Esiste ormai una metropoli infinita che si estende come una informe
melassa urbana da Milano a Varese e da Como fino a Bergamo. La crescita
della città ha inglobato campagne, villaggi, boschi, brughiere in modo
caotico e spesso fuori da un disegno strategico, frutto più di una
sommatoria di iniziative puntuali che di una genuina visione della
dimensione del vivere, dell'abitare, del lavorare. Questo è il
risultato di un'era di espansione e boom economico che ha consentito un
benessere diffuso per le nostre genti, ma che sta depositando ai nostri
figli, ai figli dei nostri figli un mondo dominato dal grigio, quello
del cemento, quello delle polveri più o meno sottili, quello delle
acque inquinate: loro non conoscono più il grillo, la cicala, la
lucciola e forse nemmeno la formica, per non parlare dello scoiattolo,
del picchio, del tasso.
Eppure, se si scende nella
valle della Lura da Lomazzo, da Bregnano, Cadorago o da alcun altro dei
comuni lungo il torrente, la dimensione urbana lascia il posto ad una
dimensione agreste, nel verde e nella quiete, che è ormai in via
d'estinzione, almeno da queste parti. E si potranno udire persino i
grilli, almeno d'estate; di notte, con un po' di fortuna, anche qualche
lucciola. Lungo il fiume non vi sono strade, si può passeggiare solo a
piedi o andare in bicicletta. Il miracolo del silenzio e della pace può
prendere il sopravvento per un attimo, almeno. Ci sono boschi di querce
e di robinie, ci sono lembi di pineta silvestre (a Guanzate e
Bulgarograsso); ci sono campi coltivati e colline moreniche: c'è una
parte dell'alta pianura lombarda che si conserva per le future
generazioni, quale corridoio ecologico, trama d'unione, fra il Parco
regionale delle Groane e il Parco regionale Pineta di Appiano G.le e
Tradate. Si dice la Lura, non il Lura, per affetto, per lessico
familiare che è divenuto dialetto, linguaggio di tutti: il Santuario di
Rovello, per esempio, si chiamava Santa Maria della Lura.
Per venti chilometri del suo percorso e mille ettari di superficie, il
territorio della Lura è protetto da dieci Comuni lombardi quale Parco
locale d'interesse sovraccomunale (l'acronimo è "Plis"): otto sono in
provincia di Como e due in Provincia di Varese, da Bulgarograsso fino a
Caronno Pertusella. Non vi è stata nessuna imposizione dall'alto, non
dallo Stato, non dalla Regione, nemmeno dalle Provincie, solo una
libera scelta delle amministrazioni: nove di queste stavano già
cooperando per la depurazione delle acque di fognatura, nella loro
società di servizi Lura Ambiente S.p.A.
Ciascun Comune ha
deliberato il proprio stralcio del piano attuativo per dare regole
certe al Parco, secondo un disegno strategico e condiviso. Ed insieme
hanno formato un ente gestore sotto forma di Consorzio, facendo virtù
dei singoli limiti finanziari, attraverso la coniugazione degli sforzi;
hanno investito del proprio per intercettare diversi contributi dalla
Regione, dalle Province e dalle Fondazioni bancarie. Insieme hanno
dimostrato che, per fare sistema e raggiungere obiettivi di
sostenibilità, non occorrono i carrozzoni: con uno staff di due persone
in organico e quaranta metri quadri di sede nel paesetto di Bulgorello,
dal 2000 hanno investito oltre due milioni di euro per fare i percorsi,
le aree di parco attrezzato, i rimboschimenti, le sistemazioni
ambientali.
In pochi anni, il parco oggi dispone di una rete di oltre 16 chilometri
di piste in calcestre che consentono di percorrere quasi tutta la
valle; A Saronno e Rovello Porro i due Comuni hanno fatto uno sforzo
aggiuntivo, acquisendo buona parte dei terreni, così il Consorzio ha
potuto rimboschirli, realizzare i prati per la libera ricreazione e i
percorsi ciclabili per le passeggiate o per il jogging. Saronno ha
così, finalmente, il proprio grande parco territoriale. C'è persino un
grande prato verde, lungo come due campi di calcio messi in fila,
completati da una arena dove si possono organizzare grandi eventi
ricreativi che la gente acclama a gran voce. A primavera verrà aperto
il nuovo ponte sul fiume che consentirà di accedere in bici al Parco,
direttamente dal centro città. Per scorgere lo scoiattolo, individuare
il ghiro, il moscardino o il picchio verde, il Consorzio ha recuperato
un vecchio, delizioso roccolo nei boschi della Pioda fra Cermenate e
Cadorago. Un luogo che era nato per far polenta e uccelli, è oggi
dedicato all'educazione ambientale per le giovani generazioni.
Il
Parco Lura è un cantiere permanente; ogni anno, con la pazienza delle
formiche, accompagnando le cicale che cantano, il Consorzio mette in
cantiere una nuova iniziativa, lungo il percorso della sistemazione del
territorio. Di recente, per esempio, è stato aperto un sottopassaggio
che supera la trafficata "Novedratese", pesante barriera posta a metà
parco. Quest'anno il sottopassaggio verrà collegato alla pista
ciclabile che corre nei boschi dall'altra parte del torrente, con la
realizzazione di una ulteriore passerella leggera, poggiata dove una
volta c'era un guado per i carri. E così dal centro di Saronno si potrà
raggiungere il centro di Cadorago, praticamente per intero lungo piste
ciclabili e sentieri; manca solo l'attraversamento di Rovellasca, su
cui si lavorerà negli anni prossimi.
Il Parco è per metà boschi e per metà campi seminati; non è una foresta
vergine e nemmeno una riserva naturale. E' un territorio interamente
coltivato e governato dagli agricoltori e dai boscaioli che vi traggono
sostentamento. Con loro il Consorzio sta costruendo un rapporto
dialettico di rispetto reciproco e di mutuo sostegno. L'ambiente ha
necessità del loro lavoro, affinché il territorio agronaturale possa
essere presidiato e non divenire facile preda del partito del mattone;
ma l'agricoltore ha necessità di reggere le sfide di un mercato sempre
più difficile e aggressivo, dove l'apertura delle frontiere e
l'orientamento dei sostegni comunitari ad est ha reso i nostri terreni
non più competitivi. Quindi occorrono nuovi modelli agronomici, più
attenti al mercato interno, alla produzione di nicchia e di qualità,
all'offerta di servizi diretti al cittadino. In particolare su
quest'ultimo terreno il Parco può aiutare e aiuta gli imprenditori
agricoli più sensibili e attenti ad aprirsi al territorio, offrire
ospitalità alla gente, aiutare a mantenere i percorsi, ripulire i
boschi e il fiume. E' nato così, fra l'altro, l'Agrimercato settimanale
che itinera per i comuni del parco, dove i produttori della zona
offrono direttamente al proprio territorio i loro prodotti ad un prezzo
competitivo e con la certezza dell'origine e della lavorazione.
Certo, non tutto è rose e fiori; i problemi esistono e sono rilevanti,
primi fra tutti quelli che riguardano la qualità delle acque,
nonostante siano tornati i pesci e si vedano le anitre e le gallinelle
d'acqua.
Il torrente Lura è troppo spesso un rigagnolo colorato e maleodorante;
per contro, quando piove troppo, cambia umore, tracima e allaga
quartieri interi e città. Il Consorzio Parco Lura non ha poteri e
risorse per porvi rimedio, ma può aiutare a individuare le cause e
suggerire i rimedi a chi vi deve provvedere. Così sta facendo, con un
lavoro finanziato dalla Fondazione Cariplo, per partecipare i cittadini
al governo del torrente, senza illusioni (perché nessuno ha la
bacchetta magica), ma con chiarezza. Purtroppo intorno al Parco e a
monte si è edificato troppo e nei posti sbagliati. Là dove c'era il
terreno drenante (nelle conche moreniche), si sono fatti capannoni e
centri commerciali; la città infinita ha scaricato sempre più acqua
nelle fogne, sottraendola alle falde e gettandola inquinata nel fiume.
La rete fognaria esistente e i sistemi di depurazione non reggono più
la quantità di liquami in arrivo quando piove.
Morale: quando non piove le falde che alimentavano le sorgenti del
fiume sono asciutte, perché nei luoghi del naturale drenaggio oggi si
parcheggia l'automobile e si va a fare la spesa. Il fiume è così
alimentato solo dai reflui dei depuratori. Anche se sono conformi alle
leggi di tutela della acque, anziché diluirsi in un corposo torrente,
finiscono in un alveo in secca. Ecco perché la Lura è maleodorante e
colorata. Se invece piove appena un po' di più del normale, proprio
perché mancano le aree del drenaggio naturale, tutta quell'acqua
piovana finisce direttamente nel torrente, insieme all'altra raccolta
dalla città infinita. E la Lura scoppia: chi abita lì vicino va
sott'acqua.
Non c'è una ricetta univoca e semplice per risolvere
questi problemi; in buona sintesi, occorre ridare le acque al fiume nei
periodi di siccità, mentre, quando piove troppo, occorre trattenerle in
vasche di laminazione o in lanche seminaturali. Ma non è facile e tra
il dire e il fare c'è di mezzo il mare; un mare di risorse finanziarie,
un mare di competenze amministrative, un mare di ostacoli tecnici e
geografici talvolta insormontabili. E quindi ci vogliono molte capacità
progettuali che sappiano coniugare tecnologia a tutela ambientale e
soprattutto molta buona volontà per uscire dal proprio particolare,
cogliere la visione del globale e affrontare insieme ogni problema: per
sé stessi, per la propria comunità, per le future generazioni.
Il Consorzio Parco Lura ci sta provando ed oggi si comincia a vedere il risultato.
Buona passeggiata nel silenzio della valle, a risentire i grilli.
Un torrente, un'area verde vasta quasi mille ettari, nove
amministrazioni comunali e un Consorzio per il Risanamento Idrico.
Questi i preziosi ingredienti che rendono unico nel suo genere il Parco
Locale di Interesse Sovraccomunale del Lura. Guanzate, Cadorago,
Cermenate, Bregnano, Lomazzo, Rovellasca, Rovello Porro, Saronno e
Caronno Pertusella sono i comuni che abbracciano quest'area protetta
attraversata dal torrente Lura.
L'idea di fare qualcosa di concreto
per difendere la vallata che si trova ai margini del torrente Lura
nasce nel 1975, quando le nove amministrazioni comunali per la prima
volta si riuniscono in un consorzio di depurazione che, con risorse
proprie, finanziamenti regionali e statali, ha provveduto a realizzare
trenta chilometri di grandi collettori fognari che raccolgono i reflui
delle industrie e dei centri abitati fino ad un grande depuratore, a
Caronno Pertusella. L'impegno di risorse economiche e tecniche è
gravoso e impegna tempo e uomini.
"L'idea del Parco - dice Giacomo Castiglioni, Amministratore Delegato
di Lura Ambiente - nasce negli anni '80 dalla passione degli
amministratori impegnati nella realizzazione del progetto di
depurazione delle acque. Nei primi anni si operò per rendere omogenei i
piani delle singole amministrazioni sul tema ambientale. Definita poi
la perimetrazione del territorio a parco, finalmente nel 1995 è
avvenuto il riconoscimento da parte della Regione Lombardia. Si iniziò
allora a concretizzare l'idea del Parco".
All'inizio del 2000 nasce uno specifico Consorzio per la gestione del
Parco e i primi di maggio viene eletta la prima struttura direttiva.
Dal 1997 al 2000 il Parco viene gestito dal Comune di Cadorago, grazie
ad una convenzione tra comuni; il Sindaco Renata Romano, Presidente pro
- tempore, inizia a strutturare quello che oggi è diventato il
Consorzio di gestione.
In tutti questi anni l'area protetta ha avuto comunque modo di farsi
conoscere sempre di più grazie a molte associazioni e gruppi di
volontari che con manifestazioni o semplici camminate nel parco hanno
aiutato la natura a combattere il degrado ambientale che avrebbe potuto
rovinare molte delle stupende valenze paesaggistiche che il Parco del
Lura intende preservare. Infatti camminando a fianco del Lura si
incontrano centinaia di ettari di bosco, tranquillità, animali liberi
di correre e volare, cappellette votive e antichi cascinali.
Questa vallata che unisce le provincie di Como e Varese riesce a ripristinare il giusto rapporto tra uomo e natura.
Il torrente Lura, che dà il
nome al Parco, nasce nel territorio del Comune di Bizzarrone, ai
confini con il Canton Ticino. Il suo corso si snoda da nord a sud per
una lunghezza pari a 35 Km confluendo, all'altezza di Rho, nel fiume
Olona, che a sua volta si immette nel Lambro. Il Lura attraversa per
esteso tutto il Parco, bagnando le zone collinari di modesta pendenza
che caratterizzano un territorio fortemente antropizzato. Un corso a
meandri con portate medie fiancheggiato da fasce boschive su entrambe
le sponde. Al fine di scongiurare o almeno arginare le eventuali
esondazioni a valle, la Regione Lombardia ha progettato la
realizzazione di un sistema di regimazione delle acque di piena del
torrente con la formazione di alcune vasche di "laminazione" per
trattenere le ondate di piena nella valle. Si eviterebbero così
potenziali allagamenti a Saronno e Rho, già avvenuti in passato.
In
effetti il pericolo di eventuali esondazioni rappresenta un problema
serio e dibattuto. Poiché solo alcune tipologie forestali sono in grado
di sopportare eventuali allagamenti, tecnici specializzati stanno
studiando soluzioni per rendere compatibile la laminazione delle acque
del Lura con un efficiente piano di salvaguardia ambientale. Per questo
motivo sono in fase di studio interventi volti a modificare, per
esempio, le cementificazioni situate lungo l'asta fluviale
ripristinando la naturalità dell'intero alveo.
La copertura vegetale del Parco del Lura, caratterizzata
dall'alternanza di fitti boschi, prati e campi ha favorito
l'insediamento di molti animali. Un habitat naturale ideale per
numerose specie capaci di adattarsi a questo contesto ambientale
prossimo ad una zona densamente urbanizzata. Nel Parco risulta
particolarmente significativa la presenza degli uccelli. Sono presenti
passeri, rondini, pettirossi, cinciallegre ed alcuni rapaci tipici del
nostro territorio come la civetta, il gufo, il barbagianni e il
gheppio; più comuni risultano essere tortore, zigoli, cornacchie,
merli, piccioni e fagiani selvatici.
Ben più difficili da
sorprendere sono i mammiferi selvatici che popolano il sottobosco del
Parco: carnivori di taglia piccola come la volpe, la faina, la donnola
o roditori come il ghiro ed il tasso.
E' possibile invece incrociare la strada del coniglio selvatico, del
simpatico riccio, che si muove con circospezione nella boscaglia,
scorgere gli scoiattoli saltare da un albero all'altro ed i roditori o
i rettili più comuni che vivono nei prati tipici delle zone coltivate,
anche in prossimità dei centri abitati.
Puoi trovare...
| Mammiferi | ||||
| coniglio selvatico | faina | lepre | scoiattolo | arvicola |
| donnola | ghiro | riccio | tasso | volpe |
| Uccelli | ||||
| allodola | colombaccio | fringuello | pettirosso | rondine |
| ballerina bianca | cincia | gazza | picchio | storno |
| capinera | cinciallegra | gheppio | piccione selvatico | tortora |
| cappellaccia | cornacchia | merlo | quaglia | usignolo |
| cardellino | corvo | nibbio | regolo | verdone |
| codirosso | fagiano | passero | rigogolo | verzellino |
Passeggiando lungo il corso del torrente Lura ci si accorge di quanto
sia rigogliosa e varia la vegetazione che caratterizza la superficie
del Parco. L'ambiente forestale, tipico del "climax" delle prealpi
lombarde evidenzia l'equa suddivisione tra area boschiva e ambiente
agricolo. Serie di formazioni boschive dominate dalla robinia, farnia,
carpino, nonché dai filari di ontano nero sono diffusi su entrambe le
sponde del torrente da Rovellasca fino a Saronno. Presenti anche le
specie autoctone come il pino, il castagno, il ciliegio e la betulla.
L'attento osservatore può notare la ricchezza del sottobosco ben
rappresentato dal nocciolo, dal sambuco, ma anche da una varietà di
funghi, erbe, felci e muschi che disegnano un paesaggio variopinto e
caratteristico, godibile in ogni stagione. Sono presenti anche campi a
seminativi, coltivati soprattutto a cereali.
Alcune presenze
esotiche sono riscontrabili nei boschi: a Guanzate c'è una collina
rimboschita con querce rosse. Qua e là si trovano piante di larice e
soprattutto ciliegi tardivi; questi ultimi, purtroppo, sono pericolosi
infestanti americani che degradano e semplificano l'ecosistema.
Puoi trovare...
| Piante | ||||
| Abete rosso | Ciliegio tardivo* | Lauroceraso* | Pioppo cipressino | Salicone |
| Acero campestre | Edera | Luppolo | Pioppo tremulo | Sambuco |
| Acero di monte | Falsa fragola | Nocciolo | Platano* | Sanguinello |
| Acero di Virginia* | Felce | Olmo | Prugnolo | Sigillo di Salomone |
| Artemisia | Felce aquilina | Ontano nero | Pungitopo | Solidaggine |
| Bagolaro | Fitolacca | Ortica | Quercia / Rovere | Sorbo selvatico |
| Betulla | Frangula | Pallon di neve | Quercia / Farnia | Spino di Giuda |
| Biancospino | Frassino maggiore | Pervinca | Quercia rossa* | Spirea |
| Carpino bianco | Fusaggine | Pino silvestre | Robinia | Tiglio |
| Castagno | Gelso | Pino strobo* | Rosa selvatica | Vitalba |
| Ciliegio selvatico | Giunco | Pioppo | Rovo | |
* Specie esotiche
Il Parco del Lura si colloca nell'Alta Pianura Lombarda posizionandosi allo sbocco delle grandi valli prealpine, al di sotto della linea insubrica. Il paesaggio geomorfologico si è modellato in seguito agli eventi verificatisi durante l'ultima era glaciale che hanno interessato tutta la Brianza. Infatti il territorio del Parco, come tutta l'area della provincia di Como, è caratterizzato da una successione di strati geologici formatisi in seguito alle ultime glaciazioni note agli esperti del settore con i nomi di Mindel, Riss e Wurm. Emblematici testimoni di queste fasi glaciali sono i caratteristici circoli morenici, che spingendosi fino a Lomazzo e Cermenate evidenziano l'espansione massima raggiunta dalle lingue glaciali presenti fino a 10.000 anni fa, quando le stesse cominciarono a ritirarsi. Segni di questa espansione sono ben visibili nel Parco attraverso massi e tracce rocciose dei cordoni morenici. Proprio dallo scioglimento dei principali ghiacciai "lariani" si sono formati nel corso del tempo i terrazzi alluvionali che caratterizzano, con un'alternanza di pianure e colline la conformazione geomorfologica del territorio. Il torrente Lura nel corso dei secoli ha scavato il suo letto tra le morene glaciali per scendere verso sud, verso l'aperta pianura dove troviamo deposizioni sedimentarie di origine quaternaria. Buona parte del suolo si è poi trasformata, nel corso dei millenni, in argille rosse o "ferretto".
"Mi ricordo ancora quando da piccolo andavo con i miei cugini al
torrente per fare il bagno. Ogni volta era una festa, stavamo lì delle
ore". Le donne si recavano al "fossato" con i panni sporchi da lavare,
i ragazzi , alla domenica, con una canna da pesca, i più piccoli a
giocare ed a fare il bagno.
Gli aneddoti delle persone più anziane ci fanno notare quanto una volta il torrente Lura fosse "vissuto".
Tra le due guerre qualche scarico entrava già nel torrente : la
capacità di autodepurazione del corso d'acqua era però sufficiente a
conservarne le acque pulite.
E' stato il grande boom del dopoguerra a rovinare questo idilliaco
rapporto tra il corso d'acqua e gli abitanti dei paesi da esso
attraversati.
La mancanza di una coscienza ecologica ha fatto sì che le industrie scaricassero nel torrente senza alcuna precauzione.
E' quindi iniziato il periodo di massimo degrado del nostro corso
d'acqua, considerato da privati, amministratori pubblici e industrie
una fogna a cielo aperto. Dalle sorgenti all'Olona tutti scaricano
senza alcuna preoccupazione.
I danni sono ancora oggi evidenti anche se ormai sono più di vent'anni
che i primi depuratori sono stati costruiti, le prime regole applicate
e la conoscenza di cosa si può fare contro l'inquinamento appresa.
Un
grande lavoro è già stato fatto e quanto ancora possibile fare è stato
impostato e iniziato: il processo virtuoso del ripristino ambientale
oggi è inarrestabile. Certamente l'ecosistema è profondamente alterato
ed il torrente ha bisogno ancora di anni di sforzi per ritornare un
corso d'acqua limpido, non inquinato e abitato da una corretta fauna e
flora acquatica.
Considerando l'elevata popolazione residente nel
bacino idrografico del torrente e l'elevata industrializzazione non
siamo certamente arretrati rispetto alla realtà italiana.
Gli sforzi di Lura Ambiente uniti a quelli del Parco ci fanno ben
sperare che il sogno di tutti, vedere ancora bambini scorrazzare lungo
il Lura e poterci giocare, non sia poi così lontano da realizzarsi.
Il corso d'acqua che dal confine con la Svizzera si snoda lento e
discreto sino ad incontrare l'Olona, è parte della storia dei comuni e
delle province che attraversa. Era una presenza forte, importante.
Purtroppo negli ultimi cinquanta anni è diventato il ricettacolo di
tutti gli scarichi fognari dei paesi lungo il suo corso e di tutte le
industrie del bacino idrografico.
Risanare il torrente è così
divenuto l'imperativo per nove Comuni che, nel 1975, hanno costituito
il Consorzio Interprovinciale di Risanamento del Bacino del Torrente
Lura.
Le Amministrazioni che hanno preso parte a questa iniziativa fanno
parte del bacino idrografico medio - basso del torrente. Da nord a sud
i componenti sono Guanzate, Cadorago, Lomazzo, Cermenate, Bregnano,
Rovellasca, Rovello Porro in provincia di Como, Saronno e Caronno
Pertusella in provincia di Varese.
L'impianto
di depurazione biologica sito nel Comune di Caronno Pertusella, entrato
in funzione nell'anno 1987, possiede nella sua configurazione attuale
una potenzialità di circa 180.000 a.b. (abitanti equivalenti) e riceve
oltre ai reflui civili dell'area servita anche quelli provenienti da
più di un centinaio di insediamenti produttivi di diverse tipologie.
La
linea di trattamento adottata pone il depuratore tra quelli a
tecnologia più avanzata nel nostro territorio, infatti oltre alle
sezioni di denitrificazione e filtrazione finale l'impianto consta
anche di particolari sezioni per l'autoproduzione di energia.
Lura
Ambiente S.p.A. si è posta quale finalità primaria la gestione e
l'esercizio dell'impianto di depurazione e della rete dei collettori
fognari realizzati nell'ottica più vasta della tutela e salvaguardia
delle acque del Torrente Lura, nonché della valorizzazione delle
risorse umane: qualità quindi dell'ambiente intesa come riduzione degli
effetti negativi originati dall'attività umana.
Con presupposti di
questo tipo la Certificazione di Qualità ISO 9002 dell'Organizzazione
Ambientale ottenuta nel 2000 ha costituito un passo coerente ed
importante di Lura Ambiente S.p.A. proiettandola verso obiettivi di
miglioramento continuo.
Lura Ambiente S.p.A. rappresenta oggi per i
Comuni che l'anno costituita e per il territorio un patrimonio
economico e di collaudate capacità tecnico-gestionali. Accanto
all'attività originale (depurazione) svolta con elevati standards
qualitativi Lura Ambiente S.p.A. si è posta l'obiettivo di assumere, a
partire dal 2001, la gestione dei settori acquedottistici e fognari dei
Comuni che già usufruiscono del trattamento depurativo al fine di
gestire il ciclo integrale dell'acqua in tale ambito, applicando in
anticipo gli indirizzi della Legge di Riforma dei Servizi Idrici.
In particolare le Amministrazioni Comunali dei Comuni di Cadorago,
Caronno Pertusella, Cermenate, Lomazzo, Rovellasca, Rovello Porro hanno
affidato a Lura Ambiente S.p.A. la gestione delle reti acquedottistiche
e fognarie a partire dal 1 gennaio 2001. A questi Comuni si è aggiunto,
dal 1 gennaio 2002, Guanzate.
Il sistema dei parchi lombardi si compone di un parco nazionale, 26
parchi regionali e 25 parchi di interesse sovraccomunale. Tra i Parchi
regionali vi sono parchi fluviali, di cintura metropolitana, forestali
- agricoli e di montagna. I Parchi Locali di Interesse Sovraccomunale
sono aree di particolare interesse ambientale tutelate direttamente dai
Comuni attraverso l'istituzione del Parco e la sua perimetrazione sul
Piano Regolatore. Questi parchi, riconosciuti dalla Regione Lombardia,
hanno la funzione di costituire dei corridoi ecologici nel più vasto
"Sistema delle Aree Protette".
Il Parco del Lura è una cerniera ideale fra tre diverse aree protette che sono state istituite dalla regione lombardia:
In
mezzo, dunque, il corridoio del Lura: sì, perchè proprio di corridoio
si tratta; un cordone ombelicale verde che lega insieme (o quasi) i tre
parchi; altrimenti essi sarebbero soltanto isole accerchiate dal grigio
del cemento. E nelle isole assediate la natura ha poche chanches per
difendersi: dai parassiti, dalle malattie, dagli incendi, dalle ruspe,
soprattutto dall'uomo. Il corridoio è un'ancora di salvezza e permette
di scambiare linfa vitale: gli animali (soprattutto gli uccelli)
possono spostarsi, conoscere nuovi ambienti, formare nuove coppie. Ciò
garantisce la biodiversità e cioè la perpetuazione delle specie.
Un
recente studio realizzato dalla Università degli Studi di Milano
Bicocca, a guida del prof. Renato Massa, ha dimostrato scientificamente
l' importanza dei corridoi ambientali e in particolare del parco del
Lura; questo prezioso lavoro è ora disponibile in CD-ROM per le scuole
che ne facciano richiesta al Parco (disponibile fino ad esaurimento).