Roma: Venerdi' Riunione Dell'Associazione Italiana Comuni Dei Parchi
(Adnkronos) - Riunione dell'Associazione Italiana Comuni dei Parchi a Roma, venerdi' prossimo, 17 dicembre alle 10,30, nella Sala del Cenacolo, in vicolo Valdina, 3/a. L'assemblea sara' introdotta da Michele Galimi, sindaco di Cinquefrondi in provincia di Reggio Calabria e sara' caratterizzata dalla presentazione del dossier ''I custodi del Belpaese'', la prima radiografia dei comuni il cui territorio ricade nelle Aree protette italiane. Si tratta di un documento ricco di numeri, analisi e soprattutto proposte concrete con cui promuovere uno sviluppo davvero sostenibile dello straordinario patrimonio naturale, culturale ed economico del nostro paese.
Roma: parco nazionale litorale - pace (an), proposta vantaggiosa per tutela ambiente
(Adnkronos) - "Attualmente porzioni importanti di territorio del Comune di Fiumicino e del XIII Municipio sono sottoposte alle prescrizioni della legge della Riserva statale. I piani di gestione, come e' noto, sono ancora da definire. La Riserva fino a questo momento e' stata una serie di obblighi, per cercare di conservare l'ambiente, e non una concreta risorsa per programmare sviluppo economico e sociale''. E' quanto ha dichiarato il senatore Lodovico Pace, cofirmatario del ddl 3114 con i colleghi Zappacosta, Kappler, Specchia e Mulas.
Peggiora lhabitat appenninico in estinzione la vipera di Orsini
Vive nellabruzzo, nelle marche e nel reatino. E la piu piccola tra quelle tipiche dellitalia. Scarsamente riproduttiva e poco pericolosa per luomo
SI rimane sorpresi scorrendo il recente aggiornamento della "lista rossa" mondiale delle specie minacciate di estinzione della IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura): il vertebrato terricolo più a rischio di estinzione in Italia è la vipera dell'Orsini. Essa quindi supera, in termini di specie a rischio, animali usualmente considerati in pericolo quali il lupo e l'orso. Questo piccolo serpente è, addirittura, collocato dalla IUCN nella categoria "specie minacciata" (endagered), alla stregua del panda gigante e del gorilla. L'inserimento nella "lista rossa" dell'IUCN consente di divulgare all'opinione pubblica ciò che era noto solo nel mondo scientifico grazie ad uno studio sui serpenti italiani da noi pubblicato su "Biological Conservation", una delle maggiori riviste scientifiche di conservazione. Originaria delle steppe balcaniche e centro-asiatiche, la vipera dell'Orsini giunse in Italia a seguito delle espansioni di queste formazioni nei periodi interglaciali. Attualmente è segnalata in Italia solo su alcuni massicci appenninici abruzzesi e marchigiani e sul Terminillo nel Reatino. Molte sono le caratteristiche peculiari di questo animale, che lo rendono un gioiello della nostra biodiversità. La più piccola delle quattro specie di vipere italiane (30-40 centimetri) è un predatore delle praterie d'alta quota, che d'inverno possono raggiungere temperature di decine di gradi sotto lo zero. Si nutre prevalentemente di insetti, essenzialmente ortotteri, ma non disdegna piccoli vertebrati (roditori e lucertole). Il ciclo di attività è il più breve tra i serpenti italiani: spesso si riproduce una volta ogni due anni, se non addirittura ogni tre anni. Inoltre, l'isolamento e la distribuzione frammentata hanno comportato l'evoluzione di caratteri morfologici e genetici diversi, tanto che recenti studi considerano le popolazioni italiane come un subendemismo a sé stante. Ma cosa minaccia la vipera dell'Orsini? Da alcuni anni noi ne studiamo, per conto dei parchi nazionali Gran Sasso-Laga e della Majella e della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa, i principali fattori di minaccia per la conservazione. I risultati sono particolarmente preoccupanti. Il disturbo diretto e l'alterazione del microhabitat frequentato dalla vipera dell'Orsini, causati dalla sovrabbondanza di cinghiali e dal sovrapascolo di bovini ed equini, alcuni mutamenti ambientali di vario genere e il traffico veicolare su alcune strade d'alta quota sono la causa di un suo sostanziale declino. Tuttavia, la sopravvivenza della vipera dell'Orsini è messa a dura prova dalle uccisioni intenzionali e gratuite operate da turisti, pastori, raccoglitori di funghi ed escursionisti. Purtroppo ignoranza, superstizione, leggende metropolitane che fanno assurgere questo animale alla pari di un cobra reale o di un mamba hanno la meglio sulla realtà oggettiva: le ridotte dimensioni, le relative quantità di veleno e il carattere elusivo la rendono difficilmente pericolosa per l'uomo. In definitiva, malgrado il valore naturalistico e conservazionistico internazionale di questa specie, molto deve essere ancora fatto per salvaguardare il futuro della piccola vipera, a cominciare dall'informazione e dalla sensibilizzazione. Ma non basta. In alcune importanti aree italiane la segnalazione della sua presenza si basa soltanto su vetuste segnalazioni o addirittura sul rinvenimento di individui uccisi dall'uomo. Nulla è stato fatto in queste aree dalle istituzioni, nazionali e locali, demandate alla conservazione dei siti e della fauna per studiarne l'ecologia e la conservazione. D'altra parte, gli enti che hanno in programma fasi continuate di monitoraggio scientifico e interventi gestionali mirati - quali il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e della Majella, e la Riserva Regionale Montagne della Duchessa - devono fare purtroppo i conti con una cultura ancora diffusa che ignora completamente l'alto valore naturalistico di questa specie e ha una visione distorta della sua reale pericolosità. E' un vero peccato che la vipera dell'Orsini sia misconosciuta e denigrata in Italia, al contrario di tutti gli altri paesi europei dove essa è presente (ad esempio, Francia e Ungheria). A questo punto è lecito chiedersi: cosa sarebbe successo al panda gigante se avesse avuto la sventura di vivere in Italia? (La Stampa Tuttoscienze)
Finalmente istituita la riserva della Sentina E i Verdi fanno pace
Marche
Il Consiglio regionale nella seduta di ieri mattina ha approvato l'atto istitutivo della Riserva Naturale della Sentina e il Ptrap 2004-2006. L'area di 177.55 ettari, di proprietà del Comune di Ascoli, ricade interamente nel territorio del Comune di San Benedetto, è compresa fra l'abitato di Porto d'Ascoli a nord e il fiume Tronto a sud. Ad est è delimitata dalla costa e ad ovest dal raccordo provinciale della superstrada Ascoli-Mare. La gestione è in capo al Comune di San Benedetto, che dovrà seguire le indicazioni del Comitato di Indirizzo, formato dai rappresentanti della Regione, della Provincia di Ascoli, dei Comuni di Ascoli e San Benedetto, oltre che da un esperto indicato dal Comitato Tecnico-Scientifico regionale per le aree protette. La direzione dell'area è affidata alle associazioni ambientaliste. L'assessore all'ambiente della Regione, Marco Amagliani, ha espresso soddisfazione per l'approvazione dell'atto. "Abbiamo onorato l'impegno assunto prima della pausa estiva, di concludere l'iter entro l'anno. ha detto Amagliani Ciò consente di attivare gli oltre 400 mila euro stanziati in bilancio, di cui la metà sono risorse regionali. La Riserva va ad aggiungersi ai Parchi Sibillini e della Laga, costituendo un sistema complesso che rappresenta un significativo polo, valorizza tutte le Marche e consente di aiutare lo sviluppo economico del piceno".
La maggioranza di centrosinistra ha votato compatta a favore dei due atti, contrari An e Udc, mentre FI si è astenuta sulla Sentina e ha votato contro il Ptrap. I Verdi delle Marche esprimono soddisfazione per l'istituzione della Riserva che ha avuto come relatore il consigliere Pietro D'Angelo. "L'atto istitutivo hanno commentato il presidente regionale dei Verdi Gianluca Carrabs e i consiglieri D'Angelo e Moruzzi è uno dei primi segnali che il centrosinistra dà ai Verdi e sottolinea l'importanza di una convergenza politica e programmatica che si sta attuando in questo scorcio di fine legislatura". (Il Messaggero)
Lotta serrata ai cinghiali
PNALM
Protocollo dintesa per arginare i danni alle colture
EMERGENZA cinghiali: sta per essere siglato un protocollo operativo tra il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il Gran Sasso-Laga e Majella, il Parco regionale Sirente Velino e le quattro Province Abruzzesi. L'obiettivo è quello di arginare l'emergenza cinghiali sul territorio e regolamentare la caccia degli ungulati, al di fuori delle aree protette, nel periodo consentito dalla legge vigente. Alla stesura del documento, che verrà presentato nel febbraio 2005 alla Regione Abruzzo, sta lavorando un tavolo tecnico ristretto, composto dai tecnici competenti delle Province e dei Parchi. Per l'elaborazione del piano di interventi - che verranno scelti tenendo conto della gravità della situazione, delle caratteristiche geomorfologiche e naturali della zona interessata e delle specifiche finalità istituzionali - è stata effettuata una ricognizione dei danni arrecati dai cinghiali alle popolazioni agricole e zootecniche nell'ultimo triennio, ricorrendo all'analisi delle pratiche presentate dagli agricoltori per il risarcimento totale delle colture distrutte mediante un sistema informativo territoriale. Il protocollo operativo contempla una serie di metodi per il controllo e la prevenzione del problema, che rispettano le linee guida dell'Istituto nazionale della fauna selvatica e già collaudati con successo in altre regioni d'Italia. L'azione di controllo sarà svolta attraverso l'abbattimento selettivo con carabina e con la tecnica della "girata" (che si avvale di un solo cane di piccola taglia ben addestrato). E ancora. Attraverso la cattura mediante recinti mobili, con esche, posti vicino le colture a rischio. L'abbattimento selettivo, in particolare, sarà limitato al periodo nel quale i danni risultati più frequenti (escluso quello venatorio) e sarà affidato a cacciatori abilitati. (Il Tempo)
Motoslitte nel Parco: Rigo chiami Bormio
Stelvio
Pejo, il presidente del Wwf invita il sindaco a istituire un servizio di sorveglianza
Francesco Borzaga, il presidente del Wwf del Trentino-Alto Adige (e membro del Comitato di gestione dello Stelvio trentino) non ci sta. Alle motoslitte che scorrazzano nella valle del Parco chiede sia posto uno stop.
"Leggo con sorpresa - scrive Borzaga - le dichiarazioni del sindaco di Pejo, Alberto Rigo, relativamente al traffico di motoslitte che anche quest´anno, con preoccupante puntualità, si accompagna alla prima neve nelle valli del Parco. Si tratta di una questione che il Wwf solleva ogni inverno, da almeno tre anni, in seno al Comitato di gestione e sulla stampa. Il sindaco Rigo lamenta di non essere stato informato. Se fossi in lui mi preoccuperei, per l´insufficiente contatto con il personale del Parco e con la popolazione. Se la notizia è arrivata al Wwf poteva ben pervenire al Comune. Un sindaco non ha competenze in materia di regolamento del traffico a livello locale? La cosa mi riesce del tutto nuova. Osservo anche che il signor Rigo fa parte del Comitato di gestione. Poiché la presidente del medesimo, signora Franca Penasa, non perde occasione per rivendicare competenze e diritti nei confronti della Direzione centrale, si sarebbe ben potuto provvedere, in feconda unione di forze con il Comune di Peio, a realizzare un sacrosanto blocco dei movimenti, diurni e notturni, delle motoslitte, organizzando un qualche servizio di sorveglianza. Non credo tra l´altro che i proprietari dei mezzi siano impossibili da identificare. In ultima istanza, esistono la posta e il telefono: si raggiunga Bormio. Non vorrei - conclude Borzaga - che la prolungatissima inerzia avesse radice nel timore di disturbare potenziali elettori o signorotti del luogo. Ma queste sono forse malignità". (L'Adige)
Parco Oglio Nord, assemblea
Nelloccasione verrà eletto il presidente
Dopo mesi di litigi, laccordo
E convocata per il 22 dicembre, alle ore 16, lassemblea consortile del Parco Oglio Nord presso la sede amministrativa del castello di San Giorgio a Orzinuovi. Finalmente si è messo fine ad una lunga attesa dovuta ai contrasti interni al centrodestra della provincia di Brescia per la nomina dei nuovi rappresentanti del consiglio di amministrazione.
Oggetto della contesa anche la nomina del presidente del Parco Oglio Nord che precedenti accordi avevano assegnato alla provincia di Bergamo, considerando che Brescia aveva ottenuto la sede gestionale dellente parco. Lordine del giorno prevede lapprovazione dei verbali della seduta precedente, la relazione del direttore Bernardino Farchi sulla gestione del 2004, la variazione al bilancio di previsione 2004, le controdeduzioni alle osservazioni presentate sulla proposta di piano territoriale di coordinamento adottata dallassemblea dei sindaci l8 marzo 2004, la presa datto delle dimissioni del presidente Virgilio Bettinsoli, la elezione del nuovo presidente del consiglio di amministrazione del Parco Oglio Nord, le dimissioni del consiglio di amministrazione e lelezione dei nuovi componenti che gestiranno la riserva per i prossimi 4 anni. "Dopo le problematiche bresciane emerse nellassemblea dell8 ottobre dice il sindaco Luigi Pisati eravamo rimasti daccordo per la convocazione dellassemblea entro la fine del mese di novembre, accogliendo le richieste dei rappresentanti della provincia di Brescia alle prese con contrasti interni alla Casa delle Libertà. Sono contento che la situazione si sia sbloccata perché ci sono importanti scadenze come quelle relative alle osservazioni presentate dai Comuni e dalle categorie produttive". (La Provincia di Cremona)
Stelvio, il Consiglio di Stato ha accolto la sospensiva
Cervi abbattuti, ma non si poteva
Il provvedimento doveva tutelare 490 ungulati ma 357 ormai sono stati già eliminati
Cervi dello Stelvio, ieri il Wwf ha vinto - in quella che si può definire una lunga guerra - un´altra battaglia: il Consiglio di Stato ha infatti accolto la sospensiva d´urgenza richiesta dall´associazione ambientalista, imponendo lo stop alle doppiette incaricate dell´abbattimento degli animali. Ma il "cessate il fuoco" è arrivato troppo tardi, almeno dal punto di vista degli ungulati: dei 490 cervi (su 2400) considerati in esubero dal piano del Parco, 357 sono stati già uccisi. Per la precisione, come spiega il presidente del Consorzio del parco nazionale dello Stelvio, Ferruccio Tomasi, "sono stati prelevati tramite abbattimento, effettuato dalle guardie del Parco assieme ad alcuni cacciatori delle zone interessate".
D´altronde, proprio oggi scadeva il termine per portare a compimento quanto previsto dal piano triennale del Parco: abbattere 490 cervi ritenuti in eccesso. "La notizia della sospensiva - dice Tomasi - mi è arrivata oggi (ieri ndr) alle 14, e io ho subito informato i responsabili per fermare i prelevamenti. Tra l´altro, il Consiglio di Stato ha deliberato senza sentire le parti. Ma vorrei ricordare, per l´ennesima volta, che il piano triennale di abbattimento è stato fatto da esperti, non certo da me. Io sono presidente da pochi mesi ed il piano l´ho ereditato dalla precedente gestione di Arturo Osio. E non capisco perché nei tre anni precedenti - il primo piano risale al 2001 - il Wwf non abbia detto nulla sugli abbattimenti".
Facciamo un passo indietro per dipanare la vicenda. Il programma triennale del Parco, che prevede l´abbattimento di 490 cervi per salvaguardare l´ecosistema e per limitare i danni provocati in Val Venosta e Val d´Ultimo, entra in vigore il 15 ottobre. Undici giorni dopo il Tar di Bolzano sospende l´abbattimento dopo un ricorso congiunto di Wwf Italia e Lac (Lega abolizione caccia). "Questa decisione - commentò allora Enzo Venini, consigliere nazionale Wwf - conferma quanto sia assurdo e illegittimo il decreto proposto dal neopresidente Tomasi, che aveva portato il parco a consentire l´abbattimento dei cervi da parte dei cacciatori stessi invece di prevedere metodi di controllo meno cruenti, piu selettivi e controlla bili". Intanto sono già stati abbattuti 55 cervi.
Il 4 novembre, in attesa della discussione nel merito da parte del Tar bolzanino, Tomasi lancia una provocazione al Wwf: "Ma siete al corrente dei danni che l´eccesso di cervi provoca alle altre specie, animali e vegetali, dell´ecosistema bosco, e del conseguente degrado dello stesso? Comunque, se non volete che i cervi siano uccisi, venite a prenderveli: il Parco ve li regala".
Il 16 novembre colpo di scena: il Tar di Bolzano respinge il ricorso di Wwf e Lac."È strano - commenta l´avvocato difensore Sergio Dragogna - che sia stata revocata l´ordinanza cautelare del 26 ottobre-È vero che il presidente del Parco aveva rivisto il provvedimento riadattando il periodo di caccia, ma la sostanza non muta perché il numero dei cervi da abbattere rimane invariato". Tomasi, dopo la prima sospensiva, aveva ridotto il periodo di prelievo facendolo terminare il 15 dicembre. Ieri è arrivata anche la seconda sospensiva, firmata dal presidente Schinaia della sesta sezione del Consiglio di Stato. Il 21 dicembre si entrerà nel merito con la discussione in Camera di consiglio: "Per i cervi morti - dice Dragogna - ormai non c´è nulla da fare. Ma per il futuro noi chiediamo che il piano venga rivisto e siano rifatti gli studi". (L'Adige)
"Troppo morbidi con la Regione"
Sassari. Sindacati ai ferri corti sui progetti turistici e industriali del nord Sardegna
Master plan dell'Asinara: la Cgil dichiara guerra a Cisl e Uil
Alberghi all'Asinara e sviluppo industriale fanno litigare i sindacati. La Cgil propone una sorta di master plan per far decollare il turismo nel parco dell'Asinara, e la Cisl grida allo scandalo, interpreta la proposta della Cgil come un occhiolino alla giunta Soru, e chiede alla Regione di proteggere l'industria. È bastato poco per accendere un fuoco di polemiche fra i due sindacati e mettere a rischio l'unità appena sancita a Cagliari fra le tre sigle Cgil, Cisl e Uil. Dal palco dell'assemblea provinciale sassarese il segretario territoriale Piero Cossu lascia da parte ogni forma di diplomazia e lancia un primo siluro carico di polemiche: "Non ci faremo imprigionare in un'unità sindacale inutile e poco produttiva", grida accompagnato dall'applauso entusiasta degli oltre trecento, fra quadri e delegati provinciali, che affollano la sala convegni del White & Green, nell'isola falso-industriale di Predda Niedda. "Noi ci muoveremo da soli, come stiamo facendo oggi". Gli applausi accendono l'orgoglio del leader sassarese, che davanti al segretario regionale Giampaolo Diana non vuole perdere l'occasione di soppesare con successo la sua forza. E lo fa riversando su Cisl e Uil veleni mai riassorbiti, alla faccia del documento unitario siglato venerdì a Cagliari dai tre segretari regionali. "Siamo stati accusati da Cisl e Uil di scarsa autonomia, esattamente ci hanno accusato di essere diventati più malleabili da quando c'è la giunta Soru", è il prologo all'attacco che sta per sferrare, "Nel 1982, vent'anni fa, la Cgil sarda ha risolto il suo conflitto di interessi chiudendo il suo ente di formazione, e da tre anni abbiamo rinunciato ufficialmente al contributo previsto dalla legge 31. E Dio sa quanto si ha bisogno di risorse. Questo per dire che né a Soru, né al centro sinistra dobbiamo niente, anzi siamo abbondantemente in credito". Un modo indiretto per dire alla Cisl e alla Uil che se c'è un sindacato accomodante con la Regione, questo non è certamente la Cgil, che a differenza degli altri va avanti senza finanziamenti regionali. Concetto ribadito anche dal segretario regionale Giampaolo Diana: "Noi ci autofinanziamo, non so se gli altri possono giurare altrettanto. L'attacco che ci ha lanciato la Cisl è incomprensibile, è chiaro che la Cgil non ha intenzione di abbandonare l'industria, ma diciamo solamente che non si debba puntare su uno sviluppo monocolturale, ma su tutte le risorse del territorio. E nel golfo dell'Asinara il turismo è una di queste. La scorsa settimana abbiamo gettato le basi per un'unità sindacale concreta, ma credo che nei prossimi dovremo rivederci con gli altri segretari e chiarire meglio le posizioni". Il guanto di sfida è lanciato, e la folla di "compagne e compagni" applaude soddisfatta e pronta a sostenere fino all'ultimo il confronto senza esclusione di colpi con le altre organizzazioni sindacali. Tutt'attorno è un'esposizione di striscioni rossi, qualche arcobaleno, a testimoniare la massiccia adesione all'assemblea di tutte le sigle Cgil. Dai pensionati al mondo del commercio, dagli stoici metalmeccanici ai chilmici, edili, trasportatori e impiegati pubblici: non manca proprio nessuno. Ormai è una guerra a distanza quella fra la Cgil e gli altri due sindacati confederali. Negli ultimi giorni lo scontro si è inasprito con la Cgil che si è impegnata per la realizzazione di un progetto di "sviluppo integrato fra industria e turismo". In poche parole il sindacato rosso, forse per cercare di tenersi al passo coi tempi, ha indicato nel turismo l'occasione per la rinascita economica del territorio. Rilancio che deve passare per il parco dell'Asinara, trasformando le vecchie strutture carcerarie in hotel e ristoranti, e permettendo di costruire nuove strutture ricettive lungo le coste del nord ovest Sardegna. "Questo senza abbandonare l'industria", specifica Cossu davanti alla platea, quasi per rassicurare i suoi. "Il nostro modello propone uno sviluppo integrato, che accanto all'industria sostenga l'agricoltura e i servizi turistici". La proposta della Cgil è stata colta al volo dalla Cisl, non per sposarla ma per bocciarla in blocco. Due giorni fa il segretario Andrea Ruiu ha risposto in modo provocatorio al piano della Cgil: ha convocato i consiglieri regionali del Sassarese e ha chiesto che l'industria continui a rappresentare il pilone dello sviluppo per Sassari e il suo territorio. (L'Unione Sarda)
Stop al nuovo ponte
Il Parco del Ticino frena lAlta velocità
Il presidente Bertani: Tav non rispetta gli accordi
BERNATE TICINO - Il Parco del Ticino rallenta lAlta velocità. La direzione dellarea protetta e il Comune di Bernate hanno infatti negato alla Tav i permessi di occupazione dei terreni accanto allalveo del fiume, dove dovrebbero cominciare i lavori di fondazione del nuovo ponte. "I cantieri per il treno ad alta velocità dovevano aprirsi in contemporanea a quelli per il raddoppio dellautostrada, invece gli accordi non sono stati rispettati. Vogliamo essere sicuri che le opere siano adeguatamente finanziate" spiega il presidente del Parco, Milena Bertani. Il Parco e i Comuni della tratta hanno chiesto la convocazione del comitato di vigilanza sullaccordo. Anche la Provincia di Milano si attiverà: "Non si rimette in discussione unopera di importanza nazionale, ma bisogna rispettare le regole stabilite", spiega lassessore ai Trasporti Paolo Matteucci. (Corriere della Sera)
Tre borse di studio per tesi sul Parco Adda
Tre borse di studio, per un importo di 7.800 euro.
Sono quelle che il Parco Adda Sud e l'Erbolario, azienda di Lodi, leader nella produzione di cosmetici naturali, hanno assegnato per "finanziare" le tesi di laurea di tre universitari, su argomenti attinenti il parco lodigiano. Gli studenti prescelti sono Elena Santi (Università di Pavia), Riccardo Tortini del Politecnico di Milano, e Filippo Bodini studente all'Università di Pavia. (Corriere della Sera)
Ds contro la maggioranza. "Ma ci sono le condizioni per trovare un'intesa"
Saline di Trapani - Riserva, scontro anche in aula
Il consiglio di Palazzo D'Alì s'è preso qualche ora di riflessione per tornare in aula con un documento unitario sulla Riserva delle Saline di Trapani e Paceco. "Ci sono le condizioni - ha detto il rappresentante di Nuova Sicilia Vito Mannina - per trovare un'intesa tra i gruppi consiliari. Non c'è soltanto la proposta del Wwf per la riperimetrazione dell'area protetta.
L'Autorità Portuale, con il consenso delle due amministrazioni locali, ha presentato una controproposta che si presenta più puntuale e ragionevole". L'assemblea deve però fare i conti con l'ala più oltranzista della maggioranza di centrodestra. A guidarla è il capogruppo dell'Udc Giuseppe Carpinteri.
"C'è poco da discutere - ha ribadito anche lunedì sera in aula - ci sono i fatti che parlano. Il Wwf non è in grado di gestire la Riserva perché va contro gli interessi della stessa area protetta. Ci sono mille episodi che possono confermare le mie dichiarazioni. La gestione della Riserva deve essere affidata ad altri ed in particolare alla Provincia regionale". Dall'altra parte del fronte politico ci sono i Democratici di Sinistra che parlano di attacco scriteriato contro l'ente gestore dell'area protetta. I Ds hanno riunito i loro consiglieri di Trapani e Paceco ed intendono proporre una soluzione concordandola con gli altri partiti del centrosinistra. C'è però un punto che sta a cuore dei diessini. "Non siamo - ha dichiarato il capogruppo Salvatore Daidone - il partito del Wwf e neanche il Wwf è il braccio armato dei Ds. Non siamo i difensori d'ufficio dell'associazione ambientalista. Chiediamo, invece, chiarezza sul contenuto reale ed autentico delle prese di posizione di questi giorni. Alcune finiscono per nascondere interessi che non intendono uscire allo scoperto". La Margherita, con il consigliere Giovanni De Santis, ha invitato la maggioranza di centrodestra a mostrare il suo vero volto: "Siamo pronti al dialogo senza pregiudiziali, ma non daremo a nessuno la possibilità di fare una sterile passerella politica". Anche lo Sdi si schiera contro intese trasversali ed antidemocratiche e firma un documento di partito. Il consiglio ha anche avviato il confronto su un ordine del giorno del consigliere dell'Udc Fabio Bongiovanni che ha preso in considerazione il tema della donazione degli organi. (La Sicilia)
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