - di una zona di grande valore ambientale rispetto alla quale abbiamo cercato di individuare una pianificazione per la tutela e la valorizzazione. Si tratta di un primo passo in una direzione strategica che ci porterà a breve ad occuparci anche del monte Guglielmo". "Lobiettivo - ha ricordato Peli - è fare in modo che queste aree trovino le risorse per la riqualificazione. Dal 2006 dovremmo contare su finanziamenti da parte dellUe". La zona in questione si colloca tra due grandi realtà quali il parco dellAdamello e quello dellAlto Garda, in funzione dei quali si configurerebbe come un "prezioso corridoio ecologico di interconnessione". I risultati dellErsaf, che si è concentrata sugli aspetti geomorfologico, floristico e forestale, sono stati davvero buoni nonostante le difficoltà presentate da un territorio particolare, come spiegato da Francesco Mapelli, direttore dellEnte regionale per i servizi allagricoltura ed alle foreste: "La conformazione dellarea è resa peculiare dalla grande varietà di ambienti. È emerso il profilo di un territorio ricco di potenzialità non solo a livello ambientale e faunistico ma anche in prospettiva agricola". Non solo parchi dunque nel futuro dellarea Caffaro. "In effetti - ha concluso Mapelli - sarebbe limitativo. Le nostre indicazioni vogliono essere propedeutiche allindividuazione di azioni mirate che diano giusto risalto alle bellezze ed alle risorse di questi luoghi". Un rilancio globale di una zona in cui "si intrecciano culture storiche notevoli" testimoniate da reperti quali la rocca di Anfo: "Questo progetto - si è augurato il sindaco del piccolo Comune valsabbino - potrebbe dare il via ad un sostegno economico maggiore per realtà che ne hanno davvero bisogno". Ma non sono tutte rose e fiori. "Sono state individuate alcune criticità - ha detto la dott. Elena Tironi - riguardo soprattutto lo stato di conservazione del territorio. Labbandono di certe aree è diventato un importante fattore di impoverimento ambientale e su questo bisognerà agire in futuro". (Giornale di Brescia)
Cinque volte parco
Lama Balice. Vertice in Regione: con Bitonto, coinvolti anche i territori di Palese e Fesca
Cinquentocinquanta ettari, cinque milioni e cinquecentomila metri quadrati di territorio pressocché equamente divisi tra Bari e Bitonto (con una leggera prevalenza di quest'ultimo Comune rispetto al capoluogo). Il parco regionale nell'alveo naturale di lama Balice cresce. Una sorpresa dopo la pesante cura dimagrante alla quale l'area protetta era stata sottoposta dal Comune di Bari nelle varie gestioni amministrative che si sono succedute dalla fine degli anni '80 e che avevano portato il perimetro del parco da iniziali 240 a poco più di 100 ettari finali. Un'area verde (non un giardinetto) che cresce (quasi cinque volte di più rispetto all'ultima previsione) è una notizia destinata a fare clamore. Tanto più se si pensa che il benestare all'allargamento è arrivato non solo dalle attuali amministrazioni comunali di Bari e Bitonto (e dalle associazioni ambientaliste per le quali il sì era fatto pressocché scontato), ma anche dall'Associazione degli industriali della provincia di Bari. Ieri la firma sotto l'intesa. Questo vuol dire che il parco di lama Balice in versione allargata non è più un'ipotesi, un sogno nel cassetto o una buona intenzione. Intesa vuol dire che da ieri c'è una cartografia (una cartina) sulla quale si può individuare l'area del parco. Una macchia colorata in evidenza tra i territori di Bitonto, a ovest, e Bari, a est. Cinquecentocinquanta ettari sono tanti. In una territorio con gli indici di verde tra i più bassi d'Italia suonano come una benedizione. Per intenderci, il canale naturale (una volta ospitava un corso d'acqua rigoglioso conosciuto con il nome di Tiflis) sui cui costoni sono piantati carrubi, ulivi selvatici e macchia mediterranea esiste già. Non si tratta, dunque, per lama Balice, di aggiungere verde, ma di renderlo fruibile a tutti. Ben triste può infatti dirsi quella società che abbandona i pochi spazi naturali sopravvissuti all'urbanizzazione selvaggia senza renderli elemento di riequilibrio in vista di un sostanziale miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Ma l'intesa raggiunta ieri nel corso della preconferenza tenutasi nella sede dell'ufficio Parchi e riserve naturali dell'assessorato all'Ambiente della regione Puglia ha a che vedere anche con un patrimonio archeologico e storico per larga parte misconosciuto. Al tavolo regionale, infatti, siede anche la Sovrintendenza archeologica, la quale ha catalogato ben 25 siti da tutelare nell'area che parte alle porte dell'abitato di Bitonto e arriva, nella nuova perimetrazione, a investire i quartieri di Palese e Fesca dove il torrente Balice sfocia a mare. Ora, l'intesa diventerà uno schema di disegno di legge che dovrà essere approvato dalla giunta regionale. A quel punto, con il via libera del governo regionale che potrebbe arrivare già a gennaio dell'anno prossimo, sull'area del parco regionale naturale di interesse naturale di lama Balice scatterebbero le norme di salvaguardia previste dalla legge 19/'97 sulle aree protette. A quel punto, con i vincoli dell'area protetta, anche l'espansione urbanistica dovrebbe segnare il passo. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Aree protette, prima intesa interistituzionale in Campania
Ora anche per il Matese, area naturale di grande importanza si avvia la fase realizzativa del Piano. Nel corso di questi anni abbiamo portato avanti una importante azione di tutela del territorio regionale con listituzione di nove Parchi nazionali che vanno ad aggiungersi ai due grandi Parchi regionali (Vesuvio e Cilento) e ad una nutrita serie di Riserve, Aree protette, Oasi e siti di interesse comunitario. E il commento del presidente della Campania, Antonio Bassolino dopo la firma dellaccordo di programma per lattuazione del Progetto integrato del Parco del Matese. Bassolino rileva che ormai il territorio protetto assomma attualmente circa un terzo del territorio regionale. Su queste aree, come del resto sul Parco del Matese, sono state investite consistenti risorse che saranno impegnate non solo per la tutela ma anche per la valorizzazione e lo sviluppo di questi territori. Soddisfazione anche da parte del commissario regionale dellente Parco del Matese, Maurizio Fraissinet, per la sottoscrizione dellAccordo di programma, primo in assoluto tra i Parchi regionali. (Il Denaro)
Parco del Matese, accordo di programma allunanimità
Laccordo di programma per lattuazione del Progetto integrato del Parco del Matese è stato approvato allunanimità. Ieri la conferenza dei servizi: fra gli intervenuti il presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone, il delegato del presidente della Provincia di Caserta Daniele Ferrucci, il commissario dellEnte Parco del Matese Maurizio Fraissinet, il responsabile regionale del Pit Matese Mario Severino, i delegati delle Comunità Montane del Matese e del Titerno. Presenti, inoltre, i rappresentanti delle Soprintendenze ai beni ambientali di Caserta e Benevento e delle Soprintendenze ai beni archeologici delle cinque province campane, il rappresentante dellAutorità di Bacino Liri, Garigliano e Volturno, i sindaci e loro delegati dei venti comuni facenti parte della Comunità del Parco del Matese (Ailano, Alife, Capriati al Volturno, Castello del Matese, Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Faicchio, Fontegreca, Gallo Matese, Gioia Sannitica, Letino, Piedimonte Matese, Pietraroja, Prata Sannita, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Lorenzello, San Potito Sannitico, SantAngelo dAlife e Valle Agricola). La giunta regionale ha già approvato lo scorso aprile interventi per un volume complessivo di risorse pari a oltre 31 milioni di euro, di cui circa 21 milioni e 600 mila destinati alla realizzazione di progetti di ricerca e studi di tipo naturalistico e scientifico, di riqualificazione ambientale, paesaggistica e architettonica, di valorizzazione e promozione dellimmagine e dellidentità del territorio del Parco. Inoltre circa 7 milioni e 200 mila euro finanzieranno le iniziative imprenditoriali nel campo della piccola ricettività, del turismo e dellartigianato; i rimanenti circa 2 milioni e 500 mila euro saranno destinati alla realizzazione di interventi formativi finalizzati allo sviluppo di nuove figure professionali connesse alla presenza dellarea protetta e alla creazione di imprese giovanili e femminili. "Ora anche per il Matese - ha spiegato il presidente della Regione Bassolino - si avvia la fase realizzativa del Piano. Abbiamo investito consistenti risorse che saranno impegnate non solo per la tutela ma anche per la valorizzazione e lo sviluppo di questi territori". Soddisfazione ha espresso il Commissario regionale Maurizio Fraissinet: "La scelta strategica di dare centralità al sistema parco deriva dal convincimento che le valenze naturali dellarea siano il laboratorio in cui sperimentare nuovi processi di programmazione per uno sviluppo durevole e coerente con le vocazioni e le specificità locali". (Il Mattino)
Sull'acquisto di Mal di Ventre stop improvviso tra Comune e Ministero
L'isola di Mal di Ventre resta ancora in mano al suo proprietario inglese Rex Miller. Ha subito uno stop la trattativa fra Comune di Cabras e ministero dell'Ambiente, che si era detto disponibile a finanziare l'acquisto dell'isolotto al largo delle coste del Sinis. "Il ministero - ha spiegato il primo cittadino di Cabras Efisio Trincas - intendeva acquistare in proprio Mal di Ventre e questo a noi non sta bene perché si può correre il rischio di creare un nuovo caso simile a ciò che è avvenuto con il parco nazionale dell'Asinara". Ora il Comune, per risolvere l'impasse che si è creato, cercherà altre fonti di finanziamento, dato che Mal di Ventre è parte integrante dell'Area marina protetta del Sinis. E proprio ieri mattina a Cabras, nel museo civico, si sono incontrati presidenti e direttori delle cinque aree marine protette dell'Isola e dei due parchi nazionali, l'Asinara e La Maddalena. All'appuntamento erano presenti il sindaco di Villasimius Tore Sanna, Gianfranco Russino (Amp Capo Caccia), Piero Deidda (parco Asinara), Augusto Navone (Amp Tavolara), Elisabetta Secci, Paolo Onida, Antonio Salis e Gino Paolo Sulis (Ras). Per l'Area marina protetta Sinis-Mal di Ventre erano presenti l'assessore all'Ambiente Alessandro Murana e il sindaco Efisio Trincas. Nel corso dei lavori si è discusso tra l'altro dell'opportunità di chiedere alla Regione l'attribuzione ai Comuni della gestione delle aree demaniali e in particolare degli arenili. E, inoltre, di coinvolgere il Corpo Forestale nel sistema di vigilanza delle aree marine protette, in particolare per quanto riguarda il controllo notturno e invernale del territorio. Basterebbe pensare in proposito ai furti di sabbia nei litorali di Mari Ermi e di Is Arutas: fa tanto clamore, d'estate, la bottiglia piena di granelli di quarzo portata via dal turista di turno e nessuno bada ai grandi quantitativi di sabbia asportati quando i riflettori della bella stagione sono spenti. Gino Paolo Sulis, rappresentante dell'assessorato regionale all'Ambiente, e Antonio Salis hanno illustrato il progetto di legge, in discussione nei prossimi giorni, che destina circa duecentomila euro per la creazione di un centro per lo studio della tartarughe marine e individua in Cabras il Comune capofila. (L'Unione Sarda)
Delegazione da Matteoli per sostenere Perna
Oggi presentazione dei "Cinque anni di Parco"
Questa mattina a Gambarie sarà presentata la pubblicazione "2000-2004: cinque anni di Parco". La manifestazione si terrà presso la sala delle conferenze dell'hothel Centrale alla presenza del presidente del Parco nazionale dell'Aspromonte, Tonino Perna, del presidente della Comunità del Parco, Michele Galimi, e dei componenti il direttivo del Parco.
Nei giorni scorsi, invece, una delegazione del neonato "comitato delle donne aspromontane per la riconferma di Tonino Perna a Presidente del Parco" ha incontrato a Roma i componenti della segreteria del Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli. La convocazione è giunta dopo la conferenza stampa tenuta il mese scorso presso il Palazzo della Provincia a Reggio Calabria, in cui il comitato ha spiegato le ragioni della sua costituzione. "La riconferma del Presidente Tonino Perna - dice Rosa Moro, portavoce del Comitato - rappresenterebbe una vittoria delle nuove politiche territoriali incentrate sullo sviluppo autopropulsivo integrato. Questi ultimi anni di attività e di gestione del Parco d'Aspromonte sono stati di grande valore e per certi versi anche entusiasmanti. Prima di tutto si è data forza e credibilità all'Ente, si è avviata una programmazione e si è costruita una solida e fitta rete tra i Comuni ricadenti nel territorio del Parco".
Insomma un Parco che ha coscienza di sé, che interagisce con gli enti locali, con l'associazionismo, con il mondo scientifico e culturale e che seppur con difficoltà finanziarie, ha avviato una seria politica che coniuga la tutela e la valorizzazione delle risorse che sono molteplici: ambientali, culturali, storiche, sociali ed enogastronomiche. Anche l'idea di emettere una moneta, l'Eco-Aspromonte, da spendere all'interno del Parco, è stata una scelta innovativa così come il Corso di giornalismo ambientale, la sperimentazione sulle energie alternative e tanto altro ancora.
Ma la cosa più positiva è che il Parco, grazie all'opera del Presidente Tonino Perna, ha imparato ad ascoltare e farsi ascoltare dalle comunità, soprattutto da quelle più piccole e spesso emarginate, ridando fiducia a quei territori e la speranza che recuperando e valorizzando le proprie tradizioni, si possono avviare condizioni di crescita e di sviluppo. Tanto è stato fatto per la riqualificazione dei centri, vittime di decenni di scellerata e progressiva cementificazione che aveva fatto perdere le peculiarità rurali ai borghi uniformando il paesaggio.
Anche i Sindaci, oltre a questo comitato, hanno fatto quadrato attorno a Tonino Perna, per le sue capacità di coordinamento e di fare gruppo, per la grande capacità progettuale, intuitiva e di azione concreta; per avere dato l'anima e un'anima al Parco.
Per quanto riguarda l'incontro romano, bisogna sottolineare che le uniche nomine congelate, grazie al fermento delle popolazioni e dei Sindaci, sono le Presidenze del Parco d'Aspromonte e del Parco del Gran Sasso dove in scadenza di mandato c'è Walter Mazzitti. Il Ministro Matteoli, sensibile a questo tipo di manifestazioni, ha voluto ascoltare le donne ed i Sindaci dell'Aspromonte, le loro ragioni per essere in condizioni di decidere meglio per il futuro di un ente così rivalutato. Anche le Commissioni Ambiente di Camera e Senato, presidetute in seduta congiunta dal senatore cosentino Nuccio Iovene hanno voluto sentire le ragioni del comitato che ha ribadito che riconfermare Perna equivarrebbe a rendere un ottimo servizio al territorio aspromontano. (Quotidiano di Calabria)
Il Parco dell'Etna va a... scuola
Cultura ecocompatibile
Circa 1500 studenti delle scuole catanesi prenderanno parte, da domani al 18 dicembre, alla manifestazione "Il Parco va in città", organizzata nella scuola media statale "Giuseppe Parini", dall'Ente Parco dell'Etna in collaborazione con il Comune, l'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) Sicilia, l'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, l'Unione Italiana Ciechi e l'Istituto Alberghiero di Nicolosi.
L'iniziativa - l'inaugurazione è fissata per domani alle 9.30 alla Parini - si inserisce nell'ambito delle attività dell'Ente Parco dell'Etna che punta a favorire e rafforzare un rapporto, già intrapreso nel corso di questi anni con le scuole, tendente a realizzare un più corretto approccio verso il territorio e il suo patrimonio ambientale, e a diffondere una cultura eco-compatibile.
Questa volta, però, sarà il Parco a scendere in città, a Catania, dove, proprio alla Parini - che a sua volta inviterà ed ospiterà altre scolaresche della città - offrirà agli studenti l'opportunità di conoscere meglio cultura, tradizioni, profumi, colori, sapori e quant'altro possa caratterizzare il territorio etneo, attraverso percorsi conoscitivi che, alternando momenti espositivi a momenti di diretto coinvolgimento dei ragazzi, possano far desiderare un'esperienza nel Parco dell'Etna. In diversi spazi saranno fornite alle scolaresche catanesi - nei giorni della manifestazione, in orario antimeridiano, con una presenza giornaliera di circa 400 studenti - risorse capaci di migliorare conoscenze e comportamenti, offrendo servizi, materiali, azioni di sostegno ed opportunità formative per i ragazzi.
Particolarmente significativa la collaborazione dell'Unione Italiana Ciechi (che, per l'occasione, ha realizzato un plastico dell'Etna ed il testo della "Piccola Guida del Parco" in braille): con il supporto dell'Uic, l'Ente Parco ha predisposto per la manifestazione un originale percorso sensoriale, dove "è vietato non toccare", e tutti i ragazzi avranno "un altro modo di vedere il Parco", proprio attraverso i sensi. (La Sicilia)
Il dibattito sulla sede del Parco
Scambio di accuse tra An di S. Giovanni e FI di Spezzano Sila
SAN GIOVANNI IN FIORE - Il dopo Lorica scotta ancora. Da Spezzano Sila non sanno darsi pace. Polemiche violente anche da parte di FI, stanno caratterizzando questo periodo pre-natalizio. Oggi è invece il circolo sangiovannese "Valenzise" di Alleanza Nazione ad intervenire. Dopo la soddisfazione, da An lanciano le sassate.
"Alcuni politici presilani - scrivono Benincasa e soci - convinti di essere figli di un dio maggiore, stanno lanciando scomuniche e anatemi contro chi ha voluto con forza e coerenza che avvenisse tale scelta. Indubbiamente tutto questo dà fastidio soprattutto a chi è abituato ad averla sempre vinta, a chi si è illuso sinora di rappresentare l'intero altipiano silano, senza pensare minimamente che esiste uno dei Comuni montani più grandi d'Italia, che ha dato un quinto del territorio all'Ente Parco e che è posto geograficamente al centro della più grande foresta calabrese ed è da sempre considerato la capitaIe della Sila". Poi le frecciate agli ambientalisti.
"Altro dilemma - recita la nota di An - è il comportamento degli eco-delusi, i quali nonostante sono stati clamorosamente smentiti dai fatti sulle pseudo dimissioni dei componenti il consiglio direttivo dell'Ente, continuano a dichiarare e proclamare il nulla". Dal "Valenzise" gli omaggi all'assessore Dima. "il riferimento oramai naturale per la città è Giovanni Dima, Assessore Regionale all'Agricoltura, il quale con la sua azione politica mirata a rilanciare il territorio sta facendo raggiungere alla nostra comunità, mete ed obiettivi, altrimenti, mai nemmeno sognati. Senz'altro per la destra locale i risultati della sede del Parco, la messa in funzione dei laghi silani di Re di Sole e Votturino, non vengono considerati assolutamente dei punti di arrivo, bensì dei punti di partenza per rilanciare lo sviluppo economico e sociale dell'intero territorio, facendo sì che la Città dell'Abate Gioacchino ritorni agli antichi splendori".
(Quotidiano di Calabria)
Pollino, i 331 Lsu da oggi al lavoro
E' quanto è stato deciso nel corso di una riunione tenuta ieri presso l'ente Parco
Ritornano oggi a lavorare i 331 lavoratori ex lsu del Parco nazionale del Pollino stabilizzati con la società "Duemila spa". E si va verso una revoca anche della loro mobilità. L'azienda ha revocato ieri la sospensione dalle attività che aveva comunicato ai lavoratori lo scorso 10 dicembre in quanto i fondi a disposizione permettevano la continuazione delle attività solo fino allo scorso 30 novembre. I lavoratori, quindi, (circa 150 sono quelli che appartengono al versante lucano), possono riprendere a lavorare dopo che le Regioni Basilicata e Calabria hanno dato garanzie in merito alla copertura finanziaria del progetto di stabilizzazione per il mese di dicembre. Ieri, infatti, il Presidente del Parco Francesco Fino, nel corso di una riunione con le parti interessate tenutasi nella sede dell'Ente a Rotonda, ha comunicato la disponibilità da parte della Regione Calabria riguardo il cofinanziamento delle attività previste dal progetto fino al 31 dicembre. Nei giorni scorsi, invece, la Regione Basilicata aveva già dato l'ok per la propria quota di finanziamento. Sul fronte della mobilità, invece, si dovrà attendere la riunione già fissata per il 17 dicembre a Roma al Ministero. "Ma se, come sembra, - sostiene Matteo Mosca della Filcams Cgil - le due Regioni confermeranno anche nella capitale il proprio impegno a rivedere e cofinanziare il progetto con il Parco e il Ministero per il 2005, definendo, tra l'altro, il gruppo tecnico che dovrà occuparsi dell'implementazione delle attività non dovrebbero sussistere più ostacoli per la revoca anche della procedura di mobilità". Insomma se tutto filerà liscio le attività lavorative potranno essere prolungate anche per il 2005. Tuttavia per esserne certi bisognerà attendere venerdì prossimo l'esito della riunione capitolina. Ricordiamo che il Ministero ha "condizionato" l'ulteriore rifinanziamento del progetto in attesa che si verifichino due condizioni ritenute essenziali per il prosieguo delle attività lavorative almeno fino al 2006, come previsto dalla convenzione firmata presso lo stesso Ministero del Lavoro. La prima è la presentazione di una nuova progettualità integrata di ulteriori attività rispetto all'attuale progetto. La seconda è l'individuazione delle risorse economiche che gli enti coinvolti intendono mettere in campo. Dunque per una schiarita definitiva della delicata vertenza bisognerà attendere ancora qualche giorno. I lavoratori incrociano le dita. Alla riunione di ieri hanno preso parte il Presidente dell'Ente Parco, Fino, i sindacati Cgil, Cisl e Uil di categoria, oltre a Mosca presenti Giuseppe Arcieri per la Cisl e Antonio Guglielmi per la Uil, il responsabile della "Duemila spa" Dino Tabasso e una rappresentanza dei lavoratori. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Provincia, primi "posti" per il Parco Alta Murgia
Ventidue assunzioni. Ma solo per un anno
Tutela del patrimonio. Ne ha fatto una priorità, il presidente della Provincia, Vincenzo Divella Annuncia il finanziamento di 150mila euro per un piano che in tre quattro mesi eliminerà le vecchie antenne dai tetti storici dei trulli Unesco di Alberobello. E rilancia il Parco dell'Alta Murgia, dando vento in poppa all'assessora all'Ecologia, Laura Marchetti che sta sbrigliando le prime assunzioni. Sì, assunzioni. La Marchetti ha tolto la polvere a un vecchio progetto del ministero dell'Ambiente. Saranno assunti 22 giovani, 11 laureati (architettura, ingegneria, geologia, scienze agrarie) e 11 diplomati. Dovranno fare il censimento del patrimonio artistico, architettonico e archeologico dell'Alta murgia e dunque dell'area del Parco. Si sa poco, ancora, perché è necessario un altro passaggio di giunta per poi dare il via libera a chi dovrà predisporre i dettagli del concorso, previsto comunque a gennaio. Per esempio, restano da definire i requisiti della commissione giudicatrice. Così pure la sede di lavoro: l'istituto di ricerca "Bonomo" a Andria, oppure la masseria "Torre di Nebbia" nell'agro di Altamura. Si sa però che lavoreranno per un anno con un compenso di 2mila euro lorde al mese. Uno solo di loro, un ragioniere, prolungherà di 6 mesi. La Marchetti: "Selezioneremo puntando alla trasparenza e alla qualità, ci auguriamo che saranno le colonne portanti del Parco e che potranno trovare lavoro anche in futuro". (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Parco, recita a soggetto: "Via il decreto Ronchi"
Gennargentu. L'assessore Dessì incontra i sindaci
Oltre tre ore di confronto per recitare una parte mandata a memoria dagli amministratori comunali fin dal 1998 : "Via il decreto istitutivo del Parco del Gennargentu". Anche l'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì che per la prima volta incontrava gli amministratori locali sullo spinoso argomento, non ha detto niente di nuovo, rispetto a quanto notificato nei giorni scorsi via stampa: è in corso il confronto con il Governo proprio per cancellare quell'atto destinato a sancire più un aborto che una nascita , ma la strada istituzionale si presenta irta di ostacoli anche perché dal Parlamento non arrivano neanche segnali incoraggianti per la modifica della legge nazionale (la ormai famigerata 394 rinnegata in Sardegna da tutti) contestata da sempre per il ruolo marginale assegnato ai Comuni nella programmazione e nella gestione del Parco nazionale. Dessì, comunque, ha ribadito l'intenzione della maggioranza di centrosinistra di ridare alla Regione un ruolo centrale nella pianificazione territoriale che nel caso del Gennargentu elegge l'ambiente a pilastro dello sviluppo sostenibile con le politiche di tutela trasformate in investimento economico come dimostrano la disastrose alluvioni dei giorni scorsi in Ogliastra e Baronia. La riunione è iniziata proprio con un pensiero agli amministratori assenti per cause di forza maggiore (tra cui Villagrande e Baunei), mentre l'assessore regionale all'Ambiente ha chiesto notizie a quei sindaci impegnati da sette giorni a fronteggiare i danni e le conseguenze del maltempo (Dorgali, Oliena e Orgosolo). Nonostante l'emergenza il vertice si è tenuto regolarmente, anche perché la questione-parco, dopo le voci poi ridimensionate sul divieto di caccia che scatterebbe dal primo gennaio, rischiava di sfociare in un problema di ordine pubblico. Lo stesso Movimento sardo Pro territorio ha regolarmente tenuto sabato scorso un'assemblea popolare a Urzulei confermando il no anche allo sponsor dell'Unesco caldeggiato dal presidente della Provincia Francesco Licheri e a quello europeo ipotizzato dal presidente della Comunità montana del Nuorese Peppino Mureddu: "Tutti i tipi di parco - si legge in un documento sono portatori di vincoli senza nessuna possibilità di sviluppo socio-economico". Ma se il movimento per il territorio "conferma la mobilitazione", ieri a Nuoro molti amministratori si sono resi conto dell'impossibilità di pretendere un ritiro del decreto che azzeri tutto. I Comuni non possono limitarsi al semplice no - è stato il ragionamento dei più realisti - occorre fare proposte e soprattutto attivare politiche attive per la tutela dell'ambiente. Lo stesso assessore Dessì ha preso atto della proposta del sindaco di Dorgali Angelo Carta di istituire - sfruttando in questo caso una possibilità offerta dalla stessa 394 - subito la riserva marina nel Golfo di Orosei gestita direttamente dalle amministrazioni locali. Il Comune di Dorgali ha pronto un suo piano e, ha detto Carta, "stiamo cercando di creare le condizioni per marciare uniti con Orosei e Baunei". Nel ragionamento di Angelo Carta l'istituzione della riserva marina indebolirebbe proprio il decreto istitutivo che anche la Regione vuole cancellare dimostrando la volontà di tutelare l'ambiente anche in nome dell'interesse collettivo sancito dallo stesso decreto Ronchi. La strategia dei dorgalesi di puntare sul parco blu rigorosamente deciso e amministrato in loco, potrebbe sposarsi con l'iniziativa già avviata dal presidente dalla Provincia e ribadita anche ieri da Francesco Licheri: il pastoralismo da valorizzare con il timbro dell'Unesco potrebbe essere la risposta via terra in grado di indebolire ulteriormente il drecreto dimostrando la capacità progettuale e gestionale delle amministrazioni locali. (L'Unione Sarda)
Il futuro di Molentargius nelle mani del commissario
Comune. Statuto di nuovo in discussione, partiti in ansia
Nel regno dei fenicotteri c'è il futuro turistico della città. Il parco di Molentargius sarà uno dei cavalli di battaglia degli opposti schieramenti in campagna elettorale. Un argomento che ha sempre messo d'accordo centrodestra e centrosinistra quando si è trattato di difendere il ruolo della città che da sola detiene oltre il 50 per cento del territorio dell'area protetta. Gli accessiCon il Comune commissariato gli esponenti politici temono che gli interessi della città possano passare in secondo piano. "La mia paura", commenta l'ex vicepresidente della commissione Ambiente, Stefano Delunas (Margherita), "è che possano prevalere le scelte politiche delle altre amministrazioni. Il parco di Molentargius è una risorsa per lo sviluppo della città. Dal punto di vista della fruizione non vorrei che tutti gli accessi al parco fossero identificati dalla parte di Cagliari". Il parco potrebbe muovere i primi passi in tempi brevissimi. L'assessore regionale all'Ambiente, Tonino Dessì, ha incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti degli enti coinvolti, i Comuni di Quartu, Cagliari, Quartucciu e Selargius, più la Provincia. Obiettivo, stabilire tempi e modi della nuova gestione che dovrà prendere in consegna i lavori di bonifica effettuati dal Consorzio Ramsar. A rappresentare l'amministrazione di via Eligio Porcu c'era il commissario prefettizio, Luigi Serra, con in mano lo statuto approvato all'unanimità dal Consiglio comunale. "Spero che il commissario prosegua su quella linea", continua Delunas: "prima di qualsiasi scelta, potrebbe consultare chi ha lavorato sullo statuto". Lo statutoUno documento nato da un'intensa mediazione tra le commissioni Ambiente di via Eligio Porcu e di Cagliari. "Un lavoro che non deve andare perso", spiega l'ex presidente della commissione Ambiente, Fortunato Di Cesare (Riformatori sardi): "Il parco di Molentargius rimane per noi una risorsa strategica per il futuro della città. Le infrastrutture turistiche non potranno che sorgere nel territorio di Quartu visto che detiene l'area più vasta. Avremo un doppio effetto positivo: la valorizzazione di una zona umida unica al mondo e la bonifica ambientale dell'intera area". I pesi stabiliti all'interno dell'assemblea assegnavano il 45 per cento sia a Quartu che a Cagliari. Da sole detengono il 99 per cento del territorio del parco. Lo statuto prevedeva una maggioranza qualificata dei 2/3 dell'assemblea raggiungibile con l'accordo dei due maggiori Comuni. Un altro importante punto di mediazione riguardava le sedi. Quartu, che ha la maggior percentuale di territorio all'interno del parco (50.1 per cento), dovrebbe ospitare nel suo territorio la sede legale. "È necessario che il parco muova in fretta i suoi primi passi", continua Di Cesare: "Appena riprenderemo i contatti con le altre forze politiche, chiederemo che il futiro di Molentargius sia uno dei principali punti del programma elettorale". PoettoDel futuro parco non farà parte la fascia costiera del Poetto. Se nella parte di Cagliari sono ancora roventi le polemiche sul ripascimento, nel versante quartese non mancano le contestazioni sul cantiere infinito che ha stravolto la pineta. Ieri il commissario prefettizio ha incontrato gli ambientalisti del Nucleo di intervento giuridico che avevano presentato un esposto alla Procura della Repubblica su diverse irregolarità. Una prima verifica è già stata chiesta agli uffici. "Se queste irregolarità dovessero essere riscontrate", commenta Luigi Serra: "prenderemo immediatamente dei provvedimenti". (L'Unione Sarda)
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