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Segnalazioni

"200 milioni vincolati per i parchi nazionali, rivedere le norme di spesa" intervista del presidente di Federparchi Giampiero Sammuri a Impakter Italia

Il testo e il link all'intervista del presidente di Federparchi che spiega come sia necessario utilizzare tutte le risorse disponibili per valorizzare le eccellenze naturalistiche costituite dalle aree protette italiane
(08 Gen 21)

"Nelle casse dello Stato ci sono accantonati circa 200 milioni di euro che sono dei Parchi Nazionali Italiani. Che non li possono spendere, in parte a causa dei vincoli dello Stato che ha messo un tetto alle spese in beni e servizi". Lo dice ad Impakter Italia Giampiero Sammuri, biologo e zoologo, Presidente di Federparchi.

"Quindi il pensiero comune che i Parchi Nazionali non hanno un euro è falso - spiega Sammuri - Le cose stanno così:  la legge 394 del 1991 è stata una svolta per un verso perchè ha dato una fisionomia precisa ed un inquadramento legislativo ai parchi italiani. Ma dall'altra lato ormai è una legge antica perchè i parchi sono considerati Enti pubblici non economici. Insomma abbiamo le stesse regole dell'Inps per le spese. Ogni anno riceviamo una somma che però non possiamo spendere per intero. E in un momento come questo nel quale proprio lo Stato sta cercando soldi da tutte le parti per far ripartire le aziende, noi chiediamo che questi fondi vengano sbloccati per darci modo di far lavorare le tante imprese che potremmo chiamare".

La situazione

I Parchi Nazionali italiani sono 24 più uno, quello del Gennargentu che c'è - è stato istituito nel 1998 - ma non è ancora operativo perchè politica, resistenze della popolazione ed interessi locali di varia natura e genere non ne hanno permesso l'avvio come gli altri. L'area coperta è di 1 milione e 500mila ettari che si raddoppia con i Parchi Regionali alcuni dei quali sono più grandi di quelli nazionali.

"Se vogliamo raccontare le cose belle dei nostri parchi, dobbiamo senz'altro dire che abbiamo più specie animali e vegetali di tutta Europa. Grazie all'istituzione dei parchi (il primo fu quello del Gran Paradiso nel 1922, l'ultimo quello dell'Isola di Pantelleria nel 2016,ndr) abbiamo potuto recuperare alcune specie animali che sembravano estinte: stambecco, orso marsicano, camoscio appenninico, il lupo, l'aquila, il gipeto, un avvoltoio molto particolare. Solo per fare degli esempi. Insomma dal punto di vista naturalistico abbiamo tutto. Come paesaggi, storia e cultura neanche a parlarne. E poi ci sono le Aree Marine Protette, importanti che però bisogna incrementare".

I problemi sul tavolo

"Uno è quello di cui abbiamo detto, cioè l'impossibilità per l'Ente parco di spendere i soldi che lo Stato mette a disposizione. Noi abbiamo da anni chiesto anche una riduzione del 5 per cento della somma con la possibilità di spendere - e naturalmente rendicontare puntualmente - il resto secondo le necessità di ogni parco. Per esempio, come si fa all'estero, creando servizi per il turismo da gestire direttamente (alberghi, ristoranti, guide, e via dicendo) i cui introiti verrebbero obbligatoriamente reinvestiti nel parco.

Ma l'altra questione aperta è quella della carenza gestionale di alcuni parchi. Per troppi anni per esempio nella scelta dei Direttori dei parchi si è seguita la linea che dovesse essere più importante la competenza tecnica naturalistica diciamo così, piuttosto che quella della capacità di far lavorare come si deve un Parco. Il direttore del parco deve essere secondo me un manager che si intenda di gestione, di personale, di questioni economiche. E che sappia far lavorare lo zoologo che deve essere una figura di primo piano e tutti i tecnici. E questo è valso anche per i funzionari. E poi è mancata la formazione per i neo assunti negli Enti Parco. Che se amministrati in un certo modo sarebbero una fonte di reddito eccezionale per il nostro paese".

Però la relazione della Corte dei Conti dice che ci sono dei Parchi che "hanno troppo modeste entrate"

"Se è per questo ci sono Parchi che hanno entrate imbarazzanti, zero addirittura. Ma ripeto se questi Enti non sono messi nelle condizioni di poter rendere al meglio non c'è possibilità di uscirne bene. Non è per dire che all'estero va sempre tutto meglio però le cose funzionano in modo diverso. Lo Stato in certi paesi europei assegna un budget, chiede un bilancio che viene approvato ed ammonisce di non spendere un centesimo di più. E non entra nello specifico delle spese primo perchè c'è il bilancio, poi perchè c'è fiducia nelle competenze. Chi sbaglia paga, e sul serio, le conseguenze dei sui errori".

Per chiudere

"Per chiudere questo primo volo sui nostri Parchi c'è da dire che quelli Regionali - alcuni dei quali come ho detto sono più grandi di qualcuno nazionale come quello dei Nebrodi che è il quinto più esteso in Italia - non hanno grandi risorse. Anzi. Come le Aree Marine Protette. E poi ci sono gli attacchi continui alle dimensioni dei parchi stessi. In Abruzzo dove si vorrebbe far passare una superstrada dentro il Parco Nazionale. O in Liguria dove le pressioni dei cacciatgori, e non solo,  chiedono una riduzione dei parchi per avere più spazi liberi per la loro attività. Insomma è una battaglia quotidiana per difendere quella che deve diventare un'attività economica di primo livello perchè ne ha tutte le potenzialità, e che è una realtà ambientale impareggiabile nel mondo".

LINK A IMPAKTER ITALIA

Area Protetta: Diverse  |  Fonte: Federparchi
 
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