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Le Anse vallive o vallette sono un residuo, mai completamente bonificato per motivi tecnici, delle Valli del Mezzano. Il territorio che le compone è di circa 150 ettari e si estende per 18 km tra il Canale Navigabile e quello Circondariale, ovvero tra Ostellato e S. Giovanni.
Nel 1975 le Vallette vennero istituite quali Oasi di Protezione della fauna dall'Amministrazione Provinciale di Ferrara che ancora ne cura gli interventi di conduzione naturalistica, incrementando la fauna ittica e selvatica, producendo inoltre attività didattiche e scientifiche.
E stato ripristinato un caratteristico Casone di Valle e adibito a foresteria per naturalisti, ricercatori e fotografi, i quali già avevano a disposizione una torre di osservazione. |
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Sebbene sia verosimile ipotizzarne la fondazione in periodo romano, Codigoro è citato dalle fonti documentarie a partire dall'XI sec., in relazione al ruolo assegnatogli dagli abati pomposiani che ne svilupparono anche vocazioni commerciali legate al trasporto fluviale. Nel centro storico, lungo il corso del Po di Volano, si può notare il Palazzo del Vescovo. Tale manufatto risale al XIII sec. (la benedettina Domus Dominicata) anche se ha subito una completa trasformazione nel XVIII sec. ad opera dei Conti Cestari di Chioggia. Imponente il grande complesso idrovoro che governa gli impianti di bonifica del Polesine di Ferrara, un comprensorio che fin dal XV sec. ha conosciuto i primi interventi di prosciugamento. Il più insigne monumento della zona è senz'altro l'Abbazia di Pomposa (6 chilometri da Codigoro), risalente nell'impianto all'VII-IX sec., ed ampliato e completato fin dopo il Mille. Belli i fregi maiolici, di sapore orientale, che ornano la facciata, insieme con altri in cotto e sculture con animali simbolici. L'interno, a tre navate, è rivestito da magnifici affreschi trecenteschi di scuola bolognese.
Del Monastero sopravvvivono soltanto la sala capitolare (affreschi della scuola di Rimini, XIV sec.), il dormitorio ed il refettorio. Di fronte ad esso il Palazzo della Ragione, dal duplice loggiato, dove gli Abati amministravano la giustizia.
Nell'architettura storica civile, da vedere i casoni di Canneviè e Porticino (casoni di pesca cinquecenteschi, ancora affacciati su una splendida zona umida e recuperati a fini turistici), la Chiavica dell'Agrifoglio (XVII sec.), il più antico edificio idraulico del Basso Ferrarese, e la Torre della Finanza, settecentesco edificio di guardia al porto forse costruito sui resti di una torre realizzata alla fine del Quattrocento. Il manufatto sorge in località Volano, nei pressi della grande pineta istituita a Riserva Naturale. |
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E' uno dei complessi monastici più importanti d'Italia; è sorto prima del Mille su alcuni dossi emergenti dalle valli tra il Po di Goro, il Po di Volano e il mare.
I monaci benedettini iniziarono nel VII secolo la costruzione della chiesa, dedicata a Santa Maria, e successivamente la ampliarono aggiungendo il dormitorio, il refettorio e, nel XI secolo, il Palazzo della Ragione e il campanile, alto ben 48 metri.
Nei primi secoli dopo il Mille, Pomposa possedeva terreni, boschi, saline e valli da pesca. L'abate esercitava giurisdizione ecclesiastica e civile su un vasto territorio e l'Abbazia divenne un centro culturale rilevantissimo qui scrisse Pier Damiani, e Guido Monaco, prima di trasferirsi ad Arezzo, inventò la scala musicale. L'Abbazia ospitò papi e imperatori e già in quegli anni disponeva di una biblioteca famosa. L importanza di Pomposa cominciò a declinare nel XIV secolo, contestualmente all'impaludamento delle valli circostanti; meno di due secoli dopo i monaci si trasferirono a Ferrara. La chiesa è stata edificata a tre navate, secondo il modello classico ravennate. Un atrio romanico, ricco di maioliche, di fregi in cotto e di sculture di stile bizantino, fu aggiunto nel secolo XI.
Nell'interno sono da ammirare gli affreschi di scuola bolognese riproducenti scene del Vecchio, del Nuovo Testamento e dell'Apocalisse, e, nel catino absidale, Cristo con Angeli e Santi opera di Vitale da Bologna. Nella Sala Capitolare si possono ammirare gli affreschi di scuola giottesca riproducenti la Crocifissione e Santi e, nel Refettorio l'Ultima Cena e il Miracolo di S. Guido (trasformazione dell'acqua in vino), forse il ciclo di maggior pregio della scuola pittorica riminese.
Da notare il pavimento a mosaico con la stella a cinque punte con la scritta "Pomposia".
Nel dormitorio, sopra il Capitolo ma raggiungibile da una scala all'interno della chiesa, è stato allestito un museo che accoglie iscrizioni, marmi. maioliche e vetri di uso comune.
Il Palazzo della Ragione, quasi di fronte all'Abbazia, è stato più volte manomesso e rimaneggiato. L'ultimo restauro risale ai primi decenni di questo secolo.
Non lontano, verso Volano, sono i resti della chiavica dell'Agrifoglio, uno dei più antichi manufatti idraulici esistenti nel Delta e, più a Est, I'idrovora della Balanzetta. |
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Codigoro era diretto dominio degli abati pomposiani, che qui avevano una delle sedi amministrative.
E' presumibile che detta sede corrisponda al Palazzo del Vescovo, rifacimento in stile veneziano eseguito nel Settecento di un ben più antico edificio. E ubicato lungo il Po di Volano, in Riviera Cavallotti, nel centro del paese.
E' adibito a centro culturale, con biblioteca, fototeca e spazi espositivi. Non lontano è l'Oratorio di Sant'Eurosia (XVII sec.), recentemente restaurato dal Comune per organizzarvi convegni e iniziative musicali. |
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Le Valli Gaffaro e Giralda si estendevano da Pomposa al mare e dal Po di Volano sin quasi all abitato di Bosco Mesola. Nel progetto di bonifica redatto nella seconda metà degli anni cinquanta e già completamente realizzato, si sono voluti conservare nella loro funzione originaria le stazioni di pesca di Canneviè e Porticino, con i loro casoni e con i fabbricati di servizio, inseriti in un biotopo di circa 70 ettari. Il complesso di Canneviè è formato dal centro aziendale con a fianco una barchessa che serviva per immagazzinare materiali, dal casone dei vallanti e da due tabarre per il ricovero delle barche, in gran parte già restaurati per intervento dell'Amministrazione Provinciale di Ferrara. Vi è stato ricavato un ristorante con posti letto alberghieri.
Il vicino casone di Porticino era già esistente nel XVI secolo, come dimostra l'inventario dei beni di Alfonso Il d'Este tra i quali era elencato.
Tutti i casoni sono facilmente raggiungibili dalla Romea, tramite la provinciale Pomposa-Volano, e dalle località della costa percorrendo la strada panoramica Acciaioli. |
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La torre fu realizzata nei primi anni del Settecento per controllare l'accesso alla foce del Po di Volano. L'opera fu commissionata dal Governo Pontificio in una zona leggermente arretrata rispetto alle difese esistenti sino alla metà del Seicento e distrutte da una mareggiata. L'edificio, a base quadrata, ha un piano parzialmente interrato con murature esterne a scarpa. In origine era inserito all interno di un terrapieno a forma di stella.
Ospiterà un centro informazioni del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) e un osservatorio naturalistico dell'Amministrazione Provinciale.
Altra torre difensiva realizzata in periodo pontificio, è visibile a Porto Garibaldi, a sinistra del portocanale vicino al ponte della strada Romea. Rimangono solo tracce della Torre Rossa, sul canale della Salina, a Comacchio. |