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Quali Trame di Natura dopo i webinar?

Stato di attuazione e prossimi passi del progetto di disseminazione culturale "Trame di Natura" all'indomani dei webinar tematici

(Tione di Trento, 11 Mar 21) Non si ferma Trame di Natura, il progetto di disseminazione culturale del Parco Fluviale della Sarca coordinato da Studio Vispa e che mira a coinvolgere i soggetti attivi nel mondo dell'agricoltura, del turismo, i consumatori e i Gruppi di acquisto solidale (GAS). Dopo l'avvio con la tavola rotonda che ha unito istituzioni ed enti dei settori d'indagine coinvolti, si è passati a una serie di sei incontri online (webinar) di approfondimento per ogni singola tematica. I webinar hanno permesso di addentrarsi nelle esigenze e nelle problematiche quotidiane che tali soggetti riscontrano nel lungo e articolato percorso della sostenibilità imprenditoriale e ambientale.

Il viaggio ha preso il via addentrandosi nei meandri dell'Agroecologia: l'agricoltura possibile nel rispetto integrale dell'ambiente. Si è analizzato nello specifico come l'agricoltura sostenibile possa valorizzare le specificità del territorio in qualità di driver rilevante per lo sviluppo sociale, economico e ambientale oltre che per la valorizzazione delle aree montane.

Successivamente si è cercato di capire come la Multifunzionalità agricola possa essere sempre più espressione del valore dell'agricoltura di montagna. Il crescente sviluppo della multifunzionalità agricola porta a considerare la pratica agricola sempre più come una generatrice di valore, nonostante il molto impegno e la molta dedizione che essa richiede.

Nel terzo appuntamento si è messo sul tavolo l'interconnessione tra le produzioni agroalimentari e il turismo sostenibile. Il quale dovrebbe assurgere a mezzo per la valorizzazione e la promozione delle produzioni agroalimentari di un determinato territorio, grazie anche alle attività agricole capaci di rendere il turismo esperienziale e quindi in grado di generatore nuovo valore.

Si è quindi provato ad analizzare il rapporto tra cittadini e consumatori, cercando di definire quale valore si possa dare al consumo dei prodotti locali. Un rapporto che trova la sua essenza nella necessità da parte dei cittadini ma anche degli enti pubblici di generare un sistema alimentare locale sostenibile sul lungo periodo. In quest'ottica la filiera corta deve fare da leva per favorire l'acquisto di prodotti locali e incrementare il valore aggiunto del territorio.

Azioni, quelle appena discusse che trovano una loro primordiale sintesi nelle cosiddette comunità intraprendenti basate sullo sviluppo di reti locali. In queste forme di autorganizzazione caratterizzate da unicità, collaborazione e innovatività si deve trovare la peculiarità capace di promuovere uno sviluppo socio-economico locale sostenibile e di generare un valore condiviso.

Infine, è stato necessario prendere coscienza della modernità. Ci si è quindi addentrati in quelle che sono le nuove tecnologie, reti e le nuove comunità. Si è spaziato nella conoscenza di nuove piattaforme e sistemi di rete che sono stati in grado di far nascere comunità virtuali d'acquisto basate su di un consumo consapevole e su di una produzione sostenibile. Sistemi e piattaforme che sono in grado di ridurre la distanza tra produttore e consumatore, favorendone la reciproca collaborazione.

Nei sei incontri gli attori coinvolti, i professori e i titolari di aziende agricole, enti, comunità intraprendenti hanno sviluppato un significativo dialogo tra le parti sollevando nuovi quesiti e nodi cruciali da sciogliere e prendere in considerazione per progredire nello sviluppo sostenibile delle loro attività. È quindi emersa concretamente la problematica relativa alla speculazione nelle malghe con i difficili e non chiari contratti di affitto dei terreni.
Vi è la necessità di comprendere a fondo i bisogni dei produttori in modo tale da trovare le migliori soluzioni per valorizzarne le produzioni e generare loro del reddito. Così come è emersa la necessità di promuovere e sostenere la nascita di relazioni solide e durature dal punto di vista sociale (oltre che la vendita) sia tra produttori che tra produttori e consumatori nel momento in cui si creano delle reti alimentari di qualsiasi genere (sia esse reali o virtuali).
In quest'ottica risulta fondamentale far conoscere meglio che si può al consumatore cosa ci sia dietro al prodotto che vuole acquistare. Nelle reti alimentari alternative reali e virtuali vi è nascosto un grande potenziale in termini di contrasto alle esternalità negative associate alla filiera agroalimentare, ma possiedono di contro anche una complessità che necessita, almeno per il momento, il supporto pubblico per essere superata. Risulta quindi fondamentale che le istituzioni riconoscano ufficialmente queste reti, che le promuovano e le supportino nel loro sviluppo.

Trame di Natura procederà ora ad analizzare i dati emersi dal questionario e a creare una mappa sociale in modalità mediatica attraverso la realizzazione di alcuni video che si focalizzeranno proprio sulle buone pratiche già in essere. Il tutto prima di giungere alla tavola rotonda conclusiva che sarà anticipata, covid-19 permettendo, da alcune visite sul territorio alle aziende che si stanno adoperando per sviluppare queste buone pratiche e relazioni funzionanti.

Leonardo Omezzolli

(si ringrazia Agriturismo MASO PERTENER per la foto)

Val Lomasona (foto Maso Pertener)
 
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