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MAB UNESCO NEL MONDO

(Sassalbo, 27 Mar 16) Il programma Uomo e Biosfera dell'Unesco lanciato nel 1971 vive oggi, più di 40 anni dopo, "il suo momento magico" in tutto il mondo. Sono l'attualità e la drammaticità delle sfide dello sviluppo sostenibile a renderlo tale, nei paesi poveri come nei paesi ricchi, nelle terre alte in cui scompaiono i ghiacciai e nelle isole basse minacciate dall'innalzarsi del livello del mare. Il Consiglio Internazionale MaB ICC ha definito nei giorni scorsi a Lima(Perù) il suo Piano d'Azione 2016-2025.
Ne sono partecipi e protagoniste le 675 Riserve dell'Uomo e della Biosfera presenti in 125 diversi Paesi.
Queste Riserve, tra le quali il nostro Appennino Tosco-Emiliano, non sono i luoghi delle capitali del mondo, non sono i centri della finanza e della comunicazione.
Sono territori e comunità a volte ben conosciuti, ma più spesso senza nome e notorietà, non baciati dalla gloria dei media,ma ricchi di acqua, di ambiente, di paesaggio, spesso di ottimi prodotti agricoli e saperi tradizionali.

Sono comunità piccole e medio piccole che si alzano, si sollevano dalla condizione di periferia, proclamano un orgoglio di appartenenza, riconoscono il valore della propria terra e si impegnano su programmi di scala locale ma di valore e connessione mondiale, per aumentare conoscenze, capacitazioni, innovazioni per lo sviluppo sostenibile del pianeta.
E' impressionante la ricchezza e la varietà dei protagonisti e ancor più lo è la comunanza dei valori che esprimono al di là di altitudini e longitudini, al di là di religioni, culture e gradi di sviluppo e di reddito.
E' una globalizzazione attiva, propositiva e dialogante, che parte dalle aree rurali e anziché coinvolgerle passivamente, le propone come protagoniste.
Si tratta di una rete di vere e proprie comunità, con le loro istituzioni locali ma altresì con le loro associazioni, imprese e le persone in carne e ossa.
Vista da vicino è una forza grande e inimmaginabile che sale dalle periferie del mondo e tenta di misurarsi con le più difficili sfide di questa epoca.
L'Unesco è nata nel primo dopo guerra con la missione della pace.
Ha inaugurato il nuovo millennio affiancando al tema della pace la sfida dello sviluppo sostenibile.
La più famosa rete "Patrimonio dell'umanità" ha il compito di conservare l'"Heritage", il grande patrimonio culturale accumulato nei secoli passati.
La rete Uomo e Biosfera ha l'obiettivo di rinnovare, di costruire una convivenza migliore con l'umanità il pianeta e con se stessa.
Anche in Italia la rete sta crescendo per le iniziative del Ministero dell'Ambiente, ma anche per una spinta molto forte che sale dal basso in particolare dalle aree protette.

Tra il 2013 e 2016 è raddoppiata in Italia l'ampiezza dei territori MaB.
Sono state riconosciute sei nuove riserve mentre alcune già esistenti si sono grandemente ampliate e hanno ripreso iniziativa.
Tra queste c'è il nostro Appennino tosco-emiliano insieme con altre 13 realtà italiane.
Da ultimo a Lima ha ricevuto il riconoscimento la "Collina Po" con il suo parco regionale e la città di Torino.
La Selva Pisana ha cambiato il proprio in Selva costiera Toscana triplicando il suo areale con l'inclusione di zone di mare e di terra nei comuni di Pisa e Lucca.
Ora il sistema Po dalle sorgenti del Monviso attraverso le più importante realtà urbane fino al suo delta è centro di programmi di azioni MaB.

Anche tra Arcipelago Toscano, Costiera Toscana e Appennino toscano corre un filo e una visione dell'Uomo e Biosfera che tende a inquadrare nell'ottica della crescita sostenibile interi sistemi territoriali o contigui finora vissuti separatamente. A Lima, inoltre, sono stati fissati due importanti appuntamenti della rete Mab in Italia: un meeting mondiale dei giovani nel Delta Po nel settembre 2017; e, prima ancora,proprio qui da noi, un Seminario internazionale su Mab, Branding, prodotti e enogastronomia, in occasione del festival del Prosciutto di Parma che si terrà a Langhirano tra fine agosto e i primi di settembre del 2016.
E' una grande opportunità ed è una grande responsabilità, in un contesto di stagnazione economica e di debolezza della politica, costruire dal basso reti portatrici di visioni unificanti e verificate a scala internazionale da una grande agenzia ONU come è l'Unesco.
Toccarne da vicino le dimensioni, i contenuti, le emozioni e le persone protagoniste a Lima è stata un'esperienza forte, quasi una vertigine, per la grandezza della sfida, enorme a confronto con le forze e le risorse modeste che abbiamo e rappresentiamo.
E' comunque una sensazione positiva che dobbiamo distribuire, trasformare in fiducia e azione condivisa... Yes,we can !... Si può fare!

Fausto Giovanelli, presidente PNATE

 
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