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Sul Centro di Ricerche "Bonomo", il Parco Nazionale dell'Alta Murgia c'è sempre stato

(Gravina in Puglia, 12 Lug 17) Il carro di giuste lamentazioni che si sta muovendo per l'inattività del Centro Ricerche "Bonomo" ad Andria-Castel del Monte e la ricerca di nuove risorse, non solo finanziarie, per la sua riattivazione, non trovano l'Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia impreparato e disinteressato.

Già tra il 2008 ed il 2011 l'Ente Parco ha messo a punto un progetto di recupero funzionale di un fabbricato sito nel compendio del Centro "Bonomo" assieme ad un progetto per la costituzione di un Centro Formazione e Studi di Ecologia Rurale in Ambiente Mediterraneo (CEFRAM) nello stesso Parco Nazionale. Un progetto definito sia a livello ingegneristico ed architettonico che per le linee di ricerca. La finalità del Centro Studi era la formazione degli operatori agro-silvo-pastorali, dei professionisti del settore e la ricerca scientifica. Inoltre si prevedeva la divulgazione delle conoscenze, oltre alle azioni di educazione e di informazione ambientale, indirizzata alla popolazione locale, ai turisti ed ai visitatori di altre Nella proposta era anche previsto un "Ecosito mediterraneo sui cambiamenti climatici e la sostenibilità".

La proposta dell'Ente Parco, fu fatta propria dall'allora Provincia di Bari con Deliberazione della Giunta Provinciale n. 196 del 21/11/2007 con la quale venne approvato il progetto preliminare per il recupero dell'edificio individuato, con una spesa di 500.000,00 Euro a carico del bilancio dell'Ente Parco.

Il progetto complessivo fu inviato a tutti gli attori istituzionali competenti (dal Comune di Andria all'allora neo istituita Provincia BAT, alla Regione Puglia - per poter ottenere finanziamenti a valere sui Fondi Strutturali -), ma nessuno ha fino ad oggi risposto.

«Siamo nel 2017 ed assistiamo ancora ad un deprecabile immobilismo sull'infausto destino del Centro Ricerche "Bonomo" - afferma il Vice Presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, Cesareo Troia - dimenticando l'attenzione che fu posta dall'Ente sul futuro del Centro Ricerche, già da 10 anni fa e che avrebbe rivitalizzato quell'importante presidio culturale e scientifico, strategico per la provincia BAT e per il Parco. Ora torniamo, con caparbietà a proporre quel progetto, ancora valido ed attuale. La nostra speranza è che gli amministratori locali vogliano considerare la proposta e soprattutto rilanciare fattivamente quel polo di ricerca, fondamentale per la prevalente economia agricola territoriale. Sarà premura dell'Ente convocare un tavolo istituzionale di confronto sulle reali volontà per cercare di dare seguito a quel progetto, perché tutto è ancora di un'attualità straordinaria. Ma, inevitabilmente, le risorse finanziarie per avviare le attività devono essere reperite con la collaborazione di chi gestisce i finanziamenti comunitari per l'agricoltura e per la tutela ambientale».

«Il progetto del CEFRAM rappresenterebbe un'occasione importantissima per il territorio - aggiunge il Direttore dell'Ente Parco, Fabio Modesti -. Le linee di ricerca furono allora messe nero su bianco, con il Presidente Girolamo Pugliese e con il fondamentale ausilio di Giuseppe Scarascia Mugnozza, in quel periodo componente del Consiglio Direttivo del Parco, traguardando l'ambito regionale e nazionale per proporre il Centro quale punto di incontro e di scambio di esperienze e di conoscenze anche e soprattutto per il contrasto ai cambiamenti climatici. Noi siamo disponibili a riprendere il dialogo ma, questa volta, su basi solide e per un interesse concreto».

 
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