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Incendi sul Pollino: al tavolo con il ministro Corrado Clini anche il Parco Appennino Lucano. Presto un protocollo

(Marsiconuovo, 01 Ago 12)

È stata una riunione "breve ma operativa", come l'ha definita il presidente Domenico Pappaterra, quella che si è svolta ieri mattina nella sede del Parco Nazionale del Pollino, a Rotonda, con il ministro dell'ambiente Corrado Clini. Giunto in mattinata a Campotenese il ministro ha sorvolato le aree colpite dagli incendi dello scorso 16 luglio dopo aver salutato i volontari  delle associazioni che hanno partecipato alle operazioni di spegnimento. Lo scopo della visita del ministro, annunciata all'indomani degli incendi, era quello di partecipare a un tavolo tecnico per esaminare e porre rimedio alla piaga dei roghi sul Pollino. E così è stato. Prima di incontrare i giornalisti, Clini ha tenuto una riunione alla quale hanno preso parte i presidenti del Parco Pollino Domenico Pappaterra, del Parco Appennino Lucano Domenico Totaro, e del Parco Sila Sonia Ferrari, l'assessore all'ambiente della Regione Basilicata Vilma Mazzocco, il presidente della regione Calabria Giuseppe Scopelliti, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, il capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone e altre autorità civili e militari. Nelle parole di Pappaterra il rammarico per la recrudescenza degli incendi nel Pollino, "dietro i quali –ha detto- c'è purtroppo sempre la mano dell'uomo", e la difesa delle azioni poste in essere per lo spegnimento "senza le quali si sarebbe verificata una catastrofe." L'intervento, molto atteso, del ministro Clini ha dettato le tre priorità da adottare per far fronte all'emergenza degli incendi. Innanzitutto, ha spiegato, "occorre aggiornare i sistemi e le tecnologie di controllo e monitoraggio del territorio, sia per intervenire in breve tempo sia per creare un deterrente per chi si rende responsabile di questi incendi che sembra siano di natura dolosa". Una misura questa che è possibile implementare subito dal momento che le risorse sono già disponibili nel programma operativo nazionale per la sicurezza.  La seconda linea di intervento, ha spiegato il ministro, è quella relativa al sostegno alla prevenzione degli incendi grazie attività di manutenzione e pulizia dei boschi utilizzando la forza lavoro giovanile. A questo proposito è stato sottolineato il "valore economico delle aree protette, perché un paese che frana, un paese che brucia è un paese che perde risorse e perde capacità di sviluppo", ha detto Clini. L'intenzione, allora, è quella di far partire proprio dal Pollino "un programma già previsto all'interno del Decreto Sviluppo", che va nella direzione del sostegno a queste attività. La terza priorità dettata dal ministro è "la rigorosità nella gestione dei suoli che sono stati devastati dalle fiamme, per cui dobbiamo fare in modo che i catasti comunali non consentano di riutilizzare questiterreni per altre attività." Questi impegni e le decisioni adottate al tavolo tecnico saranno oggetto di un protocollo di intesa fra le parti, che sarà sottoscritto prossimamente. L'incontro con i giornalisti è servito anche a fornire i dettagli dei catastrofici avvenimenti del luglio scorso. In tutto sono andati in fumo, 789 ettari di superficie, di cui 615 di boschi. Gli incendi sono stati 54 divisi a metà tra la parte lucana e quella calabrese del Pollino.

Area Protetta: PN Appennino Lucano  |  Fonte: PN Appennino Lucano
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