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Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri

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Museo della Castagna e Bosco Addomesticato

Montegrosso Pian Latte - Ricostruzione di una carbonaia
Montegrosso Pian Latte - Ricostruzione di una carbonaia
Museo della Castagna (Montegrosso Pian Latte) - Macchina per la battitura
Museo della Castagna (Montegrosso Pian Latte) - Macchina per la battitura
Montegrosso Pian Latte - Ricostruzione di una capanna per carbonai
Montegrosso Pian Latte - Ricostruzione di una capanna per carbonai

Piazza della Chiesa
18023 Montegrosso Pian Latte (IM)

Comune: Montegrosso Pian Latte Regione: Liguria

Tel. 0183/328731 (Comune di Montegrosso Pian Latte)
E-mail: montegrosso@libero.it
Web: www.comune.montegrossopianlatte.im.it

Il Museo della Castagna propone al suo interno un  breve percorso suddiviso in sei sezioni, che avvalendosi di pannelli esplicativi, fotografie, mappe e ricostruzioni illustrano storia e tradizioni dell'utilizzo della castagna nelle società rurali dell'entroterra ligure. Dagli aspetti botanici a quelli storico-etnografici, sino ai vari usi della pianta e alle tecniche di lavorazione e conservazione del frutto, la sede illustra l'intero ciclo della castagna nell'economia e nell'alimentazione delle generazioni passate. A conclusione del percorso, la sezione reale di un tronco millenario e un video didattico.
All'esterno del museo, in una nicchia appositamente costruita, è possibile ammirare un esemplare di 'macchina per battere le castagne' (costruita negli anni '40 del secolo scorso), presentata come primo esempio di industrializzazione delle fasi di una tradizionale lavorazione manuale.
Da qui ha inizio l'itinerario del "Bosco Addomesticato", che attraverso le vie del borgo conduce prima ad un essiccatoio recentemente restaurato, poi ad una radura nel bosco con la ricostruzione di due carbonaie (una intera ed una sezionata) ed infine ad un bosco di castagni.

L'essiccatoio (in dialetto "canissu") è una struttura ampiamente diffusa in Valle Arroscia, utilizzata già nel Settecento e fino alla metà del secolo scorso specialmente intorno ai centri abitati che disponevano di boschi ricchi di castagneti. L'edificio seguiva uno schema pressoché fisso: un locale costruito in pietra, provvisto di un focolare centrale e di un solaio forato realizzato con travetti portanti e canne intrecciate sovrapposte (da qui il nome). Il graticcio era posto all'altezza di circa due metri dal fuoco ed era servito da aperture praticate nelle pareti laterali della struttura, dove venivano scaricate le castagne trasportate in sacchi dal bue o dal mulo e da cui, dall'esterno, si infilava un particolare attrezzo (una sorta di zappa) con il quale i frutti messi ad essiccare venivano rigirati almeno una volta al giorno. Il fuoco era mantenuto acceso per venti giorni e comunque fino al raggiungimento del giusto grado di essiccazione.

Il terzo sito offre invece una ricostruzione delle antiche carbonaie: un cumulo di legna verde, vuoto al centro per il focolare, sigillato con una lastra di roccia e coperto con terra umida, foglie, erba e muschio. Nei pressi, la baracca-tipo utilizzata dai carbonai.

Orari: l'essiccatoio e la carbonaia sono sempre visitabili mentre per accedere al museo è necessario contattare il Comune di Montegrosso (dal lunedì al venerdì)
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