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Parco Naturale Regionale dell'Aveto

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Cosa ci fa un “barco” all’ingresso della Val d’Aveto?

Una vetrina per la valle e per il Parco dell’Aveto

(Borzonasca, 20 Apr 17) Chi transita in questi giorni dal Passo della Forcella, risalendo la SP 586 verso Rezzoaglio e Santo Stefano, avrà notato alcune maestranze locali all'opera per la ristrutturazione di un "barco", l'antico fienile dal tetto mobile un tempo caratteristico del paesaggio rurale della Val d'Aveto. Si tratta dei lavori di risistemazione dell'area di sosta della Forcella operati dal Parco dell'Aveto d'intesa con il Comune di Rezzoaglio: l'area è stata ripulita, restaurati il barco e i tavoli da picnic e sarà pronta in tempo per il prossimo 25 aprile, per le celebrazioni ormai imminenti della Festa della Liberazione, che il Comune intende svolgere proprio nei pressi, valorizzando anche l'area monumentale dedicata alla Resistenza, con l'opera dell'artista Nicola Neonato, presente appena sopra il valico. "Era un impegno preso dal Parco con il Comune di Rezzoaglio di risistemare l'area di sosta in tempo per il 25 aprile" dice Michele Focacci, Presidente del Parco dell'Aveto "Non è stato facile, soprattutto per la difficoltà a reperire materiale idoneo per la copertura del barco, che dev'essere fatto rigorosamente, secondo tradizione, con fascine di ségale, una coltura minore oggi da noi praticamente scomparsa. Ci siamo riusciti grazie anche all'impegno e la buona volontà della ditta del posto, affidataria dei lavori, che a sua volta, oltre a trovare la ségale in questa stagione, ha anche coinvolto un anziano "esperto" locale, che sapesse con maestria intervenire secondo le tecniche antiche per la delicata realizzazione del tetto del barco." La funzione attuale di questa testimonianza della cultura contadina avetana è ora di ombreggiare uno dei tavoli presenti nell'area picnic, che attendono i gitanti di passaggio, desiderosi di una breve sosta al valico, dopo una salita impegnativa e ricca di curve. Un leggìo didattico posto all'ingresso dell'area spiega ai turisti la storia e la tradizione di questi caratteristici fienili, che la tradizione attribuisce all'area celtica e le cui tecniche costruttive sarebbero state importate dalle nostre parti tramite i monaci di San Colombano, il missionario irlandese che nel VII secolo attraversò l'Italia per raggiungere Roma, fondando, tra le altre, la celebre Abbazia di Bobbio, a pochi chilometri dalla Val d'Aveto. "Al di là della ricorrenza ormai imminente del 25 aprile, pensiamo che l'area attrezzata così rinnovata possa costituire un importante punto d'appoggio per gitanti, automobilisti e motociclisti di passaggio e per gli escursionisti: non dimentichiamo che dal passo della Forcella transita l'Alta Via dei Monti liguri, uno dei sentieri a lunga percorrenza più battuti del Nord Italia e tra i più belli del Parco dell'Aveto" conclude Focacci.

Ricostruzione tetto barco
Area attrezzata della Forcella
Area attrezzata Forcella con Barco
 
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