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Voci del Forum territoriale

Lunedì 14 novembre si è svolto il Forum territoriale del Parco Fluviale Sarca. Ne è nata una vivace serata di confronto, critico e positivo allo stesso tempo.

(Tione di Trento, 18 Nov 22) Lunedì 14 novembre la sede BIM di Tione ha ospitato il Forum territoriale del Parco Fluviale Sarca. Ne è nata una vivace serata di confronto, critico e positivo allo stesso tempo. Ma andiamo con ordine.
Obiettivo del Forum era quello di consentire un confronto preventivo con le comunità della Sarca sulla proposta di programma triennale degli interventi (2023-25) del Parco Fluviale Sarca, elaborata in seguito alla fase di ascolto nei territori dello scorso mese di luglio.
Essendo allo scadere (dicembre 2022) dell'attuale accordo di programma, la proposta si inserisce nel nuovo quadro normativo introdotto con la Legge Provinciale 6/2021, che qui riassumiamo:

- la Rete (Parco fluviale) si attiva attraverso una convenzione di durata novennale tra i soggetti interessati, in sostituzione del vecchio accordo di programma che aveva durata triennale;

- gli enti partner approvano il programma degli interventi di durata triennale;

- è abrogata l'obbligatorietà dei Piani di gestione e dei Forum territoriali (il loro eventuale funzionamento è disciplinato dalla convenzione a livello territoriale).

Nel presentare la serata il presidente Gianfranco Pederzolli ha ricordato che è merito del Parco Fluviale Sarca se il legislatore ha mantenuto la possibilità di costituire tra gli organi delle Reti un Forum territoriale (liberamente organizzato), garantendo così la permanenza di una delle buone pratiche fondative della Rete della Sarca: la partecipazione dei cittadini.

Il coordinatore Stefano Zanoni ha quindi illustrato il programma triennale degli interventi, così come uscito anche dal confronto con un altro organo del Parco, il gruppo di lavoro, sottolineando che il Parco continuerà a utilizzare il proprio Piano di gestione per orientare le scelte nel campo della conservazione e della valorizzazione ambientale. Non siamo quindi all'anno zero della pianificazione degli  interventi. Si vuole però porre un accento più marcato sulla questione della qualità dell'acqua e sulla valorizzazione della matrice naturalistica dei territori del Parco. Ciò significa monitoraggi, condotti in sinergia con i servizi provinciali competenti e con il coinvolgimento attivo della cittadinanza (citizen science): della qualità delle acque, dei corpi idrici, della portata e dei deflussi minimi vitali.
Le azioni di conservazione e tutela attiva riguarderanno la riqualificazione fluviale, il mantenimento dei prati ricchi di specie, la reintroduzione dell'alborella nella Riserva Locale Val Gola, gli interventi di conservazione finanziati con fondi PSR, il sottopasso anfibi e il progetto gambero a Lagolo. Le azioni di comunicazione e formazione contempleranno l'attivazione degli strumenti di comunicazione istituzionale, il bando Maniflù per sostenere gli eventi ideati dalle associazioni, il sostegno alle giornate ecologiche come 'La Sarca tutta nuda', progetti educativi per le scuole, corsi formativi per tecnici e amministratori. Le azioni di sviluppo locale sostenibile saranno incentrate sui due progetti Cammino San Vili e Trame di Natura; gli interventi di valorizzazione e fruizione riguarderanno i cammini lunga percorrenza (come il nuovo ring dell'Acqua), la valorizzazione delle aree protette e delle aree fluviali, la compartecipazione al 50% come massimo di interventi cofinanziati dagli enti partner. Infine, i numeri: il totale delle risorse sarebbe di 1.317.000 euro, cifra identica al triennio 2019-21.

Il confronto, strutturato anche dalla presenza di Elena Guella del Servizio Aree Protette della Provincia, è stato serio e animato e ha visto una sostanziale e larga condivisione degli obiettivi e del programma presentato dal Parco, sottolineando l'innalzamento della capacità di confronto e del dibattito.
C'è chi ha però giudicato negativamente il processo partecipativo, lamentando l'assenza di troppe tematiche dal programma di interventi e chiedendo di anteporre un nuovo processo di ascolto ai passaggi nei vari consigli comunali. Così come c'è stato chi ha rivolto critiche, anche dure, alla Provincia e al Legislatore, per non tenere nella giusta considerazione il tema della partecipazione e per non dare adeguate risorse finanziarie all'ambito della conservazione, che dovrebbe essere il primo degli obiettivi del nostro tempo, minacciato dagli effetti dei cambiamenti climatici. C'è stata un'appassionata dichiarazione di sfida (politica e di "visione") alla burocrazia provinciale, giudicata spesso inefficiente per quanto riguarda le questioni ambientali, e un giudizio di merito positivo nei confronti del Parco, perché spesso è solo grazie al Parco che si riesce a mettere tutti i servizi provinciali intorno a un tavolo, ed è solo grazie al Parco che i Comuni possono "gettare il cuore oltre l'ostacolo" nei progetti di miglioramento ambientale. C'è stato chi ha chiesto l'istituzione di un vero e proprio ufficio tecnico del Parco, per istruire al meglio i progetti, e chi è intervenuto affermando che i limiti della Rete sono paradossalmente un punto di forza della Rete stessa, perché non tutti volevano un altro Parco "che dà vincoli" e questo va considerato un valore aggiunto per il territorio, perché "le amministrazioni comunali possono partecipare, dire la loro, inserire nuove azioni per i successivi tre anni; oggi si vede, insomma, un salto di qualità nella gestione del Parco fluviale e della Sarca."

Elena Guella, ha sottolineato, di fronte alle perplessità sulla destinazione delle risorse in relazione al tipo di azioni da intraprendere, che le scelte di oggi non si legano alla convenzione novennale, bensì allo strumento finanziario, che è triennale. Con la legge di riforma, ha proseguito, c'è formale discontinuità (dall'accordo di programma alla convenzione), ma nessuna Rete parte da zero. La novità è che non ci saranno più proroghe, quello che non viene speso sarà reso alla PAT. Quindi servono progetti realizzabili, proposte concrete, fatte già in accordo, ad esempio, con il Servizio Bacini montani. Difficile, ha aggiunto, pensare alla stabilizzazione del lavoro: le Reti non sono state create per essere l'ennesimo ente, bensì uno strumento di gestione flessibile e dinamico.

Concludendo, il presidente del Parco Gianfranco Pederzolli ha ricordato che le Reti nascono per creare dibattito sul territorio, ma poi le gambe le devono mettere i Comuni e la Provincia. Le mediazioni, ha aggiunto, sono il destino di un soggetto come il Parco fluviale: "Siamo in 27 Comuni, 16 ASUC, 3 Comunità di Valle: le idee sono tante e diverse, ed è quindi inevitabile che il lavoro del Parco sia improntato alla mediazione, virtuosa, legata anche alle contingenze del presente."
Infine, Pederzolli ha ricordato ai partecipanti del Forum che nel 2024 scadranno le concessioni idroelettriche e che in questo frangente servono idee più che soldi. "A me il tema preoccupa e vorrei che diventasse predominante dentro ai nostri consigli comunali. Abbiamo il tempo materiale, anche se limitato, per discuterne. Prendiamoci l'impegno."

Un'immagine del Forum del 14/11
Un'immagine del Forum del 14/11
Il Presidente del Parco Fluviale Sarca in una foto di repertorio
Il Presidente del Parco Fluviale Sarca in una foto di repertorio
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