All'interno dell'area protetta sono presenti dei laghetti artificiali,
ma di piacevole impatto ambientale e utili impianti attrezzati per la
fruizione del Parco. Il laghetto Rosorè, gestito dalla Associazione
Pesca Sportiva Bregnanese - per informazioni Tel. 031/770376 - è aperto
al pubblico, previo pagamento di una modesta quota associativa: sabato
mattina / pomeriggio e domenica pomeriggio; la domenica mattina è
dedicata a gare sociali.
Nello specchio d'acqua nuotano pesci di
varie razze, le stesse che prima o poi, torneranno a popolare le acque
del fiume grazie all'opera di risanamento in corso. Tra le specie
ittiche presenti nel laghetto: alborella, carassio, tinca, carpa
regina, carpa specchio, carpa erbivora (amur) per il controllo delle
alghe, pesce gatto, persico sole, persico trota. Nel periodo invernale
sono presenti anche trote e salmerini.
Spesso si possono vedere esemplari di airone cenerino, germani e il martin pescatore.
A Bregnano, nei pressi di Cascina Menegardo, sul confine del Parco, è
da segnalare la presenza di un museo apistico didattico. All'interno
del museo un'importante esposizione di arnie (abitazione di una colonia
di api), che si sviluppa in senso cronologico e geografico. Queste,
provenienti da ogni parte del mondo, sono realizzate con una
moltitudine di materiali e con caratteristiche tipiche del luogo di
provenienza: in terracotta, tufo, sughero, ferula, paglia e ricavate
nei tronchi degli alberi.
La riscoperta dei prodotti naturali
richiama alla mente le molte sostanze provenienti dall'apicultura:
miele, cera, propoli, ma anche polline e gelatina reale. Una sezione è
quindi dedicata all'ape e ai suoi derivati, con cere, pollini ed
etichette di prodotti provenienti da tutto il mondo.
E' presente, inoltre, un settore bibliografico, con testi di diversa
provenienza, utilissimi per studenti e studiosi. Per i filatelici e i
numismatici, la storia delle api è illustrata anche attraverso
francobolli e monete provenienti da ogni parte del mondo.
Realizzato dalla passione dell'apicoltore Cav. Angelo Cappelletti in 50
anni di ricerche e di studi, il museo è aperto al pubblico
gratuitamente l'ultima domenica di ogni mese dalle 9.30 alle 11.30.
Per scolaresche o per informazioni e prenotazioni di visite Tel. 031/747464.
La Cascina, facilmente raggiungibile da Lomazzo e da Puginate, si trova
nella località Bissago in un pianalto, dove viali alberati di tigli,
pioppi cipressini, platani e aceri concorrono a delimitare un
rettangolo di 60.000 mq adibito a prato.
Già nella metà del Seicento si hanno notizie dell'esistenza di una Cascina detta "Bissago" , corrispondente all'attuale Tre Grazie. Un documento del 1652 reperito
all'Archivio di Stato di Milano, quantifica in "tre fuochi" (tre
famiglie) gli abitanti della cascina, e identifica nelle "Monache del Monastero di San Marco di Como" la proprietà del fondo.
Il susseguirsi di passaggi di gestione ha portato all'attuale
situazione strutturale del complesso aziendale e agricolo. L'ultimo
proprietario, padre delle attuali tre eredi (da cui "Tre Grazie"),
apportò diverse modifiche all'impianto originario dell'azienda agricola
spinto da un forte spirito innovatore. Trasformò, infatti, l'antica
cascina nella moderna azienda cerealicola e zootecnica che vediamo oggi.
Percorrendo il viale principale di accesso, il primo fabbricato che si
incontra è una piccola cappella, di recente costruzione.
Il complesso di edifici della Cascina comprende tre differenti corti,
all'interno delle quali sono riconoscibili gli alloggi per le famiglie
dei braccianti, le stalle, i fienili e la villa padronale.
La cascina, ancora oggi, grazie alla passione degli attuali proprietari
e dei gestori, ha mantenuto il suo carattere originario, con gli
animali da cortile che scorrazzano nell'aia.
A nord di Bissago, nella parte retrostante la cascina, attraversando
una bellissima pineta, alcuni sentieri conducono al "ponte degli
Alpini", mentre ad est, non molto distante Cascina Menegardo di
Puginate, frazione di Bregnano, ospita il "Museo delle Api".
A Caslino al Piano, non lontano dalla stazione delle Ferrovie Nord Milano, vicino al laghetto Pasquè, si trova una delle porte d'accesso al parco più attrezzate. Sfruttando la presenza di una risorgiva, è stato creato un laghetto artificiale dove trovano rifugio svassi, folaghe ed altri animali, il cui ciclo vitale è legato alla presenza di un'area umida. Al centro dello specchio d'acqua è stata realizzata un'isoletta, dove l'avifauna può trovare rifugio durante la notte e nelle giornate più fredde. Per la gioia dei più piccoli all'ingresso del Parco sono posizionati scivoli, torrette e giochi polifunzionali in legno. Per tutti gli amanti delle passeggiate basta scendere nella vallata del torrente Lura, attraversare il "ponte degli alpini", realizzato dalla locale sezione degli Alpini, ed arrivare, seguendo i sentieri, percorrendo una bellissima pineta, alla Cascina Tre Grazie o al Roccolo di Cermenate, attraversando un altro ponte sul Lura più a nord, chiamato "ponte del Giuseppe".
Immersa in un bosco di carpini, una tipica architettura venatoria
interna al parco è il "roccolo". Questa tipologia architettonica
sorgeva in zone boschive; un tempo veniva praticata l'uccellagione,
arte del catturare gli uccelli e settore dell'attività venatoria, non
esercitata con armi, ma con impianti di più complessa struttura. I
roccoli, presenti in Italia Settentrionale, dal Piemonte al Veneto, si
trovano in zone di collina o media montagna, collocati lungo le linee
di passo migratorio e di possibile sosta degli uccelli. L'impianto
fondamentale del roccolo consiste in una collana di alberi in doppio
filare che si posizionano, con forma a ferro di cavallo (tondo),
verso valle. Il "casello", una costruzione, a forma di torretta,
avvolta da erbe rampicanti o alberi addossati che hanno lo scopo di
mascherare la struttura operativa, viene edificato dove è possibile
avere una vasta visuale e dominare il tondo. Lungo le piante viene
posizionata un'intelaiatura per reggere delle reti stese lungo tutto il
cerchio. Il tondo presenta alberi distanziati qualche metro uno
dall'altro e d'altezza intorno ai 4 metri; l'essenza più frequente è il
carpino in quanto facilmente adattabile all'esigenza di modellare e
"direzionare" i rami. Alle molte aperture del roccolo si appostano gli
operatori, che lanciando fra i rami di carpino uno strumento chiamato
"spauracchio"o "battarello", che richiama la sagoma di un rapace,
spaventano gli uccelli, che si mettono in volo precipitoso incappando
nelle reti.
Oggi questa pratica è regolamentata e il luogo assume
un particolare fascino dovuto alla suggestiva composizione arborea.
Alcuni roccoli (per esempio Arosio, Pian di Spagna, Intimiano in
provincia di Como) sono utilizzati a scopo scientifico per la cattura
ed inanellamento di uccelli, che vengono immediatamente liberati dopo
aver rilevato misure biometriche, utili per lo studio dell'avifauna.
A Bulgorello, frazione del Comune di Cadorago, viene chiamata "il Gesiö" un''antica cappella campestre dedicata ai Santi Giacomo e Filippo, rilevata dal Vescovo Niguarda già nel 1592. E' distante "un tiro di pietra" dalla Cascina S.Angelo, che ingloba alcuni resti di un campanile romanico (secolo XI) che lo stesso Niguarda descrive nel rapporto di una sua visita pastorale come resti della Chiesa di Sant'Eusebjo o dei SS. Proto e Giacinto, già sconsacrata nel 1592. Il proprietario di allora incorse in una scomunica papale per aver incorporato la Chiesa nella sua abitazione e aver distrutto il campanile.
Da un ingresso attrezzato, con parcheggio auto e parco giochi, è possibile accedere alle colline di Guanzate. Una rete di percorsi e sentieri che attraversa un'area collinare boschiva caratterizzata dalla presenza di querce, castagni e pini silvestri, conduce al Parco Regionale Pineta di Appiano Gentile e Tradate. In autunno i colori della scala cromatica dal giallo al rosso si confondono nel bosco di querce, e in tutte queste zone boschive a nord del parco è facile scorgere sugli alberi lo scoiattolo, il picchio e la fauna tipica del territorio del parco.