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Rio+20, il documento finale: bisogna tutelare la biodiversità

Pubblicato un dossier di 49 pagine e 283 capitoli in cui si individuano strumenti, sistemi di governance e un quadro di azione per raggiungere uno sviluppo finalmente sostenibile
(12 Lug 12)

Rio+20, la conferenza sullo sviluppo sostenibile organizzata in Brasile, a Rio de Janeiro, dalle Nazioni Unite, ha chiuso i battenti. Alla fine dei lavori è stato pubblicato "The future we want", il documento conclusivo tradotto in italiano da Toni Federico, Claudio Falasca e Laura Catalani. Un dossier di 49 pagine e 283 capitoli in cui si individuano gli strumenti, si rivede il sistema di governance e il quadro di azione per raggiungere uno sviluppo finalmente sostenibile.

Green economy – È questo lo strumento più importante per lo sviluppo. Nessuna regola rigida, un solo principio: va rispettata la sovranità nazionale di ogni Paese senza costituire ostacolo, al tempo stesso, al commercio internazionale o essere mezzo di discriminazione. L'obiettivo è quello di ridurre e poi colmare le differenze tecnologiche tra Stati "sviluppati" e "in via di sviluppo".

Biodiversità - "Riconosciamo la gravità della perdita di biodiversità globale e il degrado degli ecosistemi e sottolineiamo che queste minano lo sviluppo globale, pregiudicano la sicurezza alimentare e la nutrizione, la fornitura e l'accesso all'acqua, la salute delle popolazioni rurali povere e delle persone in tutto il mondo, comprese le generazioni presenti e future". Un duro monito: perdere biodiversità equivale a mettere a rischio vite umane.

Ecosistemi a rischio - Gli ecosistemi marini e quelli montani sono considerati i più a rischio. "Bisogna riaffermare - si legge nel documento - la necessità di promuovere, valorizzare e sostenere l'agricoltura sostenibile, comprese colture, bestiame, silvicoltura, pesca e acquacoltura. Ripristinare la produttività e la salute degli oceani e degli ecosistemi marini e mantenere la loro biodiversità, consentendo la loro conservazione e uso sostenibile per le generazioni presenti e future". Forte l'impegno promesso dai rappresentanti delle Nazioni Unite nella lotta contro l'inquinamento marino.

Ecoturismo - Se ben progettato e gestito, il turismo può dare un contributo significativo allo sviluppo sostenibile, creando anche posti di lavoro. "Riconosciamo la necessità di sostenere le attività del turismo sostenibile e di sviluppare quelle rilevanti capacità per la promozione della consapevolezza ambientale, della conservazione e protezione dell'ambiente, del rispetto della fauna selvatica, flora, biodiversità, degli ecosistemi e della diversità culturale e migliorare il benessere e il sostentamento delle comunità locali, sostenendo le economie locali e l'ambiente umano e naturale nel suo complesso".

Governance dello sviluppo – Nasce un forum intergovernativo di alto livello e si riafferma, potenziandolo con un flusso stabile di risorse e garantendo la rappresentaza di tutti i membri delle Nazioni Unite, il ruolo del Programma ambientale Unep dell'Onu. È stata bocciata, invece, la richiesta di trasformare l'Unep in un'agenzia.

Quadro d'azione -  Si definiscono i settori dove le azioni sono più urgenti e necessarie: lotta alla povertà, sicurezza alimentare, acqua, energia, salute, oceani e cambiamenti climatici.

Obiettivi sviluppo sostenibile – Nel documento si ricorda che la qualità deve pesare più della quantità nella selezione degli obiettivi. Ne bastano pochi, concisi, rivolti all'azione immediata e applicabili a tutti i Paesi, tenendo conto delle caratteristiche di ogni nazione. Già nella prossima assemblea delle Nazioni Unite (settembre) sarà convocato un gruppo di lavoro di 30 persone: dovranno presentare proposte entro il 2013, in modo che siano approvate entro il 2015.

Risorse – Un flusso di risorse economiche continuo, certo. Ma bisogna anche rafforzare il sostegno finanziario attraverso nuovi partenariati e investimenti di privati sensibili alle tematiche dello sviluppo sostenibile.

Il PDF DOCUMENTO integrale

Area Protetta: Diverse  |  Fonte: Federparchi
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