Rassegna del 30 Aprile 2005

Wwf propone accordo per navigazione turistica po

(AGI) - Il Wwf propone un accordo per la navigazione turistica ecosostenibile del Po. E ne parla oggi a Palazzo Bellini alla Fiera del Birdwatching di Comacchio dove Fulco Pratesi, presidente del Wwf Italia, insieme ad una serie di presidenti di parchi e associazioni di categoria firmano un accordo per la definizione di linee guida per una navigazione turistica ecosostenibile nel bacino del Po.
"Il Po - spiega il Wwf - rappresenta il piu' grande corridoio naturale tra le Alpi e l'Adriatico: non e' possibile considerarlo come una grande infrastruttura per il nostro paese o una via d'acqua, ma e' indispensabile che se ne recuperi e valorizzi la propria essenza di ecosistema fluviale. Il ripristino degli equilibri idrogeologici ed ambientali e' l'unica garanzia per favorire la riduzione del rischio idrogeologico, il recupero della qualita' ambientale, la sua valorizzazione e il suo utilizzo sostenibile".

«Symbola» taglia il nastro

Il Gargano pronto in prima linea al «battesimo»

C'è anche tanto Gargano all'interno di «Symbola», la fondazione per le qualità italiane, un'alleanza tra i saperi, le imprese, la società e il territorio per esaltare la vocazione del paese alla qualità. Un sodalizio animato da personalità che vengono dal mondo economico e imprenditoriale, dalla cittadinanza attiva, dalle realtà territoriali ed istituzionali, dal mondo della cultura. Con «Symbola», che dal greco significa «mettere insieme», si vuole consolidare e affermare un modello di sviluppo in cui i territori incontrano le imprese, dove si stringono sinergie tra i saperi, le nuove tecnologie, la tradizione. In un momento di affanno per l'intero Paese e anche per il nostro Gargano, «Symbola» chiama a raccolta tutti coloro che puntano sulla qualità e i talenti del territorio. La fondazione è già stata definita la «lobby delle qualità italiane». E il Gargano, in termini di qualità, potrebbe non essere secondo a nessuno. Tant'è che tra i promotori di Symbola c'è anche l'ex-presidente della riserva nazionale garganica e attuale presidente della Federazione Italiana dei Parchi e delle Aree protette, il montanaro Matteo Fusilli. «La mia presenza tra i soci della Fondazione Symbola - commenta Fusilli - testimonia l'interesse del sistema dei Parchi italiani per un'iniziativa che mira a costruire l'unione tra la tante qualità ed eccellenze che l'Italia possiede nei territori, nelle imprese, nei saperi». (La Gazzetta del Mezzogiorno)

L'Enel ha già pronto un piano per la messa in sicurezza

Pollino - Mercure

Doppio sequestro giudiziario e doppio piano di messa in sicurezza da parte dell'Enel spa della centrale del Mercure. L'impianto di cui per anni nessuno si è occupato oggi è al centro dell'attenzione per più di un problema. Dicevamo doppio sequestro uno interno il cosiddetto «gruppo 1» «contaminato» da amianto, il secondo esterno «il parco del cippato» a cui sono stati posti i sigilli a causa di instabilità idrogeologica. Entrambi i siti necessitano di bonifica e messa in sicurezza e la società energetica che sta effettuando i lavori per la riconversione a biomasse dell'impianto ha predisposto un piano di intervento, inviato a tutti gli enti interessati alla problematica, dall'Asl alla Procura di Castrovillari, agli enti locali calabresi. Piano attuabile previo dissequestro delle aree sottoposte a sigillo. Per quanto riguarda il «gruppo 1» l'Enel ha previsto la rimozione dei materiali contenenti amianto attenendosi a tutte le normative in vigore. Il materiale killer, previa preparazione dell'area di lavoro con la realizzazione di capannine con divisori realizzati tramite idonea incastellatura ricoperta con teli di plastica autoestinguenti, sarà rimosso utilizzando la «tecnica di inibizione superficiale o totale». I materiali, naturalmente, prima della rimozione dovranno essere trattati con i prodotti fissanti.L'area dovrà essere continuamente decontaminata dalle fibre attraverso costante pulizia. Plastica, indumenti e tutto ciò che sarà usato nel luogo di lavoro dovrà essere imballato e smaltito. Insomma per bonificare l'area sarà necessario tenere in debito conto tutta la legislazione in materia di amianto. Per quanto riguarda l'area esterna, zona in cui si sta realizzando il parco del cippato, Enel ha fatto eseguire accertamenti geognostici per individuare la eventuale presenza di sorgenti di contaminazione da rifiuti e le caratteristiche dello strato di argilla sotterraneo che garantisce il contenimento della diffusione di sostanze contaminanti. Dalle indagini sembra sia emerso che solo in una limitata zona sono presenti rifiuti costituiti da idrocarburi presenti in acqua e nel terreno e in una piccola quantità. Non va dimenticato che la centrale è a poca distanza dal fiume Mercure e che essa è stata costruita una quarantina di anni fa quando non esistevano ancora le norme di salvaguardia e tutela ambientale. Tra la misure da mettere in campo per la bonifica dell'area, l'Enel ha immaginato lo scavo e smaltimento del terreno e delle acque contaminate, la verifica delle caratteristiche chimiche dei terreni a fondo scavo e il riempimento dello scavo con materiale di caratteristiche granulometriche equivalenti a quelle del materiale rimosso. Per rimettere in sicurezza la scarpata nei pressi della centrale si ipotizza tra l'altro l'attivazione di una barriera idraulica costituita da pozzi attrezzati con sistemi di pompaggio e serbatoi di raccolta delle acque. Naturalmente tali azioni potranno essere fatte solo dopo il dissequestro dell'area. (La Gazzetta del Mezzogiorno

Fa tappa sulle colline murgiane il trofeo dei parchi naturali In gara atleti da tutto il Sud

Si svolgerà domani mattina, con ritrovo alle 8, la gara di ciclismo, riservata alle mountain bike, denominata «Gran Fondo del Parco dell'Alta Murgia», una manifestazione inserita nel quadro delle gare del «Trofeo Nazionale dei Parchi Naturali», e che è articolata in diverse tappe nei parchi naturali della Campania, Toscana, Basilicata, Calabria, Umbria e Lazio. Ad organizzare questa gran fondo è stata la società coratina della MTB Castle in cui milita Egidio Carone, campione uscente del trofeo dell'anno scorso, nella categoria Master 1 (dai 29 ai 34 anni). «Aver organizzato questa gara nel nostro territorio ci riempie di orgoglio - spiega Carone - anche per far conoscere a tutti i partecipanti la bellezza della nostra Murgia che ben si adatta a manifestazione ciclistiche di mountain bike, correndo su una distanza 60 km. Dopo un iniziale trasferimento da Castel del Monte, la partenza ufficiale sarà data in contrada Pedale, si comincerà a salire per quasi 16 km sino ai 671 metri di altitudine di Torre Disperata e, dopo una breve ma veloce discesa, si inizierà una nuova salita verso la nostra ?cima Coppi- rappresentata dai 700 mt. di Monte Caccia. Poi la salita successiva verso Torre Disperata precederà l'arrivo posto ai piedi del castello federiciano. Il nostro obiettivo, è quello di valorizzare questa disciplina sportiva e se al traguardo riusciremo a piazzare qualche nostro atleta, vorrà dire che la soddisfazione sarà ancora maggiore». (La Gazzetta del Mezzogiorno)

L’altra Sabaudia: «Il sindaco si scusi»

Abusi nel parco del Circeo e Forestale, mozione di censura da parte dei consiglieri

Una mozione di censura nei confronti del sindaco Salvatore Schintu per l’atteggiamento tenuto nei confronti dell’ispettore superiore del Corpo Forestale dello Stato, Ignaz Reichegger, e del commissario straordinario del parco, Salvatore Bellassai, in occasione della recente conferenza stampa in cui il primo cittadino ha mostrato gli abusi rinvenuti all’interno dell’area di Rio Cassano, in piena foresta demaniale. È quanto chiedono i consiglieri comunali de “L’Altra Sabaudia per l’Ulivo” che invitano il primo cittadino a scusarsi pubblicamente per il danno d’immagine arrecato al Corpo Forestale dello Stato ed ad astenersi da atteggiamenti ostili nei confronti del parco e dei suoi uomini.
«La destra cerca la pagliuzza nell’occhio degli altri e non vede la trave nel proprio occhio costituita da abitazioni di quei vip che hanno fatto sparire gli accessi al mare e dei capannoni di rimessaggio di proprietà del presidente del comitato Storace, Alfredo Scalfati – attacca il centrosinistra - Il comportamento del sindaco appare una sorta di minaccia, ritorsione e persecuzione nei confronti di Reichegger. Probabilmente si vuol intimidire al fine di far diminuire l’attività di controllo del Corpo Forestale dello Stato».
Ma l’opposizione va ben oltre ipotizzando che gli ultimi due direttori del parco siano stati trasferiti perché non asserviti a chi governa il Comune e che Reichegger, già trasferito in quanto personaggio scomodo, definendo il provvedimento come normale avvicendamento, possa essere oggetto di meccanismi tesi a rimuoverlo anche attraverso una promozione pur di allontanarlo da Sabaudia. In sostanza moveatur ut amoveatur. Il centrosinistra punta anche il dito contro la scelta di Schintu di esprimere, nel corso di suddetta conferenza stampa, riserve circa il progetto di restyling del centro visitatori del parco e condanna il suo comportamento tacciato di produrre solamente scontro tra istituzioni dello Stato. (Il Messaggero)

La prima ristoratrice del Parco si è spenta

Pna

È morta la prima ristoratrice del Parco nazionale d’Abruzzo. Dopo lunga malattia, Giovanna Ciarletta, 84 anni, madre di 21 figli, si è spenta l’altra notte nella sua casa a Villetta Barrea. Una donna coraggiosa, combattiva, che non ha mai perso lucidità. Nel 1953 aveva inaugurato la ”Trattoria del pescatore” riuscendo a far apprezzare la semplicità di piatti unici e genuini. La trattoria è ancora oggi frequentata da personaggi illustri del mondo dell’informazione, della politica e dello spettacolo. Una foto ingiallita, finita anche su alcune riviste estere, ricorda quel giorno.
Giovanna Ciarletta era conosciuta per la sua simpatia nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare dall’età di 16 anni quando concepì la prima figlia. La tradizione della cucina è stata ereditata dalla famiglia; infatti alberghi e ristoranti del piccolo centro sono gestiti dai Ciarletta. Tutto il paese è in lutto: anche Renzo Harry di Ianni, sindaco di Hamilton in Canada, nato a Villetta Barrea, ha inviato un telegramma di cordoglio alla famiglia. (Il Messaggero)

Parco, autofinanziamento da 450 mila euro

A Spiazzo Rendena bilancio finale del Comitato di gestione Adamello Brenta ormai in scadenza

Giovedì sera, nelle sale del municipio di Spiazzo Rendena, il Comitato di gestione del Parco naturale Adamello Brenta si è riunito per l´ultima volta con gli attuali membri il cui mandato - in concomitanza con il rinnovo delle amministrazioni comunali - è ormai in scadenza.
Durante l´assemblea, è stato approvato il rendiconto generale dell´esercizio finanziario 2004 che - come ha illustrato il presidente dell´ente, Antonello Zulberti - «registra un avanzo di amministrazione pari a 950 mila euro, cifra in gran parte dovuta all´aumento di entrate proprie, ma in parte anche all´ottemperanza delle direttive provinciali che sollecitavano maggiori risparmi».
E molto interessante è, appunto, il dato sulle entrate che il Parco è riuscito a realizzare tramite le proprie iniziative e che si attesta sulla cifra di 450 mila euro, ovvero, come ha sottolineato Zulberti, ben il 30 per cento della spesa corrente. È stata poi approvata la variante al Programma annuale di gestione 2005, resasi necessaria per l´avvenuto finanziamento, nel mese di dicembre da parte della Provincia, della ristrutturazione di Villa Santi a Montagne. La struttura diventerà un centro di educazione e formazione ambientale. Il finanziamento permetterà così, nel corso di quest´anno, l´appalto dei lavori di ristrutturazione, analogamente a quanto succederà per Villa Grandi a Tenno, che è già destinata ad ospitare il Centro visitatori «Uomo e ambiente».
Sempre per quanto riguarda la variante, sono state adottate tre deroghe al Piano del Parco che riguardano alcuni aumenti volumetrici al Rifugio Nambino e al Rifugio Lobbie, oltre alla pavimentazione di una strada a Molveno in località «Pradèl».
Nel corso della riunione, il direttore dell´ente, Claudio Ferrari, ha illustrato l´iniziativa della «Parco card», mentre a chiusura di assemblea il presidente Antonello Zulberti ha salutato e ringraziato tutti i membri del Comitato per il lavoro fin qui svolto. (L'Adige)

Rocche del Crasto, nati i primi grifoni siciliani

Non accadeva da 40 anni: si sono schiuse le uova dei grandi avvoltoi reintrodotti nell'Isola nel 2000

Alcara Li Fusi. Tornano a riprodursi in Sicilia: dopo 40 anni, i magnifici esemplari di grifoni (Gyps fulvus), reintrodotti all'inizio del 2000 con un progetto dell'Ente Parco dei Nebrodi, hanno dato alla luce i propri eredi. Si sono schiuse infatti le uova che erano state deposte in febbraio in prossimità delle Rocche del Crasto di Alcara Li Fusi e sono nati i primi esemplari della neocolonia nebrodense.
Gli esemplari reintrodotti, importati dalla Spagna, hanno trascorso un periodo di acclimatamento nelle ampie voliere realizzate dal Parco nel Comune di Alcara e sono stati successivamente liberati In questo sito storico, dove, sino agli anni Sessanta, volteggiavano gli ultimi esemplari siciliani di questa specie. Col progetto, curato dall'ente Parco dei Nebrodi, oggi è possibile ammirare nel territorio sotto tutela questo spettacolare rapace, dotato di un apertura alare di oltre tre metri.
Il Progetto è seguito da un team di esperti ornitologi del Parco, che ha sviluppato il progetto con estrema attenzione. Fin dallo scorso inverno, periodo in cui sono stai osservati i primi accenni di comportamento riproduttivo, il Parco, per garantire il buon fine dell'importante evento, ha attivato una serie di stazioni volanti di alimentazione, detti «carnai», indispensabili alla buona riuscita delle tecniche di reintroduzione. A febbraio e stato documentato l'avvio delle nidificazioni sorvegliate constantemente dal personale del Parco e dagli appassionati di Alcara Li Fusi Nicola Romano, Natale Gioitta e Artino Martinello Basilio. Finalmente, alcuni giorni fa, è stato possibile documentare la nascita dei piccoli.
Il commissario Straordinario del Parco, Salvatore Seminara, esperto ornitologo, ribadisce la volontà dell'ente di continuare questa esperienza attraverso nuove importazioni di soggetti da liberare per incrementare la colonia già presente. Insieme con l'adozione di sofisticate tecniche elettroniche per seguire gli spostamenti dei grandi avvoltoi.
L'ente Parco, infine, ha già attivato una campagna di sorveglianza delle pareti in cui si trovano gli altri nidi per scongiurare qualsiasi forma di disturbo ed aumentare , in tal modo, le possibilità di sopravvivenza dei grifoni «tutti siciliani». (La Sicilia)

«Maxidiscarica sull'Etna»

Nicolosi. I lavori di ricostruzione dell'area turistica di Etna Sud finiscono sotto inchiesta: ieri mattina una maxidiscarica di rifiuti lapidei di natura vulcanica derivanti dai cantieri è stata sottoposta a sequestro preventivo dal personale del Corpo forestale del Distaccamento di Nicolosi. Il procuratore aggiunto di Catania EnzoSerpotta e il sostituto Agata Consoli hanno infatti chiesto e ottenuto dal gip Rosalba Recupido il sequestro dell'area di circa 10.000 metri quadrati, in contrada «Cantoniera», a 1900 metri di quota, proprio a ridosso della «bretella Ovest»: cioè, la «via di fuga» realizzata dalla Provincia regionale di Catania per collegare i piazzali centrali di Etna Sud con la zona ad ovest della stazione turistica, dove si trovano il ristorante «la Cantoniera» e l'albergo «Corsaro».
Su quest'area poco distante dal Rifugio Sapienza, che ricade in zona «C» altomontana del Parco dell'Etna (tra le poche che possono essere destinate, secondo il decreto istitutivo del Parco, alla realizzazione di strutture ed infrastrutture turistico-sportive) nel corso degli ultimi anni sono stati depositati centinaia di migliaia di metri cubi di materiale vulcanico nonché, secondo gli accertamenti compiuti dall'inchiesta in corso, materiale bituminoso proveniente dallo smantellamento delle vecchie strade: una vera e propria montagnola, ben visibile a chiunque si rechi nella località turistica Etna Sud, il cui fronte è alto circa 10 metri e che secondo, quanto emerge dall'inchiesta della Procura distrettuale, «ha arrecato un grave pregiudizio all'area montana stravolgendone l'aspetto morfologico e paesaggistico».
«Nell'ambito dei consueti servizi di controlo sul territorio – spiega il comandante del Distaccamento forestale di Nicolosi, Luca Ferlito – abbiamo costatato l'accumulo di migliaia di metri cubi di materiale». L'inchiesta riguarda, più in generale, i lavori di ricostruzione seguiti alle eruzioni del 2001 e del 2002-2003 di cui sono enti responsabili la Provincia Regionale di Catania e il Comune di Nicolosi per il ripristino, nell'area del Rifugio Sapienza, della rete viaria e la realizzazione di opere ad essa connesse (parcheggi, piazzali ed eliporto).
Accusati di violazione delle norme di tutela ambientale sono i responsabili delle imprese appaltatrici che hanno eseguito i lavori: «La Face Orazio», «Presti Srl» M.A. Costruzioni» e «Glissa Costruzioni Spa». Nell'ambito dell'inchiesta viene valutata anche la posizione di tutti coloro che hanno programmato, progettato e diretto i lavori in questione: sembra, infatti, che in fase progettuale non sia stata adeguatamente prevista e finanziata l'attività di smaltimento dei materiali provenienti dagli sbancamenti e ciò malgrado questo, in genere, comporti rilevanti oneri finanziari che nel caso specifico, visto che i cantieri si trovavano a 1900 metri di quota e in zona protetta, sarebbero stati ancora più elevati.
Immediata la presa di posizione del presidente della Provincia regionale di Catania, Raffaele Lombardo che, in una nota, afferma: «Secondo i nostri tecnici, risulta che i depositi di materiale avrebbero dovuto avere carattere temporaneo per il successivo trasferimento in discariche opportunamente attrezzate. Oggi apprendo di circostanze diverse e, considerato il danno procurato in una delle zone più significative della nostra Provincia da un punto vista turistico e della salvaguardia ambientale, per la parte di competenza dell'Ente che rappresento mi riservo di avviare gli opportuni approfondimenti per individuare eventuali responsabilità che sono comunque di esclusiva competenza tecnico-gestionale. Si desume inoltre che i cumuli di materiale di risulta sono solo in parte da addebitare ai lavori commissionati negli anni scorsi dalla Provincia». (La Sicilia)

La Maddalena Ente Parco: Demontis contro Cualbu

Il consigliere del comitato direttivo del Parco Nazionale dell'Arcipelago Michele Demontis, ha fatto pervenire al presidente Gian Franco Cualbu un'interrogazione urgente in cui sottolinea «il dissenso sui criteri di compilazione dell'ordine del giorno e sulle modalità con cui i consiglieri vengono informati». Questo anche per giustificare il fatto che durante la discussione sull'approvazione del bilancio di previsione per il 2005 lo stesso Demontis abbia abbandonato la seduta. Il consigliere, dopo aver preso visione della delibera di approvazione, ha potuto notare che nelle premesse, fra i vari "visto", manca quello della Comunità del Parco. Parere ? continua il consigliere ? che è obbligatorio secondo la legge. In base a questa constatazione Demontis interroga il presidente per sapere "se tale parere è stato richiesto, in che data, e se è pervenuto all'Ente Parco risposta della richiesta". In caso di risposta negativa chiede, quale garante della regolarità degli atti, di sapere se si intende dare corso alla delibera. Infine chiede di verificare l'esatta presenza in aula dei consiglieri votanti la delibera perché in essa «è dichiarata la presenza in aula di sette consiglieri mentre risulterebbe una presenza di soli sei consiglieri». Insomma, le polemiche all'interno dell'Ente Parco sembrano essere all'ordine del giorno. (L'Unione Sarda)

Il Pollino partorisce un topolino

Anzi tre. Nel Parco più grande d’Europa, l’Enel è decisa a mettere in funzione la Centrale a Biomasse più grande d’Europa

Nel territorio del parco più grande d’Europa, l’Enel è decisa a mettere in funzione la centrale a biomasse più grande d’Europa. La Procura della Repubblica di Castrovillari ed i Carabinieri di Laino Borgo sequestrano, per la quinta volta in un mese, aree situate all’interno della Centrale del Mercure, rinvenendo una gran quantità di rifiuti tossici e pericolosi occultati in anni ed anni di funzionamento nella vecchia centrale. l’ARPACAL conferma la presenza di amianto e misura i valori di nichel di molto superiori ai limiti consentiti dalla legge, proprio a ridosso del fiume Mercure, tributario del Fiume Lao, area di grande interesse comunitario nel Parco Nazionale del Pollino. Il sindaco di Laino, preoccupato dell’evolversi della situazione, ordina la sospensione dei lavori del piazzale ove dovranno essere stoccate oltre 300 mila tonnellate di biomasse all’anno provenienti forse dall’Amazzonia e dall’est dell’Europa e trasportate da oltre 100 TIR al giorno che faranno la spola tra i porti della Calabria e Laino, percorrendo migliaia di chilometri al giorno su strade tortuose e su quelle che verranno costruite, bilanciando così le emissioni che si vorrebbero risparmiare con la messa in funzione della centrale a biomasse. Pare che le biomasse, dopo qualche anno di funzionamento della centrale, verranno sostituite dal combustibile derivato dai rifiuti, secondo un programma che trova conferme in alcuni documenti ufficiali del Gestore della Rete di Trasporto dell’Energia e nella legge delega in materia ambientale che, secondo alchimie tipiche di questi tempi, trasforma i rifiuti in combustibile ecologico (eco-balle).
Mentre succede tutto questo, il parco più grande d’Europa partorisce un topolino. Anzi ne partorisce tre.
Il primo topolino
Il primo topolino viene partorito la scorsa settimana. Nell’esprimere "grande preoccupazione" per la grave situazione della Centrale del Mercure, il parco ritiene di non ritirare o annullare la deliberazione di autorizzazione già resa all’ENEL. Affermando che si sono superati i termini previsti dalla legge (quale?) per ritirare il provvedimento, il parco esprime una laconica preoccupazione per gli sviluppi che sta prendendo la questione, incaricando alcuni esperti di valutare gli effetti della centrale sull’ambiente del parco (non si poteva fare ciò prima di dare l’autorizzazione?). Con la stessa solerzia con cui sono state date le autorizzazioni all'ENEL ci saremmo aspettati che il parco, considerata la grave situazione esistente di inquinamento, avesse esercitato, in via cautelativa, le sue prerogative per la tutela dell'ambiente e della salute, ritirando le autorizzazioni rese. Invece, niente di tutto questo accade, lasciando alla magistratura un difficile compito che con grande serietà e decisione porta avanti. Pur in presenza di precise responsabilità, secondo gli enti coinvolti, questa situazione sembra non avere responsabili. Struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia credendo così di non essere visti.
Il secondo topolino
Il secondo topolino viene partorito a Castrovillari, nel corso della seduta della Comunità del Parco. Su 70 membri effettivi se ne presentano 24. All’ordine del giorno ci sono l’approvazione del bilancio del parco e la centrale del Mercure. Dopo alcuni interventi e voci scontate di dissenso, vengono chiesti dieci minuti di sospensione della seduta per discutere come gruppi politici le decisioni da prendere. La discussione riprende ben oltre i dieci minuti di sospensione richiesti per essere subito rinviata a data da destinarsi, con la solerzia pari a quanto si decise mesi fa di escludere il comune di Laino Borgo dal parco, per evitare così di avere problemi di compatibilità con il parco derivanti dalla messa in esercizio della centrale.
Il terzo topolino
Il terzo topolino viene infine partorito nella giornata del 29 aprile. Nel corso di un incontro alla Provincia di Cosenza al quale erano stati convocati i Comuni, La Provincia di Potenza, e le Associazioni, invece di ritirare l’autorizzazione resa all’ENEL, la Provincia di Cosenza, seguendo un copione già visto, non trova di meglio che istituire una commissione tecnica che dovrà monitorare gli eventuali effetti che potrebbe causare la centrale sulla salute e l’ambiente, incluse le operazioni di bonifica del sito. Non è dato sapere cosa hanno potuto garantire i rappresentanti dell’ENEL, pure presenti all’incontro, e se risponda al vero la notizia della messa in esercizio della centrale del Mercure, con prove di produzione già all’inizio di maggio, nonostante i sequestri della magistratura e mezza centrale sia stata "sigillata” dai carabinieri.
Conclusioni aperte
Nello stesso giorno, a conclusione dell’incontro presso la Provincia di Cosenza, a Campotenese diversi esponenti politici calabresi e lucani si sarebbero incontrati per la seconda volta a porte chiuse, per discutere sul futuro assetto del parco, la centrale del Mercure e sul da farsi in merito all’approvazione del bilancio del parco. A porte chiuse, lontano dalla gente e da quanti oggi non condividono queste scelte imposte dall’alto dalle potenti multinazionali dell’energia e dei rifiuti che, ieri in Val d’Agri, oggi anche nel parco nazionale del Pollino, ipotecano il futuro e le aspirazioni di riscatto delle comunità e dei giovani, costretti ad emigrare, nonostante abbiano investito nelle attività e nell’ambiente pulito, valori questi barattati, insieme alla salute dei cittadini, in cambio di una politica clientelare basata sulle promesse e sui ricatti occupazionali.
Per quanto tempo ancora la montagna partorirà topolini? (Lucanianet)


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