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Segnalazioni

Il presidente Sammuri: "L'orso marsicano non può essere allevato in cattività"

Il vertice di Federparchi interviene riguardo all’appello diramato nei giorni scorsi per salvare la specie ad alto rischio di estinzione
(25 Gen 13)

Federparchi, attraverso il presidente Giampiero Sammuri, interviene riguardo all'appello diramato nei giorni scorsi per salvare l'Orso marsicano, ad alto rischio di estinzione. Sammuri sostiene la posizione del presidente del Parco nazionale d'Abruzzo-Lazio-Molise Giuseppe Rossi, il quale – di fronte alla proposta di tentarne il salvataggio e la riproduzione in cattività - spiega perché questa soluzione non è praticabile "per ragioni di carattere logistico e per motivi etici e di conservazione". 

"In questi giorni – commenta Sammuri – mi sono riletto il Patom – Piano di azione per la tutela dell'orso marsicano – un protocollo firmato solo tre anni fa, che costituisce al momento il principale strumento di coordinamento di un numeroso gruppo di enti, istituzioni e associazioni, primo fra tutti il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, nel cui territorio è localizzato il nucleo fondamentale della popolazione. La sua redazione si basa da una parte sulle migliori e più aggiornate conoscenze scientifiche sull'Orso bruno marsicano e dall'altra su un ampio processo di partecipazione e discussione su obiettivi, metodi e azioni necessarie per garantire il miglioramento dello stato di conservazione della specie nell'Appennino centrale". Secondo Sammuri le azioni da intraprendere, seppure problematiche, sono state puntualmente evidenziate e quanto afferma oggi il presidente Rossi è condivisibile dalla prima all'ultima riga.

"Non è pensabile un recupero della specie in cattività, piuttosto sarà fondamentale lavorare sulle cosiddette aree di connessione, zone che per condizioni dell'habitat e collocazione rispetto alle aree critiche, facilitano i movimenti individuali di dispersione su larga scala, e quindi la connettività funzionale, demografica ed eventualmente genetica, tra nuclei in aree critiche differenti. Così si potrà nel tempo realizzare una graduale espansione dell'areale in grado di assicurare il successo degli accoppiamenti, dei movimenti di dispersione e di nuovi insediamenti. E ancora saranno necessari interventi decisi su tutte le cause di mortalità. Importante sarà infine contrastare il comportamento di confidenza, limitare i pascoli, certe pratiche venatorie e la frequentazione turistica. Disciplinare meglio le riserve integrali, evitandone qualsiasi tipo di utilizzo economico per assicurare quiete e tranquillità all'orso e il miglioramento dell'accesso alle risorse alimentari".

Area Protetta: Diverse  |  Fonte: Federparchi
 
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