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Parco Regionale della Grigna Settentrionale

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Punti d'interesse

Comuni e tesori d'arte

Il Parco regionale della Grigna Settentrionale si estende fra i territori dei comuni di Cortenova, Esino Lario, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno, Varenna.
Fra i piccoli tesori d'arte, nelle innumerevoli chiese e chiesette che costellano l'intero territorio del Parco, si possono trore capolavori, come i quadri di Luigi Reali (pittore fiorentino che soggiornò in Valsassina nel Seicento) conservati a Pasturo nella parrocchiale di Sant'Eusebio e nel Santuario della Madonna della Cintura, o le chiese di Varenna, che spaziano dal romanico al barocco.

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Esino Lario

Esino Lario è l'unico comune il cui territorio è totalmente incluso nel Parco della Grigna Settentrionale, costituendo in pratica il cuore dell'area protetta.
Notevoli sono i personaggi che, nel corso dei secoli, hanno reso omaggio, ammirato e studiato la zona circostante: già Leonardo da Vinci fu affascinato dalla sua natura, dalla vegetazione e dagli animali di questo territorio, come si può constatare leggendo il "Codice Atlantico"; fu poi lo Stoppani a studiare e a catalogare i fossili locali, sostando qui per lunghi periodi e scrivendo "Les pietrifications d'Esino", in cui descrive le ammoniti, le bivalve, le chemnizie che si rinvengono in queste rocce.

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Varenna: Villa Monastero

Villa Monastero, a Varenna, è al tempo stesso luogo di cultura, scienza e storia. Di cultura perché al suo interno sono conservate alcune importanti collezioni d'arte e d'arredo raccolte dai proprietari nei secoli scorsi. Di scienza perché già dai primi anni cinquanta del Novecento i Premi Nobel (fra essi Enrico Fermi) vi si danno appuntamento per corsi internazionali di fisica. Di storia, infine, perché le sue origini risalgono al XIII secolo quando al posto della villa si trovava un semplice monastero di suore cistercensi.

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Il Lasco

Presso Parlasco passava (e passa tuttora, anche se con diverse caratteristiche e un nuovo tracciato) una strada che, staccandosi dalla località Portone, tra Taceno e Bellano, collegava la sponda del lago con la Valsassina, utilizzata dagli eserciti nei loro spostamenti. A protezione dell'importante passaggio fu eretta una fortezza detta Rocca di Marmoro, documentata nel 1368, in una memoria delle rendite della chiesa di Primaluna.

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Cortenova: Villa de' Vecchi

Qualcuno l'ha ribattezzata la «villa delle streghe». E col suo fascino decadente, le pareti scrostate, i finestroni dai vetri infranti come giganteschi denti cariati, villa De Vecchi, a Cortenova, sarebbe l'ambientazione perfetta per un film dell'orrore. Del resto i racconti e le leggende sull'ottocentesca dimora si sprecano. Fantasie? Quasi certamente.

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Pasturo: la Rocca di Baiedo

Per la parte che ha avuto nella storia di Valsassina, è opportuno lasciar la parola allo storico Arrigoni: «Era la rocca di Bajedo - i tempi sono quelli delle operazioni di Francesco Sforza per la conquista del ducato di Milano, alla metà del '400 - luogo importantissimo per arte e per natura ed estimata inespugnabile.

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