Rassegna del 28 Febbraio 2005

Stop all'esilio dal Parco del Delta

Porto Tolle

Quello di questa sera, convocato per le 21, sarà un consiglio comunale storico per Porto Tolle: il sindaco Silvano Finotti ufficializzerà i nominativi dei rappresentati del comune in seno all'Ente Parco Regionale Veneto Delta del Po. Con questa decisione l'Amministrazione di centrosinistra porrà fine a quella interminabile diatriba tra le forze politiche, gruppi e comitati che, fino ad ora, hanno lasciato fuori dal Parco il comune di Porto Tolle.
Finotti riferirà inoltre sugli incontri avuti con gli operatori del settore pesca e sull'incontro in Provincia e ad Ariano Polesine sulla questione Enel. Il consiglio è chiamato anche ad approvare l'ordine del giorno rinviato nella precedente riunione e concordato tra le forze politiche di maggioranza e minoranza sull'impianto Enel di Polesine Camerini. Sarà quindi approvata una delibera per autorizzare il Genio Civile di Rovigo all'esproprio di un appezzamento di terreno per la sistemazione del tratto terminale del canale di scarico in località Boccasette. Inoltre, il consiglio dovrà determinare la quota di riserva di alloggi per l'emergenza abitativa ed approvare un documento proposto da Cgil, Cisl e Uil pensionati concernente la piattaforma rivendicativa di recupero del potere di acquisto delle pensioni.
Dopo le autorizzazioni al capo della terza Area tecnico-amministrativa di cedere all'Enel un piccolo appezzamento di terreno nel Pip (Piano insediamenti produttivi) per la costruzione di una cabina elettrica e agli operatori turistici per l'installazioni di posti di ristoro stagionali nelle spiagge di Barricata e Boccasette, il sindaco Finotti risponderà alle interrogazioni dei consiglieri Antonio Banin e Virginio Tugnolo del gruppo di minoranza "Assieme per il nuovo" sulla questione Enel e sui porti pescherecci. (Il Gazzettino)

Il sogno del forestale è il parco d'Europa tra Triglav, Carinzia e Tarvisio

Il sogno degli ambientalisti del Friuli Venezia Giulia è il grande parco d'Europa, un'area tutelata che abbracci la foresta di Tarvisio, le selve carinziane tra alpi Carniche e Caravanche e l'enorme polmone verde del Triglav. Una parco "Senza confini", in una delle aree naturale più straordinarie e ricche del continente.
E' anche il sogno della Direzione centrale delle risorse agricole, naturali, forestali e della montagna della Regione. Un sogno che per ora si realizza a piccoli passi. "Abbiamo rapporti costanti con austriaci e sloveni - dichiara il direttore del servizio tutela ambientale, fauna e Cfr, Isidoro Barzan - scambi si informazioni e esperienze, oltre a manifestazioni culturali e corsi di formazione in comune, ma ancora più qualificanti sono i progetti Interreg a cui stiamo lavorando, come quello sugli ungulati e i grandi predatori, come quello dell'istituzione della riserva naturale della val Alba".
Quest'ultimo progetto si inserisce in un più vasto piano di interventi e studio che il Friuli Venezia Giulia sta elaborando con Repubblica Ceca, Austria e Slovenia. "Abbiamo fatto una serie di incontri informativi con la popolazione, le istituzioni locali, le associazioni, le amministrazioni e dobbiamo registrare un clamoroso successo. Tutti si sono dichiarati d'accordo con l'impostazione che abbiamo dato di un'area protetta in grado anche di creare sviluppo sostenibile".
Diventa quindi fondamentale il ruolo del Corpo forestale regionale, ma il rischio è che il futuro del corpo sia quello della pensione. L'ultimo concorso pubblico per l'arruolamento delle guardie è stato indetto nel 1990, con le ultime assunzioni che sono state fatte 3-4 anni fa utilizzando la graduatoria "aperta" di allora. In organico manca un 20 per cento di personale; soprattutto c'è un'elevazione dell'età media. Questo vuol, dire che si crea un "vuoto generazionale" tra i vecchi e i nuovi, un buco di esperienze sul campo che può diventare preoccupante. (Il Gazzettino)

Val d'Agri, due vie di sviluppo

Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano comprende un territorio coincidente con il bacino di estrazione
Da un lato il petrolio, dall'altro la qualità del territorio


L'economia della Val d'Agri, nonostante terra caratterizzata dalla presenza dei giacimenti di petrolio, vuole basare sempre più il suo futuro su risorse che rappresentano l'identità e la qualità del territorio. Un tema che da anni ormai alimenta un dibattito che pone l'area al centro di un modello di ipotetica compatibilità tra due realtà apparentemente opposte. E' in via di istituzione, infatti, il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano-Vald'Agri-Lagonegrese, che comprende un territorio quasi coincidente con il bacino di estrazione petrolifera. Dunque: un'area per decenni depressa oggi si trova a poter percorrere, potenzialmente, due strade distinte e parallele verso lo sviluppo. Quanto è possibile far convivere parco e petrolio ancora non è stato dimostrato, non fosse altro perché il petrolio tarda a far percepire una svolta economica e il parco (chissà, forse proprio per il petrolio) ancora non è stato istituito. Una coesistenza ancora sulla carta, quindi, e nei convegni, che da anni si susseguono. Le popolazioni, dopo la disillusione petrolifera, dovuta soprattutto all'attesa di occupazione stabile direttamente nelle attività estrattive o nell'indotto, pian piano sembrano più spostarsi verso posizioni maggiormente legate a un genere di risorse meno "industriali". L'esempio è dato da varie comunità, anni fa schierate su posizioni contro il parco ed oggi invece caratterizzate da un'immagine esterna che punta sui prodotti di particolare pregio. Gli stessi strumenti programmatici che oggi fanno leva sulle royalty del petrolio, in particolare il Programma operativo Val d'Agri, puntano su un rivestimento su azioni di riqualificazione ambientale e di sviluppo sostenibili come testimoniano le misure relative al ripristino dei centri storici, alla riqualificazione ambientale ed alla promozione dell'agricoltura. Le linee di indirizzo del governo regionale, tese alla salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente, vengono confermate non soltanto dalla struttura del P.O.Val d'Agri ma anche dal recente accordo di programma sul nuovo giacimento di Tempa Rossa, che ha visto escludere dall'estrazione petrolifera la montagna di Caperrino, corridoio di collegamento ambientale tra il parco Val d'Agri e quello delle Dolomiti Lucane, su cui si voleva installare una sonda petrolifera. Altri fondi, inoltre, verranno investiti attraverso ulteriori strumenti di programmazione territoriale che puntano proprio sullo sviluppo rurale e sul turismo eno-gastronomico, o sulla creazione di infrastrutture capaci di agevolare la crescita in questa direzione. In particolare il riferimento è al Progetto Integrato Territoriale ed al programma Leader Plus. Dunque la consapevolezza di un'area che può scommettere sullo sviluppo sostenibile cresce quotidianamente e lo dimostrano molti Comuni che oggi progettano il proprio futuro investendo su ambiente, cultura e agricoltura di qualità maggiormente. Personaggi come Leonardo Sinisgalli, Giacinto Albini, Patruccelli della Gattina, Pietro Lacava ed altri, oppure luoghi come i centri storici di Guardia Perticara, Marsicoverete, Marsico Nuovo, gli scavi di Grumentum, i castelli e le chiese, le tradizioni culturali e gastronomiche, per poi finire sul Lago del Pertusillo, vero fiore all'occhiello di un'area che oggi sta proponendosi sempre più come luogo di attrazione su un panorama nazionale ed internazionale. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Isole, blocco dell'edilizia

Tremiti La protesta del primo cittadino Calabrese
Il sindaco chiama a raccolta tutti i comuni del parco


Mentre il parco del Gargano si appresta a ridisegnare i confini dell'area protetta, il sindaco delle isole Tremiti, Giuseppe Calabrese, lancia l'allarme sul possibile blocco d'ogni attività edilizia, pubblica a causa della "valutazione d'incidenza". In una nota inviata a tutti i sindaci dei comuni i cui territori ricadono nell'ambito del parco, Calabrese, cita innanzi tutto la nota dell'assessorato regionale all'Ambiente trasmessa al direttore del Parco, con la quale precisa che "eventuali autorizzazioni rilasciate per interventi in siti comunitari (Sic) o in zone di protezione speciale (Zps) in assenza di preventiva valutazione d'incidenza da parte della competente autorità regionale, sarebbero in contrasto con la direttiva Cee 92/43 e con i Dpr 357/99 e 120/2003". Secondo il sindaco delle Tremiti "il parco del Gargano è tenuto a richiedere, all'interno delle predette zone e prima del rilascio delle autorizzazioni, la procedura di "valutazione d'incidenza" che rende ancora più gravoso il rilascio dell'autorizzazione del parco e, di conseguenza, la concessione da parte dei comuni dei singoli permessi di costruire". Giuseppe Calabrese ritenendo "già tortuoso, per la concomitanza d'ulteriori vincoli l'iter che ogni singola proposta progettuale deve percorrere" si dice convinto che si aggiungeranno ulteriori lungaggini. Non solo. Il sindaco dell'arcipelago è sicuro che "circostanze del genere, al contrario di quanto si possa sperare, potrebbero generare ulteriori fenomeni d'abusivismo edilizio e realizzazioni edilizie in assenza del rilascio dell'autorizzazione del Parco nazionale del Gargano". Per questo motivo Calabrese ha chiesto a tutti i sindaci, al presidente e al direttore del Parco, un incontro urgente al fine di valutare la situazione venutasi a determinare e adottare gli opportuni provvedimenti". L'iniziativa del sindaco delle Isole Tremiti, che sta ottenendo l'adesione degli altri colleghi del Promontorio, mira in pratica a rivedere la rigida norma imposta dalla Regione. "Io credo - sostiene - che sia necessaria un'adeguata interpretazione della norma che non può assolutamente contribuire ad ingessare del tutto il nostro territorio. Sono d'accordo che per la grandi opere sia necessario ed indispensabile ottenere la valutazione d'incidenza, ma per tutte gli altri interventi, le norme già esistono e sono abbastanza severe". Calabrese annuncia che "collocheremo in tutti i siti nei quali abbiamo previsto interventi legati ad opere pubbliche o di riqualificazione che non c'è stato consentito realizzare proprio per queste inopportune disposizione burocratiche, dei cartelli con l'indicazione del motivo per il quale la determinata opera non è stata realizzata". (La Gazzetta del Mezzogiorno)


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