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Notizia del: 21/03/2012 Area protetta: Diverse



Aree marine protette e piccola pesca, sostenibilità ambientale ed economica

Federparchi ha organizzato un incontro con i pescatori artigianali, all'interno del progetto MedPan North

Il 17 e il 18 marzo 2012, l'area marina protetta di Torre Guaceto ha ospitato la prima "Riunione dei pescatori artigianali e delle aree marine protette del Mediterraneo", organizzata da MedPAN e promosso da Federparchi – Europarc Italia. MedPAN è la rete di gestori di aree marine protette del Mediterraneo, i cui due principali obiettivi sono lo scambio di esperienze tra i responsabili di riserve marine e lo sviluppo di strumenti di gestione efficace delle Aree Marine Protette. L'incontro è stato promosso dal Progetto MedPan North, anche con Parco Port Cros, Riserva di Torre Guaceto e WWF.

Dall'incontro sono emerse quattro richieste alla Commissione Europea, che sta lavorando in questi mesi alla nuova riforma della pesca: il sostegno della multifunzionalità e della diversità dei mestieri della pesca artigianale costiera del Mediterraneo, il sostegno della co-gestione (tra pescatori, aree marine protette, ricercatori e decisori politici) della pesca artigianale nei piani d'azione a lungo termine con l'apertura di una linea di finanziamento specifica per la pesca artigianale, l'attivazione di una reale politica di controllo della pesca cosiddetta sportiva e l'inclusione, nella Riforma, di un'alleanza con le aree marine protette del Mediterraneo per la gestione della pesca per la conservazione della diversità biologica e culturale e per la tutela delle risorse marine.

Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi – Europarc Italia, ha sottolineato come «le aree marine protette rappresentino un importante strumento di gestione della biodiversità che permette, oltretutto, la collaborazione e il rispetto delle realtà economiche al proprio interno. La pesca artigianale ha il grande pregio di essere selettiva, e quindi sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico, oltre che di supportare le attività di monitoraggio della biodiversità, con cui si possono calibrare le azioni di conservazione».

Nelle aree marine protette del Mediterraneo, le soluzioni contro la crisi della pesca, che ha visto il crollo degli stock ittici quasi del 90%, sono già in atto e sono tutte in piena sintonia con la sostenibilità: nella Riserva di Torre Guaceto, ad esempio, si è triplicata la pesca sfruttando gli 'interessi' del capitale di pesca protetto dall'area pugliese, mentre a Portofino il nucleo di anziani pescatori, appena 50, ha permesso la creazione del primo marchio UE di prodotti di mare, le tipiche acciughe sotto sale del Mar Ligure, e un Presidio Slow Food. «Queste buone pratiche», ha dichiarato Giampiero Sammuri, «dimostrano ancora una volta che le aree marine protette, oltre a tutelare la biodiversità, sono un incentivo e non un freno all'economia del mare».