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Parco Naturale Regionale dell'Aveto

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Viaggio didattico dell’ Università di Scienze Gastronomiche di Brà (CN) nel Parco dell’Aveto

10 e 11 maggio 2012

(Borzonasca, 09 Mag 12) Il Parco dell'Aveto da alcuni anni affianca al ruolo tradizionale di un Parco naturale, votato principalmente alla conservazione e gestione del patrimonio ambientale e della biodiversità, un ruolo nuovo di promotore di sviluppo sostenibile, attuato lungo filiere ecosostenibili e durevoli, come quella legata alle produzioni tipiche della montagna, di grande rilievo per l'economia rurale e per il turismo che riscopre il nostro entroterra.      Uno degli obiettivi di questa "filiera" è la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e la messa in rete dei produttori con le rivendite locali e gli operatori dell'accoglienza, "filiera corta" di grandi potenzialità.

Con questo obiettivo è iniziata fin dal 2009 una collaborazione con l'associazione Slow Food che, dopo aver  conosciuto e apprezzato il nostro territorio e i suoi prodotti, ha continuato a collaborare con  il Parco in vari progetti e manifestazioni (riconoscimento della mucca cabannina come "presidio", partecipazione alle fiere internazionali del gusto: Salone del Gusto e Slow Fish, realizzazione di corsi per insegnanti per la creazione di orti scolastici con il progetto "Orto in Condotta" ecc.).

Grazie a questa cooperazione, il Parco dell'Aveto diventerà nei prossimi giorni, 10 e 11 maggio, meta di un viaggio didattico della prestigiosa Università di Scienze Gastronomiche di Bra (CN). I viaggi didattici di questa Università si svolgono in Italia ed in tutto il mondo, e sono un mezzo per far conoscere non solo le tradizioni gastronomiche ma anche le diverse culture e gli usi che contraddistinguono le realtà oggetto della visita.

Questo viaggio è relativo alle Produzioni Animali e Vegetali e coinvolge un gruppo di  studenti del secondo anno del Corso di Laurea Triennale in Scienze Gastronomiche, che visiteranno diverse aziende delle tre valli del Parco, produttrici di: U Cabanin, formaggio di latte di mucca cabannina, razza autoctona oggi presidio Slow Food; patate, fagiolane e mais quarantini; farine di produzione locale macinate in un antico mulino ad acqua; salumi da suini allevati allo stato semibrado; antico formaggio di S. Stefano d'Aveto; cipolla rossa di Zerli e altre colture da antichi semi; farina di castagne essiccate nel secchereccio tradizionale (gräe) e antico metodo di cottura nel testo. Si coglierà l'occasione per dar loro un "assaggio" anche delle bellezze paesaggistiche del territorio, con una traversata panoramica dalla Val d'Aveto alla Val Graveglia, passando per le strade forestali del Parco e attraverso gli alpeggi della Valle Sturla, dove si trova una delle ultime malghe ancora attive in Liguria (Malga Perlezzi, oggi anche agriturismo).

 Il gruppo avrà con sé una telecamera per raccogliere le testimonianze dei produttori e soprattutto le memorie delle antiche pratiche di produzione, memorie che diversamente andrebbero perdute. Questa attività rientra all'interno di un progetto più ampio dell'Università di Bra, che va sotto il nome di "Granai della Memoria" (trovate qui il link alla pagina dedicata:http://www.unisg.it/homepage/granai-della-memoria/).

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