Parchi. Comuni-federparchi: da governo poca attenzione per noi
Ecco, voce per voce, cosa chiedono
(dire) - roma- associazione italiana comuni dei parchi e federparchi denunciano unitariamente i ritardi di governo e parlamento rispetto alla piena attuazione delle politiche di promozione e sviluppo delle aree protette. E' questo il senso del documento finale della seconda assemblea nazionale dell'associazione italiana comuni dei parchi che s'e' tenuta questa mattina alla sala del cenacolo a roma. Nel corso della giornata, alla presenza di rappresentanti politici e delle associazioni ambientaliste, i sindaci dei comuni dei parchi hanno anche avanzato un decalogo di proposte "concrete e immediatamente realizzabili". I sindaci dell'associazione ritengono indispensabile, per fare crescere le aree protette, fare dialogare comuni ed enti parco, ne' vi puo' essere un'alta tutela della natura o una forte capacita' propositiva per uno sviluppo compatibile se non vengono investite le popolazioni locali. Per fare tutto cio', e' necessario: inserire il parametro "aree protette" nei contributi correnti perequativi previsti dal trasferimento erariale agli enti locali. Attivare contributi che permettano il mantenimento di servizi sul territorio (poste, sportelli bancari, scuole) che sono indispensabili per garantire una migliore qualita' della vita. Per migliorare e tutelare le amminsitrazioni comunali dei parchi italiani occorre, poi, prevedere un sistema di incentivi e premi di insediamento a favore di coloro che trasferiscono la propria residenza o attivita' economica in un comune che si trova in un'area protetta. Agevolare- un ruolo da svolgere di concerto tra ministero delle politiche agricole e regioni- la promozione, la diffusione e la vendita dei prodotti territoriali. Basti pensare che sono ben 475 i tesori del gusto racchiusi nei 19 parchi nazionali e 60 nei parchi regionali censiti dall'atlante realizzato da ministero dell'ambiente e slow food. Stesso discorso per l'artigianato, di grande pregio, ma che trova difficolta' ad arrivare sui mercati che contano. Bisogna inoltre incentivare le imprese a effettuare interventi di miglioramento delle aree del parco. Per l'associazione comuni e federparchi, gli interventi di manutenzione potrebbero essere agevolati anche prevedendo opportuni canali di finanziamento creditizio. E' necessario favorire la riconversione delle attivita' economiche verso una corretta gestione ambientale e costituire una rete solidale per la biocapacita' produttiva che farebbe da apripista a una banca di servizi reali (scambio di esperienze dirette, fornitura di servizi, formazione ad personam tra i comuni). Misure anche in campo energetico, per le due associazioni e' indispensabile: costituire una borsa nazionale per i diritti di emissione nel campo energetico. E sostenere e finanziare la produzione energetica da fonti rinnovabili, particolarmente agevole nei territori dei parchi per la loro conformazione e collocazione geografica.
Aspromonte: ancora un parco commissariato
Legambiente e Wwf: un rimedio peggiore del male
Anche il Parco nazionale dellAspromonte e stato commissariato. E siamo a quota
Secondo Legambiente e WWF si tratta di un rimedio peggiore del male. Come gia avvenuto per il Cilento Vallo di Diano o il Gran Paradiso e come perdura nei parchi nazionali dellAppennino Tosco-Emiliano, Foreste Casentinesi, Sibillini, Arcipelago Toscano il ricorso ad un Commissario non ha nessun motivo di emergenza, ma e la risposta e logiche del tutto diverse.
Oggi la logica politica e burocratica presenta il conto al parco dellAspromonte riproponendo un metodo, quello del commissariamento, che dovrebbe rappresentare solo unestrema ratio e non dovrebbe provocare un aggravamento della situazione esistente. Non e con il Commissariamento che si puo pensare di rilanciare le politiche di conservazione della natura nel nostro Paese.
Al discutibile Commissariamento si aggiungono inoltre le nomine dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste: da qualche tempo vengono chiamati ai Consigli dei parchi esponenti di associazioni nuove, spesso sconosciute o comunque non rappresentative del mondo ambientalista. (Today News)
Parco, il Polo chiede lo "stop"
Tricase - Parco naturale Costa Otranto-S.Maria di Leuca e Bosco di Tricase
Tre esponenti dell'opposizione diffidano la Regione sull'iter di istituzione dell'area protetta
Andrea Sodero, capogruppo di Forza Italia, e Claudio Pispero, dello stesso partito, con l'adesione di Fausto Longo, della civica "Per Sodero sindaco", hanno diffidato la Regione Puglia, "in persona del presidente, nonché dell'assessore all'ambiente e del dirigente dell'Ufficio parchi e riserve naturali, a prendere atto" di quanto loro esposto "e a trarne ogni debita conseguenza in ordine all'iter di istituzione del Parco naturale Costa Otranto-S.Maria di Leuca e Bosco di Tricase". Ma qual è la ragione dello "stop" chiesto dal capogruppo "azzurro" Andrea Sodero e dai consiglieri Pispero e Longo? I tre lamentano "che il consiglio comunale di Tricase non è stato posto al corrente di alcuna iniziativa diretta alla individuazione delle aree sottoposte alla particolare tutela fissata dalle leggi" tanto che, con deliberazione n.52 dell'8 giugno 2004, "l'organismo comunale ha deliberato di chiedere alla Regione Puglia la sospensione dell'iter di istituzione del parco al fine di prendere cognizione della materia e di esprimere le proprie determinazioni al riguardo". I consiglieri denunciano che la "prima proposta di delimitazione delle aree da sottoporre a protezione redatta dalla Regione Puglia" sarebbe stata variata "per quanto è dato sapere, su iniziativa individuale e personale del sindaco" Antonio Coppola; e che "tale cartografia modificata costituisce ad oggi la perimetrazione di interesse del comune di Tricase ai fini della istituzione del parco, senza però che l'organo deputato alla pianificazione comunale sia stato minimamente investito della questione". Ecco, quindi, le ragioni della diffida con la richiesta alla Regione Puglia di "conoscere secondo quali criteri e secondo quali modalità sono state individuate le aree ricadenti nel territorio di Tricase sottoposte alla tutela vincolistica e, soprattutto, sulla scorta di quali indicazioni il primigenio disegno è stato modificato in senso ampliativo per alcune zone ed in senso diminutivo per altre". (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Commissario in agguato a Molentargius
Cinque anni non sono bastati per mettere d'accordo tutti. Chissà che stavolta non si riesca a costruire l'intesa in appena quindici giorni, sulla scia dell'intenso lavorio diplomatico messo in campo dalla Regione per dare al Parco regionale di Molentargius il sospirato consorzio di gestione. Quindici giorni si diceva: l'emergenza stavolta è data dalla necessità di individuare con certezza il soggetto che, entro il prossimo 31 dicembre, dovrà prendere in consegna l'opera realizzata dal consorzio di imprese Ramsar, quello che ha eseguito i lavori di risanamento sul parco. Anche ieri mattina, a margine del convegno sulle reti ecologiche della Sardegna, l'assessore all'ambiente Tonino Dessì ha mostrato fiducia: "Con i Comuni si è instaurato un dialogo proficuo. Mi sembra che ci siano margini d'intesa. Se così non sarà, si andrà al commissariamento". Sì, perché, tra vedere e non vedere, l'assessore ha predisposto, nel frattempo, un paracadute: un disegno di legge, che ha già incassato il sì della giunta regionale, per nominare un commissario straordinario. "In caso di ritardi da parte di Comuni e provincia", potrà provvedere in via sostitutiva a costituire gli organi di gestione del parco". Massima collaborazione è stata assicurata dai rappresentanti del comune di Cagliari e dal commissario prefettizio di Quartu che si vedono riconoscere una posizione di preminenza nell'assemblea consorziale. Disponibilità al dialogo c'è anche da parte di Selargius, mentre resta da capire meglio la posizione di Quartucciu. Definitivamente fuori, invece, la Provincia. Sfumata ogni speranza di ottenere il ruolo di coordinamento, la posizione del presidente Sandro Balletto è lapidaria: "Non capiamo cosa ci stiamo a fare in un consorzio che non riconosce il nostro ruolo". Davanti alla platea del convegno, a fianco al presidente nazionale del WWF Fulco Pratesi, Dessì chiarisce anche la posizione della Regione sulla gestione del patrimonio naturale dell'isola: "Il nostro sforzo principale sarà volto a ricostruire la cultura del rispetto per il territorio, a ricondurre, sia il pubblico che il privato, a forme di gestione e sfruttamento attente ai necessari equilibri fra presenza umana e natura, per evitare in futuro quanto si è visto in Ogliastra nei giorni scorsi". Sulla questione parchi, l'assessore tiene a rimarcare come "sotto il governo di centrodestra questa parola ha subìto una sorta di damnatio memoriae. La gente si è stufata dei parchi senza nemmeno sperimentarne i benefici. È nostra intenzione, invece, dare il massimo impulso a questo tipo di sensibilità, richiamando le comunità e gli enti locali a un confronto con la Regione". "Quello che serve - sintetizza Dessì- è una formula organizzativa che inglobi gestioni che oggi appaiono troppo scoordinate fra loro". (L'Unione Sarda)
Una conferenza di servizi sul futuro del Parco del Pollino
E' quanto sollecita l'assessore provinciale al Turismo, D'Angelo
"Una conferenza sullo sviluppo per il Parco Nazionale del Pollino appare non solo una iniziativa a cui pensare con urgenza ma anche la prima cosa da attivare per cercare di riportare un minimo di ordine in un coacervo di idee e di scelte che genera non poca confusione e che è poco utile ad un corretto confronto sullo sviluppo turistico dell'area".E' quanto ha sostenuto l'assessore provinciale al Turismo, Giancarlo D'Angelo intervenendo sulla situazione dell'area sud. In particolare, D'Angelo insiste anche sulla tipologia dello sviluppo da proporre. "Forse è giunto il momento di individuare quali sono gli attori dello sviluppo, qual è il ruolo delle Istituzioni e quale quello delle associazioni di categoria - aggiunge D'Angelo - passando dalle singole imprese e dai singoli operatori del turismo per finire al ruolo dei singoli cittadini". Per questo l'assessorato al Turismo ed alle aree protette della Provincia di Potenza si farà promotore di una Conferenza tra i Sindaci dei comuni ricadenti nel territorio del Parco del Pollino, a gennaio "per avviare un'analisi dei bisogni e delle aspettative delle singole comunità e del ruolo che ognuna di esse vuole e può svolgere in relazione allo sviluppo turistico dell'area". (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Stelvio, Tomasi resta presidente
Niente sospensiva del Tar sul ricorso ambientalista
Dellai e il ministro Altero Matteoli saranno a Cogolo il 27 gennaio per inaugurare la sede del Parco
Ferruccio Tomasi resta presidente del Parco nazionale dello Stelvio. Il Tar del Lazio l´altro ieri non ha accolto la richiesta di sospensiva esaminando i ricorsi del Wwf e di Enzo Venini, consigliere ambientalista del consorzio, contro la nomina del maestro di sci lombardo al vertice del consorzio di gestione dell´area protetta.
I giudici amministrativi hanno rilevato che non sussistono motivi per i quali Tomasi dovrebbe essere sospeso dalle sue funzioni aggiungendo - ed è un primo segnale in vista dell´udienza di merito - che ad un primo esame dei documenti il presidente non sembra essere sprovvisto dei requisiti per guidare il consorzio di gestione del Parco, come affermano i ricorrenti.
E ieri, nel consiglio direttivo del Parco svoltosi a Rabbi, il clima è parso più sereno: Tomasi ha incassato l´unanimità sull´approvazione del bilancio di previsione per il 2005 (circa 7 milioni di euro) e sul regolamento di funzionamento del consiglio. La norma non limita a 5 minuti i tempi di intervento dei consiglieri - come prospettato inizialmente - ma dà facoltà al presidente di fissare un tetto non inferiore ai 5 minuti se il caso lo richiede. Ok anche a un documento che invita alla salvaguardia della biodiversità e del patrimonio di prodotti locali contro gli Ogm e al logo del Parco nel 70° della sua nascita: sotto il simbolo dell´area protetta, la scritta bilingue "1935-2005".
Il giorno prima, sempre a Rabbi, il presidente Tomasi aveva preso parte alla riunione del Comitato di gestione del settore trentino - primo incontro locale - rivendicando il suo impegno per le popolazioni del parco nonostante i ricorsi.
Per circa 70 mila euro, il comitato ha affidato all´ingegner Martin Weiss l´incarico di redarre un progetto definitivo per un sistema di teleriscaldamento funzionante con le deiezioni bovile e con biomassa legnosa. La spesa prevista è di 2 milioni 500 mila euro, i fondi ai quali attingere dovrebbero essere ministeriali e il centro sorgerebbe in Val di Rabbi, dove dovrebbe risolvere il noto problema dello smaltimento del letame e del liquame prodotto dal bestiame allevato in varie stalle.
La presidente del comitato trentino Franca Penasa ha poi comunicato che il 27 gennaio prossimo sarà inaugurata a Cogolo la nuova sede del settore trentino del Parco. Al taglio del nastro interverranno il ministro dell´ambiente Altero Matteoli e il presidente della Provincia Lorenzo Dellai.
Approvata in comitato anche una variazione di bilancio di 250.000 mila euro per la costruzione del centro del fondo in località Plan e di altri 750.000 mila euro per il Centro visitatori a Rabbi Fonti. Ok pure alla progettazione del´allestimento di Malga Talè a Pejo, che dovrebbe diventare uno dei punti di visita più interessanti del Parco con un itinerario tematico dedicato per intero ai tetraonidi. Proseguirà infine anche il "Progetto cervo" in collaborazione con l´Istituto Oikos di Milano. (L'Adige)
Parco, la sede in Foresta
Parco Gargano - La Margherita: un documento per richiamare l'attenzione
La sede dell'ente parco non può che essere che la Foresta Umbra. In questo senso, la Margherita garganica, in un proprio documento torna a richiamare l'attenzione del presidente dell'ente parco, Giandiego Gatta, sul rispetto dei deliberati e, soprattutto, della volontà della stragrande maggioranza delle popolazioni garganiche, e non solo. Il nuovo presidente dell'ente parco, Giandiego Gatta - spiega il coordinatore della Margherita, Michele Eugenio Di Carlo - chiedendo il potenziamento degli uffici dell'ente parco nazionale del Gargano al comune di Monte S.Angelo, già sede della comunità montana e ora sede del coordinamento territoriale ambiente del corpo forestale dello stato di stanza nella Foresta Umbra, ha dimenticato che, già entro il 2002, i lavori di ristrutturazione del complesso Sansone, in Foresta Umbra, finanziati dal Ministero dell'Ambiente per un importo di due miliardi e trecento milioni di lire, avrebbero dovuto essere consegnati per ospitare gli uffici dell'ente parco. Un passo indietro per ricordare che nel gennaio del 1996 la comunità del parco scelse la Foresta Umbra come sede, ritenendola la destinazione naturale che avrebbe unificato le posizioni della maggior parte dei comuni e accontentato le associazioni ambientaliste e culturali del territorio. Nella bozza di statuto presentato al Ministero il consiglio direttivo del Parco indicò due sedi: una legale in Foresta Umbra e l'altra, amministrativa, a Monte Sant'Angelo. Inizialmente il Ministero consigliò di far coincidere le due sedi ai fini del buon andamento e dell'economicità dell'azione amministrativa, ma in un secondo momento diede facoltà al consiglio direttivo dell'Ente di individuare uffici periferici nell'ambito del territorio del parco, fermo restando la sede legale in Foresta Umbra. Il coordinatore, Michele Eugenio Di Carlo, ha proposto ai dirigenti della Margherita di promuovere le iniziative e di produrre gli atti necessari affinché sia favorito il trasferimento della sede legale dell'ente parco dal comune di Monte S.Angelo alla Foresta Umbra; inoltre, come uffici periferici ha indicato tre ?centro-pilota? tematici con valenza amministrativa, promozionale, informativa, tecnica e di ricerca scientifica: Monte S.Angelo per l'area tematica delle tradizioni popolari e religiose; Rignano Garganico per l'area tematica turistica-archeologica-ambientale; Cagnano Varano per l'area tematica degli ambienti acquatici lagunari. Posizione non condivisa da Matteo Orlando, il quale ha fortemente riproposto Rignano Garganico come sede dell'ente parco per dare - ha spiegato - pari dignità e occasione di sviluppo e occupazione al più piccolo e spesso dimenticato comune del Gargano, mentre in Foresta Umbra verrebbe istituito il ?centro-pilota? per l'area tematica ambiente e natura. Le conclusioni le ha tratte Salvatore Saggese, componente della segreteria provinciale, il quale, raccogliendo le indicazioni arrivate dai vari responsabili garganici della Margherita, e nel ribadire la scelta della Foresta Umbra a sede dell'ente parco, ha lasciato ampio spazio ad altri contributi e al confronto sulla proposta del coordinamento garganico del partito. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Parco Oglio Nord, che musica
Stasera festa natalizia, con la relazione del presidente i premi ai volontari, poi la banda civica
Serata di musica e di premiazioni stasera al parco Oglio Nord presso la sede culturale del palazzo comunale di Soncino. Dovrebbe trattarsi dellultimo incontro pubblico del presidente del parco Virgilio Bettinsoli, dato che lassemblea dei sindaci è stata convocata ad Orzinuovi il 22 dicembre per il rinnovo del consiglio direttivo e della presidenza. Una festa natalizia che prende il via alle 20.30 in sala consiliare con il saluto ai presenti di Virgilio Bettinsoli che riassumerà i passi più significativi di questi primi mesi di funzionamento dellente parco. Il presidente provvederà alla consegna degli attestati alle Guardie volontarie ed agli educatori ambientali. Erano 96 gli iscritti al corso e meno della metà sono arrivati in porto. Una selezione che ha consentito la crescita cultuale di questi importanti collaboratori che nellimmediato futuro assicureranno un completo monitoraggio dello stato di salute del parco. Così, non si dovrebbero ripetere fatti incredibili come il taglio di un bosco naturale in una zona di tutela come è avvenuto sui comuni di Villachiara e Genivolta alla fine del mese di novembre. Tornando alla festa, la presenza del Trio Swing della banda civica musicale di Soncino, gentilmente concesso dal presidente Ugo Vanoli, darà vivacità e colori alle varie premiazioni, a partire da quella del concorso fotografico che ha registrato la partecipazione di oltre 130 concorrenti. Le fotografie in concorso sono esposte alle pareti della sala consiliare. Viene anche presentato il calendario 2005 del Parco Oglio Nord fatto con le migliori foto del concorso. Il sindaco Luigi Pisati fa gli onori di casa e anticipa lintervento di recupero dellex filanda i cui lavori partiranno allinizio del prossimo anno. Lex opificio sarà la sede culturale definitiva del Parco Oglio Nord. (La Provincia di Cremona)
Il nuovo parco naturale non piace Proprietari e verdi protestano
Dentro il parco pineta
I confini del parco naturale all'interno del Parco Pineta vanno modificati. Lo chiede un'insolita alleanza tra associazioni ambientaliste e proprietari terrieri: i primi vorrebbero trasformare l'intera area agro-forestale in parco naturale, i secondi proprio non lo vogliono. Tutti contro il progetto approvato durante l'ultima riunione dalla conferenza dei sindaci. "Siamo nettamente in disaccordo su quanto deliberato dall'assemblea dei sindaci e dall'ente parco - dice Silvio Colaone (Lega anti-caccia) perché l'esclusione del 30 % del parco agro-forestale dal futuro parco naturale non poggia su basi scientifiche. Anche le aree escluse infatti hanno valenze boschive e faunistiche identiche a quelle del territorio trasformato in naturale. Nell'area di Carbonate esclusa dal parco naturale ed in cui è identificata l'azienda venatoria "Il ronco", sono presenti specie di rapaci protetti come il falco picchiaiolo e il falco lodaiolo. Si tratta quindi di uno spazio meritevole di entrare a far parte del perimetro del parco naturale. Quest'area è invece semplicemente stata stralciata senza alcuna motivazione scientifica precisa. Un altro grande difetto di questo progetto è il tracciato materiale dei confini che non saranno correttamente identificabili. I confini, solitamente, si evidenziano per differenza di vegetazione, per il passaggio di una strada o di un torrente. In questo caso invece, le linee di demarcazione, saranno semplicemente identificate con dei cartelli, senza una precisa delimitazione perimetrale tra l'area che farà parte del parco naturale e quella esclusa dal progetto". Una serie di osservazioni che ora passeranno al vaglio della Regione Lombardia. "L'ultima speranza conclude Colaone - è che la Regione Lombardia, blocchi questo progetto. Nel frattempo le faremo pervenire una serie di osservazioni affinché si torni un passo indietro e si recuperino le mancanze scientifiche che hanno contraddistinto la nascita di questo parco". Un no anche dall'associazione dei proprietari fondiari, presieduta da Gian Giuseppe Cornaggia-Medici: "Ribadiamo la nostra totale contrarietà al parco naturale. Il territorio ha da sempre una vocazione agricolo-boschiva e non ha caratteristiche tali da essere identificato come parco naturale ". (La Provincia di Como)
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