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Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand

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Tre mostre per il Centro di documentazione Spazio Escartons

(Salbertrand, 14 Dic 11) Saranno visitabili sino a fine anno le tre mostre allestite nel Centro di Documentazione Spazio Escartons presso la sede del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, in Via Fransuà Fontan 1.

La mostra sul Gioco d'un tempo, curata da Renato Sibille, è stata realizzata dall'Ecomuseo Colombano Romean in collaborazione con le scuole medie di Oulx dell'Istituto Des Ambrois a conclusione di un triennio di laboratori con le classi seconde delle scuole medie,. La mostra propone una serie di giochi realizzati dai ragazzi secondo le indicazioni e le testimonianze di nonni e genitori, oltre ad una serie di giochi d'epoca della collezione dell'Ecomuseo Colombano Romean arricchita da pezzi provenienti da collezioni private.

Le altre due mostre, sono state allestite lo scorso 3 dicembre in occasione del Convegno Virà Virandôlë. Musiche e canti della tradizione occitana dell'alta Valle di Susa organizzato dall'Associazione ArTeMuDa in collaborazione con l'Ecomuseo Colombano Romean. Una propone strumenti per banda provenienti dalla collezione della Banda Musicale Alta Valle Susa ed in parte appartenuti alla Banda Musicale di Salbertrand, come: clarinetti, saxofoni, bombardini, corni, flicorni, flauti, ottavini, trombe e tromboni, compresi quelli a coulisse, oltre a piatti, gonfaloni, cappelli, spartiti, borse e custodie. Tra i pezzi esposti anche la grancassa appartenuta alla Banda Musicale di Cesana Torinese. Insieme agli strumenti per banda ci sono anche vere e proprie rarità quali il semitoun doui bot (fisarmonica diatonica a due bassi) di metà Ottocento, proveniente dalla collezione Bosc Livio di Melezet, appartenuta al nonno Pietro, e una splendida fisarmonica intarsiata in madreperla appartenuta al mitico suonatore cieco Giovan Battista Medail di Melezet, dell'inizio del Novecento. Altro pezzo di grande interesse, anche se un po' malconcio, il violino del leggendario suonatore Silvino Bouvet di Eclause di fine Ottocento, messo a disposizione dai discendenti.

Si racconta che il violinista, salito a notte fonda da Salbertrand dove aveva allietato le danze di paese, sia stato assalito da un lupo. Poiché aveva ricevuto una forma di pane, quale compenso per la sua prestazione, aveva cominciato a spezzettarlo gettandolo al lupo che se lo mangiava voracemente. Così, il violinista riuscì a guadagnare qualche centinaio di metri verso la sua borgata, ma il pane finì presto e alla fine il lupo gli si avventò contro urtando le corde del violino che, vibrando, lo lasciarono tra l'inebetito e l'incuriosito. Il violinista capì subito, si mise a suonare lo strumento e così il lupo lo seguì senza aggredirlo fin nei pressi del villaggio dove fu messo in fuga dai cani.

L'altra esposizione, intitolata Emine, raccoglie antiche misure per cereali provenienti dalla collezione di Mario Castagnasso. Si tratta di sedici esemplari di stai alcuni piemontesi, altri valdostani, ma per lo più provenienti dalla Valle di Susa: coppi (equivalenti a 1/8 di emina, pari a 2,8 litri circa), mezzi coppi (1/16 di emina, pari a 1,4 litri circa), emine (misura di capacità per aridi pari a litri 23 circa) e mezze emine (equivalente a 1/2 emina, pari a 11,5 litri circa), oltre ad una brenta (antica misura di capacità per liquidi equivalente a 49,306 litri). L'emina si divide in 8 coppi, il coppo in 24 cucchiai; cinque emine formano il sacco; sei emine fanno il sacco camerale, mentre il setier corrisponde a due emine. I pezzi esposti risalgono al Settecento e all'Ottocento, il più antico è un'emina del 1699; particolarmente preziose sono un'emina riportante il giglio di Francia e un'altra con inciso un castello, stemma di Salbertrand.

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