Cinque terre, trasferta molto gradita
Trentino - La visita della terza commissione consiliare a due parchi naturali: «Per studio»
Una visita al Parco nazionale delle Cinque terre in Liguria e al Parco naturale delle Alpi marittime in Piemonte: la gita è stata compiuta dalla terza commissione del Consiglio provinciale «per arricchire il bagaglio di idee e conoscenze utili alla prossima valutazione delle proposte legislative presentate al Consiglio provinciale in materia», come si legge in un comunicato. Oltre al presidente della commissione, Roberto Pinter (Sdr), c´erano Roberto Bombarda dei Verdi (firmatario del disegno di legge che mira a istituire in Trentino sei nuovi parchi naturali e altri sei parchi fluviali), Sergio Divina (Lega Nord), Nerio Giovanazzi (Fi), Giorgio Viganò (Margherita). Con loro anche Walter Viola (Fi), che si è aggregato per studiare il possibile rilancio delle politiche turistiche in Trentino e, per la Giunta provinciale, anche i dirigenti Paola Matonti e Romano Masè. Apprezzato soprattutto il Parco nazionale delle Cinque Terre. (L'Adige)
A grandi passi verso il parco
Viterbo - Arcionello
A grandi passi verso il parco dellArcionello: 150 ettari (dalla valle propriamente detta fino alla pendici della Palanzana, con linclusione della forra di fosso Luparo) di paradiso naturalistico, ma anche «percorso delle memoria e dellidentità cittadine», quando Viterbo era una «città di pietra e dacqua»: le pietre vulcaniche (il tufo, il peperino) che nelle mani di sapienti artigiani (o, meglio, tout court , artisti) sono diventate colonne, chiese, palazzi, in una parola il suo volto; lacqua, quella dellUrcionio («fiume ctonio», secondo una fortunata definizione di Antonello Ricci), fonte di vita e di sostamento economico (lagricoltura, la produzione del lino, la lavorazione della canapa etc.).
A grandi passi verso la realizzazione del parco dellArcionello: ci credono ancora di più quelli del coordinamento cittadino che da sedici mesi a questa parte si sono inventati una mobilitazione fatta di sorrisi, allegria, passeggiate-racconto e, come quella di domenica scorsa, passeggiata-concerto, grazie alla quale i bambini e gli adolescenti del Centro sperimentale musicale diretto da Naomi Barlow hanno trovato il loro naturale palcoscenico proprio nel magico scenario dei bottini dellacqua dei primi del Novecento di fosso Luparo.
A grandi passi verso il parco dellArcionello: ne è convinto Antonello Ricci, lanimatore-folletto della numerosa combriccola («mai avrei creduto che nella prima domenica balnerare ci si potesse ritrovare in trecento»), lieto delle tante presenze istituzionali (Regione, Provincia, Comune), ormai certo che «la battaglia dellArcionello, non solo è riuscita a tener viva lobiettivo di difendere e tutelare larea, ma è diventata la battaglia di tanti». Le prossime iniziative? Saranno tutte orientate a materializzare lultimo sogno sognato da Ricci e da quelli dellArcionello: liberare anche la ex segheria-cava Anselmi dal previsto complesso residenzial-commerciale (circa 15 mila metri cubi) e trasferirlo nellunica lottizzazione (a Pian di Cecciole) rimasta tale rispetto alloriginario piano integrato degli architetti Andreoli e Cesarini. Le parti (palazzo dei Priori, il coordinamento, i progettisti) hanno già avuto proficui abboccamenti su unopportunità - creare, cioè, nellex cava/segheria la porta del parco - che ora è al vaglio della compatibilità tecnica e urbanistica. (Il Messaggero)
De Bastiani sul Parco: «Minoranza ambigua»
Dolomiti Bellunesi - Cesiomaggiore
Sui confini del Parco, l'amministrazione di Cesiomaggiore ha le idee chiare. A detta del sindaco Gianni De Bastiani invece, è proprio il gruppo di minoranza Cesiobiettivi, a non aver mai espresso un parere chiaro sulla questione. Il primo cittadino risponde così alle critiche mosse dall'opposizione, di fronte all'accusa di essere stati fin qui poco chiari, con i cittadini, sul discorso legato alla nuova perimetrazione. «A riguardo - spiega il sindaco - la nostra amministrazione ha un progetto ben specifico, chiarito già ai tempi della campagna elettorale. Di fronte cioè a una nuova proposta di perimetrazione che trovasse la contrarietà dei proprietari dei terreni, noi daremo loro il nostro pieno appoggio. Ci siamo sempre impegnati a portare avanti questo tipo di discorso. Da parte di Cesiobiettivi invece è sempre emersa una certa ambiguità sulla questione». «Crediamo nelle grandi capacità del Parco - continua De Bastiani - e il nostro non è assolutamente un atto di sfiducia. Riteniamo che una comunità abbia comunque il diritto di autoregolarsi e di poter disciplinare il proprio territorio con consapevolezza. Ecco perché vogliamo promuovere al più presto le due assemblee pubbliche in programma, in cui sarà necessaria la presenza anche dei tecnici del Parco. Le due assemblee saranno fatte probabilmente entro il mese di giugno». (Il Gazzettino)
Il patentino per raccogliere funghi si può chiedere al Parco
Castelli Romani
Sarà più facile per gli appassionati "fungaioli" dei Castelli Romani rinnovare o chiedere il patentino necessario per la raccolta dei funghi. L'intera pratica infatti potrà essere evasa a Villa Barattolo, nella sede del Parco dei Castelli Romani, a Rocca di Papa, invece di recarsi a Roma, a Palazzo Valentini, dove sono ubicati gli uffici della Provincia. Il costo del rinnovo del patentino, che si acquisisce al termine di un apposito corso, è di 25 euro e quest'anno sono decine i cittadini residenti nei Comuni castellani che dovranno rinnovare il patentino. (Il Messaggero)
Il centro di ippoterapia per i disabili al Parco
Adamello Lombardo
Lassessore al Parco dellAdamello Martino Martinotta, è impegnato a rispettare i termini di attivazione del progetto, che dovrà essere portato a compimento nel biennio 2005/2006. «Un parco per tutti, finanziato dalla fondazione Cariplo e predisposto dallo stesso ente Parco, promuoverà iniziative ed opportunità anche a favorire la fruizione dellambiente protetto da parte di soggetti disabili, in particolare bambini e giovani. Lo stesso assessore ha presentato nei giorni scorsi, al Dishow di Montichiari, manifestazione fieristica riservata ai soggetti svantaggiati, il progetto della Comunità montana, che vede coinvolte le cooperative sociali e le associazioni della Valle Camonica che si occupano di disabilità. Oltre a queste realtà «un parco per tutti» interesserà e coinvolgerà alcune scuole di alpinismo, scialpinismo e di arrampicata camune, le guide alpine «Valle Camonica - Adamello» di Edolo e lAzienda agricola San Faustino di Ceto.
«Alcune attività previste nel progetto hanno già avuto inizio - spiega Martinotta - come ad esempio le prime operazioni per attrezzare una palestra di roccia presso il rifugio «Stella Alpina» di Saviore e per la costituzione del centro di ippoterapia. È un progetto innovativo che ci riempie di orgoglio perchè continua in forme nuove le attività di educazione ambientale, che da sempre il parco porta avanti; soprattutto apre un dialogo importante con la realtà umana e sociale della disabilità».
Fra le attività previste dal progetto figurano trekking con racchette da neve, trekking estivo, attrezzamento in sicurezza, corso di arrampicata e «percorso avventura» corsi di ippoterapia e di didattica ambientale con i cavalli e laboratori di educazione ambientale. In particolare allAzienda agricola San Faustino di Valentino Bonomi, a Ceto, verrà realizzato un centro permanente di ippoterapia e di didattica ambientale. Ancora lassessore al parco, nel sottolineare anche laspetto ludico e di conoscenza della natura e dellambiente, sostiene che «vivere a contatto con la natura, fare esperienze nellambiente unico del parco dellAdamello, può servire a dare nuove emozioni, a risvegliare sentimenti, voglia di scoprire e di fare». (Brescia Oggi)
Molentargius parte, ma senza soldi
Il sindaco di Quartu Ruggeri eletto presidente del consorzio di gestione, Floris il vice
Gigi Ruggeri è il primo presidente del Consorzio del Parco Molentargius-Saline, Emilio Floris il vice. I due sindaci, che si dividono il 45% delle quote consortili, sono stati eletti ieri pomeriggio dall'assemblea del parco, riunita per la prima volta (a parte un incontro informale 15 giorni fa) dalla firma dello statuto, il 20 aprile. Sulle cariche, tra Cagliari e Quartu c'era un accordo informale da un anno: al Capoluogo la sede del parco, a Quartu la carica più importante. La stessa intesa, ribadita ieri ma da formalizzare, prevede una staffetta a metà mandato, dopo due anni e mezzo. Si tratta, tuttavia, di cariche provvisorie. Ruggeri ha avuto un mandato esplorativo per valutare i problemi enormi legati all'avvio della macchina e, soprattutto, gli aspetti finanziari. Tra 15 giorni l'assemblea si riunirà di nuovo ed eleggerà gli altri organi assembleari, cioé il consiglio direttivo (composto dal presidente più due membri) e il collegio dei revisori dei conti. Parco senza doteSe da un lato quella di ieri è stata una giornata storica, perché segna l'inizio ufficiale dell'attività del parco, quasi tre decenni dopo la Convenzione di di Ramsar e a sei anni dalla legge istitutiva, dall'altro è stato il momento in cui l'assemblea, cioè i due sindaci, il presidente della Provincia Graziano Milia e i sindaci di Selargius (Mario Sau) e Quartucciu (Pierpaolo Fois), si sono resi conto che per far funzionare il parco non ci sono soldi. O, meglio, ci sono 100 mila euro che non bastano nemmeno per pagare lo stipendio al direttore che verrà (potrebbe essere l'attuale commissario, Antonio Conti). È vero che l'assessore regionale all'ambiente Tonino Dessì, che ha partecipato alla fase introduttiva della riunione, ha ipotizzato alcune strade da seguire, ma - osserva il sindaco di Cagliari - «per ora non c'è un soldo né i sono certezze». Anche perché, ha quantificato il commissario, solo per l'ordinaria amministrazione serve circa un milione di euro all'anno. Grande preoccupazioneE infatti tutti, ma soprattutto il presidente, sono seriamente preoccupati. «Tra noi c'è un ottimo clima collaborativo, ma non si capisce con quali risorse dovremo operare e le competenze sono ambigue», spiega Ruggeri. Che chiarisce che proprio per questo «il mio è un mandato esplorativo». Quanto a Floris, ha sempre detto che «il parco deve produrre risorse, non assorbirne». Dopo la riunione di ieri, è convinto che «così può essere un pacco per i Comuni. Pensavo ci fosse qualche milione di euro, invece non c'è nulla di certo. Bisogna trovare le risorse specifiche per i progetti, sennò è un rischio per le nostre casse». Una preoccupazione condivisa da Milia: «Centomila euro non bastano nemmeno a fare il piano del parco, che è come il piano urbanistico di un Comune. Trovare i soldi non sarà facile», aggiunge. Quanto al ruolo della Provincia, il presidente chiarisce: «Siamo per la gestione ai Comuni, il nostro sarà un ruolo diverso». Tra l'altro il Piano del Parco sarà la prima cosa da fare, dopo le nomine. La legge stabilisce che la proposta di piano venga fatta entro il 19 ottobre e il percorso, dopo la pubblicazione e i termini per le osservazioni, si concluda con l'adozione entro il 20 luglio 2006. Un obiettivo, allo stato, impossibile da raggiungere. (L'Unione Sarda)
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