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I risultati del tavolo di coordinamento convocato dalla Prefettura il 18 maggio sulla presenza del cinghiale nel territorio del Po e della Collina torinese.

I risultati confermano la posizione espressa dal Parco.

(Moncalieri, 19 Mag 17) Grazie alla puntuale opera di coordinamento svolta dalla vice prefetto Marita Bevilacqua, il 18 maggio scorso - presso la Prefettura di Torino - si è svolto un incontro promosso e sollecitato dal sindaco di Cavagnolo Mario Corsato insieme e da nome ai Comuni dell'area compresa tra Chivasso e Verrua Savoia. Erano presenti i sindaci, la Regione Piemonte, la Città metropolitana, l'ATC 5 interessata con il Presidente Pierangelo Cumino e altri soggetti interessati al rapporto fra parco e territorio circostante sul tema del controllo del cinghiale. La Viceprefetto ha anche coinvolto l'Amministrazione comunale di Castellamonte che, pur non avendo un parco regionale nelle sue vicinanze, è fortemente colpita dal tema dei danni causati dall'incremento di questo ungulato.

La Viceprefetto è giunta - con soddisfazione da parte dell'Ente Parco che ha confermato e illustrato quanto abbia ben presente il problema e rientri nelle sue sensibilità il desiderio di fornire ogni contributo per affrontarlo in maniera efficace presentando i dati quantitativi e qualitativi dei propri interventi - alle conclusioni a cui era arrivato l'Ente gestore dell'area protetta a seguito anche dell'incontro con i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e delle associazioni ambientaliste, e riportato nella nostra notizia dello scorso 5 maggio 2017 : la Prefettura ha infatti sottolineato come il problema sia affrontabile, non tanto con interventi straordinari, ma innanzi tutto a partire dalla presentazione di una serie di misure di modificazione delle regole e degli indirizzi gestionali che solo la Regione Piemonte, d'intesa con la Città  metropolitana di Torino, possono predisporre, e non il parco (che attua azioni nei limiti dati dai regolamenti ed opera su un territorio di soli 2500 contro gli oltre 60000 nei quali questa popolazione è presente). In particolare è emersa la richiesta alla Direzione Ambiente della Regione di adottare d'intesa con l'Assessorato all'Agricoltura, linee guida e decisioni da condividere con la Città metropolitana, la quale ha già sollecitato una serie di azioni che tuttavia, è stato illustrato nell'incontro dal Dr. Mario Lupo, non sono sempre seguite con la richiesta incisività dalle ATC del territorio.

Il Presidente Valter Giuliano ha dichiarato con soddisfazione: "Anche la Prefettura è giunta alla conclusione che la responsabilità del problema non sta certo in capo alla presenza del Parco, che da parte sua ha fatto e farà la sua parte con l'applicazione del piano di controllo al suo interno anche con l'aiuto dei selecontrollori con cui collabora dal 2012. Per affrontare con misure davvero efficaci il problema è necessario il più ampio coordinamento tra i soggetti interessati a cominciare dalle Direzioni della Regione Piemonte Ambiente e Agricoltura Caccia e Pesca, che dialogando con la Città metropolitana hanno il compito di presentare un pacchetto di azioni che saremo ben lieti di esaminare, insieme a tutti gli altri soggetti, non appena verranno presentate al Prefetto. E' del tutto evidente che il Parco si rende disponibile a fare fino in fondo la sua parte per dare risposte adeguate ai problemi e alle preoccupazioni del mondo agricolo, ma è altrettanto sicuro che respinge l'addebito di essere l'unico o il principale responsabile della grave situazione che si è venuta a creare e che come è parso evidente al tavolo in Prefettura, prescinde dalla presenza sul territorio di parchi e aree protette, come dimostrato alla Viceprefetto con l'ampia documentazione consegnata relativa al nostro territorio, e come anche testimoniato dalla presenza di una amministrazione, quella di Castellamonte che ha parimenti lamentato il grave stato della situazione senza essere interessata da un parco regionale".

 
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