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Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili

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Il Parco risponde... Tiburno 8 maggio

(Palombara Sabina, 29 Mag 12) Caro direttore,   

le scrivo in risposta all'articolo pubblicato nello scorso 8 maggio dal giornale che lei dirige, relativo ad una intervista rilasciata dal Presidente della Comunità del Parco, organo istituzionale dell'Ente Parco, Della Rocca, riguardante la situazione dell'Ente stesso.

Con la presente non è mia intenzione aprire una polemica con il Sindaco Della Rocca né tantomeno con i Sindaci degli altri paesi che compongono la comunità del Parco, poiché ritengo gli stessi direttamente partecipi in positivo ed in negativo della vita e delle vicende dell'Ente; lo scopo è "solo"quello di riportare sul giusto binario il rapporto, oggi paradossalmente contrapposto, tra Ente Parco e Comunità dei Sindaci e soprattutto, con dati certi, chiarire la reale situazione dell'Ente, il suo trascorso ed in particolare quanto sta facendo di utile e costruttivo da alcuni mesi ad oggi.

Tutto ciò alla luce di una crisi Politico-Economica che perdura ormai da più di due anni che impone a tutti, Sindaci compresi di rivedere il modello di sviluppo in generale, il ruolo della pubblica amministrazione,le priorità d'intervento secondo modelli di spesa che tengano conto del momento che attraversiamo.

D'altro canto i Sindaci stessi ogni giorno toccano con mano quanto oggi sia difficile reperire risorse ed intervenire su questioni dove a volte si rasenta l'omissione e si rischiano procedimenti per responsabilità.

Il tempo di risorse a pioggia per progetti che negli ultimi dieci anni hanno determinato spese per interventi che non sempre hanno raggiunto il loro scopo nei tempi e nei modi programmati è finito.

Oggi ognuno deve fare la sua parte nel rispetto dei propri ruoli che vedono i Comuni protagonisti nella gestione del territorio e L'Ente Parco loro forte alleato nel controllo del territorio e nella tutela dell'ambiente, secondo le prerogative che la Legge Regionale gli affida.

In un territorio come il nostro, con la crisi economica che viviamo con i servizi che spesso non sono quelli auspicati dai cittadini, sarebbe facile ma demagogico sostenere oggi, la tesi di accorpamento di piccoli comuni ( tema che spesso ricorre nel dibattito politico degli ultimi tempi) come è demagogico sostenere di sciogliere l'Ente Parco solo perché il bilancio non consente di intervenire come in passato.

Quanto al bilancio attuale ed alla situazione della gestione del Parco ad oggi, la realtà è molto diversa da quella descritta dal Presidente Della Rocca, si sono recuperate risorse per la conclusione di progetti fermi da alcuni anni e per l'avvio di nuove iniziative.

Per quanto riguarda il problema dei mezzi, delle attrezzature e della benzina per approvvigionarli, il Presidente sa bene che è stato brillantemente superato dalla azione caparbia ed incessante dell'attuale Direttrice del Parco e dalla sensibilità dimostrata dall'Assessore e dalla Direzione dell'Assessorato.

I fatti amministrativi e gli interventi compiuti nel corso della recente e straordinaria nevicata lo dimostrano.

Ma l'azione di rinnovamento organizzativo e gestionale è il passo straordinario che L'Ente Parco sta compiendo, il dialogo con le amministrazioni Comunali si è intensificato, la collaborazione è migliorata,la consapevolezza che tutti possiamo fare di più e meglio sta maturando tra i dipendenti del Parco, "meglio organizzati" e tra quelli dei comuni, più stimolati dal coinvolgimento.

Certo molto c'è ancora da fare in particolare sul Piano d' Assetto dove le proposte dei sindaci potranno essere insieme condivise ed insieme sostenute; la conflittualità non paga come non paga lo sminuire e disconoscere il lavoro degli altri.

Concludo osservando che l'idea dei Parchi coordinati dall'A.R.P (agenzia regionale dei parchi) non cambierebbe sostanzialmente le cose e non porterebbe quei benefici di risparmio auspicati da Della Rocca.

Sono fermamente convinto che una maggiore distanza si creerebbe tra Ente e Comuni, del tipo evidenziato dal Presidente al punto del suo articolo dove chiede "di sospendere l'istruttoria delle correzioni e modifiche al Piano d'Assetto operata proprio dai tecnici incaricati dall'A.R.P", causata a mio avviso esclusivamente dalla mancanza di dialogo e di rapporti con l'A.R.P stessa.

Cordiali saluti,

Il Commissario
Giovanni Vassallo

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