Scienze naturali e dell'ambiente
Unico nel suo genere in Italia avrà come "laboratori" per le ricerche sul campo i Parchi della Murgia e di Gallipoli Cognato
È tutto pronto, il nuovo corso di laurea partirà dal prossimo settembre
Si chiama "Scienze della natura e dell'ambiente". È il nuovo corso di laurea che partirà a settembre del 2005 a Matera. La notizia arriva a fine anno. Si spera sia ben augurale rispetto a quanto altro di buono potrebbe accadere ancora in futuro intorno al polo materano dell'Università di Basilicata. Quasi casuale la "cattura" di un'informazione confermata al termine di una riunione di lavoro nella sede dell'ex convento di San Rocco. Il prof. Antonio Mario Tamburro non è tipo da perdersi in giri di parole. Eppure quando inizia a spiegare il senso di questa iniziativa i suoi occhi s'illuminano. Difficile non cogliere l'entusiasmo del docente universitario, membro del Senato accademico e già preside della Facoltà di Scienze che, come tutti gli estimatori delle teorie newtoniane considera l'universo alla stregua di un liber mundi, come il libro del mondo scritto dal dito di un Creatore e aperto a tutti coloro che cercano. "Tra gennaio e febbraio - anticipa - a Matera organizzeremo anche un convegno propedeutico alle novità didattiche annunciate che, partendo da Leonardo, passando per Newton e Galileo, fino ad arrivare ovviamente a me - dice scherzando - si sono misurati con il tema della filosofia della natura". Va avanti Tamburro e torna al nuovo corso di laurea. "Tutti i passi dovuti sono stati compiuti - sottolinea - ora, la base dei docenti c'è, ma bisogna reclutare l'altra metà e avviare i concorsi. Non vorrei parlare io dei soldi, ma dell'aiuto, del sostegno di tutti i lucani abbiamo davvero un gran bisogno. E non dovrebbe esserci negato se si considera che, nella sua articolazione, nelle sue motivazioni di fondo, queste esperienza risulterà unica nel suo genere in Italia". Poi, Tamburro cambia di colpo discorso e osservando il centro storico di Matera non riesce a trattenersi e ad alta voce commenta con i suoi colleghi la bontà della scelta compiuta. "Ci crediamo - aggiunge il prof. Faustino Bisaccia, preside della Facoltà di scienze - si tratta di un corso triennale a numero programmato con la possibilità di continuare con la laurea magistrale. La novità è che si avvia una scuola di scienze naturali in grado di formare operatori capaci di comprendere le problematiche della conservazione e della valorizzazione delle risorse naturali in tutte le loro articolazioni. E per maturare queste conoscenze gli studenti si dovranno confrontare direttamente con il patrimonio a nostra disposizione. Le esercitazioni sul campo avverranno nel Parco della Murgia e delle chiese rupestri, direttamente nel Parco di Gallipoli Cognato. Insomma, s'investe perchè, la Basilicata, è vero che contro la media dell'11 per cento del resto del Paese vanta un totale di circa il 21 per cento del territorio tutelato, ma non dispone di chissà quali figure specializzate in grado di entrare nel merito, anche dal punto di vista gestionale, di aree così vaste e così diversificate dal punto di vista ambientale. Anche in questo modo si favoriscono i giusti presupposti per una reale valorizzazione e fruizione del patrimonio naturalistico. Dal nostro punto di vista i Parchi sui quali si vuole impostare l'attività didattica, anche logisticamente, saranno considerati alla stregua di veri e propri laboratori in cui maturare esperienze a vari livelli. Non a caso, il progetto persegue un percorso d'interfacoltà con Agraria, così da consolidare tutti quei rapporti che già esistono tra i due Parchi e le realtà del settore primario circostante, per esempio, con le filiere alimentari attivate e con quelle in procinto di essere attivate". Bisaccia va oltre. Le novità didattiche che verranno precisate ancora meglio nei prossimi mesi consentiranno di formare figure professionali, punti di riferimento certi in un territorio che nel quadro di aree regionali confinanti già compromesse rappresenta un vero e proprio polmone verde nel Sud. Senza contare che i laureati potranno insegnare materie scientifiche anche nelle scuole. "Ma bisogna crederci - conclude - noi abbiamo bisogno delle risorse economiche per realizzare degnamente questo progetto dalle forti potenzialità attrattive, che vanno ben oltre i confini regionali. Ed è anche per questa ragione che confidiamo molto nelle istituzioni. Quella che andiamo a inaugurare è una scuola di alto livello nel giusto contesto. Se si crede in questa scelta è giusto che venga adeguatamente sostenuta". (La Gazzetta del Mezzogiorno)
"Parco? Non c´entriamo nulla"
Adamello Brenta
Il presidente: "Sugli impianti il controllo della Provincia"
Dopo il richiamo del Ministero sulla valutazione di incidenza, Zulberti prende le distanze
Ma come? In Trentino si individuano delle aree nell´ambito del progetto dell´Unione Europea "Bio Italy Natura 2000", si investe nel progetto "Life ursus", e poi si stipula un protocollo d´intesa fra la Provincia, le Società Funivie e i Comuni della Rendena per la realizzazione del collegamento Pinzolo-Campiglio?
La cosa per il direttore generale del Ministero dell´Ambiente non quaglia. Tanto che, impugnata la penna, scrive per chiedere spiegazioni (ne abbiamo riferito ieri). Le chiede alla Provincia ed al Parco, minacciando sfracelli, che tradotto in europeo significa possibile apertura di un procedimento di infrazione se non ci saranno risposte accettabili.
Provincia e Parco, abbiamo detto. "Parco? Noi non c´entriamo nulla", si chiama subito fuori Antonello Zulberti, presidente del Parco Adamello-Brenta, "perché è compito di chi fa il progetto redigere la valutazione di impatto ambientale e spetta alla Provincia controllarla".
D´accordo, presidente, ma il direttore del Ministero scrive che siamo in territorio di Parco: siete sicuri di non entrarci per niente? "I Parchi sono tutti siti di importanza comunitaria. Il Ministero ci comunica per conoscenza ciò che avviene sul nostro territorio, anche se noi, ovviamente, lo sappiamo ugualmente. Ora a noi non rimane che metterci in attesa per vedere cosa fanno gli altri. Nel ricorso degli ambientalisti si richiama la necessità di rispettare delle regole comunitarie per non incorrere in una infrazione".
E nella infrazione chi incorre? "La Provincia replica Zulberti - perché la delibera di approvazione del progetto e della valutazione è provinciale. Noi conclude il presidente del Parco con la serenità del cielo di settembre - il Parco non ha nulla a che vedere con questa faccenda".
Nonostante Aldo Cosentino, direttore generale del Ministero per l´Ambiente (certo, non il Ministro, va detto), scriva tra l´altro che l´area soggetta al collegamento sciistico fra Pinzolo e Campiglio risulta inserita all´interno del Parco Naturale Adamello-Brenta e rientrerebbe in aree prospicienti ed interne ai siti di importanza comunitaria Dolomiti di Brenta, Pian degli uccelli e Presanella". (L'Adige)
Un parco. Sulla carta
ALTA MURGIA. In un convegno i possibili benefici ai raggi x
Facciamo funzionare il parco dell'Alta Murgia. È questo il messaggio che è giunto a conclusione del convegno "Parco dell'Alta Murgia, quale sviluppo ecocompatibile per Gravina protagonista" organizzato dall'Amministrazione comunale. "Con risultati straordinariamente positivi, visto la massiccia presenza di pubblico al convegno - ha sottolineato il commissario straordinario del Comune, Donato Cafagna introducendo i lavori - perché ho constato un corpo unico delle forze politiche e delle associazioni culturali nel far valere le istanze di questa città, ma anche su cosa porterà il parco, di come vincoli e limitazioni possano trasformarsi in leve di sviluppo per tutto il territorio". Bisognerà però attrezzarsi, per canalizzare i flussi turistici su questo territorio dalle caratteristiche uniche e, purtroppo, poco conosciute. Per il consigliere regionale Pietro Pepe, però non tutti sono amici del parco, altrimenti la Murgia non subirebbe le mille violenze di ogni genere. Ecco allora il parco dell'Alta Murgia come opportunità anche per programmare lo sviluppo economico attraverso il potenziamento di attività produttive adeguate a questo territorio. E qui, nel corso del dibattito, si è inserito il contributo di Nicandro Marinacci, vicepresidente del Parco nazionale del Gargano, che ha portato l'esperienza di una delle prime riserva naturalistiche create in Italia e dove l'attività zootecnica è altrettanto importate quanto quella turistica. Un'integrazione perfetta che Marinacci crede possibile anche per la Murgia. Come d'altronde ha sottolineato il docente universitario Pietro Ubbriaco, che ha praticamente raccontato le aree più belle di questo stupendo territorio, evidenziando, perciò, le motivazioni che spingono a pensare che per la sede del parco venga scelta la città di Gravina. La nostra città può veramente svolgere questo ruolo -ha sottolineato Savino Saraceno, sindaco di Spinazzola e vicepresidente della Comunità di Parco- per ricchezza ambientale, culturale, storica e geomorfoligica. Infine, l'assessore Marchetti ha elencato alcune iniziative adottate dalla Provincia di Bari, come il paniere dei prodotti tipici, il parco della Via Appia e dieta mediterranea e un Museo provinciale delle culture della natura, mettendo insieme civiltà rupestre e civiltà contadina, che potrebbero avere come unica sede Gravina. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Val d'Agri, dalle imprese ecocompatibili una spinta per il decollo produttivo
Presso la Comunità montana è stato presentato il bando regionale
Si è tenuto presso la sala consiliare della Comunità Montana Medio Agri di S. Arcangelo, un seminario per presentare il "Bando Regionale per la creazione di imprese ecocompatibili". Erano presenti i relatori Rocco Greco nella sua qualità di presidente della C.M. che è anche partner istituzionale del progetto, Andrea Freschi, della Regione Basilicata ed autorità di gestione del progetto, Raffaele Ricciuti, amministratore delegato di Sviluppo Italia, società che svolgerà attività di partnerariato tecnico e l'assessore regionale alle attività produttive Gaetano Fierro; erano, inoltre, presenti numerosi sindaci dei comuni interessati. Considerato che l'Unione Europea sostiene piani definiti Azioni Innovative, la Regione Basilicata ha candidato il progetto "Territorio di Eccellenza" avvalendosi dei partner di cui si diceva prima. Territorio di Eccellenza è un programma teso a migliorare la qualità dell'ambiente del territorio regionale attraverso la sperimentazione, nei 30 comuni del comprensorio della Val d'Agri, cioè quelli interessati dall'estrazione petrolifera, di un processo di certificazione ambientale d'area secondo lo standard Emas, nonché la creazione di imprese ecocompatibili. Le piccole e medie imprese di nuova costituzione potranno realizzare attività finalizzate al miglioramento dei servizi ambientali, alla corretta gestione e manutenzione dei sistemi di gestione ambientale, alla realizzazione di prodotti a basso impatto ambientale come le attività di recupero di materiali naturali e di scarto. I fondi disponibili hanno un importo pari ad 810 mila euro ed il finanziamento alle imprese sarà del 40% della spesa; naturalmente, e su questo argomento è stato molto chiaro Ricciuti, i futuri imprenditori potranno poi avvalersi degli altri strumenti finanziari previsti per l'imprenditoria giovanile. Gli altri relatori intervenuti hanno sottolineato la valenza positiva di un simile progetto: "E' la dimostrazione, ha detto Fierro, che la Regione ha molto a cuore il mondo giovanile e vuole porre in essere tutte quelle iniziative atte ad evitare l'emigrazione di persone capaci e preparate verso altre regioni; ma perché ciò sia possibile è necessario consolidare le infrastrutture che aiutano il territorio a patrimonalizzare le risorse esistenti, evitando di disperdere i fondi in attività che poco si addicono alle peculiarità della Val d'Agri". Freschi e Greco, infine, hanno sottolineato l'importanza di uscire dalla dicotomia parco-petrolio in quanto è possibile uno sviluppo sostenibile se si pone, come priorità assoluta, il rispetto dell'ambiente. Inoltre, la certificazione Emas, riconosciuta a livello internazionale, spingerà gli imprenditori a raffinare sempre più i loro prodotti affinché possano uscire dai limiti angusti di un mercato ristretto per accedere a quote commerciali ben più ampie. Le domande dovranno pervenire entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del Bando sul BUR; informazioni possono essere richieste al numero verde della Regione Basilicata 800 29 20 20. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Cinque milioni in qualità
I programmi dell'Adamello-Brenta. Il Parco punta sull'autosviluppo
CADERZONE - È stato Palazzo Lodron Bertelli, a Caderzone, ad ospitare l´altro ieri il Comitato di gestione del Parco naturale Adamello Brenta, che ha approvato, nella consueta seduta di dicembre, il programma annuale per il 2005. La riunione è però iniziata con un´ora di ritardo, perché si sono dovuti recuperare per telefono diversi consiglieri assenti, col rischio di veder saltare la delicata seduta per mancanza del numero legale.
Il prossimo anno, pur con qualche novità (registrazione "Emas", progetto di mobilità sostenibile integrata che dovrebbe portare ad incentivare l´utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico in tutto il territorio del Parco) sarà caratterizzato dalla continuità dei progetti già avviati. Nel senso che, come è stato spiegato, "il 2005 dovrà rappresentare una sorta di chiusura del cerchio di quel percorso di qualità che, negli ultimi anni, ha portato all´affermazione di una nuova idea di Parco come soggetto attivo e promotore di sviluppo sostenibile per il proprio territorio".
Nel 2005, quindi, si proseguirà con il progetto di marketing territoriale "Qualità Parco", con le iniziative di mobilità sostenibile avviate in Val Genova e in Val di Tovel e con il processo di adesione alla Carta europea del turismo sostenibile. Ma l´anno prossimo vedrà anche un nuovo impulso nei confronti del sistema dei centri visitatori. Sono infatti previsti il completamento del Centro Orso a Spormaggiore, l´inaugurazione del Punto info a Breguzzo, la progettazione del Centro faunistico a Spiazzo Rendena, il trasloco e il rinnovamento del Centro visite di Daone presso Villa de Biasi, la ristrutturazione di Casa Grandi a Tuenno (che ospiterà il centro sullo sviluppo sostenibile) e di Villa Santi a Montagne (che ospiterà invece il centro di formazione e di educazione ambientale), l´allestimento del centro presso il Giardino botanico di Stenico e, infine, la progettazione del Centro sull´acqua a Carisolo.
Quanto alle cifre, pur di fronte ad una riduzione dei trasferimenti provinciali (crescita zero sulla parte corrente, meno 20% per gli investimenti), il bilancio del Programma annuale di gestione, anche se in maniera limitata, cresce per effetto della previsione di importanti entrate su specifiche leggi di settore. Il bilancio per le 5 macroaree progettuali (comunicazione, servizi di manutenzione e riqualificazione del territorio, interventi straordinari sulle "case del Parco", ricerca scientifica e interventi di gestione ambientale e pianificazione) prevede investimenti di 4 milioni e 854 mila euro. (L'Adige)
Presentazione rivista IL VAGAMONDO"
Gran Sasso
Dinanzi ad un numeroso e attento pubblico, soprattutto di giovani studenti, che hanno risposto allinvito nonostante la pioggia, si è tenuta oggi, sabato 18 dicembre 2004, in mattinata, presso il Centro di Documentazione delle aree protette Polo per la Didattica ambientale di Montorio al Vomano, la presentazione del numero zero della nuova rivista, denominata IL VAGAMONDO dedicata dal Parco interamente ai ragazzi.
Alla presenza del Presidente del Consiglio Provinciale di Teramo, Ugo Nori, del Vicesindaco del Comune di Montorio al Vomano, Franco Iachetti, dei Dirigenti scolastici ed insegnanti delle Scuole di Montorio al Vomano e di Isola del Gran Sasso dItalia. il presidente Mazzitti, si è rivolto ai ragazzi descrivendo le tante rubriche della nuova rivista per ragazzi curiosi, invitandoli a scoprire il Mondo partendo, zaino in spalla, proprio dal Gran Sasso.
La Rivista ha cadenza quadrimestrale ed il Comitato di Redazione intende coinvolgere anche i tre ragazzi che risulteranno i vincitori del concorso larticolo che vorrei pubblicare sulla rivista Il Vagamondo .
Tante le idee presenti per per avvicinare alla lettura ed alla comprensione degli argomenti trattati. Come singolare ed accattivante accompagnatore è stato scelto il Camoscio Carlino, un disegno animato che, con ironia e disinvoltura, prende i ragazzi per mano e li porta sui sentieri della conoscenza.
Altro personaggio guida è il professor Ovidio Verde che a dispetto dei suoi settantanni, ha conservato vive curiosità e gioia, ed è costantemente in movimento per valli e monti alla continua scoperta del mondo vegetale.
Diverse sono le rubriche sulla realtà del Parco per descriverne gli ambienti più singolari (questa volta è in primo piano il ghiacciaio del Calderone), per evidenziare gli eventi (pagine dedicate al Natale con le splendide palle di ceramica di Castelli ed il torrone al cioccolato dellAquila). Attenzione viene posta alla fauna (questa volta nella prima di copertina il cervo con la sua reintroduzione sui Monti della Laga).
Come educazione alimentare si presenta il frutto del mese invitando ad apprezzare e gustare i marroni della Laga. Tra i molti ecosistemi che il Parco offre si comincia dal Lago di Campotosto, paradiso degli uccelli migratori, incastonato tra alte montagne.
Una rubrica è dedicata allarcheologia, inseguendo tra scavi e ricerche (sempre aiutati dal Camoscio Carlino) i segni della presenza delluomo e poi per scoprire il Parco nei paesi e tra la gente vengono ogni volta presentati centri, musei e le strutture del Parco tutte dedicate ai ragazzi.
Come finestra sul Mondo la Redazione sceglie alcune notizie singolari. Da ultimo una rubrica per il tempo libero (cinema, teatro letteratura, sport) che presenta il gioco della pallamano (handball) con la squadra teramana che diffonde un messaggio di pace e di fratellanza tra i popoli.
Tema centrale nelle attività del Parco è lacqua, celebrando ogni 22 marzo la giornata mondiale, con attenzione ai legami con i cambiamenti climatici a livello mondiale, al processo di tropicalizzazione e di desertificazione. Per aiutare bambini meno fortunati di un villaggio in Africa, a Natale il Parco, regalerà loro un pozzo così da facilitare la ricerca dacqua per bere, per gli animali e per lagricoltura.
In conclusione il Presidente Mazzitti, dopo aver raccolto riflessioni ed indicazioni dagli intervenuti ha evidenziato limportanza della comunicazione per far conoscere ai ragazzi, futuri attori nella società i problemi dellambiente, accompagnati in questo caso dal Camoscio Carlino, affinchè comportamenti consapevoli, impressi da giovani, rimangano indelebili.
I ragazzi, con la capacità che hanno di emozionarsi e di stupirsi, attivano un circuito virtuoso in grado di coinvolgere le scuole, le famiglie, gli anziani con un'importante ricaduta sociale e culturale. Il Parco si pone come amico di tutti e chiama molti amici intorno a sé sui temi della conoscenza e della conservazione. (Il Quotidiano di Ascoli Piceno)
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