E' situato in una conca ai piedi del versante orientale del Monte Leone fortemente modellata dai ghiacciai come testimoniano le rocce, i detriti morenici, i laghetti alpini e i grandi massi erratici. Originariamente laghetto alpino naturale, venne sbarrato come bacino artificiale per la produzione di energia idroelettrica profondo circa 30 metri e con una superficie di 4 km; il toponimo deriva probabilmente da lago "d'arvina" col significato di "rovina" cioè del vasto pendio sfasciato e detritico circostante poi variato un "divino" o "da vino".
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