Rassegna del 30 Dicembre 2004

Parco, ecco 135mila euro

La Regione accoglie la proposta di Tedesco e Potì riguardante Portoselvaggio

Arrivano i soldi per Portoselvaggio: 135mila euro. La Regione Puglia approva l'emendamento al bilancio di previsione su proposta dei Socialisti autonomisti Alberto Tedesco e Vittorio Potì. E' il consiglio ad aderire alla proposta dei due consiglieri, il primo dei quali è originario di Nardò, proposta che stabilisce l'aumento di 30mila euro alla somma di 105mila euro già prevista. Questo denaro servirà a dare attuazione alla perizia ordinaria presentata dall'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Lecce per effettuare nel 2005 "lavori di manutenzione delle zone boscate ricadenti nel Parco naturale regionale di Portoselvaggio". "L'attuazione della perizia predisposta dall'Ispettorato - hanno detto il sindaco Antonio Vaglio e il consigliere delegato al parco, Cosimo Natalizio - rappresenta uno strumento fondamentale per la sopravvivenza del Parco di Portoselvaggio". Grande soddisfazione, dunque, in città alla notizia dell'approvazione dell'emendamento Tedesco-Potì che consente di guardare al futuro con maggiore tranquillità anche se è evidente che per la gestione reale del parco occorreranno ben altri numeri. Anche per questo il Comune di Nardò, che da quest'anno ha l'onere e l'onore della gestione del parco, dovrà entrare in gioco: "Sarà necessario prevedere nei Peg - dice ancora Natalizio - le somme per dar inizio inizio agli interventi di messa in opera della cartellonistica all'interno del bosco e di sorveglianza, nell'attesa della tanta sospirata approvazione definitiva della perimetrazione dell'area naturale protetta". All'inizio della prossima settimana la perimetrazione, predisposta dai tecnici del settore Urbanistica e Ambiente del Comune, sarà argomento di discussione nella conferenza di maggioranza e una volta superata la fase dell'approvazione, la perimetrazione sarà all'attenzione dell'Ufficio parchi della Regione Puglia. "Lo status di area naturale protetta - conclude Natalizio - rappresenterà l'impulso definitivo per il rilancio e la valorizzazione che Portoselvaggio attende da più di 20 anni. Ci sono le condizioni per procedere all'accordo di programma". (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Parco degli Iblei

Proseguono i lavori per l'istituzione del Parco degli Iblei che mira al recupero e alla valorizzazione dei siti archeologici, paesaggistici e naturalistici delle province di Siracusa e Ragusa. Il territorio di Rosolini si inserisce a pieno titolo nell'area che costituirà il Parco per la presenza di cave tra cui il Prainito, cava Lazzaro, Cava Santa e cava dei Servi, che custodiscono testimonianze storiche e specie animali e vegetali di grandissimo interesse. Le Associazioni rosolinesi Arci-La Locomotiva e Pro Loco guidate da Antonino Zocco e Lino Quartarone, insieme ad altri sodalizi delle province di Siracusa e Ragusa, fanno parte del comitato che sta elaborando una proposta di delimitazione per individuare i confini del Parco. Tale proposta sarà avanzata ai Comuni, alle Province e, infine, all'Assessorato Regionale al territorio e ambiente. Il dott. Paolo Pantano, coordinatore del progetto e componente della Segreteria Regionale Ente Fauna, spiega: "Si è instaurata una sinergia tra numerose Associazioni ambientaliste e culturali per istituire un Parco che unifichi un territorio accomunato da molti aspetti che lo rendono unico: il carattere roccioso e rupestre, elementi legati alla presenza e alle attività dell'uomo come ipogei, muri a secco, masserie, mulini ad acqua, edicole votive. Non sarà il Parco dei vincoli, ma delle opportunità per tutelare e promuovere il prezioso patrimonio che costituisce l'identità degli Iblei". Anche le attività zootecniche e gli impianti artigianali rosolinesi con i loro prodotti tipici verranno valorizzati senza perdere di vista l'obiettivo dello sviluppo sostenibile del territorio. (La Sicilia)

Beigua gestirà foresta Deiva di Sassello

E' stata firmata dal presidente del Parco del Beigua, Dario Franchello una convenzione con la Regione Liguria che affida
all' Ente Parco la gestione della Foresta Regionale 'Deiva' nel Comune di Sassello. Si aprono ora nuove prospettive per il Parco del Beigua riguardo alla riqualificazione del territorio forestale nella Deiva, peraltro gia' inserito formalmente all' interno del perimetro del Parco naturale regionale del Beigua secondo la definizione stabilita con l'approvazione del Piano dell'Area Protetta avvenuta nell' agosto del 2001 e classificata Sito di Interesse Comunitario ai sensi della Direttiva 'Habitat' della Comunita' Europea.
''Con questo ulteriore atto - afferma Dario Franchello - l'Ente Parco intende proseguire i propri impegni per assicurare interventi di miglioramento della fruizione della foresta e di valorizzazione del notevole patrimonio ambientale che vi e' contenuto''. (Savona news)

Segreto scientifico sui tuffi di ministri, politici e vip

Isole dei famosi, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano

Il 30 agosto LEGAMBIENTE chiese al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano di poter esaminare i nulla-osta di accesso alle vitatissime zone “1” marine delle isole di Montecristo, Pianosa, Giannutri, Gorgona e Capraia, per conoscere quali attività scientifiche – le sole autorizzabili - erano state consentite nel 2003 e 2004 e per capire quanto ci sia di vero nelle molte segnalazioni di frequentazioni di altro tipo nelle aree marine protette delle isole minori dell’Arcipelago. Il Commissario del Parco - Ruggero Barbetti, AN - negò gli atti è fornì solo il numero degli accessi alle aree marine protette (150) giustificando incredibilmente la scelta con la cosiddetta Legge sulla Privacy". LEGAMBIENTE ricorse quindi al Difensore Civico della Regione Toscana che confermò il diritto al libero accesso a quei documenti e intimò al Commissario di fornirli, o a fare opposizione entro 30 giorni dall'emissione del parere. Allo scadere del periodo previsto, LEGAMBIENTE ha chiesto al Commissario del di poter finalmente prendere visione della documentazione richiesta. La risposta è stato un nuovo, irreale, quasi comico, diniego (vedi lettera allegata). Ignorando totalmente il richiamo, le precisazioni e i rilievi del Difensore Civico della Regione Toscana, il Commissario del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha messo addirittura il “segreto scientifico” sui tuffi proibiti di politici, VIP, aspiranti VIP e imbucati vari! Infatti, insieme agli improbabili pretesti riguardanti nuovamente la privacy - che l’Ufficio del Difensore Civico da noi interpellato ha dichiarato ancora una volta del tutto inconsistenti e illegittimi - il Commissario Barbetti scrive anche: “trattandosi di documentazione concernente attività implicanti a volte anche l’utilizzo di sofisticati mezzi tecnologici la loro divulgazione potrebbe recare un concreto pregiudizio agli interessi degli stessi autorizzati”.
Siamo ormai oltre il limite della spudoratezza e della presa in giro di un’Istituzione come il Difensore Civico che ha il compito di tutelare i diritti dei cittadini di fronte a possibili abusi delle Amministrazioni Pubbliche.
Ma, provando a prendere sul serio la trovata del Commissario, sarebbe davvero interessante sapere quali segretissime attrezzature scientifiche abbia usato in luglio a Giannutri l’allora Ministro ed oggi Commissario Europeo Frattini, oppure quali intendesse usare ad agosto quando il rapimento in Iraq del giornalista Enzo Baldoni ha interrotto la sua gita programmata a Montecristo.
E Ferruccio De Bortoli, Stefania Craxi, Massimo D’alema quali incredibili ritrovati della scienza e della tecnica hanno tenuto ben nascosti nelle stive o sotto la chiglia dei panfili che li ospitavano? E’ per tutelare questo segreto che, a quanto pare, ad agosto non si sono nemmeno degnati di richiedere il necessario nulla-osta per accedere al mare di Montecristo?
E quali attrezzature alla 007 nascondeva l’allegra banda di gommonauti del Ministero degli Esteri?
Che interesse scientifico era celato nella gita in zona “1” di un noto politico della Regione Lazio?
A quale profondità si sarà spinto il segretissimo batiscafo abissale usato da alti Funzionari, scrittori, amici e amici degli amici elbani che hanno affollato i mari proibiti dell’Arcipelago Toscano vietati ai comuni mortali?
Ma forse il Parco ha posto il “segreto” perché queste centinaia di strani scienziati dilettanti estivi stanno studiando come spostare nell’Arcipelago Toscano la base di sottomarini atomici della Maddalena.
Ma soprattutto, lo zelante Commissario quali altri inconfessabili nomi e privilegi vuole davvero nascondere per un lustro a LEGAMBIENTE e all’opinione pubblica, visto che scrive che “L’insistenza all’accesso (…) pone pertanto questo Ente nella necessità - tenuto conto che vanno comunque salvaguardati gli interessi alla riservatezza a favore degli autorizzati - a differire l’accoglimento della richiesta limitatamente ad un periodo dì tempo che consenta tale tutela e che può essere quantificato in cinque anni dalla data del rilascio dell’autorizzazione.”? (Today news)

Il Parco del Curone cerca fotografie per una mostra sul territorio

Nell’ambito del progetto per la conservazione e la valorizzazione del paesaggio rurale, avviato nel 2003, il Parco del Curone intende promuovere e avviare la raccolta di immagini, del passato ma anche del presente, in grado di testimoniare lo stato dei luoghi, le attività, le tradizioni legate al mondo rurale di questo territorio. Il progetto infatti si è posto come obiettivo primario il recupero degli elementi e dei luoghi caratteristici del paesaggio rurale (terrazzamenti, lavatoi, fontanili, edicole votive e altri manufatti) cercando di coinvolgere al suo interno molteplici soggetti della società, mirando a ricostituire un rapporto ormai indebolito con il territorio e ricostituendo il legame con la tradizione e la memoria. Dopo una prima fase di ricognizione e di catalogazione degli elementi del paesaggio rurale del Parco che progressivamente stanno perdendo significatività, il censimento ha portato all’identificazione di oltre 150 elementi e luoghi di interesse, alcuni dei quali saranno ora oggetto di interventi di recupero, ripristino e valorizzazione. Attraverso la raccolta delle immagini, che verranno acquisite in formato digitale (così da restituire gli originali ai proprietari) il Parco intende documentare ed arricchire la documentazione sul paesaggio rurale, nella prospettiva di organizzare una “mostra permanente” sul paesaggio e sulla sua evoluzione, sui cambiamenti e sulle trasformazioni. (Merateonline)


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