Formez; nasce Sportello Unico per i Parchi
(ANSA) Arriva lo Sportello Unico anche per i Parchi italiani. Dalle autorizzazioni alla promozione fino alla consulenza e all'informazione nel nome dello sviluppo sostenibile e senza mai dimenticare il leit-motiv di base, quello della tutela dell'ambiente. Questo il dispositivo operativo pensato per la natura italiana dal Formez che ha presentato la sfida dell'eco-sportello nell'incontro organizzato a Roma ''Dall'iter alle reti: sportelli unici per le attivita' turistiche ed economiche legate all'ambiente''. Il progetto, ancora in fase di test, rientra nell'ambito dei sistemi regionali di supporto alle imprese attraverso gli sportelli unici (Sister). La prossima sfida dello Sportello Unico, per il Formez, ''e' riuscire a coniugare l'ambiente e la sua tutela con lo sviluppo sostenibile delle attivita' turistico-ricettive''. Una sorta di 'certificazione di qualita'' che attesti la sostenibilita' delle strutture turistico-ricettive all'interno delle aree protette.
La prima ricognizione di fattibilita' dell'eco-sportello e' stata fatta sul Parco Nazionale d'Abruzzo caratterizzata da livelli di naturalita' molto alti. Dalla ricerca compiuta e' emersa la necessita' di uno Sportello Unico in grado di risolvere alcune questioni prioritarie. Tra queste, rileva il Formez, ''l'esigenza di avviare un potenziamento delle strutture organizzative che operano all'interno degli Enti Parco per una loro maggiore efficienza e l'esigenza di combattere le farraginosita' delle procedure burocratico-amministrative''. ''Un'inversione di tendenza rispetto allo scenario di ritardi e inerzie che stanno caratterizzando anche la gestione dei Parchi e un salto di qualita' - dicono gli esperti del Formez - che passa necessariamente attraverso il rafforzamento dei sistemi locali e il potenziamento dell'associazionismo, della cooperazione e dell'integrazione''.
Ambiente. Firmata convenzione CFS e WWF per difenderlo meglio
Permettera' scambio dati per azioni legali e formazione personale
(DIRE) - La conservazione e la difesa dell'ambiente potranno contare da oggi su una piu' stretta collaborazione tra il Corpo forestale e il Wwf. E' stata infatti firmata oggi una convenzione che si ha lo scopo di prevenire e reprimere tutti i reati commessi a danno dell'ambiente. L'opera comune di Wwf e Forestale riguardera' i settori della tutela del patrimonio forestale e delle aree protette, della difesa dei boschi dagli incendi boschivi, del rispetto dei vincoli ambientali, della tutela del territorio rurale e montano, dell'inquinamento delle acque interne e marine, del traffico di rifiuti, dell'irregolare utilizzazione di cave e discariche e della tutela della fauna autoctona ed esotica (nell'ambito della convenzione Cites). Con la nuova convenzione la Forestale e il Wwf si scambieranno informazioni sui crimini contro l'ambiente. Soprattutto, pero', verranno condivisi i dati "che consentiranno al Wwf di costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari di rilievo- spiega una nota congiunta- il Corpo Forestale, inoltre, si impegnera' anche nell'attivita' di formazione del personale dell'associazione". La prevenzione e il contenimento delle aggressioni inferte all'ambiente "non puo' prescindere da un'azione di contrasto dei reati condotta in modo congiunto e sinergico tra istituzioni e societa' civile- ha dichiarato il capo del Corpo Forestale, Cesare Patrone- il Wwf, insieme ad altre associazioni ambientaliste nazionali con le quali il Corpo Forestale stringera' accordi simili, da sempre interpreta in modo esemplare il desiderio dei cittadini di tutela dei beni ambientali". "Si tratta di un evento storicoñ ha commentato il vice presidente del Wwf, Maurizio Santolociñ viene oggi ufficializzata una collaborazione che di fatto esiste da anni sul territorio nazionale fra due realta' fondamentali impegnate in prima linea per la tutela dell'ambiente". In particolare il Wwf attraverso la propria rete di avvocati "porra' le investigazioni difensive ambientali e le azioni per la costituzione di parte civile a supporto dell'attivita' investigativa del Corpo Forestale- aggiunge Santoloci- soprattutto nella fase successiva alle attivita' di polizia giudiziaria, contribuendo cosi' a garantire il buon esito dei processi per reati ambientali".
Caccia. Lipu: testo riforma 157 bocciato in commissione
'E' ora di riconoscerne fallimento del testo Onnis e ritirarlo'
(DIRE) - "Riconoscere il fallimento del testo Onnis e ritirarlo". E' quanto chiede la Lipu-BirdLife Italia dopo "l'ennesima" bocciatura della proposta di riforma della legge 157. "La bocciatura del testo Onnis da parte della commissione Affari sociali della Camerañ dichiara Danilo Selvaggi, responsabile rapporti istituzionali Lipu-BirdLife Italia- che si aggiunge a quelle giunte dalle commissioni Giustizia e Politiche comunitarie, dimostra che la proposta di legge e' insostenibile non solo dal punto di vista scientifico, legale e delle normative comunitarie, ma anche rispetto al suo impatto sociale". Siamo di fronte "a una proposta di legge che cade a pezzi perche' concepita malissimo e promossa ancora peggio- continua Selvaggi- e' a questo punto improponibile che la prossima settimana, come previsto dal calendario, l'aula della Camera la discuta. Si abbia il buon senso, e diciamo pure il pudore, di riconoscerne il chiaro fallimento e ritirarla definitivamente".
Vesuvio, dalla zona rossa alla verde Irpinia
Dalla zona rossa del Vesuvio alla verde Irpinia. Sembra un facile slogan, invece da ieri mattina è un capitolo in più del piano di prevenzione che comunità scientifica e amministratori regionali gli amministratori hanno avviato per sfoltire labitato (seicentocinquantamila residenti) del comprensorio a più alto rischio vulcanico. Fondi speciali per ristrutturare le vecchie case - non sono poche - abbandonate in molti centri agricoli della provincia di Avellino. La fuga dei contadini e dei giovani ha provocato il progressivo degrado del patrimonio edilizio tradizionale. E allora, quale migliore occasione per rimettere in sesto casali di campagna e amene palazzine dei centri storici, da destinare alle famiglie dei diciotto Comuni più vicini al cratere vesuviano disposti a trasferirsi dalle zone di origine? Latto ufficiale delloperazione ieri mattina, nella sede dellassessorato allUrbanistica. Un protocollo d'intesa sottoscritto oggi dalla Regione, dalle Province di Napoli ed Avellino, Comunità montana Ufita e da otto Comuni irpini. Stanziata una prima tranche di 250 mila euro destinati agli incentivi per il recupero degli edifici situati nei centri di Ariano Irpino, Casalbore, Greci, Montaguto, Montecalvo Irpino, Svignano Irpino, Villanova del Battista e Zungoli, attualmente disabitati. "Soltanto un primo passo per garantire alternative credibili alle comunità costrette a lasciare le zone più esposte al rischio di una remota, ma possibile eruzione", ha spiegato lassessore Marco Di Lello. L'iniziativa, del resto, marcia nel solco tracciato dalle indicazioni del piano di assetto regionale che prevede tra gli obiettivi urbanistici primari il riequilibrio residenziale del territorio campano. Insieme con Regione e altri enti promotori, isindaci della zona rossa si sono impegnati ad attuare un progetto pilota "per la salvaguardia del territorio e dello sviluppo socio-economico dell'area vesuviana e contemporaneamente a valorizzare i centri abitati delle cittadine interne dell'avellinese". Nelle prossime settimane saranno studiate iniziative per consentire ai residenti della zona rossa di trasferirsi nei comuni dell'Ufita e programmare interventi di recupero del patrimonio edilizio pubblico disponibile nei primi otto Comuni della provincia irpina. Dovranno essere individuati, inoltre, progetti di valorizzazione per creare anche sinergie produttive tra l'area vesuviana e l'Ufita, programmando interventi urbanistici per il miglioramento della qualità della vita e il potenziamento delle strutture sociali preesistenti, con particolare riferimento alle infrastrutture culturali, sociali e telematiche, ai parchi, alle oasi ambientali. Un primo appuntamento, per favorire gli scambi culturali fra le due comunità in via dintegrazione, è stato già fissato, con la visita di cento ragazzi dell'Ufita alla festa del libro che sarà organizzata nel mese di maggio a Boscoreale. Ma veniamo alla realtà delle zone che il piano della Regione punta a recuperare e a valorizzare, con lesodo spontaneo dei cittadini vesuviani che accetteranno il bonus di trentamila euro per sistemarsi in una nuova casa nella verde Irpinia. I centri di molte zone interne, come la valle dell'Ufita, soffrono per il progressivo spopolamento. Negli otto Comuni interessati alloperazione della Regione si registrò, purtroppo, una vera fuga delle popolazioni all'indomani del drammatico terremoto che sconvolse la Campania la sera del 23 novembre 80. Da allora ritardi e contraddizioni impedirono un piano di recupero complessivo del patrimonio edilizio danneggiato dal sisma. Loccasione, illustrata ieri mattina anche dagli assessori provicniali di Napoli, Domenico Moccia, e di Avellino, Eugenio Salvatore, sarà probabilmente sviluppata anche in altre direzioni dellentroterra irpini, sannita e casertano. Particolare attenzione dovrà essere garantita - ma i limiti dei fondi disponibili sono evidenti - alrecupero del patrimonio edilizio pubblico, in qualche di eccellente valore storico e artistico. Limpegno degli imprenditori privati, in questo senso, nei prossimi mesi potrà rivelarsi determinante. (Il Mattino)
Nasce l'eco-sportello
Nei Parchi naturali
ROMA L'impresa natura entra nei Parchi. La rete delle aree protette italiane rappresenta infatti una delle attività economicamente produttive nazionali con più potenzialità di sviluppo. Nasce così l'idea di dotare i Parchi di uno Sportello Unico che, come accade già ora per le imprese fuori dalle zone protette, possa occuparsi di autorizzazioni e di pratiche burocratiche tutto in stile eco. L'idea è del Formez che ha presentato la sfida dell'eco-sportello nell'incontro organizzato a Roma "Dall'iter alle reti: sportelli unici per le attività turistiche ed economiche legate all'ambiente". Il progetto, ancora in fase di test, rientra nell'ambito dei sistemi regionali di supporto alle imprese attraverso gli sportelli unici (Sister). L'eco-sportello non sarà dedicato solo alle autorizzazioni ma alla promozione fino alla consulenza e all'informazione nel nome però dello sviluppo sostenibile e senza mai dimenticare il leit-motiv di base, quello della tutela dell'ambiente. "La prossima sfida dello Sportello Unico, per il Formez ha sottolineato Francesca Ferrara, responsabile dello Sportello Impresa del Formez - è riuscire a coniugare l'ambiente e la sua tutela con lo sviluppo sostenibile delle attività turistico-ricettive". (Gazzetta del Sud)
Centri visita, nuovo contratto e tagli per arrivare allestate
Foreste Casentinesi
Laltro giorno, nella sede del Parco nazionale, a Pratovecchio, si è proceduto alla firma del contratto tra lEnte Parco, nella persona del subcommissario Avancini, e la cooperativa Arcobaleno, con sede a San Piero in Bagno, per la gestione dei centri Visita romagnoli (Bagno di Romagna, Santa Sofia, Premilcuore, San Benedetto, Tredozio) fino al 30 giugno 2005.A detta inoltre del subcommissario esisterebbero buone probabilità per reperire una ulteriore quota di disponibilità finanziarie e così poter prevedere una proroga anche per luglio ed agosto, in attesa della emanazione di un nuovo bando per laffidamento della gestione stessa.Per ciò che riguarda gli orari di apertura, il Centro Visita di Bagno di Romagna passerà, nel periodo marzo-giugno 2005, a 452 ore di apertura rispetto alle 504,5 dello stesso periodo 2004.Drasticamente ridotta poi la disponibilità di budget per iniziative di animazione che comunque, grazie al rapporto di collaborazione che si spera di confermare con gli operatori turistici, dovrebbero comprendere la riproposizione di un ricco programma escursionistico, al quale far partecipare gratuitamente gli ospiti delle strutture turistiche compartecipanti.Per il periodo pasquale si riproporrà la tradizionale escursione attorno a Bagno di Romagna, il lunedì di Pasqua, nellambito di un ciclo di iniziative che coinvolgerà tutti i Centri Visita del Parco, sia toscani che romagnoli, nel periodo delle festività.Per ciò che riguarda attività a pagamento, si stanno programmando, ora che lincarico è stato assegnato, escursioni a piedi ed osservazioni naturalistiche in compagnia di esperti ed in collaborazione con le Guide Ufficiali del Parco, mentre proseguirà la realizzazione di progetti di tipo didattico-educativo come Un sentiero per la salute e Io cammino con lApe Nino.Permane naturalmente una forte preoccupazione per la riduzione di orari e di disponibilità che, se confermata per il periodo estivo, avrebbe come conseguenza la fine dei tradizionali programmi estivi di animazione (serate naturalistiche, mostre, eventi, attività per bambini) e la conferma di un clima di grande incertezza per gli operatori.Tra laltro, visto che si ipotizza una eventuale ulteriore proroga per la gestione dei Centri Visita (seppur restringendo orari ed attività) fino al 31 agosto, la realtà di Bagno di Romagna ne risulterebbe la più colpita, considerando che tradizionalmente si sviluppavano attività di promozione ed informazione sul Parco (con serate, escursioni) anche durante tutto il mese di settembre e buona parte del mese di ottobre. (Corriere di Romagna)
"Ente parco? Dopo le elezioni"
Circeo
Il ministro Matteoli è stato chiaro. Ieri, nel corso della sua visita al centro visitatori del parco nazionale del Circeo, durante la quale ha incontrato il commissario straordinario Bellassai; il neo direttore del parco, Di Lascio; il direttore della scuola forestale, Priori, il sindaco Schintu ed una folta rappresentanza del personale del corpo forestale dello Stato, è tornato a parlare di ente parco.
Il ritardo negli adempimenti delle procedure che porteranno allistituzione dellente ha ununica motivazione: si tratta di un fatto di correttezza nei confronti del futuro governo della regione Lazio. Perché la bozza di decreto venga sdoganata occorrerà attendere gli esiti della vicinissima consultazione elettorale. "La mia scelta è stata concordata con il governo ha ribadito il ministro dellAmbiente - . Sarebbe stato scorretto e di cattivo gusto prendere una decisione ora. Ritengo corretto che nella decisione venga coinvolto il nuovo organico della regione Lazio". La delucidazione del Ministro è stata sollecitata dallo stesso commissario straordinario che ha ribadito come il parco nazionale del Circeo sia una delle ultime aree protette non ancora adeguata ai dettami della legge quadro 394/31 che prevede listituzione degli enti parco. "Il verificarsi di questo evento non rappresenterebbe solo un cambio del modo con il quale larea deve essere gestita ha commentato Bellassai ma anche lavvio di un diverso tipo di modello di sviluppo nella compatibilità con zone fortemente antropizzate quale è la nostra". Non sono mancati comunque richiami alla redazione del piano socio economico del parco ed alla futura gestione del personale nella fase di passaggio allente.
Il Ministro ha proseguito la sua visita presso lazienda florovivaistica Altiflor dove ha potuto ammirare distese di ibisco, orchidee, ginestroni e calle colorate. Di lì si è poi spostato presso la frazione di Sacramento dove ha inaugurato la pista ciclabile che congiunge unarea residenziale al mare finanziata proprio dal ministero allAmbiente ed ha scoperto una targa dedicata alle famiglie di coloni che hanno reso fertile e coltivato la zona dopo la bonifica. "Sono soddisfatto di poter verificare come i finanziamenti stanziati dal nostro ministero siano stati utilizzati in maniera concreta ed utile" ha commentato. La visita si è poi conclusa presso la scuola materna di Sacramento, gestita dalla cooperativa Scintilla. (Il Messaggero)
Dopo due secoli il cervo abitare di nuovo sui Sibillini
Dopo quasi due secoli il cervo, uno fra i più grandi ungulati europei, torna ad abitare le montagne dei Sibillini. Si tratta del primo intervento di reintroduzione faunistica effettuato dal Parco Nazionale, che ha così dato il via alla prima fase di questo importante progetto di ridualificazione faunistica iniziato nel '98 con gli studi di fattibilità. Quindici splendidi esemplari, provenienti dalle foreste demaniali di Tarvisio, un po impauriti e spaesati dopo il lungo viaggio, sono stati così liberati, di buon mattino, con la collaborazione del Comune di Castelsantangelo sul Nera e del Corpo Forestale dello Stato, davanti a un piccolo gruppo di tecnici e osservatori.
"Da oggi ha sottolineato Alfredo Fermanelli, direttore del Parco i Sibillini potranno offrire ai visitatori, dopo un primo periodo della durata di qualche settimana, durante il quale dovrà essere ridotto al minimo qualsiasi disturbo nella zona, anche l'incomparabile emozione di osservare il cervo libero in natura. L'operazione si rivelerà assai significativa, inoltre, pure per altri aspetti, ad esempio la conservazione di alcune specie rare, come il lupo, considerato anche che, nel medio periodo, l'intervento di reintroduzione determinerà una naturale riduzione delle interferenze fra questa specie e il patrimonio zootecnico".
Dei quindici cervi liberati, dieci sono stati dotati di radiocollare e saranno continuamente controllati e monitorati oltre che dagli agenti del Corpo Forestale da esperti, al fine di studiarne le abitudini e per valutare gli esiti del progetto di immissione sperimentale che si svilupperà anche nei prossimi anni. (Il Messaggero)
Fabio Zuliani direttore del Dolomiti Il suo però sarà un incarico a tempo
PARCO Il consiglio daccordo per un punto dinformazioni al Vincheto di Celarla
Da ieri il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha, seppur in via transitoria, un direttore. Si tratta del dirigente regionale Fabio Zuliani. "In attesa che il Ministero all'Ambiente scelga il direttore ufficiale tra la terna di nomi che abbiamo proposto - ha spiegato il presidente del Parco Guido De Zordo - il consiglio direttivo di oggi (ieri per chi legge) ha votato all'unanimità la figura reggente di Zuliani che sarà a Feltre per un paio di giorni alla settimana. Dopodiché speriamo che, al più presto, si provveda alla nomina definitiva".
Tra gli altri punti all'ordine del giorno il consiglio ha approvato anche l'accordo di partenariato relativo al progetto Life Env di integrazione di Agenda 21 ed Emas. "Vede come protagonisti - ha sottolineato De Zordo - il Parco, Ambiente Italia e i Comuni di Belluno, Feltre e Pedavena. Prevede l'applicazione, su area vasta, della certificazione Emas riguardante la sostenibilità dell'offerta. Inoltre, dà il là alle linee e ai valori guida di Agenda 21, quel documento che indica le strade da seguire nel voler intraprendere stili di vita compatibili con l'ambiente".
Infine, sono stati accolti i punti riguardanti la realizzazione del punto informazioni del Parco al Vincheto di Celarda e di un parcheggio a servizio dell'edificio Col dei Mich di Sovramonte. (Il Gazzettino)
Sturam non si ricandida, sfiducia in ritardo
Dolomiti Friulane
Le amministrazioni comunali di Andreis, Cimolais, Erto e Casso, Forni di Sopra, Frisanco e Montereale Valcellina, assieme ad un rappresentante delle categorie economiche, hanno presentato agli uffici del Parco delle Dolomiti friulane la richiesta di convocazione del Consiglio direttivo come previsto dall'articolo 3 del regolamento dell'ente per portare all'ordine del giorno la sfiducia al presidente Gionata Sturam.
"Tale decisione - si legge in una nota - è scaturita dopo che precedenti tentativi di invito al presidente per una verifica sulla sua attuale posizione erano risultati infruttuosi. I motivi delle perplessità avanzate dai firmatari si fondano sulla conduzione dell'ente non in linea con le aspettative che molte Amministrazioni hanno nei confronti della conduzione del Parco intrapresa da alcuni anni dall'attuale presidente".
Se la sfiducia dovesse essere votata il gruppo di firmatari della richiesta di convocazione vorrebbe anche che si discutesse da subito della nuova dirigenza. Il secondo punto all'ordine del giorno è infatti l'elezione del nuovo presidente il quale, come si sa ormai da molti mesi, sarà individuato in una rosa di nomi di amministratori del Centro sinistra che, a seguito delle elezioni della scorsa primavera, ha ora la maggioranza nell'ente montano. Secondo i bene informati, la poltrona più prestigiosa dovrebbe toccare ad un esponente della Margherita, una decisione assunta lo scorso settembre, quando i partiti che fanno parte di "Intesa democratica" a livello regionale avevano indicato Antonio Zambon dei Ds alla carica di presidente della Comunità montana. La sfiducia a Sturam arriva il giorno dopo che lo stesso presidente aveva annunciato di non volersi ricandidare alla guida dell'ente dopo la scadenza naturale del suo mandato, fissata per il 22 maggio. (Il Gazzettino)
Parco, ripensato l´impianto Telecabina San Martino-Rolle
Paneveggio Pale di San Martino
Ecco le Pale, pallide e solenni, che pur lontane suscitano ancora - com´era moda a fine Ottocento - un grido d´ammirazione. Verde scura e in basso la valle-foresta, le balze porfiriche della Cavallazza prima della fascinazione d´una natura non ordinaria, lo spettacolo del Cimone.
Una palina bianco-rossa, fotografata giorni fa dai guardaparco, spunta dalla neve. È un punto dove probabilmente un pilone, o anche solo le funi d´acciaio, sosterranno le cabinette del collegamento San Martino-Passo Rolle.
Sul crinale ovest della Cavallazza infatti, quello che digrada verso Passo Colbricon, la vecchia soluzione di Rosalpina spa (tre seggiovie quadriposto con transito in zona Colbricon) sembra tramontata. Al suo posto si parla di un impianto unico, ritenuto meno impattante, che non tocca i laghi: una telecabina probabilmente, senza piste di rientro, per portare gli sciatori al Rolle (sfruttandone la quota maggiore quando di neve a San Martino c´è penuria) e per riportarli a valle. Ma anche per portare i turisti al cospetto del Cimone quando i prati sono tornati verdi.
Un paio di indicazioni geografiche per il nuovo collegamento: partenza da Pian delle Cartucce, sopra Malga Ces, e arrivo a Buca Ferrari, accanto alla Tognazza e alla "Paradiso" ma lontano dai laghetti della preistoria, il Rolle lì a due passi.
Alla "Funivie e seggiovie San Martino" e alla "Rosalpina spa" sulla novità vige il riserbo, ma non è totale. Due aspetti rimarcano gli impiantisti: la ricerca della soluzione meno impattante e l´utilizzo della telecabina come sistema di trasporto in qualche modo alternativo all´auto sull´affollata strada statale.
È un mettere le mani avanti che ha ampie giustificazioni: anzitutto le aree neve di San Martino e del Rolle previste dal Pup non sono contigue e se il Pup (e il Piano di parco) vanno modificati, entra in gioco la politica con i sopralluoghi di assessori e consiglieri provinciali. Visite per concordare una soluzione accettabile, un compromesso fra le esigenze di tutela del Parco e gli obiettivi dei promotori. Se l´impianto unico - senza piste di rientro per ora - risultasse tale, con una valutazione d´impatto ambientale e d´incidenza positive, grazie all´articolo 29 delle norme di attuazione del Pup il Piano di parco potrebbe modificare il perimetro dell´area sciistica.
C´è altro, naturalmente: in pieno Parco naturale Paneveggio-Pale, l´impianto passerebbe nel bel mezzo d´un Sic, il sito di importanza comunitaria "Lagorai Orientale" che protegge - lo dice il documento programmatico del Parco - "un buon numero di rarità floristiche e paesaggi vegetali "classici" ed è di rilevante interesse nazionale e/o provinciale per la presenza e la riproduzione di specie animali in via di estinzione, importanti relitti glaciali, esclusive e/o tipiche delle Alpi".
Il Sic, che rende obbligatoria la valutazione di incidenza da ricomprendersi nella procedura di Via, coinciderà probabilmente con una "Zps", una zona di protezione speciale che sta per essere istituita (dopo che l´Italia è stata messa in mora dall´Unione europea) in base alla "Direttiva uccelli" Cee della Rete Natura 2000. Non è un ulteriore vincolo, ma la tutela è tutta "europea" e se ne parla proprio in questi giorni in Provincia e al Parco. A villa Welsperg è infatti stata avviata la revisione del proprio Piano di parco (approvato a fine ´96) sulla base della nuova normativa locale, nazionale ed europea e nel quadro della nuova conservazione degli habitat anche fuori delle aree protette.
"Non ci sarà più una zonizzazione - spiega il direttore del parco Ettore Sartori - ma sulla base dei dati sugli habitat raccolti si lavorerà su ambienti omogenei corrispondenti a paesaggi omogenei".
Il 1° aprile il documento programmatico per la revisione sarà portato al Comitato di gestione ed è chiaro che la procedura di revisione incontrerà il nodo del collegamento. Basterà, a scioglierlo, una soluzione più leggera come quella studiata? Su un progetto di questo peso, in quei luoghi, un uomo di mediazione come Sartori fa una proposta: a decidere sia un ambito più ampio della politica e dei promotori. Decida la gente: "Si faccia un referendum - esorta il direttore del Parco - perché credo che sul collegamento in valle l´unanimità non ci sia". (L'Adige)
Dopo la nomina del nuovo vertice Parco Orobie: critiche anche da Simonini (Sdi)
Un consiglio di amministrazione non sufficientemente e adeguatamente rappresentativo del suo territorio. Così Ermanno Simonini, segretario provinciale dello Sdi (Socialisti Democratici Italiani) definisce il nuovo vertice del Parco delle Orobie Valtellinesi dopo la decisione dell'assemblea di nominare nel cda tre esponenti della Bassa Valle, due di Sondrio, uno di Tirano, oltre ai tre membri di nomina dell'amministrazione provinciale non più espressione delle tre aree territoriali. Di fatto la Comunità montana di Morbegno su 9 rappresentanti può vantarne sei in tutto, compreso il presidente Valter Raschetti. Le critiche fatte dal sindaco di Albosaggia Graziano Murada, quindi, non sono rimaste isolate. "Con queste nomina - dice Simonini - l'assemblea non ha rispettato il comma 4 dell'articolo 10 dello statuto del parco... E' fin troppo chiaro che non sono state considerate e difese le esigenze del mandamento di Sondrio. Visto il risultato, la responsabilità di questa situazione è anche del rappresentante della comunità montana di Sondrio che avrebbe potuto pretendere il rispetto delle norme dello statuto prima ancora di eventuali valutazioni politiche, che pure non sono estranee in queste occasioni: Insufficiente e inutile anche il suo voto di astensione - prosegue Simonini -. Una volta persa la battaglia, meglio avrebbe fatto ad abbandonare l'assemblea in segno di protesta, rimettendo probabilmente in discussione il metodo adottato. Se questa è la logica applicata per la nomina del nuovo vertice del parco è bene che si sappia pubblicamente affinché ognuno faccia le proprie valutazioni". (La Provincia di Sondrio)
Turismo di crociera alle Cinque Terre
LEnte Parco Nazionale delle Cinque Terre, con alla testa il suo dinamico Presidente , Franco Bonanini, nel tardo pomeriggio di ieri, a Palazzo San Giorgio di Genova, ha incontrato i rappresentanti di Genova Crociere, Stazioni Marittime, Operatori ed Agenzie Marittime, la Compagnia Crociere e gli Enti promozionali locali. Obiettivo è stato quello di far conoscere le bellezze naturalistiche e territoriali al selezionato turismo crocieristico. Un bersaglio che si sposa bene con lofferta delle Cinque Terre con visite guidate dei borghi marinari, passeggiate lungo i tratti più suggestivi sentieri come la Via dellAmore e scoperta delle tradizioni eno-gastronomiche. Sono già due anni che lEnte Parco ha rivolto il suo interesse verso le compagnie di crociera, tanto che nel 2003, alcune compagnie hanno portato i loro clienti, in una visita di prova, alle Cinque Terre con visita nei territori dei Comuni di Riomaggiore e Vernazza. Un ulteriore prova del grande richiamo del Parco che, nello scorso autunno, ha partecipato, riscuotendo notevole successo, alla fiera genovese Seatrade Mad e successivamente ha poi organizzato una presentazione ad armatori e compagnie di Londra.
Lobiettivo dellEnte Parco spiega il Presidente Bonanini è quello di entrare in un nuovo circuito, allinterno del quale siamo ancora poco conosciuti, aprendoci ad un bersaglio turistico molto elevato ed interessato ad un tipo di vacanza ed esperienza che si sposa bene con quelle che sono le nostre esigenze. Noi vogliamo un visitatore che cerchi da noi un tranquillo e rilassante soggiorno a contatto con la natura (Tutto Spezia)
Cinque Terre
Nel centro del paese della Riviera Spezzina, sorgerà, tra breve tempo, un nuovo Museo multimediale su storia e tradizioni delle Cinque Terre per iniziativa dellEnte Parco Nazionale. Scopo delliniziativa è quello di riunire e tramandare la memoria storica di questi tre Comuni (Monterosso, Vernazza e Riomaggiore), catalogando e conservando il ricco materiale raccolto negli scorsi anni da Anselmo Crovara di Manarola e di altri cultori di cose antiche, moltiplicando le attività del Parco per garantire a residenti e turisti una maggiore offerta culturale che possa vivacizzare la vita sociale delle Cinque Terre, costituendo, al tempo stesso, un ottimo strumento di apprendimento e conoscenza per bimbi e ragazzi della zona.
Nel nuovo museo ci saranno cinque computer, uno spazio espositivo multimediale dove due terminali trasmetteranno materiale informativo sulla storia della comunità e sui progetti del Parco. Si potrà conoscere la storia delle tradizioni contadine e marinare quali il paesaggio, lagricoltura,la costruzione dei muretti a secco ma anche il lavoro del mare e gli ex-voto dei vecchi marinai. Ma si potrà conoscere tutto sulla botanica , delle erbe terapeutiche, le biodiversità della riserva marina ed infine non sarà tralasciato laspetto culturale ed iconografico nonché pittori e poeti delle Cinque Terre.
Il progetto, denominato Attivazione di una rete mussale alle Cinque Terre2 in collaborazione anche con il Museo Civico della Spezia, ha portato già allapertura di due musei della civiltà contadina, uno presso lufficio informazioni di Manarola e laltro presso lantico frantoio della frazione Groppo. (Tutto Spezia)
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