Rassegna del 29 Dicembre 2004

Toscana: Ricorso a Consulta Contro Commissariamento Parco Arcipelago

(Adnkronos) - ''Faremo un ricorso alla Corte Costituzionale contro la proroga di sei mesi concessa dal Governo al Commissario straordinario del Parco dell'arcipelago toscano''. Lo ha annunciato, questa mattina, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno, il presidente della Toscana, Claudio Martini.

Parco Pollino: parco conosciuto e apprezzato anche all'estero

(ASCA) - ''Grazie ad un'azione di promozione, forte e incisiva, portata avanti senza non poche difficolta' dall'Ente di gestione, oggi il Pollino e' un parco conosciuto e apprezzato, non solo in Italia, ma anche all'estero''. Lo ha detto il Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Pollino, Francesco Fino, incontrando i giornalisti nel tradizionale appuntamento di fine anno, che si e' svolto alla ''Locanda del Parco'' di Morano Calabro (Cosenza). ''Un'azione di promozione, che andra' avanti anche nel 2005 - ha aggiunto Fino - con l'obiettivo di aumentare la notorieta' del Parco''. E in tal senso vanno le iniziative di promozione gia' pianificate, come quella dello spot televisivo, che sara' trasmesso sui media nazionali e che avra' come protagonista il calciatore della Nazionale e del Milan, Gennaro Gattuso, che sara' cosi' il ''testimonial del Pollino''. ''Certo si poteva, e forse si doveva, fare di piu' - ha precisato Fino - ma gli obiettivi raggiunti nel corso dell'anno, che sta per concludersi, sono considerevoli. Dall'avvio delle procedure per arrivare all'approvazione definitiva del Piano del Parco, all'ipotesi di riperimetrazione del territorio sottoposto a vincolo, all'abbattimento selettivo dei cinghiali. Tutti provvedimenti adottati dal nuovo Consiglio direttivo dell'Ente Parco (insediatosi il 24 febbraio 2004, ndr) - ha spiegato Fino - recependo le istanze sollecitate dalla Comunita' del Parco''. ''Un Consiglio direttivo - ha aggiunto ancora Fino - che ha dato un forte input alla realizzazione della nuova sede a Rotonda (Potenza), al progetto NIpP (Nuove Imprese Parco del Pollino), finanziato dall'Ente Parco e attuato da Sviluppo Italia, al progetto per la promozione dei prodotti agroalimentari certificati con il Marchio del Parco del Pollino, portato avanti con le Agenzie di sviluppo e innovazione in agricoltura (Alsia e Arssa) di Calabria e Basilicata. Il 2004 - ha tenuto a precisare Fino - e' stato un anno importante per l'Ente Parco, uscito dopo due anni dalla fase commissariale. Un Ente che si e' riorganizzato con i suoi Organi collegiali, ma proseguendo il processo di velocizzazione della spesa con la conseguente riduzione di residui e giacenza di cassa di altri 15 milioni di euro. L'Ente non ha rinunciato agli obiettivi di conservazione. Tanti i progetti di ricerca gia' pianificati, che sono stati portati avanti dall'Ente; su tutti la liberazione dei grifoni, tornati dopo un secolo a volare nei cieli del Pollino''. Fino ha evidenziato i momenti di difficolta' che si sono registrati nella gestione. Momenti di difficolta' culminati con le dimissioni del vicepresidente Francesco Fiore. Ma il presidente del Parco non ha mancato di ricordare la vertenza dei circa 330 lavoratori ex socialmente utili. ''Una vertenza - ha spiegato - che pareva non avere uno sbocco positivo. Dopo i fondi messi a disposizione per permettere la continuazione del progetto per i lavoratori ora bisogna scongiurare il rischio del licenziamento. Le Regioni si devono impegnare a partecipare finanziariamente al progetto e arrivare alla copertura economica per il 2005. Il Parco - ha assicurato Fino - non fara' mancare il suo intervento. Il 2005 - ha concluso il Presidente Francesco Fino - e' un anno importante, forse vitale, per il Parco Nazionale del Pollino. L'Ente Parco e' pronto a svolgere il suo ruolo per dare un sostegno adeguato, assumendosi le proprie responsabilita', per supportare le azioni per lo sviluppo del territorio''.

Capriolo ucciso da bracconieri nel Parco

Dolomiti Bellunesi
Il presidente Guido De Zordo: "Gli uomini del Corpo forestale fanno il loro lavoro bene"


Un altro grave atto di bracconaggio si è registrato nei giorni scorsi nei boschi del Feltrino. Un giovane esemplare di capriolo è stato ucciso di notte nei pressi del Pian d'Avena, all'interno del territorio del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. A denunciare l'accaduto è la Lac, la Lega per l'abolizione della caccia, che ora chiede maggiori controlli entro i confini del Parco.
Secondo quanto riportato dalla lega contro la caccia sarebbe stata Milena Grazzi, simpatizzante dell'associazione e residente a Stalle Boa, sul Pian d'Avena, ad accorgersi dell'accaduto e a rinvenire il capriolo morto. La donna, una sera di alcune settimane fa, intorno alle 22, ha udito un forte sparo provenire dall'esterno della sua abitazione. Uscita di casa per rendersi conto di cosa stesse succedendo, ha notato la presenza di un fuoristrada che circolava a fari spenti. Immediatamente ha allertato il Corpo forestale dello Stato. Il giorno successivo si è incamminata verso il luogo dal quale aveva udito provenire lo sparo e poco lontano dal sentiero ha scoperto la presenza di un giovane capriolo steso a terra, ucciso da un colpo di fucile al collo. La carcassa è stata poi recuperata dalle guardie del Corpo forestale.
"Questo episodio - ha commentato il presidente della Lac Veneto Andrea Zanoni - dimostra che ci sono persone che circolano liberamente a mano armata anche all'interno dei parchi. Ciò risulta ancor più grave se si pensa che a meno di un chilometro dall'accaduto c'è una stazione del Corpo forestale".
Ma il presidente del Parco Guido De Zordo non accetta la critica mossa dalla Lac e replica difendendo l'operato del Corpo forestale. "Quest'accusa mi sembra del tutto ingenerosa - afferma De Zordo - tanto più se si pensa che il Parco ha un'estensione di 32 mila chilometri quadrati. Le guardie addette ai controlli fanno un lavoro egregio e sono in azione anche di notte. Se capita che un capo venga abbattuto all'interno del Parco, questo non significa che i controlli non ci siano. Le guardie non possono essere dappertutto in ogni momento". (Il Gazzettino)

Incontro sulle aree marine

Sardegna

Costituire un coordinamento sardo delle aree marine protette e dei parchi nazionali della Sardegna; realizzare una rete per definire nuove strategie di gestione integrata della fascia costiera e del mare della Sardegna; avviare progetti comuni e realizzare attività di valorizzazione. È quanto è emerso dall'incontro, il primo, convocato fra i responsabili delle quattro aree marine protette sarde e i due parchi nazionali avvenuto nei giorni scorsi a Cabras. "Per conseguire gli importanti obiettivi di sistema ? ha detto Alessandro Murana, che ha presieduto l'incontro ? abbiamo convenuto che sia opportuno ripartire dagli impegni sottoscritti dalle parti nell'intesa Stato-Regione, quella sulle politiche istitutive e gestionali dei parchi nell'isola. Infatti ? ha precisato ? a parte un primo impegno della Regione Sarda che risale al 1999, oggi c'è nell'isola assenza totale di una politica dei parchi". Per questa ragione i partecipanti hanno rilevato la necessità di un confronto sulle politiche ambientali regionali e sui parchi istituiti in Sardegna e di avviare un tavolo di confronto permanente, in particolare con l'assessorato dell'Ambiente. "Gli enti gestori delle aree marine e dei parchi ? ha sottolineato Murana dopo l'incontro ? rivendicano da parte della Regione un preciso ruolo nelle politiche di promozione e di valorizzazione ambientale, nel perseguimento degli obbiettivi di sviluppo individuati". Per questa ragione gli enti gestori delle oasi hanno deciso di costituire un coordinamento, istituendo nel frattempo un ufficio di presidenza provvisorio rappresentato dal vicesindaco di Cabras Alessandro Murana e dal presidente del parco dell'Asinara, Piero Deidda. L'ufficio di presidenza si è mosso immediatamente sollecitando un incontro urgente con l'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì per illustrargli il progetto, definire un piano di confronto permanente con la Regione e avanzare una immediata richiesta di intervento dell'assessorato già nella finanziaria in discussione, "dopo otto anni ? rilevano i gestori delle aree marine e dei parchi ? di imbarazzante disimpegno unilaterale della Regione nella politica dei Parchi in Sardegna". (L'Unione Sarda)

Il maltempo rallenta i lavori nello stagno Ma l'idrovora del Poetto è quasi pronta

Molentargius

Il maltempo rallenta i lavori a Molentargius. La pioggia battente e il vento degli ultimi giorni hanno inevitabilmente creato disagi al completamento dell'opera di presa a mare e alla definitiva sistemazione dell'idrovora del Poetto portata avanti dal Consorzio Ramsar. Uno stop improvviso che non ha però fermato l'intervento che terminerà nelle prossime settimane a cui seguiranno poi tre-quattro mesi per le opere di collaudo. "C'è stato un lungo periodo di cattivo tempo", spiega il direttore del Consorzio Ramsar Giampiero Vargiu, "che ci ha creato un po' di complicazioni. Comunque procediamo e entro breve tempo completeremo tutto il lavoro che dovevamo fare". Il Consorzio ha realizzato all'interno dell'area umida parchi, strade e dieci chilometri di canali. Oltre ad un impianto di ecosistema filtro di trentasette ettari, alla bonifica degli stagni e all'allestimento di quattro laghetti artificiali per complessivi sei ettari. A questo si aggiungono dieci capanni di avvistamento degli uccelli sia sul Bellarosa Minore che sul Perdalonga; casotti per i servizi e guardianie e numerose piante. Tra gli interventi anche la sistemazione delle strade ridotte, soprattutto nelle vie Don Giordi e Is Arenas, a veri e propri percorsi di guerra. Ma a poco tempo dalla consegna dei lavori restano ancora troppi i problemi in questo parco che ancora non c'è: in attesa della nascita del Consorzio, per il quale la Regione è impegnata in questo periodo, manca in primo luogo una sorveglianza. Per questo tutta l'area umida resta terra di nessuno dove chiunque può entrare. Così qua e là fanno ancora capolino i rifiuti e le carcasse d'auto arrugginite. E poi restano ancora le strade intermedie alle vie principali, sommerse di fango e pozzanghere che rendono le vie impraticabili e costringono i residenti a restare barricati in casa. "L'unica soluzione è quella di fare questo Consorzio del parco. E la Regione è impegnata a farlo", aggiunge Vargiu: "A quel punto allora si potranno risolvere tutti i problemi compreso quello delle strade. Noi abbiamo realizzato una prima parte di opere, in seguito ci sarà altro da fare". Nelle scorse settimane l'assessore regionale all'ambiente Tonino Dessì ha tenuto un incontro operativo con i responsabili tecnici del Consorzio Ramsar. Nel corso della riunione alla quale ha partecipato anche il commissario provvisorio Antonio Conti, l'assessore Dessì ha sottolineato l'importanza di "salvaguardare le opere realizzate e di accelerare le procedure per la costituzione del Comitato entro al fine dell'anno". Un impegno che si spera sia confermato al più presto. (L'Unione Sarda)

Pnalm Parco, due nomine nel Cda a rischio

Due delle nuove nomine nel Cda dell’ente Pnalm sarebbero illegittime perché gli eletti non sono sindaci dei rispettivi Comuni. I delegati in seno alla Comunità del Parco, Domenico Neri per Pescasseroli e Franco D’Orazio per Villetta Barrea, non possono, in base alla 394/91, la legge quadro sulle aree protette, essere eletti al Cda del Parco. Il vizio di forma secondo il regolamento della Comunità non esisterebbe in quanto è previsto che l’istituzione della delega abbia valore di mandato politico. Tuttavia la delega come istituto dovrebbe avere il carattere della “temporaneità”; è per questo motivo che a breve potrebbe essere richiesto l’intervento del Tar per definire la diatriba. Il ministero dell’Ambiente non ha ancora provveduto all’omologazione delle due nomine. Il regolamento della Comunità del Parco non sembra aver compiuto l’iter burocratico che ne sancisce la sua adozione.
Tutto in regola invece per l’entrata nel Cda di Domenico Di Cicco, poiché sindaco del comune di Castel San Vincenzo nel versante Molisano. (Il Messaggero)

"Gran Sasso, un anno d’oro per il Parco"

L’analisi del presidente Mazzitti. Intanto l’assessore Desiati critica le ”pagelle” del Wwf

Un anno intenso e ricco di successi, quello che volge al termine, per il Parco del Gran Sasso-Monti della Laga. Lo ha sottolineato il presidente, Walter Mazzitti, nel corso del bilancio delle attività del 2004. Il Parco, primo in Italia, in questi giorni ha sottoscritto il ”Patto di associazione”. Con la firma dell'atto, ha spiegato Mazzitti, i Comuni che hanno fatto richiesta d’ingresso nel perimetro protetto, in attesa dell'emanazione del nuovo decreto potranno già sentirsi parte integrante dell'area protetta e avviare con essa un processo d’integrazione. Nel 2004 sono state 111 le famiglie che hanno usufruito dei contributi dell'ente, per un totale di 500mila euro, per interventi di riqualificazione dei centri storici. "La recente approvazione del Piano del Parco da parte della Regione- ha aggiunto Mazzitti- accorcia i tempi per l'adozione di uno strumento strategico mirato ad un corretto ed equilibrato uso del territorio. A conclusione del suo iter, che non potrà essere definito prima dell'approvazione del piano anche da parte di Lazio e Marche, per l'ente si aprirà una nuova fase".
Intanto è polemica tra l’assessore regionale all’Ambiente, Massimo Desiati, e il Wwf, dopo le ”pagelle” dell’associazione. "Se il Wwf ha premiato con un 7 il Comitato di valutazione ambientale che dà pareri sulla sostenibilità degli interventi, come può dire che in Abruzzo si è in emergenza ambientale?", chiede Desiati. E ancora: "Il Wwf dà anche un bell'8 alla rete delle riserve, guarda caso iniziativa fortemente voluta da questo assessorato. Il Wwf non dimostra di conoscere invece le attività poste in essere in materia di energia e di rifiuti e per questo merita un bel 4. Infatti in materia di energia non solo la Regione è in linea con i parametri di Kyoto, per la riduzione del gas serra, ma nel Piano per lo sviluppo delle fonti alternative ha previsto il potenziamento delle biomasse". (Il Messaggero)

Parco San Bartolo

“Ragionando sulla vicenda che vede contrapposti il sindaco di Pesaro e la presidente dell'Ente Parco Naturale Monte San Bartolo - scrive l’associazione Lupus in Fabula - ci è venuto in mente il film di Antonio De Curtis, in arte Totò, dal titolo "Tototruffa" (1962), dove il principe della risata tenta di vendere la Fontana di Trevi a dei turisti giapponesi. E' un po' quello che vorrebbe fare Ceriscioli con la poltrona dell'Ente Parco, ma il fatto in questione non è affatto divertente. Per saldare una sua "cambiale" elettorale, Ceriscioli vuole dare ad un altro, la Presidenza del Parco pur non vantando alcun titolo di proprietà su di essa. Noi non conosciamo gli accordi preelettorali dei partiti che formano l'attuale maggioranza al Comune di Pesaro, ma è certo che se anche qualcuno ha fatto delle promesse, o delle richieste, non sapeva che non le poteva mantenere o pretendere. Si, perchè la presidenza del Parco non è di nomina del Sindaco di Pesaro, ma del Presidente della Regione Marche su indicazione del Consiglio di Amministrazione del Parco. Il Sindaco di Pesaro può designare due persone all'interno del C.d.A. ma non può vantare altri diritti. Il Parco è regionale e il presidente è espressione di vari soggetti, fra cui, oltre alla Regione, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Gabicce e le Associazioni ambientaliste. Allora perchè questa insistenza? E' solo per dare visibilità ad un alleato (Acacia Scarpetti de l'Italia dei Valori) o c'è dell'altro? Siamo sicuri che l'approvazione del Piano Regolatore del Parco, non centri nulla? A Nadia Regnoli va quindi il nostro sostegno e la nostra stima, ma anche l'invito a non mollare”. (Il Messaggero)

Il sindaco e le mani sul parco

San Bartolo

Sulla controversia che vede contrapposti il sindaco di Pesaro Ceriscioli e la presidente dell’Ente Parco San Bartolo, interviene il consiglio direttivo dell’associazione ambientalista Lupus in fabula con una nota che dice tra l’altro: “Il sindaco vuole dare ad un altro, la presidenza del Parco pur non vantando alcun titolo di proprietà su di essa. Noi non conosciamo gli accordi pre elettorali dei partiti che formano l'attuale maggioranza al Comune di Pesaro, ma è certo che se anche qualcuno ha fatto delle promesse, o delle richieste, non sapeva che non le poteva mantenere o pretendere. Si, perchè la presidenza del Parco non è di nomina del sindaco di Pesaro, ma del presidente della Regione Marche su indicazione del consiglio di amministrazione del Parco. Il sindaco di Pesaro può designare due persone all'interno del C.d.A. ma non può vantare altri diritti, anche se la maggior parte del territorio del Parco, sta nel "suo" comune. Il Parco è regionale e il presidente è espressione di vari soggetti.
“ Non si è mai visto in Italia - continua Lupus in fabula - un presidente che viene sostituito a metà del suo mandato, perchè la sua carica è stata oggetto di spartizioni politiche. Allora perchè questa insistenza? E' solo per dare visibilità ad un alleato (Acacia Scarpetti de l'Italia dei Valori) o c'è dell'altro? Siamo sicuri che l'approvazione del Piano regolatore del Parco, non c’entri nulla?
“A Nadia Regnoli va quindi il nostro sostegno e la nostra stima, ma anche l'invito a non mollare. La conosciamo come ambientalista della prim'ora, ma anche come persona profondamente onesta, competente ed equilibrata. Crediamo che in questo momento non ci siano altri soggetti adatti a sintetizzare, al punto più alto di congiunzione, interessi spesso contrastanti, nell'interesse dell'ambiente e di tutta la comunità. Chiediamo ai singoli componenti del consiglio di amministrazione di confermare la fiducia a Nadia fino alla fine del mandato”. (Corriere Adriatico)


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