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Parco Naturale Regionale dell'Aveto

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Attivata dal Parco la tutela del Laghetto del Monte Penna

Parco dell'Aveto

(Borzonasca, 20 Set 20) Ai piedi della parete nord del Monte Penna, in piena Foresta demaniale, a circa 1450 m d'altitudine si trova il Laghetto del Penna, un gioiello non solo paesaggistico, ma anche di grande valore naturalistico, che ospita flora acquatica tipica e soprattutto popolazioni assai ricche di anfibi rane montane, tritoni...), per i quali svolge un ruolo insostituibile di sito riproduttivo.
Il laghetto ha un'interessante origine, essendo sorto in una piccola conca modellata sul pendio che scende dal Penna da una minuscola lingua di ghiacciaio che doveva trovarsi qui tra 20.000 e 10.000 anni fa (c.d. ultimo periodo glaciale): le sue acque, generalmente limpide, rispecchiano la foresta circostante, e in maniera suggestiva le vette del Penna (m 1735, la cima più elevata del Parco) e del Pennino (1680 m). Per questo motivo negli ultimi anni soprattutto, è divenuto una meta molto frequentata da gitanti, che sempre più numerosi, anche grazie alla recente apertura del Rifugio alle vicine Casermette del Penna, si recano alla scoperta delle bellezze del Parco e della Foresta regionale del Penna. La grande affluenza degli ultimi anni, e in particolare quella di quest'anno, dovuta al diffuso e comprensibile fenomeno post lockdown di forte voglia di uscire e godersi l'aria aperta, riscoprendo delle bellezze dietro casa e in particolare quelle del nostro entroterra, ha fatto sì che il Parco si attivasse per la tutela preventiva di questo sito meraviglioso: è un bene che la gente lo possa apprezzare, ma si tratta di un sito delicato e vulnerabile, cosa di cui i gitanti debbono essere consapevoli, limitandosi all'osservazione rispettosa, senza interferire con il fragile ecosistema dello specchio d'acqua. Nell'ambito dei lavori in corso di aggiornamento del Piano del Parco, perciò, il laghetto (come altre zone umide particolarmente delicate oggi liberamente accessibili presenti nella vicina Foresta demaniale delle Lame) verrà classificato "Riserva integrale", a miglior tutela degli habitat acquatici fragili che vi si trovano. Si tratta comunque di una forma di tutela rigorosa ma non rigida, che permetterà al Parco di attuare forme di intervento in caso di necessità conservazionistiche, e ai ricercatori autorizzati di continuare a monitorare lo stato di habitat e specie presenti: la classificazione a riserva è soprattutto dedicata ad evitare ogni interferenza da parte di gitanti e appassionati, di famiglie coi bambini (e animali domestici) in picnic, i benvenuti se accedono al sito per ammirarlo e imparare (il Parco posizionerà un leggio didattico a questo scopo), ma deve essere chiaro che non si gioca nell'acqua, non si lasciano rifiuti, non si disturba la fauna selvatica. A tal fine è stata posata nei giorni scorsi dal Parco una staccionata di castagno a tutela del laghetto, in modo che la gente possa comunque affacciarvisi e ammirarlo, mantenendo una distanza di rispetto.
La classificazione a Riserva fa sì che sia severamente vietato oltrepassare la recinzione, aggirarla e comunque accedere alle acque del laghetto, lasciarvi entrare cani (che nel Parco vanno tenuti comunque al guinzaglio) e altri animali domestici, gettarvi legni, sassi e altri oggetti, raccogliere piante, disturbare la fauna, abbandonare qualsiasi rifiuto e danneggiare le attrezzature del Parco. I trasgressori saranno puniti a norma di legge. Per motivi di sicurezza e di conservazione il Parco invita a non appoggiarsi o sedersi sulla recinzione. Fino a qualche anno fa il Laghetto era noto solo a pochi appassionati, e il Parco stesso, per motivi conservazionistici, non aveva mai promosso a livello turistico questo sito, né riportato sulle cartine escursionistiche il sentiero di accesso allo specchio d'acqua, segnato però da ignoti e perciò comunque rintracciabile sul terreno. Negli ultimi anni però, complice la sua innegabile bellezza e lo straordinario fenomeno dell'accoppiamento delle rane montane che ogni anno, ancora in presenza della neve, si recano a centinaia e centinaia al laghetto per i loro riti nuziali, molti appassionati di natura e di fotografia lo hanno reso una star, anche tramite pubblicazione di immagini su riviste patinate, blog e siti specializzati. È stato un po' l'inizio della scoperta del laghetto da parte di un turismo sempre più numeroso, con le problematiche conseguenti di sovraesposizione e di rischio per l'ecosistema. Non molti anni fa, ricordano al Parco, i Carabinieri sorpresero in Val d'Aveto un automobilista con più di cento rane vive nel bagagliaio, sottratte proprio – per ammissione dell'interessato stesso (peraltro debitamente sanzionato) – al Laghetto del Penna "per motivi alimentari"… Per fortuna, e grazie ai Carabinieri, in quel caso finì bene, e tutte le rane furono salvate e ricondotte al sito di provenienza. Era quindi evidente già da qualche tempo la necessità di tutelare meglio il sito, e gli animali indifesi che lo abitano, da un numero sempre crescente di appassionati, anche in buona fede, come tanti fotografi di natura, amanti dello scatto originale a tutti i costi, anche a danno della tranquillità dei soggetti fotografati. Negli ultimissimi anni, infine, la notevole crescita di gitanti, attirati dal nuovo Rifugio alle Casermette, ha fatto optare per il doppio intervento di tutela, normativo e fisico, operato dal Parco. L'intervento è stato concordato con la locale Stazione dei Carabinieri Forestali di Santo Stefano d'Aveto, che ringraziamo una volta di più per la collaborazione, e correttamente indirizzato anche grazie agli esperti ricercatori naturalisti del CESBIN di Genova, che da molti anni tengono monitorata, su incarico del Parco, le popolazioni di anfibi del Laghetto.

Laghetto Penna
 
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