La Regione premia il Parco delle Dolomiti
CIMOLAIS Stanziati fondi anche per Piancavallo
La Regione premia il Parco naturale delle Dolomiti Friulane. È, infatti, stata stanziata una somma superiore di 75 mila euro a quella dello scorso anno. Una richiesta fatta nelle scorse settimane i consiglieri regionali Maurizio Salvador (Gruppo Misto) e Gina Fasan (Udc), i quali avevano sollecitato la Giunta al mantenimento dei fondi destinati agli enti parco, sottolineando come un'eventuale riduzione avrebbe causato enormi difficoltà di gestione. "Raccogliendo le espressioni del disagio per le difficoltà finanziarie in cui si sarebbero venuti a trovare i parchi - dichiarano i due consiglieri - siamo convinti della necessità, per la nostra regione, di contare su un efficiente sistema di aree naturali protette per sostenere uno sviluppo di qualità per questi territori. Dopo l'approvazione di una legge del 1996, grazie alla grande volontà e al lavoro degli amministratori locali, i due parchi regionali sono diventati importanti realtà conosciute a livello nazionale. La nostra regione ha un debito nei confronti dei territori e delle comunità dove si trovano le aree protette che in questi anni sono riuscite a dare a tali zone dalle caratteristiche ambientali straordinarie una prospettiva reale di sviluppo". Il Consiglio regionale, in sede di Legge finanziaria, ha stanziato anche la somma di 160 mila euro per quindici anni (per un totale di 2 milioni 400 mila euro) per il palazzetto polifunzionale e per gli altri interventi previsti nella stazione turistica di Piancavallo. Anche in questo caso soddisfazione è stata espressa dai consiglieri regionali Salvador e Fasan, visto che nelle scorse settimane proprio loro avevano evidenziato la necessità di finanziare il completamento del palazzetto polifunzionale e la ristrutturazione delle opere interne ed esterne del "PalaPredieri". Salvador e Fasan avevano anche presentato in commissione un emendamento alla Finanziaria, ritirato a fronte dell'impegno degli assessori Bertossi e Antonaz a finanziare l'opera. "È un contributo importante - affermano i due consiglieri regionali - nei confronti del Piancavallo che sente il bisogno di poter disporre del palazzetto polifunzionale, anche in relazione al nuovo indirizzo indicato dall'amministrazione regionale di mantenere e promuovere la presenza turistica nei poli montani durante tutto l'arco dell'anno". (Il Gazzettino)
Turismo - Per i Parchi "doc" arriva il marchio di qualità
L'indagine del ministero dell'Ambiente sui parchi nazionali potrebbe portare ad un primo importante risultato già nel 2005: il marchio di qualità. Completato lo studio che ha monitorato lo stato di salute delle arre protette ,aperte al pubblico, per l'anno prossimo si pensa di introdurre un riconoscimento per quegli Enti che si distinguono per qualità della tutela ambientale ed erogazione dei servizi. Una svolta di rilievo che raccoglie esperienze già collaudate all'estero. All' istituzione del marchio si sta dedicando il Cts che ha proposto à di istituire anche un procedimento unico per l'assegnazione. In sostanza, uno standard di riferimento al quale i Parchi dovrebbero attenersi nella conduzione delle aree naturali e nella preparazione dell'offerta turistica. La legge quadro sulle aree protette - n. 394- prevede già questa possibilità Ma i criteri fino ad oggi sono stati interpretati un pò troppo liberamente , con il risultato di autoattribuirsi le certificazioni che hanno seguito strade diverse e poco coordinate. Il ministero dell'Ambiente prevede l'ipotesi di un marchio unico di sistema che segua i criteri validi a livello nazionale. (Il Denaro)
Cervi, guerra di comunicati fra Parco dello Stelvio e Wwf
Spagnolli: sentenza a nostro favore. Ma non sembra così
Guerra di comunicati, fra Parco dello Stelvio e Wwf, sull´ordinanza del Consiglio di Stato per i cervi "in esubero". Il Parco sostiene che le decisioni della magistratura sono negative per Wwf e Lac, ma l´associazione ambientalista - ordinanza alla mano - fa notare il contrario, visto che i giudici confermano il decreto presidenziale n. 5909/2004 che aveva disposto la sospensione del provvedimento che autorizzava gli abbattimenti. In una nota diffusa ieri, il direttore del Parco Luigi Spagnolli sostiene che il 21 dicembre la VI sezione del Consiglio di Stato "non ha accolto l´istanza formulata in tal senso dal Wwf e dalla Lac per carenza di attuale interesse al provvedimento cautelare, annullando così l´ordinanza di sospensiva del presidente della sezione medesima del 14 dicembre. Sono pertanto false - scrive Spagnolli - le affermazioni contenute in un comunicato stampa del Wwf" (l´Adige, 22 dicembre). Ma il Wwf fa parlare l´ordinanza, che recita: "Ritenuto di dover confermare tale decreto (quello con cui il presidente della VI sezione del CdS cautelativamente sospendeva la caccia, ndr), in quanto il provvedimento impugnato appare essere stato adottato in assenza di adeguata istruttoria sotto i profili sia dell´individuazione dei cervi da abbattere sia della effettiva necessità di fare ricorso ai cacciatori residenti". Il Consiglio di Stato afferma "di non dover disporre ulteriori misure cautelari, essendo cessati gli effetti del provvedimento, fermo restando quanto sopra evidenziato ai fini di un eventuale nuovo esercizio del potere". "Il denaro speso per litigare in tribunale - rincara Spagnolli - potrebbe essere speso molto più proficuamente in iniziative di conservazione e di tutela". Il Wwf risponde così: "Spiace anche a noi vedere il Parco spendere soldi della collettività per difendersi, spiace ancora di più assistere impotenti all´uccisione - a questo punto illegittima - di cervi che per la legge sono patrimonio indisponibile dello Stato. Chi rimborsa ora la collettività?". (L'Adige)
Agricoltura sostenibile: il Parco informa
Monti Sibillini
Un progetto per l'agricoltura ed il territorio, per la valorizzazione della storia, della cultura e delle tradizioni locali: questo è l'obiettivo del progetto agricoltura sostenibile avviato dal parco in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Camerino e con l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica. Nell'ambito di tale progetto sono stati allestiti, presso le Case del Parco di Norcia, degli sportelli informativi rivolti a turisti e visitatori. (Il Messaggero)
Fumata nera nell'assemblea
Il Parco dell'Oglio ancora senza amministratori
Fumata nera per l'elezione del presidente del Parco dell'Oglio Nord e dei componenti del Consiglio di amministrazione l'altra sera ad Orzinuovi. Per la seconda volta in circa tre mesi la votazione è stata rimandata. La prossima convocazione si terrà in gennaio o febbraio. "Le nomine devono slittare - ha spiegato il presidente in carica, Vigilio Bettinsoli ai numerosi sindaci dei diversi Comuni facenti parte del Parco - perché i consiglieri provinciali di Bergamo, per impegni inderogabili, non hanno potuto presenziare". Ancora tutto come prima, quindi. I rappresentanti consiglieri e il presidente saranno scelti all'interno delle tre province che fanno capo al Parco Oglio Nord: Brescia, Bergamo e Cremona. Bettinsoli è stato il primo presidente del Parco. Ne ha inaugurato la nascita circa un anno fa. Un primo bilancio delle attività fatto l'altra sera dal direttore, Bernardino Farchi, ha testimoniato che l'ente, con sede amministrativa ad Orzinuovi, è una presenza viva sul territorio, collegata soprattutto con le scuole dei dintorni, elementari, medie e superiori, che effettuano frequentemente visite guidate con appositi esperti all'interno del Parco. È stato svolto un corso di formazione per educatori ambientali e sono state abilitate a svolgere questo ruolo 31 persone, chiamate a divulgare la cultura e i valori fondamentali del territorio. Un altro corso ha riguardato la formazione di Guardie ecologiche volontarie, con sede a Torre Pallavicina. Inoltre, in questo primo anno è stato bandito un concorso fotografico sul Parco cui hanno partecipato 164 opere e un'altra gara per il logo di questa area protetta. L'assemblea consortile è proseguita con le controdeduzioni alle 135 osservazioni presentate sulla proposta del Piano territoriale di coordinamento. In linea di massima i tecnici del Parco hanno accolto tutte le osservazioni presentate, che richiedevano l'estendimento dell'area del Parco, e respinto quelle che ne domandavano una riduzione. Le variazioni alla normativa che volevano estendere la stessa sono state respinte. Il prossimo appuntamento sarà per l'anno venturo con la nomina del presidente e dei consiglieri nuovi. (Giornale di Brescia)
Bastoni tra le ruote al Parco della Grigna
L'iter è alla stretta finale: l'argomento sarà discusso dalla commissione regionale che dovrebbe
avviarlo in Consiglio
Una proprietaria di terreni sopra il Pialeral ha presentato ricorso contro la sua istituzione
Ricorso contro la Regione per l'istituzione del Parco della Grigna settentrionale. È stato presentato da Maddalena Mazzoleni di Pasturo che si è affidata allo studio legale Rota e Rusconi e notificato alla Regione ed ai comuni di Pasturo ed Esino. Si tratta di una serie di motivi di carattere politico-istituzionale, urbanistico ed ecologico che hanno spinto la proprietaria di una di una superficie attorno ai 500 mila metri quadrati nella zona sopra il Pialeral, a cercare di opporsi all'istituzione del Parco. L'iter è alla stretta finale poiché l'argomento è già iscritto all'ordine del giorno della Commissione ambiente che dovrebbe licenziarlo e avviarlo all'aula consiliare per l'approvazione che, a quanto sembra, dovrebbe avere un ampio schieramento di consensi anche oltre la maggioranza. Secondo quanto steso nel ricorso dall'avvocato Rota "nessuno dei Comuni interessati ha sollecitato la Regione ad istituire il Parco" quindi in opposizione c'è il fatto che da parte degli stessi "è mancata l'informazione alla popolazione interessata e nessun atto è passato dal Consiglio comunale". Il ricorso fa leva inoltre sul fatto che l'iniziativa regionale "non ha coltivato il dialogo con le autonomie locali ed è mancata la partecipazione consapevole di enti e popolazione". La motivazione di ordine urbanistico poggia sul presupposto che una volta istituito il Parco, i Comuni "si dovranno coordinare con il proprio Piano regolatore e questa operazione - secondo l'avvocato - non si può fare con una calata dall'alto". Infine c'è un motivo di ordine ecologico: "È l'aspetto più sconcertante - spiega l'avvocato Rota - perché sulle Grigne c'è un ecosistema unitario che viene frantumato, segando in due il Parco, con due gestioni diverse". Quello che dovrebbe essere istituito è infatti il Parco della Grigna settentrionale che interessa un'area di 5.548 ettari inclusi nel territorio della Comunità montana e si sviluppa nei comuni di Cortenova, Esino, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno e Varenna. La Giunta regionale ha dato avvio da tempo alla procedura per la sua istituzione che dovrà essere approvata dal Consiglio. Si tratterà di un Parco sovraccomunale gestito da un consorzio di enti locali che dovrebbe comprendere la Comunità montana e i Comuni. La sua istituzione permetterà anche di gestire i Sic (Siti di interesse comunitario) istituiti dalla Cee. Dei 176 che ci sono in Lombardia, su un'area di 230 mila ettari, due sono sulla Grigna: il n. 37 che interessa la Comunità montana e il 38 che si estende sul versante opposto verso lago. Nei Sic qualsiasi intervento prevedrà la "valutazione di incidenza" che dovrà essere fatta da chi ha la gestione. La Giunta regionale aveva dato il via libera il 5 febbraio scorso all'istituzione del Parco per chiudere una vicenda ventennale che risale alla legge n. 86 del 1983. I Comuni hanno anche ricevuto dalla Comunità montana i primi fondi da investire in funzione di opere relative al Parco che devono essere concluse entro il 31 dicembre. (La Provincia di Lecco)
Il commissario Correa: La sede del Parco nel comune di Acerno
Monti Picentini
Si chiude la questione "Parco dei Picentini". Il commissario Fulvio Correa ha fatto propria la proposta di individuare nel Comune di Acerno, oltre alla sede giuridica della Comunità del Parco, anche la sede amministrativa e gestionale dell'Ente Parco, esclusivamente per i tredici Comuni facenti parte della provincia salernitana. "E' prevalsa finalmente la linea dell'accordo, frutto di un dibattito aperto e di un confronto democratico tra i 38 enti coinvolti, che è emersa nel corso dell'ultima assemblea che ho presieduto qui a Fisciano, da cui è scaturita la proposta formale recepita dal commissario Fulvio Correa". Ad affermarlo è il sindaco di Fisciano, Gaetano Sessa, che si dice soddisfatto dell'ottimo risultato conseguito. Un provvedimento ufficiale, con cui il Commissario del Parco regionale dei Monti Picentini, Correa, ha integrato la discussa determina commissariale dello scorso 25 ottobre, che individuava nel Comune di Nusco la sede del Parco. Accogliendo il deliberato, espresso lo scorso 26 novembre dalla Comunità del Parco (con trenta voti favorevoli, un contrario e due astenuti) Correa ha, dunque, recepito la proposta di individuare nel Comune di Acerno, oltre alla sede giuridica della Comunità del Parco, anche la sede amministrativa e gestionale dell'Ente, solo per i tredici Comuni che fanno parte della provincia di Salerno. "Una decisione che "ripara" al torto subito da Acerno - spiega ancora il sindaco Sessa - garantendo al comune picentino, interamente montano con i suoi 7000 ettari di bosco, piena dignità territoriale ed istituzionale. Ora non resta che operare celermente per la definizione degli organi del Parco ed il suo pieno decollo". Si ricompone, quindi, una frattura che permetterà di far decollare gli organi del Parco e investire i 50 milioni di euro disponibili per il Pit Parco. I sindaci chiedono ora al presidente Michele Giannattasio di convocare una nuova riunione della Comunità del Parco per assumere decisioni risolutive in merito all'organizzazione dell'ente parco. (Il Denaro)
Parte il progetto sul corallo dell'Area Marina Protetta di Capo Caccia
Nei giorni scorsi è stata portata a termine una delle operazioni preliminari per poi insediare le
piccole colonie di Corallium Rubrum
Prende corpo il Progetto di ricerca "Conservazione di Corallium rubrum in siti superficiali" coordinato dall'Area Marina Protetta di Capo Caccia-Isola Piana e guidato dal punto di vista scientifico dal Prof. Giovanni Russo dell'Università Parthenope di Napoli. Nei giorni scorsi è stata portata a termine una delle operazioni preliminari per poi insediare le piccole colonie di Corallium Rubrum. Sono stati immersi infatti, nei fondali compresi tra Punta Sant'Antonio e Port Agra nell' Area di riserva integrale una serie di moduli di granito non levigato che serviranno a ospitare frammenti di colonie di Corallium rubrum. L'operazione si è svolta grazie alla collaborazione del motopeschereccio "Capo Galera" della Società "La Maricoltura Alghero" che ha offerto ai ricercatori assistenza e supporto tecnico e il mezzo nautico dell'A.M.P. di supporto durante le fasi di immersione .I moduli di granito non levigato sono stati portati, smontati, presso il molo del Porticciolo di Fertilia dove una volta scaricati sull'imbarcazione "Capo Galera" sono stati trasportati nel sito prescelto per l'affondamento. I moduli sono stati quindi calati in mare utilizzando la gru dell'imbarcazione e con l'aiuto del personale de "La Maricoltura Alghero". Erano ovviamente presenti i ricercatori della Porto Conte Ricerche Roberto Capuccinelli e Marirosa Martinelli insieme al direttore dell'A.m.p. di Capo Caccia Gianfranco Russino. Il posizionamento dei moduli al fondo è stato seguito direttamente in acqua dal biologo Mauro Pais che ha seguito le fasi subacquee dell'affondamento. I moduli verranno montati nel prossimo mese di gennaio e non appena sarà tutto pronto verranno trasferite le colonie di corallo rosso attualmente ospitate negli acquari - laboratorio di Porto Conte Ricerche .La presenza storica di popolamenti di Corallium rubrum nelle acque del mare di Alghero rappresenta uno straordinario patrimonio biologico e naturalistico dell'A.M.P. Capo Caccia - Isola Piana che si coniuga con la storia della Città, con le sue tradizioni culturali. L'oro rosso algherese è presente nell'A.M.P. in siti superficiali, in ambiente di grotta, anfratti, con popolamenti di estremo interesse. La conoscenza, la difesa e la valorizzazione dei siti in cui sono presenti i popolamenti di corallo, diviene importante sia per la tutela ambientale, in un ottica di conservazione dei popolamenti ancora esistenti e di ripristino dei siti in uno stato di sofferenza, sia per la realizzazione di un "laboratorio a mare" permanente. (Algher)
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