Rassegna del 28 Dicembre 2004

Ogm. Ronconi(udc): decreto in ritardo, difficile approvarlo

(dire) - roma- "il ritardo alla camera dei deputati della approvazione del decreto sulla coesistenza degli ogm ne rende assai problematico l'esame al senato e la relativa conversione in legge. Non e' facile immaginare l'approvazione del decreto al senato avendo solo una settimana utile quando invece la camera dei deputati ha impiegato oltre un mese". E' quanto dichiara maurizio ronconi dell'udc, commentando l'annunciata discussione del decreto sulla coesistenza per il 17 gennaio nell'aula di montecitorio.
"d'altra parte- prosegue il senatore- i senatori debbono essere messi in condizione di poter dar luogo a tutte le audizioni ritenute necessarie, cosi' come fatto alla camera, trattandosi di un decreto assai delicato e per certi versi assai importante per il futuro della agricoltura italiana".

Ecco i prodotti tipici e i “sentieri del gusto

Parco dei Sibillini

Un progetto per l'agricoltura ed il territorio, per la valorizzazione della storia, della cultura e delle tradizioni locali: questo è l'obiettivo del progetto agricoltura sostenibile avviato dal parco in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Camerino e con l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica.
Nell'ambito di tale progetto sono stati allestiti, presso le Case del Parco, degli sportelli informativi rivolti a turisti e visitatori. Qui sarà possibile sapere dove acquistare i prodotti tipici e avere informazioni sui "sentieri del gusto" - itinerari che verranno attivati in collaborazione con gli imprenditori agricoli - o "sulle fattorie tipiche" e di qualità presenti all'interno del territorio Sibillini.
Alla nascita di questi sportelli è legata anche la creazione di "spazi espositivi" riservati ai prodotti del territorio: da quelli ottenuti con metodi biologici, a quelli certificati DOP e IGP, fino ai prodotti "tradizionali", sia marchigiani che umbri.
Parallelamente sono già in corso di realizzazione interventi sperimentali finalizzati allo sviluppo della tartuficultura, alla produzione di insaccati di pecora e alla realizzazione di allevamenti di tipo semi estensivo del suino all'aperto. Attivo sin dal 2002, il progetto ha saputo anticipare una tendenza confermata dal recente accordo siglato tra le Associazioni Agricole e la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali, accordo con il quale si sancisce la volontà a livello nazionale di valorizzare i prodotti di qualità derivati da processi di produzione sostenibili per l'ambiente.
Gli sportelli saranno attivi fino al prossimo mese di giugno. Gli interessati possono conoscere nel dettaglio orari e giorni di apertura telefonando ad una delle quindici Case del Parco dislocate nel territorio - indirizzi e numeri di telefono sono disponibili su www.sibillini.net - o contattando direttamente gli uffici dell'Ente al numero 0737/972702.
Intanto i lavori di regimentazione idraulica delle acque lungo il fosso ”Maranello” che attraversa il quartiere San Gabriele a Civitanova, potranno, ora, essere appaltati. L’ultimo atto amministrativo è stato compiuto nell’ultima seduta dell’esecutivo prima di Natale. In occasione di forti piogge, nel passato, il fosso ”Maranello” si è più volte trasformato in un violento torrente, provocando allagamenti e danni. (Il Messaggero)

Parco-Oglio, non solo tutela

Bilancio annuale per il Consorzio di 34 Comuni che difende e promuove l’"oasi" fluviale
Cresce l’interesse delle scuole. Scoperte gravi violazioni a Villachiara


Tempo di bilanci per il "Parco regionale Oglio nord" reso operativo un anno fa dall'approvazione del patto costitutivo interprovinciale e dall'insediamento dell'assemblea del consorzio di gestione, che ha stabilito di individuare la sede legale dell'ente a Orzinuovi ed ha proceduto alla elezione del primo presidente e del primo consiglio di amministrazione.
Il direttore del Parco, Bernardino Farchi, al quale lo statuto affida la responsabilità di tutte le risorse, umane e strumentali, del consorzio, traccia il primo consuntivo delle attività svolte.
Un bilancio positivo soprattutto perché "il Parco dell'Oglio Nord è ormai una realtà ed opera e si consolida ogni giorno di più nella sua primaria missione di ente deputato alla tutela dell'ambiente - afferma il direttore -. Per questo è nato e questo fa, anche se per farlo al meglio ha bisogno della condivisione e del sostegno degli enti locali consorziati". Il livello di guardia sulle violazioni resta sempre alto come dimostra l’attività di vigilanza, svolta dalle guardie provinciali e dalla Forestale. Sono state contestate violazioni per un totale di quasi 4.000 euro, quasi tutte relative al transito e alla sosta con veicoli a motore nelle riserve naturali del Parco. Più rilevante la violazione scoperta recentemente fra le provincie di Brescia e Cremona, nel territorio fra Genivolta e Villachiara.
"In questi giorni si è verificato un grave episodio di compromissione di una vasta area boscata - informa Farchi -. La violazione è in fase di accertamento e comporterà una sanzione pesante che va da 100 a 300 euro per ogni 10 mq di superficie trasformata".
Al consorzio di gestione del Parco partecipano 34 comuni dell'ambito territoriale tutelato lungo le sponde del fiume, da Sarnico a Gabbioneta, e le tre Province (Brescia, Bergamo, Cremona) di appartenenza. Le risorse umane di cui il Parco attualmente dispone sono rappresentate dalle figure del direttore, del segretario e di sei collaboratori con rapporto continuativo, che si occupano di educazione ambientale, di promozione culturale, della vigilanza ecologica, delle risorse naturali, del servizio tecnico.
"Sono persone competenti, motivate e dinamiche - commenta Farchi -, che vivono il loro rapporto con l'ente non come mera prestazione di lavoro, ma con un forte senso di identità e di appartenenza". La stesura e l'adozione del Piano Territoriale di Coordinamento hanno rappresentato l'impegno maggiore affrontato dal Parco nel primo anno di attività, ma altre iniziative meritano di essere segnalate, primo fra tutti il progetto di educazione ambientale, avviato solo con l'inizio dell'anno scolastico 2004-'05, ma subito "decollato". In pochi mesi infatti le visite già effettuate e quelle prenotate sono salite a 41 classi per un totale di 782 alunni provenienti dalle scuole bresciane, bergamasche e cremonesi, ma anche da Lecco, Milano e Monza.
"Un successo lusinghiero che va oltre ogni aspettariva - aggiunge il direttore -, tenuto conto che circa dieci parchi regionali, che hanno alle spalle molti anni di attività, non hanno superato questa quota di visitatori". Il fulcro di questo settore è il centro educativo-culturale di Soncino, che ha predisposto un quaderno didattico del Parco da distribuire a tutti gli alunni in visita all'ambiente fluviale. Il corso di formazione per educatori ambientali ha abilitato a svolgere tale ruolo 31 persone che saranno chiamate a divulgare la cultura ed i valori dell'area protetta. Il concorso fotografico sull'ambiente dell'Oglio ha registrato la partecipazione di 164 opere, le migliori delle quali sono sono state raccolte nel calendario 2005, realizzato dalla società Soncino Sviluppo.
A fine gennaio intanto dovrebbe essere sciolto il nodo della nomina del nuovo presidente slittata a più riprese per il mancato accordo sulla suddivisione degli incarichi nella compagine di Consiglio appannaggio della Provincia di Bergamo. Fino all’assemblea resterà in carica Vigilio Bettinsoli. (Brescia Oggi)

Monitoraggio cinghiali

Gargano - Per scovare eventuali casi di brucellosi e altre malattie
Il Parco firma protocollo a tutela di ambiente e salute


Siglato presso la sede dell'Ente Parco a Monte S.Angelo, il protocollo di intesa fra Ente Parco del Gargano (Presidente Giandiego Gatta), Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata (Antonio Petrella), Dipartimento di Prevenzione Servizio Veterinario Area C delle tre Ausl competenti sul territorio: Fg/1 (Rodolfo Reale), Fg/2 (Valerio Iarussi), Fg/3 (Antonio Diemilio), l'Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Foggia(Francesco Totaro), il Corpo Forestale dello Stato-Gestione ex A.S.F.D (Claudio Angeloro) e il Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Foggia (Vincenzo Sabetti) per il monitoraggio sanitario dei conghiali nell'Area Protetta e nella Provincia di Foggia. Obiettivi del progetto sono finalizzati a scovare eventuali casi di tubercolosi, brucellosi e trichinellosi. E nello stesso tempo ad avviare una massiccia opera di sensibilizzazione e educazione sanitaria a favore di tutte le categorie potenzialmente esposte al rischio di infezione. "Questo protocollo è una una ulteriore prova dell'azione del Parco Nazionale del Gargano in materia di tutela dell'Ambiente e della salute dei cittadini" ha spiegato il presidente il quale ha poi sottolineato che: "avviando questo monitoraggio, abbiamo risloto un problema annoso che si trascinava da tampo". Era, infatti, da oltre due anni che gli uffici veterinari spingevano in tal senso. Il protocollo operativo dell'accordo contempla due fasi: una preliminare ed una operativa. La prima si rende concreta mediante una serie di operazioni, il cui corretto svolgimento è indispensabile perchè possa riuscire bene la seconda (fase). Si parte quindi con il corso di formazione di un giorno (il prossimo 10 gennaio 2005) rivolto agli agenti della Polizia Provinciale e finalizzato alla conoscenza delle malattie di interesse ed alla corretta manualità per la gestione delle carcasse. Si prosegue con l'Istituto Zooprofilattico, che dopo aver ricevuto dall'Ente Parco e dall'Ente Provincia i dati relativi alla estensione del territorio oggetto dell'indagine, provvede ad estrarre un campione rappresentativo della popolazione, su cui effettuare le indagini, stila un protocollo operativo di prelievo degli organi degli animali abbattuti e fornisce il materiale occorrente al prelievo. Nel frattempo a cura dell'Uffico Caccia e Pesca dell'Ente Provincia, dell'Ente Parco, e del Corpo Forestale dello Stato, saranno stabilite le modalità di abbattimento degli animali, individuando i tempi, i luoghi e i soggetti cui attribuire l'incarico di soppressione. Quindi, scatterà il via ai prelievi e alle analisi dei capi abbattuti. Il programma dei lavori è così aticolato: il 10 gennaio 2005 corso Formazione, dal 15 gennaio l'abbattimento dei cinghiali e dal 21 al 25 gennaio esami di laboratorio. Sulle corrette maodalità di prelievo sovrintenderà il dirigente veterinario dell'Istituto Zooprofilattico Antonio Petrella. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

"Lui, leader degli abusivi"

Gargano - Dopo le dichiarazione di far escludere la zona dal perimetro del Parco
Legambiente contro Marinacci per le case sull'istmo


Hanno scatenato le ire di Legambiente le ultime dichiarazioni del sindaco Nicandro Marinacci, vice presidente del Parco Nazionale del Gargano che, nel corso di un incontro pubblico con i proprietari delle case abusive costruite sull'istmo di Lesina-Torre Mileto ha sostenuto la necessità di far escludere la zona dell'istmo dal perimetro del parco per sottrarla ad una serie di vincoli che non consentirebbero il "salvataggio" di molte case abusive. "Il ruolo di leader degli abusivi di Torre Mileto non è compatibile con quello di vice Presidente del Parco Nazionale del Gargano. Delle due l'una, l'importante è scegliere" è l'invito rivolto dall'associazione ambientalista al sindaco di Sannicandro. "E' ben strano che a fare una dichiarazione del genere - commenta Sebastiano Venneri della Segreteria Nazionale di Legambiente - sia proprio il vice presidente del Parco che dovrebbe avere, al contrario, il dovere e l'interesse a difendere il territorio del parco dall'abusivismo. Più che il vice presidente ci sembra allora che Marinacci in questo caso stia svolgendo il compito di commissario liquidatore. Non è bello - continua Venneri - che dal vice presidente arrivi un esempio di questa natura. Per fortuna buona parte dei primi cittadini del Gargano stanno dando dimostrazione di maggiore maturità e compostezza". Ed, in effetti, appaiono a dir poco sconvenienti le affermazioni del sindaco Marinacci in quanto proprio a lui, paradossalmente, il consiglio direttivo del Parco ha attribuito la delega al Piano del Parco. Ma mentre Franco Salcuni, coordinatore territoriale di Legambiente, già tre mesi fa aveva chiesto al Presidente del Parco Giandiego Gatta di adoperarsi per chiudere entro Natale l'iter di approvazione del piano ora è Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente, a consigliare il presidente Gatta di occuparsi in prima persona della vicenda: "Nonostante il preliminare del Parco sia stato consegnato da mesi il consiglio direttivo non ha ancora concluso l'iter di approvazione. La nuova dirigenza rema contro anzichè accelerare - afferma Nicoletti - Ricordo che il ministro Matteoli ha chiesto ufficialmente di approvare il piano in via definitiva entro il 31 dicembre 2004". (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Parco, Conti ancora presidente

Taro

A seguito delle elezioni che hanno interessato alcuni dei comuni che costituiscono il Consorzio del Parco del Taro, il consiglio dell'ente, che ha sede nella Corte di Giarola, ha provveduto a nominare il presidente e a rinnovare il comitato esecutivo. L'ente Parco è, appunto, un consorzio formato dai Comuni di Collecchio, Medesano, Noceto, Fornovo, Parma e dalla Provincia di Parma. In occasione delle elezioni amministrative tenutesi in giugno nei comuni di Collecchio, Fornovo e Medesano e per il rinnovo dell'Amministrazione provinciale, i nuovi sindaci e quelli riconfermati, nonchè il presidente della Provincia, hanno provveduto a nominare i propri rappresentati in seno al consiglio del Consorzio. Nel corso dell'ultima riunione il consiglio del Parco ha riconfermato alla guida dell'ente Mauro Conti, collecchiese di 45 anni, che ha già ricoperto l'incarico per tre mandati. Conti ha seguito le sorti del Parco nel corso dell'ultimo decennio, dando impulso a un'azione di consolidamento e potenziamento dell'ente. è presente nel consiglio come rappresentate del Comune di Collecchio, dove è capogruppo della maggioranza di Collecchio democratica, ed è stata designato dal sindaco Giuseppe Romanini a rappresentare il Comune pedemontano in seno al consiglio dell'ente. Il Comune di Collecchio costituisce uno dei maggiori contribuenti del Parco, oltre ad ospitare la sede sul suo territorio. Sempre il consiglio, nel corso della medesima seduta, ha nominato il comitato esecutivo, che risulta composto da: Giuliano Gerra, Roberto Meli, Gilberto Marchetti e Paolo Papotti. Il voto del consiglio è stato unanime per quanto riguarda la nomina di Mauro Conti, mentre per il comitato esecutivo vi è stata l'astensione motivata del consigliere del Comune di Noceto Stefano Mori, il quale non ne ha condiviso la composizione. In merito alle prospettive di sviluppo, Conti intende puntare su diversi fronti. In primo luogo ha sottolineato come sia necessario perseguire " l'adeguamento delle normative del Parco per rispondere a esigenze di tutela pi ù qualificata e a problematiche aperte ( riqualificazione aree impianti industriali in particolare), adeguamenti normativi e modifiche cartografiche che consentano una migliore gestione e chiarezza delle normative stesse " . Per il futuro ha poi auspicato " lo sviluppo di iniziative e progetti per una gestione dell'ambiente fluviale coerente con le linee definite dall'accordo di programma approvato da tutti gli enti preposti al governo del bacino idrografico e il rafforzamento dei servizi alle aziende agricole, per sviluppare ulteriormente un'agricoltura di qualità e che rispetti l'ambiente " . Il Parco è ricompreso, per una lunghezza di circa 20 chilometri, tra il ponte di Fornovo e il ponte sulla via Emilia a Pontetaro, e include, oltre all'alveo del corso d'acqua, anche una zona di pre- parco. La tutela dell'ambiente e delle specie che in esso si trovano costituisce certamente la missione fondamentale che l'ente intende perseguire, ma nuove sfide si aprono per il futuro, come la promozione del territorio e l'approfondimento degli aspetti scientifici e di studio legati alla risorsa prima del Parco: l'acqua, oltre all'ambiente in generale. Il Parco, poi, è stato riconosciuto a livello europeo quale zona di protezione speciale per alcune specie di volatili. " La continuità di azioni di recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico e storico e lo sviluppo di iniziative di accoglienza, sentieristica, di aree ricreative in tutti i comuni del Parco - ha precisato Conti - permetteranno di dare una risposta concreta alle sfide future, assieme alla continuità di iniziative di ricerca e monitoraggio e di tutela della biodiversità e lo sviluppo di iniziative finalizzate a far crescere una cultura ambientale e una maggiore consapevolezza rispetto al valore che rappresenta un'area parco per la popolazione residente e per l'intero territorio " . " è con particolare soddisfazione personale - ha concluso il presidente Mauro Conti - che mi accingo a continuare un lavoro intrapreso nel 1991 con la nascita dell'ente di gestione del Parco, che mi ha consentito di realizzare una straordinaria esperienza amministrativa e personale che ho sviluppato con impegno. Alcuni risultati significativi sono stati raggiunti, ma ancora molto resta da fare per raggiungere gli obiettivi di qualità che sono stati fissati con l'istituzione di questo territorio a parco: idee e progetti che solo dieci anni fa erano descritti come teorie fantasiose sono stati sviluppati e realizzati. Il "laboratorio Parco" ha iniziato a funzionare grazie a coloro che in questo progetto hanno creduto " . (Gazzetta di Parma)

Legambiente contesta scelte Parco Pollino

Secondo l’associazione lucana del cigno è in atto "una furia autolesionista" in atti, delibere e progetti. Dalla riperimetrazione del parco alla riattivazione della centrale elettrica del Mercuri

POTENZA - Legambiente Basilicata contesta le recenti scelte dell’Ente Parco del Pollino, l’area protetta più grande d’Italia che ricade nella Basilicata del Sud e nella Calabria del Nord e dell’Alto Jonio. Secondo l’associazione lucana del cigno è in atto "una furia autolesionista" in atti, delibere e progetti. La prima questione che desta preoccupazione per Legambiente è la riperimetrazione del parco per un ridimensionamento totale dell’area protetta nell’ordine dei circa 9 mila ettari che è stata approvata senza attendere la prossima approvazione del Piano del Parco.
Contestata anche la delibera per l’abbattimento selettivo dei cinghiali in sovrannumero con cui "di fatto viene riaperta la caccia all’interno del Parco del Pollino". L’altra scelta criticata riguarda i progetti di realizzazione di parcheggi in alta quota, nel cuore del Parco che costituiscono "una minaccia per la protezione dei valori naturalistici e ambientali dell’area".
"Altra questione preoccupante per il territorio del Parco - sottolinea ancora Legambiente - è quella legata alla riattivazione, prevista fra 5 mesi, della centrale elettrica del Mercure convertita a biomasse. Ci preoccupa soprattutto il fatto che il tipo di centrale previsto è di una potenza tale, 35 Mw, che per la sua alimentazione richiederà certamente l’importazione di combustibile, annullando i vantaggi energetici che una fonte rinnovabile come questa potrebbe garantire. Legambiente è favorevole all’uso delle biomasse ma solo se esse provengono dal territorio in cui è ubicato l’impianto". (La Gazzetta del Mezzogiorno)


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