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Punti d'interesse

Museo di Archeologia e Paleontologia "Carlo Conti" di Borgosesia
Via Combattenti - 13011 Borgosesia (VC)
Orari di apertura: giovedì 9.30-12.30 e sabato 15.30-18.30
Informazioni e prenotazioni: Comune di Borgosesia - Ufficio segreteria - Tel. 0163/22205

Museo Etnografico e del Folklore di Borgosesia
Via delle Manifatture, 10 - 13011 Borgosesia (VC)
Tel. 0163/22505 - 0163/23178
Momentaneamente chiuso
Visitabile su prenotazione

Boca
Chiesa di San Gaudenzio presso il cimitero (sec. XII)

Borgosesia
Santuario di Sant'Anna di Montrigone

Cellio
Parrocchiale con tele del 1600 di Tanzio da Varallo

Cavallirio
La torre medioevale

Grignasco
Chiesa di S. Maria Assunta e di S. Graziano

Prato Sesia
Resti del Castello di Sopramonte del XV secolo

Valduggia
Parrocchiale di S. Giorgio con affreschi di Gaudenzio Ferrari e opere lignee del 5-600

Zuccaro
Parrocchiale con affreschi di Giulio Cesare Luini

 
 

Le Grotte del Fenera

Il Monte Fenera costituisce l'unico grande complesso di rocce sedimentarie della Valsesia. La base del rilievo è formata da scisti gneissici di probabile età pre-cambriana, sulla quale poggia una formazione di porfidi quarziferi rosso-bruno del Paleozoico; segue la serie di rocce calcareo-dolomitiche molto carsificate del Trias (Era Mesozoica), che si estende per uno spessore di circa 300 metri in tutta la zona mediana del monte e che si evidenzia per le chiare tinte della parete Ovest.
Sopra le dolomie si succedono fino alla vetta formazioni del Giurassico (Lias inferiore e medio) con resti di fucoidi e di ammoniti.
Verso la fine dell' Era Cenozoica, durante il Pliocene, il mare invadeva ancora la Pianura Padana e si insinuava nelle Valli Alpine: infatti, nei depositi marnosi, formatisi circa 6 milioni di anni fa, si possono rinvenire molte forme di molluschi e di flora subtropicali.
La struttura del monte è interessata da due fratture principali (faglie) dovute ai movimenti di dislocazione di età "alpina": una in direzione ENE-WSW (linea della Cremosina), l'altra, ortogonale alla prima, circuisce il fianco orientale del monte stesso. Oltre alle due faglie di cui si è fatto cenno, i banchi calcareo-dolomitici sono interessati da numerose altre fratture e fessurazioni di origine tettonica dovute alla scarsa plasticità della roccia. In esse l'azione dell'acqua è stata molto attiva, sia chimicamente, sia meccanicamente, instaurando una complicata circolazione in diverse cavità della dolomia.

Dei complessi ipogei del monte che si aprono sulla parete Ovest, due sono particolarmente interessanti dal punto di vista speleologico:

  • La grotta "Buco della Bondaccia", a quota 690 metri s.l.m. ha uno sviluppo complessivo di circa 400 metri e massimi dislivelli interni di -85 metri; per le sue medie difficoltà di percorso viene considerata la palestra degli speleologi.

  • La grotta "delle Arenarie", a quota 770 metri s.l.m., ha uno sviluppo di circa 3.000 metri e una profondità massima di 150 metri circa. E' così denominata perché si apre nella zona arenacea del monte per sprofondare, a meno di dieci metri dall'ingresso naturale, in cunicoli, strettoie, gallerie e pozzi, in un intrico di passaggi con splendide concrezioni.

Questo complesso ipogeo, considerate le sue notevoli difficoltà di percorso, richiede l'accompagnamento di esperti speleologi e, ovviamente, una adeguata attrezzatura.
La grotta ha un secondo ingresso, aperto artificialmente nella roccia, che ha efficacemente agevolato l'accesso al fondo della cavità.
Altre grotte quali quelle "della Torre", "dei Pipistrelli", e "del Laghetto", più limitate ed interne a grotte di interesse preistorico, sono visitabili, previo accordo con la Direzione del Parco.
Le cavità si raggiungono normalmente dalla frazione di Borgosesia Fenera S. Giulio, attraverso un ripido sentiero.


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