Rassegna del 29 Gennaio 2005

Pista Compagnoni, l'Ue deferisce l'Italia

In Valtellina violata una normativa di impatto ambientale

BRUXELLES - Monica Frassoni, co-presidente del gruppo verde al Parlamento europeo ha reso noto che il 18 gennaio scorso la Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia per dieci violazioni della normativa comunitaria, una delle quali riguarda la nuova infrastruttura sciistica per i mondiali di sci a Santa Caterina Valfurva, nel Parco nazionale dello Stelvio. "La Commissione europea - ha sottolineato la Frassoni - ha giustamente ritenuto la realizzazione della pista 'Deborah Compagnonì", che ha visto il taglio di oltre 2000 abeti e grandi sbancamenti del versante entro il parco nazionale, una violazione della normativa comunitaria sulla conservazione della natura, non essendo stata fatta la verifica di impatto ambientale prevista per le Zone di Protezione Speciale". (La Gazzetta dello Sport)

Siglata la convenzione a valfurva Cure speciali per le foreste

Stelvio

Il patrimonio boschivo del comune di Valfurva è stato affidato alla gestione del Consorzio Forestale Alta Valtellina per un'ottimizzazione delle risorse, per rispettare al meglio l'ambiente. Il contratto tra i due enti, siglato questa settimana, fa seguito alla decisione formale assunta dal consiglio comunale il 21 dicembre scorso. Un patrimonio di importanza rilevante, dato in usufrutto d'azienda al Consorzio, per la maggior parte (oltre il 95%) collocato nell'area protetta del Parco Nazionale dello Stelvio. Tutta la superficie silvo – pastorale è assestata; il piano di assestamento vigente, revisionato nel 1997, ha infatti una validità fino al 2011. I boschi della Valfurva, come evidenziato dal Consorzio, sono considerati tra i più belli dell'Alta Valtellina ed il legname ricavato uno dei migliori in assoluto. Tra le peculiarità del comune nel settore ambientale, il progetto riguardante la costruzione della centrale di teleriscaldamento che a breve sarà realizzata a Santa Caterina, sicuramente uno stimolo ed un rilancio per le attività di coltivazione del bosco e di manutenzione del territorio che produrrà anche importanti ricadute sullo sviluppo delle imprese locali e sull'occupazione. «Grande interesse rivestono anche gli alpeggi conferiti in gestione al Consorzio - hanno evidenziato dall'ente - sette dei quali aventi attualmente un carico complessivo di 436 Uba. Il patrimonio della Valfurva si aggiunge così a quelli dei comuni di Valdidentro e Sondalo, già conferiti nel 2003. Complessivamente il Consorzio Forestale gestisce quasi 9.000 ettari di bosco, 3.700 dei quali a funzione produttiva oltre a circa 10.600 ettari di pascolo». Un patrimonio da mantenere e valorizzare nell'ottica del rilancio e del rafforzamento delle politiche di sostegno del territorio e del bosco per una continua e crescente ripresa dell'attività forestale. (La Provincia di Sondrio)

Parco di Molentargius, via libera allo statuto

Comune. La sede sarà nell'edificio dei Sali Scelti

Via libera al parco del Molentargius ma Quartu non avrà la sede legale. Il commissario prefettizio, Luigi Serra, ha approvato la convenzione e lo statuto del consorzio che andrà a gestire il regno dei fenicotteri tra la città e il capoluogo. Un accordo faticosamente raggiunto dopo 6 anni di battibecchi tra i diversi enti coinvolti alla nascita dell'area protetta: i Comuni di Quartu, Cagliari, Quartucciu, Selargius e l'amministrazione provinciale. Poi la settimana scorsa, all'assessorato regionale all'Ambiente, la svolta definitiva con il protocollo d'intesa firmato da tutti i rappresentanti delle amministrazioni con l'impegno di approvare, nel più breve tempo possibile, tutti gli atti necessari a dar vita al parco. A bruciare le tappe è stata proprio l'amministrazione di via Eligio Porcu, la prima ad aver dato il via libera alla convenzione e allo statuto. «Il parco di Molentargius», commenta il commissario prefettizio, Luigi Serra, «è un patrimonio che va oltre le singole comunità coinvolte nella sua nascita. Non potevamo prenderci la responsabilità di tenerlo ancora bloccato». Oltre alla conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali, tra le finalità del consorzio c'è anche la promozione dello sviluppo delle attività economiche compatibili, agricole, zootecniche, artigianali e turistiche. Una carta che la città di Quartu, da cui dipende oltre il 50 per cento del territorio del parco, dovrà giocarsi per creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione. La prima battaglia sarà sugli ingressi al parco dove convogliare il flusso dei turisti. L'amministrazione di via Eligio Porcu e il Comune di Cagliari avranno ciascuno il 45 per cento delle quote, Quartucciu il 4, Selargius e la Provincia il 3 per cento. Con la clausola della maggioranza qualificata, ogni decisione potrà essere presa soltanto con l'accordo delle due maggiori amministrazioni. La sede legale, però, non sarà in territorio quartese, come stabilito dalla bozza che l'anno scorso era stata approvato dai consigli comunali di Quartu e Cagliari dopo un intenso lavoro di mediazione delle rispettive commissioni Ambiente. Lo statuto appena approvato individua la sede nell'edificio dei Sali Scelti in via La Palma a Cagliari. Per particolari circostanza le adunanze degli organi consortili (assemblea, consiglio direttivo e comitati scientifici) potranno essere convocate in un luogo diverso dalla sede legale. «Ora il commissario si faccia garante degli interessi della città», commenta l'ex vicepresidente della commissione Ambiente, Stefano Delunas: «Sono convinto che fosse indispensabile arrivare alla firma dell'accordo, ma per Quartu è una sconfitta aver perso l'opportunità di ospitare la sede legale». L'esponente della Margherita mette in guardia sulle questioni ancora irrisolte: l'attuale perimetrazione include la nuova strada del Poetto mentre non sono stati ancora affrontati i problemi legati all'ippodromo e alle abitazioni di Medau su Cramu. «Per evitare che il parco sia ancora vittima delle guerre interne a Forza Italia tra Provincia e capoluogo, propongo provocatoriamente che il primo presidente del consorzio sia proprio il commissario prefettizio di Quartu». (L'Unione Sarda)


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