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La pianura pisana risponde ai cambiamenti climatici

Iniziati i lavori del Pit: biodiversità e manutenzione idrogeologica

(Parco di San Rossore, 02 Mag 19)

Sono partiti i lavori del progetto integrato territoriale (Pit), il piano che il territorio pisano ha messo in campo per rispondere ai cambiamenti climatici, una serie di interventi di manutenzione realizzati dai diversi enti, istituzioni e aziende agricole che operano sul territorio, coordinati con la regia del Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Il Pit, che si è aggiudicato il finanziamento regionale di 3 milioni di euro e che coinvolge 53 partner tra pubblico e privato, riguarda la pianura pisana dai piedi del Monte Pisano al mare, in particolare la fascia pedemontana tra Vecchiano e Vicopisano, l'ambito delle bonifiche da Migliarino fino a Coltano e il bacino del fiume Morto da Calci fino alla foce. "Quando progettiamo il futuro del territorio dobbiamo pensare a creare un equilibrio virtuoso tra l'uomo e la natura, che quello che stiamo realizzando lo lasceremo ai nostri figli. In questo il Parco non deve essere solo un modello, ma il cuore di una comunità che raccoglie i migliori progetti e li compone con un'idea di sviluppo sostenibile che si espande oltre i recinti delle tenute e coinvolge tutti gli attori che del Parco sono e devono essere protagonisti" commenta il presidente Giovanni Maffei Cardellini. Il piano nella sua interezza prevede una serie di interventi le cui finalità sono la protezione dal dissesto idrogeologico, la regimazione idraulica per migliorare le gestione dell'acqua, l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, la valorizzazione della biodiversità e delle aree ad alto valore naturalistico, il recupero di aree precedentemente degradate, l'incentivazione della filiera corta.

I lavori sono iniziati con i primi interventi previsti, in particolare nella tenuta di San Rossore è stata realizzata, nell'area tra Cascine Nuove e il mare, una nuova recinzione che ha permesso di riqualificare aree importanti in cui risulta già evidente il miglioramento della biodiversità. I prossimi passi saranno l'installazione dei dissuasori a ultrasuoni per gli ungulati e la creazione di nuovi corridoi ecologici nelle aree agricole. Dal punto di vista amministrativo in questo momento la Regione, dopo aver premiato il progetto quadro con il primo posto nel bando per il finanziamento, sta vagliando nel dettaglio ogni singolo progetto dei diversi partner e sta mano a mano pubblicando i decreti di assegnazione dei contributi richiesti. Tra questi, direttamente all'Ente Parco sono già stati assegnati 90mila euro per la realizzazione delle recinzioni con l'aggiunta di speciali dispositivi a ultrasuoni e la creazione di nuovi filari alberati nei campi (si tratta dei lavori descritti sopra e in parte già realizzati); e 211mila euro per interventi per la regimazione idraulica, il contrasto al dissesto idrogeologico e la difesa degli ecosistemi dall'inquinamento dovuto al fiume Morto e all'intrusione salina dal mare.

I 53 partners del progetto, ideato e concertato con la società di consulenza ambientale GreenGea snc di Pisa, vede insieme al Parco capofila, la partecipazione di: Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, Consorzio 1 Toscana Nord, Scuola Superiore Sant'Anna con l'Istituto Dirpolis, Scuola Normale Superiore, Dipartimento di Ingegneria e Centro di ricerche agro-ambientali "E. Avanzi" dell'Università di Pisa, Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze, Autorità di Bacino pilota del Fiume Serchio, Comuni di Pisa, Calci, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano, 20 aziende agricole, le associazioni di categoria CNA e Coldiretti che hanno impegnato i rispettivi tessuti associativi fra cui alcune aziende di trasformazione alimentare.

 
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