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La biodiversità come antidoto alle pandemie

Passare dalla reazione alla prevenzione della pandemia, puntando sull’incremento della biodiversità, è la raccomandazione degli scienziati che hanno contribuito al rapporto di IPBES

(Mantova, 15 Dic 20) Passare dalla reazione alla prevenzione della pandemia, puntando sull'incremento della biodiversità. È la raccomandazione degli scienziati che hanno contribuito al rapporto di IPBES (Intergovernmental science-policy platform on biodiversity and ecosystem services) dedicato ai legami tra l'impoverimento del patrimonio naturale e l'aumento del rischio di nuove crisi sanitarie globali.

Un rischio concreto, sottolineano gli esperti interpellati dall'organismo intergovernativo riconosciuto dalle Nazioni Unite, dato che almeno 827mila virus, dei 1,7 milioni esistenti nei mammiferi e negli uccelli, possono intaccare l'uomo. E se è vero che il Covid-19 è dilagato grazie al vettore-uomo, "le attività che sono causa dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità possono anche accelerare il rischio di nuove pandemie attraverso il loro impatto sull'ambiente" spiega Peter Daszak, zoologo statunitense che ha coordinato il gruppo di lavoro Ipbes.

Le alterazioni del suolo, l'agricoltura intensiva, i commerci e i consumi non sostenibili danneggiano la natura e incrementano le possibilità di contatto tra la fauna selvatica, i capi d'allevamento, gli agenti patogeni e gli individui. Per non cadere nel dramma di nuove pandemie, bisogna dunque invertire la rotta e ridurre le produzioni che causano perdita di biodiversità, attraverso una maggiore conservazione delle aree protette e grazie a misure che riducano l'insostenibile sfruttamento di regioni ad alta biodiversità.

Costa troppo questa inversione? Tutto il contrario.

A titolo esemplificativo, il rapporto evidenzia come le ricadute del Covid-19 costeranno agli Stati Uniti 16 trilioni di dollari entro il 2021, mentre gli investimenti per ridurre il rischio pandemico, attraverso forti incentivi economici per il cambiamento, risultano di cento volte inferiori

 
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